21/12/2005
IL NODO DI CASALECCHIO AL CIPE IL 21 GENNAIO (Agenzia DIRE)

STRADE BOLOGNA. IL NODO DI CASALECCHIO AL CIPE IL 21 GENNAIO

VERTICE IN COMUNE CON IL SOTTOSEGRETARIO

(DIRE) -BOLOGNA- Il nodo ferro-stradale di Casalecchio approderà al Cipe il prossimo 21 gennaio. La promessa è arrivata oggi al termine di una conferenza, nella sala consiliare del Comune alle porte di Bologna, da parte del sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Silvano Moffa. L'incontro, voluto e organizzato dal senatore ed ex-sindaco di Bologna Walter Vitali, è servito per fare un resoconto della situazione della viabilità stradale, autostradale e ferroviaria della Valle del Reno, con particolare attenzione alle questioni della nuova Porrettana, della variante di valico e della linea ferroviaria Bologna-Porretta Terme-Pistoia.

Il sindaco di Casalecchio, Simone Gamberini, si è detto "molto soddisfatto" in particolare per il progetto della statale Porrettana, che approderà finalmente in sede "Cipe", dove verranno stanziati i finanziamenti necessari per completare l'opera. "Auspichiamo- afferma Gamberini- che il progetto della nuova Porrettana rientri nelle priorità dei lavori del ministero".

La realizzazione del progetto, la cui prima bozza risale addirittura al 1965, in realtà è già cominciata, con il primo stralcio realizzato da Anas tra il '99 e il 2001 con la realizzazione dello svincolo Meridiana-Casalecchio centro, e con i lavori (il cui termine è previsto per la primavera prossima) nel tratto del Comune di Sasso Marconi per la costruzione dello svincolo in località Cinque Cervi e il conseguente collegamento con il nuovo tracciato autostradale della A1, in seguito alla realizzazione della variante di valico. Il progetto che a gennaio approderà al Cipe riguarderà quindi il tratto "casalecchiese" della Porrettana, ovvero un tracciato di quattro chilometri di cui circa tre in zona urbana.

Buona parte della nuova Porrettana dovrebbe essere in galleria con l'uscita in superficie in località S.Biagio, in parallelo con la linea ferroviaria, a doppio binario, che verrebbe realizzata anch'essa sottoterra insieme alla stazione di Casalecchio centro. In questo modo verrebbe eliminato il passaggio a livello di via Marconi, portando alla velocizzazione sia del traffico ferroviario che di quello su gomma. L'opera, che ha un costo complessivo di 157 milioni di euro, è già finanziata in parte da Anas e Rfi, il cui contributo si aggira intorno ai 50 milioni. Questo è un motivo in più di ottimismo per Gamberini perché, spiega, "non sono molti i progetti sottoposti al Cipe che sono già finanziati per un terzo".

I vantaggi della nuova Porrettana sarebbero molti, a cominciare dallo snellimento del traffico. "Abbiamo previsto- spiega il sindaco di Sasso Marconi Marilena Fabbri- che con la nuova strada si scaricherebbe circa il 50% del traffico". Sulla statale 64, infatti, ad oggi transitano, nel solo territorio di Sasso Marconi, ben 13.000 veicoli al giorno, con il maggiore movimento che si concentra intorno a Borgonuovo, cioè al confine con il territorio comunale di Casalecchio. La realizzazione della strada deve però essere inserita in un "piano integrato dei trasporti", che coinvolga cioè anche il tratto autostradale e la ferrovia, in modo da fornire ai cittadini "valide alternative per spostarsi". Attualmente, però, sul tema Porrettana rimangono ancora delle questioni aperte. Innanzitutto, sottolinea Fabbri, "va risolto il nodo di Casalecchio, che costituirà altrimenti un imbuto alla nuova strada e anzi, creerebbe il rischio di non poter aprire addirittura la nuova Porrettana".

L'altro grosso intoppo, invece, è costituito dall'attuale tratto della statale 64 denominato "Rupe", in zona Marzabotto. "E' un tratto piccolo- spiega Fabbri- ma non solo crea un imbuto, in quanto la strada è costruita proprio a ridosso di una rupe, ma è anche a rischio frane a causa della presenza di numerose gallerie e cave. Anas ha già speso un miliardo di vecchie lire per imbrigliarla, ma il rischio sicurezza rimane".

Pasquale Colombi, presidente della comunità montana "Alta e madia valle del Reno", non usa invece mezzi termini sul tema. "E' una prospettiva drammatica, di chiusura a monte e declino socio-economico dell'intera zona". Colombi è preoccupato essenzialmente dalla chiusura della vecchia strada Porrettana, con la nuova ancora in fase di piena realizzazione. "Per scendere a valle- spiega- i cittadini della comunità montana hanno due possibilità: o la Porrettana o l'autostrada. Con la chiusura della vecchia statale e l'apertura della variante di valico, che prevedono la contemporanea apertura del nuovo casello sull'A1 di Cinque Cervi e lo smantellamento dell'attuale casello di Sasso- prosegue- per prendere l'autostrada si dovrà arrivare fino alla valle del Setta dov'è posta la nuova entrata autostradale, attraversando cioè un valico e due valli, oppure incolonnarsi sulla nuova Porrettana, a una corsia per senso di marcia, fino a Casalecchio".

Sulla questione dell'integrazione con la ferrovia si concentra invece Vitali, che afferma: "dobbiamo puntare anche sul Sistema ferroviario metropolitano, che ha grandi potenzialità", ma non pienamente espresse. In particolare, "nonostante i grossi problemi di sicurezza e di carenza del servizio, la linea Bologna-Porretta trasporta ogni giorno 13.000 passeggeri". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Colombi, secondo cui "l'accordo del '97 sul Sfm va rispettato nella sua interezza", a partire dal "raddoppio ferroviario tra Casalecchio e Sasso Marconi". Senza questi investimenti, prosegue Colombi, non possono essere sfruttate le "valenze economiche della linea", ma si continuerebbe "ad arretrare".

Per quanto riguarda la Porrettana, poi, Vitali invita il ministero a "procedere con più determinazione insieme alla Regione Emilia-Romagna per risolvere i problemi legati al nodo di Casalecchio e delle Rupe", ma soprattutto chiede che il Governo stabilisca che "la Porrettana deve essere l'unico corridoio con la Toscana", senza dover costruire nuove tratte come "la Lucca-Modena".