STRADE BOLOGNA. IL NODO DI CASALECCHIO AL CIPE
IL 21 GENNAIO
VERTICE
IN COMUNE CON IL SOTTOSEGRETARIO
(DIRE)
-BOLOGNA- Il nodo ferro-stradale di Casalecchio approderà
al Cipe il prossimo 21 gennaio. La promessa è arrivata
oggi al termine di una conferenza, nella sala consiliare
del Comune alle porte di Bologna, da parte del sottosegretario
del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Silvano
Moffa. L'incontro, voluto e organizzato dal senatore ed
ex-sindaco di Bologna Walter Vitali, è servito
per fare un resoconto della situazione della viabilità
stradale, autostradale e ferroviaria della Valle del Reno,
con particolare attenzione alle questioni della nuova
Porrettana, della variante di valico e della linea ferroviaria
Bologna-Porretta Terme-Pistoia.
Il
sindaco di Casalecchio, Simone Gamberini, si è
detto "molto soddisfatto" in particolare per
il progetto della statale Porrettana, che approderà
finalmente in sede "Cipe", dove verranno stanziati
i finanziamenti necessari per completare l'opera. "Auspichiamo-
afferma Gamberini- che il progetto della nuova Porrettana
rientri nelle priorità dei lavori del ministero".
La
realizzazione del progetto, la cui prima bozza risale
addirittura al 1965, in realtà è già
cominciata, con il primo stralcio realizzato da Anas tra
il '99 e il 2001 con la realizzazione dello svincolo Meridiana-Casalecchio
centro, e con i lavori (il cui termine è previsto
per la primavera prossima) nel tratto del Comune di Sasso
Marconi per la costruzione dello svincolo in località
Cinque Cervi e il conseguente collegamento con il nuovo
tracciato autostradale della A1, in seguito alla realizzazione
della variante di valico. Il progetto che a gennaio approderà
al Cipe riguarderà quindi il tratto "casalecchiese"
della Porrettana, ovvero un tracciato di quattro chilometri
di cui circa tre in zona urbana.
Buona
parte della nuova Porrettana dovrebbe essere in galleria
con l'uscita in superficie in località S.Biagio,
in parallelo con la linea ferroviaria, a doppio binario,
che verrebbe realizzata anch'essa sottoterra insieme alla
stazione di Casalecchio centro. In questo modo verrebbe
eliminato il passaggio a livello di via Marconi, portando
alla velocizzazione sia del traffico ferroviario che di
quello su gomma. L'opera, che ha un costo complessivo
di 157 milioni di euro, è già finanziata
in parte da Anas e Rfi, il cui contributo si aggira intorno
ai 50 milioni. Questo è un motivo in più
di ottimismo per Gamberini perché, spiega, "non
sono molti i progetti sottoposti al Cipe che sono già
finanziati per un terzo".
I
vantaggi della nuova Porrettana sarebbero molti, a cominciare
dallo snellimento del traffico. "Abbiamo previsto-
spiega il sindaco di Sasso Marconi Marilena Fabbri- che
con la nuova strada si scaricherebbe circa il 50% del
traffico". Sulla statale 64, infatti, ad oggi transitano,
nel solo territorio di Sasso Marconi, ben 13.000 veicoli
al giorno, con il maggiore movimento che si concentra
intorno a Borgonuovo, cioè al confine con il territorio
comunale di Casalecchio. La realizzazione della strada
deve però essere inserita in un "piano integrato
dei trasporti", che coinvolga cioè anche il
tratto autostradale e la ferrovia, in modo da fornire
ai cittadini "valide alternative per spostarsi".
Attualmente, però, sul tema Porrettana rimangono
ancora delle questioni aperte. Innanzitutto, sottolinea
Fabbri, "va risolto il nodo di Casalecchio, che costituirà
altrimenti un imbuto alla nuova strada e anzi, creerebbe
il rischio di non poter aprire addirittura la nuova Porrettana".
L'altro
grosso intoppo, invece, è costituito dall'attuale
tratto della statale 64 denominato "Rupe", in
zona Marzabotto. "E' un tratto piccolo- spiega Fabbri-
ma non solo crea un imbuto, in quanto la strada è
costruita proprio a ridosso di una rupe, ma è anche
a rischio frane a causa della presenza di numerose gallerie
e cave. Anas ha già speso un miliardo di vecchie
lire per imbrigliarla, ma il rischio sicurezza rimane".
Pasquale
Colombi, presidente della comunità montana "Alta
e madia valle del Reno", non usa invece mezzi termini
sul tema. "E' una prospettiva drammatica, di chiusura
a monte e declino socio-economico dell'intera zona".
Colombi è preoccupato essenzialmente dalla chiusura
della vecchia strada Porrettana, con la nuova ancora in
fase di piena realizzazione. "Per scendere a valle-
spiega- i cittadini della comunità montana hanno
due possibilità: o la Porrettana o l'autostrada.
Con la chiusura della vecchia statale e l'apertura della
variante di valico, che prevedono la contemporanea apertura
del nuovo casello sull'A1 di Cinque Cervi e lo smantellamento
dell'attuale casello di Sasso- prosegue- per prendere
l'autostrada si dovrà arrivare fino alla valle
del Setta dov'è posta la nuova entrata autostradale,
attraversando cioè un valico e due valli, oppure
incolonnarsi sulla nuova Porrettana, a una corsia per
senso di marcia, fino a Casalecchio".
Sulla
questione dell'integrazione con la ferrovia si concentra
invece Vitali, che afferma: "dobbiamo puntare anche
sul Sistema ferroviario metropolitano, che ha grandi potenzialità",
ma non pienamente espresse. In particolare, "nonostante
i grossi problemi di sicurezza e di carenza del servizio,
la linea Bologna-Porretta trasporta ogni giorno 13.000
passeggeri". Sulla stessa lunghezza d'onda anche
Colombi, secondo cui "l'accordo del '97 sul Sfm va
rispettato nella sua interezza", a partire dal "raddoppio
ferroviario tra Casalecchio e Sasso Marconi". Senza
questi investimenti, prosegue Colombi, non possono essere
sfruttate le "valenze economiche della linea",
ma si continuerebbe "ad arretrare".
Per
quanto riguarda la Porrettana, poi, Vitali invita il ministero
a "procedere con più determinazione insieme
alla Regione Emilia-Romagna per risolvere i problemi legati
al nodo di Casalecchio e delle Rupe", ma soprattutto
chiede che il Governo stabilisca che "la Porrettana
deve essere l'unico corridoio con la Toscana", senza
dover costruire nuove tratte come "la Lucca-Modena".
|