ELEZIONI/BOLOGNA. CANDIDATI FIRMANO PATTO ANTI-TRADIMENTI

"SEMPRE CON PRODI O CI SI DIMETTE": OK DA 15 DELL'UNIONE

(DIRE) - BOLOGNA, 5 Aprile - A Bologna i candidati del centrosinistra firmano un "patto" con i loro elettori con l'obbligo di non cambiare giacca. Nella sorta di versione "dal basso" del celebre "Contratto con gli Italiani", firmato unilateralmente da Silvio Berlusconi nel 2001, e che impegna per ora una quindicina di candidati dell'Unione, c'è anche un "vincolo di coalizione che garantisca al governo di Romano Prodi il sostegno dei partiti della colazione per una intera legislatura".

Flavio Fusi Pecci, uno dei leader della rete Unirsi che ha chiesto l'adesione dei futuri parlamentari, spiega: "L'eletto può cambiare idea, basta che lo spieghi a chi lo ha delegato e ne tragga le dovute conseguenze", cioè, detto come va detto, "si tolga dai piedi". Oltre alla fedeltà alla causa Prodi, candidati come Walter Vitali, Katia Zanotti, Donata Lenzi, Federico Enriques, Alfiero Grandi (tutti dei Ds), Antonio La Forgia, Teresa Marzocchi (Margherita), Titti De Simone (Prc), Paolo Cento e Gianluca Borghi (Verdi) si impegnano alla massima trasparenza nel dichiarare tutte le loro appartenenze a gruppi o partecipazioni a società, ad evitare ogni conflitto di interesse (dimettendosi nel caso da altri incarichi incompatibili "per inopportunità o solo per problemi di tempo") e a rendere conto agli elettori una volta all'anno sulla loro attività.

In più, elenca ancora il "Patto di responsabilità" presentato da Unirsi e dai candidati dell'Unione che l'hanno sottoscritto, gli eletti promettono di cambiare la legge elettorale "entro un anno" e a fare approvare una legge sui partiti all'insegna della trasparenza e della "selezione partecipata delle candidature".

Infatti, "non siamo affatto contenti di come si è arrivati a designare i candidati", precisano le associazioni con Fusi Pecci. "Da tutti i partiti del centrosinistra - assicura poi il portavoce di Unirsi - c'è un generale consenso a prendere questo documento come un segnale preciso della città di Bologna".

Il vincolo di coalizione richiesto dalle associazioni è, secondo il senatore diessino uscente Vitali, "il più importante e anche il più difficile, vista la legge elettorale che abbiamo". Secondo l'ex sindaco di Bologna, "non è sufficiente il rapporto tra i gruppi parlamentari a Roma e tra le segreterie dei partiti. Bisogna fare rivivere la grande stagione che ha portato alla vittoria di Cofferati" alle amministrative 2004. Ma Federico Enriques, proveniente dal mondo dell'associazionismo, giudica "non completamente soddisfacente" il rapporto con l'attuale primo cittadino. Ed Elisabetta Possati, segretario provinciale Udeur, dice: "Il patto con Cofferati non è stato mantenuto fino in fondo, ma questa è l'occasione per riprovarci".

Donata Lenzi, consigliera comunale e candidata della Quercia, applaude l'iniziativa ma lamenta l'oscuramento dei candidati in carne ed ossa dalle elezioni. "E' stata una campagna elettorale anonima - afferma - non ci sono facce sui manifesti tranne quelle dei leader. La gente non sa chi sta eleggendo e questa è una perdita di democrazia". Alcuni dei firmatari del "patto" coi cittadini di Unirsi, come Laura Grassi (Repubblicani) o Pietro Mannini (Pdci), hanno poche speranze di essere eletti: "Vuol dire che agli incontri verremo come elettori", si consola Mannini. La Forgia propone di fissare il primo incontro coi cittadini a sei mesi dal voto: a quella data l'ex presidente del Consiglio regionale rimanda un primo bilancio sull'iniziativa.

testo del PATTO DI RESPONSABILITA' TRA CANDIDATI ED ELETTORI