Il Bologna è la stata la vittima numero uno della
cupola che dettava legge nel mondo del calcio professionistico
ed è giusto reclamare giustizia, come ha chiesto
il Presidente Alfredo Cazzola.
Aveva ragione
Giuseppe Gazzoni a denunciare le scorrettezze e le irregolarità
amministrative che favorivano alcune squadre come la
Lazio e non solo. Per questo il Bologna è stato
punito, e lo dimostrano in modo inequivocabile le intercettazioni
del Presidente di quella società, Lotito.
Il Bologna
non chiede trattamenti di favore e continuerà
a battersi per riconquistare la A sul campo.
La giustizia
che gli è dovuta è inscindibilmente legata
alle conseguenze che si trarranno dal terremoto in corso.
Dopo uno scossone così violento ci vuole estrema
decisione se si vuole riconquistare un minimo di credibilità,
poiché i tifosi e gli amanti dello sport sono
disgustati.
Primo: se
ne devono andare tutti quelli che, direttamente o indirettamente,
hanno responsabilità in questa vicenda. Il Presidente
della Lega Calcio Adriano Galliani, protagonista di
un gigantesco conflitto di interessi con Mediaset, non
può pensare di rimanere impunemente al suo posto.
Secondo:
sulla base degli elementi che emergono dalle indagini
della magistratura, e dopo l’annunciato commissariamento
della FIGC, la giustizia sportiva deve esaminare le
diverse posizioni e decidere con il massimo di rigore
e di severità.
Terzo: non
occorrono nuove Commissioni parlamentari d’inchiesta;
basta attuare le conclusioni dell’indagine conoscitiva
sul calcio professionistico della Commissione cultura
della Camera della scorsa legislatura che per due anni
sono rimaste nel cassetto.
La Commissione
è giunta a quelle conclusioni recependo anche
alcune proposte di Giuseppe Gazzoni. Esse prevedono:
l’istituzione di un’Autorità indipendente
di controllo dalle cui segnalazioni far derivare le
sanzioni per le singole società; l’introduzione
di tetti salariali per gli ingaggi dei giocatori e di
altre indispensabili misure di moralizzazione; la revisione
del sistema di mutualità e la cessione collettiva
dei diritti televisivi; la progressiva cessione degli
stadi alle società di calcio.
Bologna,
14 maggio 2006