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11/10/11
Vitali: "Modifiche al decreto Sviluppo per rilanciare la città"
Agenzie ANSA e DIRE
E A NOVEMBRE LABORATORIO URBANO FORNIRÀ UN CONTRIBUTO SU WELFARE
Alla proposta sul trasporto pubblico, Vitali ha intenzione di affiancare altri due emendamenti al decreto Sviluppo: uno per il risparmio energetico nelle città, che dia "incentivi e regole per indirizzare l'edilizia verso la riqualificazione" delle aree già costruite, bloccando il consumo del suolo. Il secondo riguarda "lo sviluppo digitale" dei centri urbani, ovvero l'estensione del cablaggio e della banda larga da finanziare con "le risorse aggiuntive ottenute dall'asta delle nuove frequenze per i cellulari". Le tre proposte derivano dal lavoro svolto dall'associazione Laboratorio Urbano, di cui Vitali è promotore, e sono contenute anche nel Libro bianco sulle città realizzato dal Consiglio italiano per le scienze sociali, che sarà presentato a Bologna il prossimo 14 ottobre nella sala Silentium di vicolo Bolognetti.
A novembre, Laboratorio urbano presenterà anche un proprio documento sul welfare. "Noi siamo a favore del principio di sussidiarietà, ma che sia bene inteso- afferma Vitali- non che venga scoperta solo quando ci sono delle difficoltà e c'è da tagliare il pubblico. Bisogna dare un ruolo alla società civile e ai cittadini, ma senza la scomparsa del pubblico, che anzi deve avere una presenza più forte in termini di controllo e indirizzo strategico".
Tra gennaio e febbraio, invece, Laboratorio urbano organizzerà un "town meeting", chiamando a raccolta i bolognesi perché propongano la loro visione sul futuro della città. "Speriamo di avere migliaia di persone - afferma Vitali - vorremmo inserire l'evento nell'ambito della discussione sul Piano strategico".
Nel frattempo, continua la battaglia di Vitali in Parlamento sulla Città metropolitana. Il senatore Pd proporrà al neo-presidente dell'Anci, Graziano Delrio, di costituire un coordinamento dei sindaci metropolitani in seno all'associazione dei Comuni. "Anche Confindustria - sottolinea il senatore - sta creando un coordinamento tra le città metropolitane". In Parlamento, Vitali spera di ottenere entro gennaio (per evitare il rinvio nel caso cada il Governo) l'approvazione della Carta sulle autonomie locali o, in alternativa, lo stralcio della norma solo sulle città metropolitane.
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I contenuti del 'Libro', ha spiegato l'ex sindaco, sono in sintonia con le riflessioni fatte dal Laboratorio e con un suo ordine del giorno presentato insieme al Terzo Polo e all'Idv e accolto dal Governo, proprio sulla valorizzazione delle città.
“Bisogna arrivare ad uno sblocco della questione urbana in Italia”, ha detto. Nell'odg, infatti, si impegna l'esecutivo a predisporre un'agenda urbana nazionale e a costituire un comitato interministeriale per le politiche urbane.
I primi tre punti elencati, ha spiegato ancora, saranno anche la base per emendare il prossimo provvedimento sulla crescita.
Come risorse da utilizzare per attuare le proposte, si pensa ad una patrimoniale, ad un “piano serio di dismissione dei patrimoni pubblici” e ad una “forte aggressione delle sfere inutili degli apparati pubblici”. Per quanto riguarda, invece, il tema delle realtà metropolitane, il senatore ha detto di augurarsi che, nel caso in cui non venga approvata in Parlamento la Carta delle Autonomie, “si possa almeno stralciare la norma specifica sulle città metropolitane”.
La presentazione del 'Libro Bianco' sarà venerdì alle 17 nella 'Sala Silentium' del quartiere San Vitale, vicolo Bolognetti 2 a Bologna. Ne discuteranno Paola Bonora, docente universitario e componente del Laboratorio Urbano, Giuseppe DeMatteis, coordinatore della Commissione CSS e Marco Cammelli, docente di diritto amministrativo e presidente della Fondazione del Monte.
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RASSEGNA STAMPA
"Modifiche al decreto per i bus" L'INFORMAZIONE di BO, 11/10/2011
Città del futuro, i 5 punti di Vitali CORRIEREDI BOLOGNA, 11/10/2011
Laboratorio Urbano. Cinque proposte di Vitali per il decreto sviluppo L'UNITA' ed. Emilia-Romagna, 11/10/2011
Un articolo sul BLOG di Andrea Chiarini (www.LaRepubblicaBOLOGNA.it)
In Italia siamo all'incrocio di tre crisi che investono contemporaneamente i partiti e la politica: la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica, il discredito dei partiti in quanto destinatari di risorse pubbliche e la cosiddetta "democrazia senza partiti".