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19/05/10

Federalismo demaniale: "Il PD si è astenuto perché ha contribuito a riscrivere il decreto. Ma la tentazione di votare contro è stata forte"

Dichiarazione di voto del sen. Walter Vitali, capogruppo PD della Commissione parlamentare per l'attuazione del Federalismo fiscale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • IL FATTO:

 

FEDERALISMO: IN ARRIVO OK A DEMANIO, DA SPIAGGE A FONDO PEREQUAZIONE

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - Il demanio marittimo andrà direttamente alle regioni, arriva il fondo di perequazione per i debiti locali e pubblici e il fondo immobiliare sarà aperto a privati. Sono le principali novità del decreto attuativo del federalismo demaniale, che domani il consiglio dei ministri varerà, con le modifiche proposte dalla commissione per l'Attuazione del federalismo fiscale. Tra le novità più importanti introdotte nel decreto c'è il trasferimento del demanio marittimo e idrico, che non sarà pià proposto a regioni, comuni e province, ma sarà direttamente trasferito alle regioni, anche se non presenteranno la richiesta. Il fondo di perequazione che viene introdotto prevede che il ricavato dell'alienazione dei beni vada per il 75% a riduzione del debito degli enti, mentre il restante 25% andrà ad un fondo di ammortamento del debito nazionale.
   I fiumi di rilevanza nazionale, come il Po, resteranno allo Stato. Mentre i laghi passano alle regioni, anche se interessano più enti territoriali (lago di Garda, Maggio e d'Iseo), ma solo se trovano un'intesa. Altra novità, il fondo immobiliare pubblico si apre ai privati, anche ai fondi istituzionali, solo dopo l'avvenuta valorizzazione del bene. La Cassa depositi e prestiti potrà partecipare ai fondi immobiliari, ai quali possono essere conferiti beni.
   I Dpcm con cui saranno individuati i beni che potranno passare alle regioni, dovranno essere emanati entro sei mesi (180 giorni) dalla data di entrata in vigore del decreto. Mentre gli enti interessati ad acquisire i beni avranno 60 giorni di tempo per presentare la domanda. E l'Agenzia del demanio avrà 45 giorni per stilare l'elenco dei beni esclusi dal trasferimento, accompagnato con le motivazioni che hanno portato all'esclusione del bene.
   Il decreto ha l'obiettivo di individuare i beni immobili, attualmente gestiti dello Stato, che possono essere trasferiti a regioni ed enti locali. Il passaggio di proprietà potrà avvenire dietro richiesta degli enti e senza alcun pagamento da parte di questi. Regioni, province, comuni e comunità montane, in cambio, ''sono tenuti a garantire la massima valorizzazione funzionale''.
   Nella lista dei trasferibili sono inclusi beni del demanio idrico, marittimo, aeroporti di interesse locale, alcuni immobili della difesa e beni paesaggistici. La selezione spetta allo Stato, che dovrà scegliere ''secondo i criteri di territorialità, sussidiarietà, adeguatezza, semplificazione, capacità finanziaria, correlazione con competenze e funzioni, nonché valorizzazione ambientale''.
   Il decreto stabilisce che i beni statali sono attribuiti in prima istanza ai Comuni, in virtù del loro radicamento sul territorio. In seconda battuta, nel caso in cui l'entità o la tipologia dei singoli beni trasferiti richieda una gestione unitaria, i beni vengono attribuiti a livelli di governo superiori. Gli elenchi saranno creati entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto legislativo, grazie a uno o più Dpcm. Le regioni e gli enti locali che intendono acquisire i beni statali inseriti negli elenchi dovranno presentare, entro 60 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri, la richiesta all'Agenzia del demanio.
   Un altro dpcm, che sarà emanato entro 60 giorni, stabilisce l'attribuzione dei beni. Entra in vigore dalla data di pubblicazione nella gazzetta ed e' valido per la trascrizione e per la voltura catastale dei beni a favore degli enti. Decorsi i 36 mesi dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, ''i beni per i quali non si è proceduto alla stipula degli accordi di programma o dei protocolli d'intesa rientrano nella piena disponibilità dello Stato''.
   Le amministrazioni statali, insieme all'elenco dei beni che potranno essere trasferiti, dovranno comunicare in modo adeguato all'Agenzia del demanio gli elenchi dei beni esclusi dal trasferimento. E la stessa Agenzia del Demanio compila l'elenco relativo ai propri beni.
   Nella lista dei 'trasferimenti' possono rientrare: beni appartenenti al demanio marittimo e relative pertinenze, con esclusione di quelli direttamente utilizzati dalle amministrazioni statali; beni appartenenti al demanio idrico di interesse interregionale, regionale, provinciale o comunale e relative pertinenze, opere idrauliche e di bonifica di competenza statale; aeroporti di interesse regionale e locale appartenenti al demanio aeronautico civile statale e relative pertinenze; miniere e relative pertinenze ubicate su terraferma; beni di proprietà dello Stato, ad eccezione di quelli esplicitamente esclusi; i beni culturali e paesaggistici indicati negli accordi di valorizzazione.
 
 
 
  • LE REAZIONI DELLE FORZE POLITICHE:
 
FEDERALISMO: OK AL DEMANIO, IDV CON GOVERNO E PD SI ASTIENE

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - La commissione Bicamerale per l'attuazione del federalismo ha approvato il parere sul decreto per il trasferimento dei beni demaniali, che domani dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri.
   BOSSI, QUESTA E' PRIMA TAPPA - BERLUSCONI, STRUMENTO EFFICACE CONTRO EVASIONE -Questa è una prima tappa", commenta soddisfatto Umberto Bossi che attorno al 'cavallo di battaglia' della Lega ha raccolto l'adesione anche dell'IdV e incassato l'astensione del Pd. Contro hanno votato Api e Udc. "Quando ci sono cose importanti e sentite dalla gente -commenta il Senatur- i partiti si schierano dalla parte della gente. Sono molto contento, oggi il federalismo è partito".
   Anche Silvio Berlusconi parla del provvedimento e garantisce che "il federalismo fiscale sarà lo strumento più efficace di contrasto nei confronti dell'evasione" visto che, spiega il presidente del Consiglio, "il contribuente non spedirà più la sua denuncia dei redditi a Roma, ma la consegnerà al comune di appartenenza, dove le sue reali condizioni di vita e di eventuale benessere saranno ben note a tutti i suoi compaesani". Quindi, scommette il Cavaliere, "sono convinto che le dichiarazioni saranno più veritiere e avremo un incremento rilevante dei redditi da sottoporre all'imposizione fiscale perché nessuno vorrà incorrere nelle reprimende di chi conosce il suo tenore di vita e nelle sanzioni del fisco".
   Nel Pd, tuttavia, l'approdo all'astensione è stato travagliato: alcuni democratici erano per il sì al provvedimento, altri, come gli ex-Ppi, erano invece per il voto contrario. Spiega Beppe Fioroni: "E' stato un errore astenersi. Dovevamo votare contro".
Ribatte Emanuele Fiano: "Io sarei stato per un voto favorevole". Sintetizza Dario Franceschini: "L'astensione sul federalismo demaniale è un atteggiamento di assoluta responsabilità su uno dei pochi temi su cui e' rimasto lo spazio per un confronto politico".
   DI PIETRO, NOI RESPONSABILI MENTRE DEMOCRATICI SENZA CORAGGIO - l sostegno dell'Italia dei Valori al federalismo demaniale è stato annunciato in mattinata in una conferenza congiunta di Antonio Di Pietro e del ministro Roberto Calderoli. "Esprimo grande soddisfazione -ha detto dopo l'ok al provvedimento il leader dell'IdV- per l'approvazione del decreto sul federalismo demaniale. Come abbiamo già annunciato questa mattina, durante una conferenza stampa, l'Italia dei Valori ha contribuito attivamente alla stesura e alla modifica del testo e ribadiamo il nostro senso di responsabilità per il raggiungimento di questo risultato".
Di Pietro critica la scelta del Pd: "Ci dispiace che alcuni dopo aver contribuito a costruire un buon strumento non hanno il coraggio di assumersene la responsabilità. L'Italia dei Valori non si astiene mai, perché non è politica la politica che non decide, non sono buoni pastori quelli che non sanno indicare la strada". Quindi il leader dell'IdV sottolinea l'importanza del metodo seguito, che dimostra che "la Lega e l'Italia dei Valori hanno il coraggio di confrontarsi sui temi veri" e continueranno a farlo andando "in giro sul territorio a incontrare cittadini e amministratori per spiegare loro che cosa è questa opportunita'".
   I Verdi bocciano le scelte dell'IdV: "L'annuncio del sì al federalismo demaniale da parte di Di Pietro -attacca Angelo Bonelli- è semplicemente vergognoso".
   Quanto al voto contrario dell'Udc, spiega Gianpiero D'Alia: "Pur apprezzando lo sforzo dei relatori e del ministro Calderoli che hanno accettato alcune nostre proposte, l'Udc ha espresso un voto contrario sul federalismo demaniale perché restano molti punti oscuri e siamo certi che con questa norma si moltiplicheranno le spese per il paese in un periodo di forte crisi finanziaria".
   FRANCESCHINI, DA PARTE NOSTRA ATTEGGIAMENTO DI ASSOLUTA RESPONSABILITA' - ll Partito democratico respinge le critiche dell'IdV per aver scelto l'astensione sul federalismo demaniale. "E' un atteggiamento di assoluta responsabilità -argomenta Dario Franceschini- su uno dei pochi temi su cui è rimasto lo spazio per un confronto politico. Il federalismo, come l'assetto dello Stato, è un tema che riguarderà i prossimi anni -aggiunge il capogruppo del Pd-. Dall'inizio abbiamo scelto un atteggiamento, nella distinzione dei ruoli, aperto e di responsabilità. Tra l'altro l'astensione è arrivata dopo un profondo cambiamento nel merito del testo, che però non avrebbe giustificato un voto favorevole. Continueremo a tenere questo atteggiamento di dialogo anche sugli altri decreti attuativi".
Anche Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd, difenda la decisione: "Il Pd ha lavorato per migliorare il federalismo demaniale, ma la proposta della maggioranza è assolutamente inadeguata. Il Pd, quindi, per senso di responsabilità e in linea con l'astensione alla legge delega sul federalismo votata un anno fa, si è astenuto in commissione bicamerale. Una posizione chiara e per nulla timida".
Argomentazione che non convince Emanuele Fiano che era per votare sì: con l'astensione "veniamo accusati di essere né carne né pesce, veniamo scavalcati dall'IdV con l'accusa non di avere una posizione contraria, ma di non avere una posizione -ha detto il deputato del Pd, che è intervenuto su questo tema anche nel corso dell'assemblea del gruppo di oggi pomeriggio-. All'Assemblea del Pd ci dovrebbe essere, su questo tema di grande attualità, una discussione più approfondita".
 
  
 
  • L'OPINIONE DI WALTER VITALI:
 
 
Leggi la dichiarazione di voto del sen. Walter Vitali
(Commissione parlamentare per l'attuazione del Federalismo fiscale - seduta del 19/5)
 
 
 
  • RASSEGNA STAMPA:
 
 
Federalismo: ci sono luci e molte ombre. Diremo la nostra
Intervista a Walter Vitali su L'UNITA' ed. nazionale, 21/5/2010
 
 

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