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18/05/09

Stragi naziste: dopo 60 anni spunta a Bologna elenco vergogna

(Agenzia ANSA e Notizia da CORRIERE DI BOLOGNA on line)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agenzia ANSA:

 

STRAGI NAZISTE: DOPO 60 ANNI SPUNTA A BOLOGNA ELENCO VERGOGNA


(ANSA) - BOLOGNA, 18 MAGGIO - C'è un elenco della vergogna  tutto bolognese, rimasto ignoto per sessant'anni e che racconta  due anni di stragi e crimini nazifascisti sulla linea gotica. A compilarlo, durante la guerra, erano stati i Reali Carabinieri,  su richiesta del colonnello Romano Dalla Chiesa il 12 agosto 1944: un lavoro imponente e preziosissimo, svolto in condizioni  difficili, ma che è stato rinvenuto solo nel 2005 negli archivi del Comando regionale dell'Arma.


Nelle sue pagine ci sono riferimenti a 163 episodi che portarono a 422 vittime, circostanziati con date, descrizioni, testimonianze, nomi dei morti e persino l'indicazione dei presunti colpevoli. Alcuni sono celebri, come l'eccidio di Casteldebole o Molinaccio di Sotto, ma in gran parte si tratta  di crimini di cui è rimasta memoria solo tra la gente del luogo. La scoperta, resa pubblica dal senatore Walter Vitali che è entrato in possesso dei documenti durante i lavori della  Commissione parlamentare d'inchiesta del 2005, costringe ad aggiornare i dati delle vittime civili nella provincia di Bologna che, secondo i primi calcoli, sono ora stimabili in non meno di 1.400.


Vitali ha anche ricostruito il percorso di insabbiamento degli 'specchi' dei Carabinieri che parte, guarda caso, dall'armadio della vergogna scoperto nel 1994 a Palazzo Cesi che conteneva le inchieste sulle peggiori stragi nazifasciste in Italia. Nonostante il clamore della vicenda, la Procura Generale Militare, infatti, trattenne 273 fascicoli per, ha spiegato Vitali, "una supposta indagine storico-giudiziaria, adducendo che c'erano già stati pronunciamenti". Tutto falso, invece, tanto che Vitali ha anche denunciato alla Procura di Roma i  vertici militari, poi assolti, ma censurati dal loro organo di disciplina interno.

 

Da quei fascicoli, scoperti nel  2003, l'avvocato consulente della commissione Simone Sabattini è così arrivato all'elenco bolognese, di cui si è occupato personalmente il pm della Procura cittadina Luigi Persico. La  lista indica colpevoli tedeschi e italiani, sia in uniforme che in abiti civili e solleva il velo su episodi meno noti, come gli omicidi di padri di famiglia che tentavano di difendere le  figlie oggetto di violenza sessuale o l'impiccagione di due ragazzi ebrei.


Su alcuni casi singoli, Persico ha condotto anche ricostruzioni dettagliate e approfondite, in cerca di eventuali colpevoli ancora in vita. E' il caso dell'eccidio di cinque partigiani il 12 agosto 1944 a Porretta Terme, oggetto di un'inchiesta già nel dopoguerra e che fu archiviata il 21 novembre 1984. Troppo presto, secondo Persico, perché uno dei due italiani indicati da una testimonianza come responsabili era  ancora in vita ed è per questo che Vitali ha preannunciato una denuncia per omissione d'atti d'ufficio al magistrato che decise l'archiviazione. L'auspicio di Vitali è che ora venga istituita una Fondazione sulle stragi nazifasciste in Italia, magari con sede all'Altare della Patria: "E' tempo che lo Stato dia agli storici il libero accesso a tutti gli archivi", ha spiegato il senatore Pd, ipotizzando anche la creazione di un archivio dei crimini a livello regionale e provinciale.

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da CORRIERE DI BOLOGNA on line:

 

 

IL CASO


Armadio della vergogna, altri 422 morti


Sono vittime delle stragi nazifasciste tra il '43 e il '45. Il senatore Vitali, membro della commissione d'inchiesta sugli eccidi, ha consegnato i documenti all'Istituto Parri
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Walter Vitali

 

 

Nomi, cognomi, età, (soprattutto) il racconto circostanziato di come sono stati ammazzati. Come se l’«armadio della vergogna» si aprisse ancora una volta per sputare fuori la storia di altri 422 morti, vittime di 161 eccidi tra il 1943 ed il 1945, compiuti nel perimetro del bolognese da militari delle Ss tedesche, funzionari e milizie fasciste. Con l’aggiunta dei 770 trucidati nella settimana di sangue a Marzabotto nel’44, il bilancio accertato degli anni successivi all’armistizio sale ad una strage di 1.122 persone. È tutto documentato in alcune sezioni delle 24 corpose raccolte sugli episodi che hanno funestato l’Emilia-Romagna nel biennio ’43-’45.  Questa mattina, il senatore Pd e membro della commissione parlamentare d’inchiesta sull’occultamento dei fascicoli relativi ai crimini nazifascisti, Walter Vitali, ha consegnato il materiale, ancora inedito, all’Istituto storico Parri di Bologna. Un percorso tortuosissimo, quello che ha portato a ricostruire la storia. Gli avvenimenti bolognesi si ricollegano infatti ad eventi catalogati nel registro del cosiddetto «armadio della vergogna», scoperto nel 1994 a Palazzo Cesi a Roma, sede della Procura generale militare.  Migliaia di crimini, tutti numerati, ma quasi sempre accompagnati dalla generica ascrizione a «ignoti» appartenenti alle Ss e alla Rsi, italiani senza un volto e un nome.


LA VICENDA - Sui fatti regionali, però, nel 2004 vennero alla luce, al comando regionale dei Carabinieri, i cosiddetti specchi: schede riassuntive di numerose vicende, compilate dai Reali Carabinieri dell’Emilia-Romagna tra il ’43 ed il ’46. Gli atti sono poi passati alla commissione parlamentare: su richiesta di Vitali, poi accolta, nel gennaio 2006 sono stati trasmessi in copia alla Procura di Bologna. Il pm Luigi Persico ha aperto un fascicolo, incaricando delle indagini il maggiore Francesco Bevilacqua, comandante della sezione Informazioni del comando provinciale dei Carabinieri. Inoltre, dopo un lavoro di scrematura, le 24 raccolte sono state suddivise per aree territoriali ed i faldoni sono così stati spediti alle Procure competenti: oltre quella di Bologna, a Forlì, Modena, Ravenna, Piacenza, Ferrara e Reggio Emilia. Una volta desecretate, da narrazioni in qualche caso già conosciute (ad esempio l’eccidio di Ca' Berna, 27 vittime nel settembre ’44), ma ancora piene di zone d’ombra, quelle vicende sono quindi diventate 161 storie, accertate ed impreziosite (in alcuni casi) dalle testimonianze di chi è rimasto in vita.


LE STORIE - Il 29 settembre del 1994, località Molinaccio, Porretta Terme. La scheda numero 4 della 1^ raccolta documentaria descrive «il rinvenimento di tre cadaveri di militari nei dintorni del cimitero». A quel punto le «truppe tedesche procedettero al rastrellamento e alla fucilazione di 52 persone». Una dopo l’altra, seguono, glaciali, le schede biografiche degli assassinati. Ancora: Castiglione dei Pepoli, ore 17 del 24 luglio 1944. «Per rappresaglia a seguito dell’uccisione di un maresciallo tedesco ad opera di partigiani», reparti Ss «dopo aver percosso brutalmente» due fratelli ed una persona dall’identità sconosciuta, «li uccidevano gettandoli vivi all’interno di una casa data alle fiamme». Lizzano in Belvedere, 2 luglio ’44. La scena racconta di uno scontro a fuoco tra tedeschi e partigiani. Un antinazista «ferito gravemente, venne lasciato morire dissanguato». Agghiacciante la fine del compagno: «Viene condotto nella piazza principale di Lizzano- recita la cronaca dello specchio- e appeso per una corda legatagli alle spalle all’inferriata del palazzo municipale. Vi rimase dalle ore 11.30 alle ore 16. Dopo di che venne impiccato al bivio di Pianaccio, unitamente al compagno, che già cadavere, venne appeso alla corda». E poi piccole storie di morte. Adolfo C., 45 anni, freddato «a colpi di pistola da un soldato tedesco senza alcun motivo». E Rita Maria M., 67 anni, «uccisa da soldati tedeschi ubriachi e poi bruciata» a Castel San Pietro. Edera Z., una bambina di tre anni, arsa viva nell’incendio del suo rifugio «appiccato da soldati tedeschi» il 16 aprile del ’45 a Castel San Pietro.

 

 

 

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RASSEGNA STAMPA

 

1943-1945: quell'eccidio infinito. Dall'"armadio" escono altri morti

CORRIERE DI BOLOGNA, 19/5/2009

 

Armadio della vergogna, altri 422 morti

IL RESTO DEL CARLINO ed. BO, 19/5/2009

 

Stragi, le ultime carte dell'orrore - altre 440 vittime dei nazifascisti

IL BOLOGNA, 19/5/2008 

 

Negli archivi stragi nascoste. Vitali denuncia il Pg militare

L'UNITA' Bologna, 19/5/2009

 

Nei fascicoli occultati, omicidi di ebrei e civili inermi

L'UNITA' Bologna, 19/5/2009

 

Vitali: adesso denuncio la procura militare

REPUBBLICA BO, 19/5/2009

 

Bologna ritrova la memoria

IL MANIFESTO, 20/5/2009