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05/11/08
"Mancata copertura dell'abolizione dell'ICI, autentico disastro compiuto dal Governo ai danni dei Comuni"
Intervento in Aula del sen. Vitali durante la discussione del Decreto legge n. 154
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------
86.a SEDUTA PUBBLICA
MERCOLEDÌ 5 NOVEMBRE 2008
(Pomeridiana)
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Presidenza del presidente CHITI
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Seguito della discussione del disegno di legge:
(1083) Conversione in legge del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, recante disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali (Relazione orale)
(......)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà.
VITALI (PD). Signor Presidente, non ripeterò gli argomenti sviluppati in sede di illustrazione della questione pregiudiziale e nel corso della discussione sull'ordine dei lavori, nelle quali abbiamo sollevato con forza - ma anche credo con buona ragione - la necessità che il Governo illustri anche tecnicamente il provvedimento e gli ultimi clamorosi emendamenti che sono stati presentati a proposito di ICI; cercherò di riassumere lo stato dell'arte per quanto riguarda i Comuni come risulta dal decreto-legge n. 154, sia per quanto riguarda il 2008 che per quanto riguarda il 2009.
Anticipo subito che l'esito del mio esame è illustrare un autentico disastro che il Governo sta compiendo, con un buco di bilancio molto grave che si crea nelle casse dei Comuni per l'anno in corso e un annuncio di ulteriori riduzioni di risorse ancor più serie per l'anno 2009, tale da determinare una situazione di emergenza finanziaria per i Comuni italiani che non si è mai registrata, almeno a mia memoria.
Parto da un tema apparentemente risolto nel decreto n. 154, all'articolo 2, commi 1-5, relativo alla necessità che lo Stato ha di ripianare i Comuni per quanto riguarda il famoso gettito dell'ICI sugli immobili ex rurali. Ricordo che, per effetto della legge del 2006, furono effettuati tagli ben superiori all'aumento del gettito. Si provvide per il 2007 ed era necessario provvedere anche per il 2008. Ciò è stato fatto autorizzando la validità delle certificazioni, a copertura del taglio, effettuate dalle amministrazioni comunali.
Ma, signor Sottosegretario, signor relatore, come già sostenuto in sede di Commissione, ciò significa sostituire entrate certe, vere, gettito autentico, con un artificio contabile e quindi creare negli anni a venire uno squilibrio tra cassa e competenza nei bilanci dei Comuni che non è certo un esempio di buona amministrazione, considerato che il Governo stesso induce i Comuni a presentare bilanci non veritieri.
Quanto all'ICI, l'emendamento testé presentato testimonia in modo palmare e palese che l'opposizione ha assolutamente ragione nel sostenere che con questo decreto-legge non si copre completamente il mancato gettito ICI per i Comuni. Abbiamo sostenuto anche nella discussione svoltasi in Commissione questa mattina che i Comuni avrebbero diritto ad un ripiano ben maggiore dei 260 milioni di euro concessi in base al comma 8 dell'articolo 2 del decreto-legge. Con l'emendamento in questione il Governo riconosce che effettivamente è così e si predispone a rifondere ai Comuni un contributo in conto interessi passivi, che evidentemente i Comuni devono sborsare per effetto di minori trasferimenti.
Il conto fatto dall'ANCI dall'istituto per la finanza locale per l'ANCI riporta per il 2008 una cifra pari a 3.300 milioni di euro, di cui 2.925 milioni di euro sono stati complessivamente ristorati ai Comuni. Dunque, mancano 375 milioni di euro. È bene ricordarsi questa cifra. A ciò occorre sommare i cosiddetti costi della politica. Con la finanziaria del 2008 furono tagliati 313 milioni di euro agli enti locali, 250 milioni di euro ai comuni per i gettoni di presenza ai consiglieri comunali, sono stati accantonati 100 milioni che possono essere restituiti perché quei risparmi non si sono realizzati. Poiché risulta che sono stati realizzati autentici risparmi per soli 90 milioni di euro, mancano all'appello altri 60 milioni di euro.
Si può dunque calcolare che per il solo 2008 ai Comuni mancano 435 milioni di euro in corso d'anno, una cifra enorme. Se si considera che la legge n. 133, di conversione del decreto-legge n. 112, prevede un taglio ulteriore sul 2009 di altri 200 milioni di euro, per l'anno successivo si perviene alla cifra di 635 milioni di euro ai quali vanno sommati i 260 milioni di euro che il Governo prevede per il 2008 e che non saranno dati. In totale si sta parlando di 895 milioni di euro, una cifra veramente stratosferica che crea le condizioni, se non si provvederà in altro modo, per un dissesto generalizzato di tutte le amministrazioni comunali italiane.
In conclusione, invito il Governo a prendere in esame anche quanto da noi proposto in merito alla possibilità di introdurre regole nuove relativamente al patto di stabilità interno, almeno con riferimento agli investimenti. In una situazione in cui tutte le banche centrali e i Governi d'Europa parlano della necessità di sostenere l'economia reale, si invita il Governo a prendere in esame questo provvedimento, considerato che gli investimenti dei Comuni sono notoriamente uno dei volani fondamentali per la crescita e lo sviluppo economico del Paese.
(Applausi dal Gruppo PD)
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