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03/11/08

Atenei. PD propone riforma "ombra" sul modello francese. Vitali: progetto adatto all'Alma Mater che attrae prof e studenti

(Agenzia DIRE)

 

 

 

 

ATENEI. PD PROPONE RIFORMA "OMBRA" SUL MODELLO FRANCESE
VITALI: PROGETTO ADATTO ALL'ALMA MATER CHE ATTRAE PROF E STUDENTI


 
(DIRE) Bologna, 3 nov. - Il Partito democratico scende in campo  per riformare l'Università italiana, prendendo come modello di  riferimento il sistema francese. Dopo la proposta del referendum  abrogativo per la legge Gelmini, il Pd ora mette nero su bianco le sue proposte per riformare gli Atenei. L'Università italiana  ha infatti bisogno di "un forte risanamento, una profonda  riforma, basata sulla competizione, sulla qualita', sui criteri  di ripartizione delle risorse e sulla promozione del merito",  spiega Salvatore Vassallo, deputato Pd, oggi a Bologna con il  senatore Walter Vitali, per presentare la proposta di legge.
Vassallo è inoltre convinto della bontà della proposta e delle necessità del mondo accademico italiano che è intenzionato a  "promuovere la riforma anche a costo di entrare in conflitto con  parte dell'elettorato".  
Cuore del disegno di legge del Pd è l'istituzione di un fondo statale, finanziato con cinque miliardi di euro in cinque anni, "per la costituzione di nuovi campus universitari o la  ristrutturazione di campus esistenti, copiando il modello francese di 'Operation Campus'", spiega Vitali. Bologna inoltre  "potrebbe essere una delle città più adatte al progetto, ed  attrarre docenti e studenti di tutta Europa", aggiunge il  senatore, che immagina così realizzati "i tre progetti di campus urbani universitari, al Lazzaretto, per Ingegneria, al Navile,  per Chimica, Astronomia e Farmacia, e in via Larga, per Scienze  Motorie; inoltre potrebbe rientrare nel progetto anche il  Tecnopolo dell'ex Manifattura Tabacchi". Questo "può avere anche  un risvolto positivo sul rilancio dell'economia- aggiunge il senatore - Campus potrebbe inoltre esse strumento per la  promozione della razionalizzazione dell'offerta formativa sul  territorio, accorpando Atenei".
La proposta del Pd fa riferimento alle conclusioni della Commissione tecnica per la finanza pubblica  presieduta da Gilberto Muraro, che fino al 2007 ha studiato le  "Misure per il risanamento finanziario e l'incentivazione dell'efficacia e dell'efficenza del sistema universitario". Si  ispira inoltre alle proposte contenute nel documento di Aquis, l'Associazione per la qualità delle università statali  italiane, cui l'Alma Mater è capofila.
La legge darebbe inoltre la possibilità alle Università di aumentare le tasse di iscrizione ai corsi fino al 25% delle entrate totali (oggi il limite massimo è il 20%), ma dovrebbero destinare il 50% dell'incremento ai servizi per il diritto allo studio, come borse di studio, dato che "oggi c'è una carenza di  strutture per il diritto allo studio, in America i ragazzi che  studiano grazie a sussidi sono il 50% in Italia solo il 3%",  spiega ancora Vitali. Gli Atenei non potranno indebitarsi in  misura superiore al 3% del Fondo di finanziamento ordinario  (Ffo). Il disegno di legge propone inoltre di allocare il 5% del  Ffo  solo tra gli Atenei virtuosi, cioè quelli che spendono per  il personale una cifra inferiore al 90% del bilancio, rispondendo così ai dettami di legge. Il Comitato per la valutazione del sistema universitario assegna le risorse in base agli studenti iscritti (30%), ai risultati dei processi formativi (30%), ai risultati della ricerca scientifica (39%), certificati dall'Anvur  (Agenzia nazionale di valutazione dei sistema universitario e  della ricerca), e per un 10% in base ad incentivi specifici. La  legge prevede inoltre piani decennali di risanamento per le  Università in dissesto finanziario.
 

 

 

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