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04/10/08

Scuola: "Il Governo non acuisca la tensione, ma ascolti le ragioni della protesta"

Interrogazione dei parlamentari PD di Bologna Vitali, Lenzi e Zampa ai Ministri Gelmini, Maroni e Alfano

I parlamentari del Partito Democratico di Bologna sen. Walter Vitali e on. Donata Lenzi e Sandra Zampa hanno presentato un’interrogazione a risposta orale al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, al Ministro dell'Interno Roberto Maroni e al Ministro della Giustizia Angelino Alfano per sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere “per tener conto delle ragioni della protesta in atto in tutta la scuola primaria italiana evitando di acuire la tensione e di inasprire il conflitto in corso”.
A Bologna, come in tutto il Paese, scrivono i tre parlamentari, si stanno moltiplicando le proteste delle famiglie e degli insegnanti nei confronti della reintroduzione del maestro unico e della fine del tempo pieno nella scuola primaria, previste dal decreto legge attualmente in discussione alla Camera; le proteste hanno un carattere molto largo e coinvolgono persone di diverso orientamento politico e sindacale. Di fronte a un movimento di questa vastità e di questa estensione “il Governo dovrebbe riflettere sui propri intendimenti e avere la forza di rimetterli in discussione ascoltando le ragioni della protesta”.
Nell’atto i parlamentari ricordano che a Bologna esponenti politici appartenenti alla maggioranza di centro destra, con ripetuti inviti all'intervento di Magistratura e Forze dell'Ordine, “vogliono intimidire irresponsabilmente le famiglie e gli insegnanti impedendo che esprimano la loro opinione”, determinando fatti che acuiscono la tensione. Le forme della protesta, aggiungono, “rientrano nell'esercizio del diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero sancito dalla Costituzione, senza provocare interruzioni del servizio scolastico. Esse esprimono una legittima apprensione nei confronti degli effetti dei provvedimenti annunciati dal Governo in una provincia nella quale la qualità della scuola di base è ormai considerata come un diritto fondamentale dei cittadini”. Il ruolo delle Forze dell'ordine e della Magistratura per il rispetto delle regole, si conclude nell’interrogazione, “va esercitato tenendo conto dello stato d'animo della comunità scolastica e della necessità di contribuire a una composizione dei conflitti senza inasprire la tensione”.

 

 

 

 

Leggi "LA RIFORMA DELLA SCUOLA"

Pagina de LA REPUBBLICA ed. Bologna

(4/10/2008)

 

 

 

 

 

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