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18/07/08

Finanziaria. PD: mette in ginocchio le Comunità montane. Benamati e Vitali: tagli-boomerang; favorire unioni di Comuni

(Agenzia DIRE)

 

 

 

(DIRE) Bologna, 18 lug. - La Finanziaria prevede per le 330  Comunità montane d'Italia un taglio di trasferimenti di 90 milioni di euro nell'arco dei prossimi tre anni, con un calo dell'83% rispetto a quelli del 2007, circa 190 milioni di euro.
In Emilia-Romagna ci saranno tagli per un milione e 600 mila euro l'anno, che andranno ad erodere i circa cinque milioni di euro percepiti nel 2007. Le Comunità montane, inoltre, verranno  ridotte di numero. In Emilia-Romagna, da 18 esistenti, si dovrà passare a nove entro il 2009. A livello nazionale, solo 11 Regioni hanno già approvato leggi per la riduzione degli enti montani, che passeranno da 246 del 2007 a 142. A lanciare l'allarme sopravvivenza per le Comunità montane sono i  parlamentari del Partito democratico Gianluca Benamati e Walter  Vitali, oggi a Bologna per illustrare la mole dei tagli previsti  in Finanziaria e le proposte del Pd per il riassetto di questi  enti e delle loro competenze. "L'ultima Finanziaria Prodi, per il 2008, aveva già ridotto a circa 156 milioni i trasferimenti per le Comunità montane, ma aveva incrementato il Fondo per la  montagna a 50 milioni di euro", spiega Benamati. La prima Manovra Berlusconi invece ha ridimensionato ancora di più la cifra, "portando i trasferimenti a circa 123 milioni di euro in aggiunta a quello che già aveva tagliato Prodi, ma lasciando inalterato  il Fondo", aggiunge il deputato.
Vitali porta il caso concreto della Comunità montana  bolognese dell'Alta e Media Valle del Reno, che nel 2007 riceveva un trasferimento di circa 700 mila euro, mentre dopo la serie di tagli riceverà dallo Stato solo 100 mila euro. "La Comunità  spende 690 mila euro per 16 dipendenti, 651 mila per spese  generali, 56 mila euro per il rimborso dei prestiti e 128 mila  euro per gli organi istituzionali: ci sono meno trasferimenti dei costi fissi".
I 90 milioni di euro di ulteriori tagli  apportati dalla manovra Berlusconi non andranno però ad  incrementare il Fondo per la montagna, ma "il Fondo strutturale  di politica economica", che ha una valenza più generale, spiega  ancora Benamati. Vitali inoltre considera questi tagli "un segno  di disprezzo e un boomerang, perché il dissesto finanziario in  cui verseranno non potrà essere preso in carico dai Comuni,  vista la loro piccola dimensione, e trattandosi di enti pubblici  vi dovrà far fronte lo Stato". 
La proposta del Pd è invece quella di "potenziare non  l'associazionismo volontario di Comuni del territorio,  ma obbligatorio, creando le Unioni, che in montagna possono svolgere  le funzioni prima in capo alle Comunità montane", spiega ancora  Vitali. Si avrà così "una forte semplificazione del sistema e grandi e veri risparmi", aggiunge il senatore.
 

 

 

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IL TAGLIO DEL GOVERNO AI TRASFERIMENTI PER LE COMUNITA' MONTANE NEL DL 112

a cura dell'Ufficio Parlamentari PD di Bologna