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16/06/08

Esenzione Ici prime abitazioni e ricadute sugli enti locali

I parlamentari bolognesi PD Walter Vitali e Donata Lenzi incontrano gli amministratori locali sulle problematiche innescate dal decreto legge del Governo attualmente all'esame congiunto delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera

 

 

CASA BOLOGNA. NEL 2007 6.000 RICHIESTE D'AIUTO PER AFFITTO BOTTONI: ECCO TEMA DECISIVO; INTANTO SENZA ICI COMUNI FANNO DEBITI (Agenzia DIRE)
 
(DIRE) Bologna, 16 giu. - Non è l'Ici il vero problema delle  famiglie italiane, ma l'affitto. Continua la battaglia dei Comuni  del bolognese contro l'abolizione della tassa sulla prima casa da  parte del Governo Berlusconi. E se l'assessore al Bilancio del  Comune di Bologna, Paola Bottoni, dice che "non avremo nostalgia  per l'Ici", non può però fare a meno di criticare la scelta  dell'esecutivo. "Nel 2007 si sono rivolte al Comune di Bologna circa 6.000 famiglie che chiedevano un aiuto sull'affitto. E il dato è in costante crescita da quattro anni". Insomma, "la  cancellazione dell'Ici toglierà gli alibi" alla politica,  mettendo in chiaro che "sulla casa, il tema principale è l'affitto". Partendo da questo punto di vista, i gruppi del Pd al  Senato e alla Camera hanno presentato un emendamento al decreto legge sulle misure per ridare potere d'acquisto agli italiani, in discussione al Parlamento, che prevede l'aumento da 300 a 500 euro della detrazione fiscale per chi ha sottoscritto un canone  d'affitto. 
E' una delle contromosse del Pd in atto in Parlamento e presentate oggi a Bologna dai parlamentari democratici Walter Vitali e Donata Lenzi, alla presenza di Bottoni, dell'assessore  al Bilancio della Provincia di Bologna, Aleardo Benuzzi, e di  alcuni sindaci del bolognese. Se l'Ici prima casa non è il vero  problema per le tasche dei cittadini, è però la vera, grande  preoccupazione per le casse degli enti locali. Ancora infatti non  ci sono certezze sul rimborso che lo Stato dovrebbe corrispondere  ai Comuni in mancanza della tassa sugli immobili.
Entro il 30 giugno dovrebbe arrivare da  Roma il 50% dell'Ici riscosso nel 2007, una quota a cui manca  però la certificazione delle pertinenze e dei comodati gratuiti.
Dunque, insorge il sindaco di Casalecchio, Simone Gamberini, "non solo non c'è sicurezza sui tempi del rimborso, ma ci arriverà anche decurtato di un 20-30%", generando un vero e proprio  allarme rosso per i flussi di cassa dei Comuni. "Noi ci stiamo già indebitando questo mese per pagare i normali servizi",  denuncia Simonetta Saliera, sindaco di Pianoro. 
Proprio oggi è la data di scadenza del pagamento per la  prima rata dell'Ici. Sotto le Due Torri, nonostante l'annuncio del Comune a non corrispondere la tassa, sono 240 le famiglie che hanno pagato per la prima casa. Per quei 40.000 euro, assicura  Bottoni, scatta "il rimborso automatico tra settembre e ottobre", non appena sarà disponibile il dato fornito dall'Agenzia delle entrate sull'incasso effettivo. A Bologna, fa poi notare Vitali, il provvedimento del Governo Berlusconi non ha avuto grosse ripercussioni sui conti delle famiglie. "Sono 113.000 le case esentate dall'Ici in città - sottolinea il senatore ex sindaco -  ma di queste, il 43% non sono coinvolte dalla manovra perché  già esenti in base alla legge approvata dal Governo Prodi". Sulla stessa linea anche il sindaco di Budrio, Carlo Castelli.
"Nel mio Comune, con lo sconto di Prodi, il 40% dei cittadini non  pagava più l'Ici. Ora è esentata anche gente come me, che pagavo tre volte di più della media dei miei concittadini". In altre  parole, l'abolizione della tassa sulla prima casa "è un regalo ai cittadini più abbienti, che si ripercuoterà su quelli più  poveri" per le difficoltà dei Comuni a portare avanti i servizi.
A preoccupare i sindaci del bolognese  non è però solo la situazione attuale, ma anche il futuro. "Io  sono contrario all'abolizione dell'Ici - dice chiaro e tondo il primo cittadino di Bazzano, Renato Baioni - era l'unica tassa  federale e che rimaneva sul territorio. Io sono preoccupato per i prossimi anni", in particolare "per le nuove costruzioni che vengono realizzate e che vanno messe subito sotto controllo". Per  i prossimi tre anni, infatti, il Governo ha previsto di stanziare  2,6 miliardi di euro all'anno per la copertura dell'Ici. Ma in  questo modo vengono escluse tutte le nuove case che da qui al  2010 verranno realizzate e su cui i Comuni non avranno più voce  in capitolo. 
Questa manovra, conferma Bottoni, "porta al congelamento delle entrate per tre anni a fronte di un mercato immobiliare in  crescita. Non dico che vogliamo un euro di più, ma non vogliamo  neanche un euro di meno", mette in chiaro l'assessore. I parlamentari del Pd si sono già mossi anche su questo versante,  presentando un emendamento in cui si prevede che la Conferenza  Stato-enti locali valuti "l'effettivo ammontare del mancato  gettito, tenendo conto della dinamica delle rendite e dei valori  catastali". 

 

 

IL DECRETO LEGGE N. 93 DEL GOVERNO "DISPOSIZIONI URGENTI PER SALVAGUARDARE IL POTERE D'ACQUISTO DELLE FAMIGLIE", contenente le misure riguardanti l'Ici 

 

ERRATA CORRIGE AL DECRETO LEGGE N. 93

 

PRINCIPALI EMENDAMENTI AL DL N. 93 DEL GOVERNO PRESENTATI DAL GRUPPO PD DELLA CAMERA NELLE COMMISSIONI CONGIUNTE BILANCIO E FINANZE

 

"GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO PD DELLA CAMERA AL DECRETO-LEGGE N. 93" - NOTA A CURA DEL COMITATO ECONOMIA E FINANZA DEL PD

 

"ICI E DL 93/2008" NOTA A CURA DELL'ANCI NAZIONALE - 9/6/2208

 

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