Veltroni si è dimesso

veltroniperplesso.jpgIl candidato del centrosinistra è stato sconfitto nelle elezioni regionali sarde e ha vinto il candidato di Silvio Berlusconi alleato con l’UDC.

Ugo Cappellacci, il candidato del PDL, ha vinto con il 51,90% dei voti, e le sue liste hanno conquistato ancora maggiori consensi, il 56,71%. Renato Soru ha perso con il 42,89%, e le sue liste hanno preso solo il 38,92%. Il PD, che alle precedenti elezioni politiche aveva avuto il 36%, ha ottenuto solo il 24,4% dei voti. I votanti sono calati dal 71% del 2004 al 67,5% di oggi.
Il Segretario del PD, Walter Veltroni, alla riunione del coordinamento politico di questa mattina, ha presentato le sue dimissioni e tutti gli altri componenti gli hanno chiesto di ripensarci. Veltroni si è preso due ore per riflettere, e alle 17 le agenzie hanno battuto la notizia che le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del PD erano confermate. Il Vicesegretario Dario Franceschini ha poi annunciato la convocazione per domani mattina di un’altra riunione del Coordinamento politico per decidere la convocazione dell’Assemblea costituente che, a norma di Statuto, può decidere o l’elezione di un segretario provvisorio fino al Congresso di autunno o l’avvio immediato delle procedure congressuali. Com’è noto il nostro Statuto prevede due tempi, il primo riservato agli iscritti che definiscono candidature e piattaforme politiche e il secondo nel quale gli elettori iscritti all’Albo sono chiamati a pronunciarsi in modo definitivo.
Fin qui i fatti, drammatici, della giornata di oggi.

Vi dico in estrema sintesi la mia opinione, e sono desideroso di confrontarla con la vostra. Secondo me la bruciante sconfitta nelle elezioni sarde ha solo in parte ragioni nazionali, e comunque non è imputabile al segretario del Partito. Veltroni, con il suo gesto, ha messo tutti di fronte alle proprie responsabilità per una situazione nella quale il conflitto ormai endemico tra le diverse componenti del partito sta ormai visibilmente logorando il progetto stesso del PD. Il vero problema, secondo me, non è il segretario ma l’insieme della classe dirigente del nostro partito che non è stata finora capace di essere all’altezza del progetto ambizioso messo in campo a partire dall’ottobre del 2007. Walter Veltroni incarna meglio di tutti quel progetto, ed è difficile pensare che si possa credibilmente ripartire facendone a meno. In ogni caso le elezioni, europee e amministrative, che sono alle porte richiedono decisioni responsabili da parte di tutti assunte collegialmente.

Questo articolo è stato pubblicato Martedì, 17 Febbraio 2009 alle 19:16 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
Articolo precedente: Eluana è un pretesto, Berlusconi vuole liberarsi della Costituzione Articolo successivo: Dario Franceschini segretario

36 Commenti a “Veltroni si è dimesso”

paolo serra scrive:
18 Febbraio 2009 alle 09:34

Quando i rematori, invece di darci dentro coi remi, passano il tempo a forare il fasciame della barca, dare la colpa al timoniere se questa non avanza non mi sembra molto logico. Bene ha fatto Veltroni a mettere i vari cacicchi e mezzi cacicchi di fronte alle loro responsabilità. L’ipotesi di reggenza provvisoria mi pare inevitabile, ma l’unico credibile per il paese sarebbe Romano Prodi in persona.
Paolo Serra

Alfonso Principe scrive:
18 Febbraio 2009 alle 09:48

caro Walter,
sono perfettamente d’accordo con la tua analisi, anche perchè come potrai ricordare qualche tempo fa espressi il mio scetticismo che Veltroni potesse attuare le sue avanzate proposte di rinnovamento, ecc. ecc…. Dissi anche che sarebbe stato necessario un cambio radicale dei dirigenti politici, valutando questo ricambio in almeno il 50%.
Quanto egoismo e quanta miopia politica!!! E’ colpevole tutta la classe dirigente del PD, quasi tutti veterani dei DS e della Margherita, di cui Veltroni non è riuscito a fare a meno e le prove, a livello nazionale e soprattutto locale, sono sotto gli occhi di tutti.
A mio avviso se si vuole che il partito rinasca (salvo ripensamenti da parte degli ex-Margherita) è assolutamente indispensabile reagire immediatamente e convocare il congresso, fare Primarie vere (!!!!!!!!!) non guidate dall’alto e sperare di riuscire a ricostruire il partito ex-novo. Avrei tante cose da dire ancora ma mi fermo qui perchè sono molto amareggiato.
Povera Italia!!!!!!

Matteo Turra scrive:
18 Febbraio 2009 alle 10:15

Sono d’accordo con Paolo Serra che scrive sopra: il problema non è stato Veltroni…Forse è meglio ripensare all’esperienza del PD, fare delle valutazioni e trarne delle conseguenze. Non si può rincorrere il modello B. Basta con la personalizzazione della politica. E’ necessaria una rottura. Non serve il leader forte (anche se eletto con le primarie), serve una chiarezza di intenti e di valori. Quando la Sinistra diventerà matura e capirà cos’è il gioco di squadra? Aggiungo, quando tutti smetteranno di pensare solo ai propri interessi per mettere davanti l’interesse comune (di partito, di coalizione, di paese)? Se il terreno non è fertile è inutile seminare, anche con semi transgenici!

angela alimonti scrive:
18 Febbraio 2009 alle 10:16

Non sono d’accordo con te caro Walter. Le responsabilità cadono sia sulla classe dirigente del pD (che non è stata capace di ascoltare la piazza che lamentava la mancanza di trasparenza e moralità nei propri dirigenti. Ed io ribadisco la questione morale del PD esiste e ciò a prescindere dagli eventuali /suggerimenti commenti berlusconeschi), sia sul segretario che è stato ancor più sordo dei propri collaboratori. Se alla guida di un partito c’è una persona che non ha il carisma e l’autorità necessarie per fare rispettae ai propri collaboratori le norme etiche che gli stessi si sono dati, allora difficilmente sarà un capo. La questione è lunga ed andrebbe meglio articolata. Ma ora sono troppa arrabbiata e delusa. Sveglia ragazzi!!! Sveglia!!

Oreste Polacchini scrive:
18 Febbraio 2009 alle 10:26

Ho il cuore a pezzi, l’animo di militante ancor di più, emotivamente sento una rabbia inverosimile per il rischio della reazione di queli che si sono spesi e hanno creduto al “PROGETTO PD” ed ora alla luce dei risultati pensano all’insano desiderio di mollare. Allora mi chiedo: cosa e come possiamo fare nel piccolo ambito locale per ricompattare il valore laico-socio-politico che, testimone in questo nostro tempo, è stato demolito più per gli interessi privati e non di cittadino?
Questa è la preoccupazione che arrovella l’animo di militante che tanto hanno dato e ben poco ricevuto. Allora l’analisi deve essere tecnica, con un modello fatto di pensiero laterale che guardi più alle cose concrete dei bisogni della società più che delle nomenclature, impossibile continuare a pensare che in un mondo moderno le cose, le regole, le norme restino immutate nel tempo quindi è necessario portare nuovi valori, nuove idee che coinvolgano tutti laicamente e non ideologicamente o religiosamente. Le ragioni e le idee di una figura come quella di Walter Veltroni è stata giusta e ne sono ancora convinto almeno nella sua impostazione, quello che non ha funzionato credo siano state le regole messe in atto per organizzare il partito al suo interno rimeggiate e contradditorie al nuovo. Oreste

Alberto Zanelli scrive:
18 Febbraio 2009 alle 11:06

Al PDL piace “vincere facile”, in quel “gioiellino” che è il disegno di legge sul federalismo fiscale, il 9/1/2009 è stato approvato l’emendamnento sull’”insularità” che di fatto coprirà d’oro la Sardegna. A qualcuno è venuto il sospetto che così si sono comprati il voto dei Sardi? Va bene dialogare e fare opposizione costruttiva, ma se la controparte sotto sotto continua a fregarti forse era meglio la posizione dura che ha tenuto IDV.

fabio scrive:
18 Febbraio 2009 alle 11:16

caro walter,
poche certezze e tanta rabbia.

veltroni si è dimesso perchè D’Alema, Bersani e Rutelli hanno tolto la fiducia a l Governo del PD, come dei mastella e dei bertinotti qualsiasi;
come dice matteo turra, finchè una classe dirigente non impara a lavorare tranquillamente insieme non si costruisce nessun nuovo partito;
soru ha perso perchè ha messo in discussione il PD sardo e perchè ha avuto contro Berlusconi e il Governo, poi ovviamente Veltroni non ha spostato voti, ma neanche Bersani tra gli operai;
veltroni ha presentato e rappresentato il progetto, ma non lo ha saputo costruire e neanche fare intravedere, perchè quando gli han dato la chiave il serbatoio era a metà, e perchè di grandi organizzatori ingiro non ce n’è più;
lui da solo ha anche sbagliato a farsi sostanzialmente aiutare da dirigenti poco riconoscibili o troppo riconosciuti anche in senso negativo, e parlo di gente come Fioroni;
spero che il reggente non sia franceschini ma una figura più autorevole e che il congresso sia reale con due o più opzioni sui temi più significativi, da quelli sociali ed etici, alla struttura del partito e alle riforme istituzionali.
avessimo costruito i comitati “per veltroni davvero” avremmo vissuto con meno ambiguità dall’ottobre 2007 ad oggi!!!!
a presto a tutti!!

Raymon Dassi scrive:
18 Febbraio 2009 alle 11:24

Caro Walter,
ci dispiace molto l’accaduto. il PD purtroppo non ha avuto tempo di affinare la propria piattaforma politica. Le elezioni di Aprile scorso dell’altro anno sono arrivate troppo presto per il partito e da lì in avanti non abbiamo avuto respiro. Anche questa è una causa dei nostri guai. E’ chiaro che quando i nostri dirigenti nazionali hanno dimostrato di non lavorare in coesione, l’attaccamente della gente al PD na ha risentito parecchio.
La cosa che vorrei che avenisse oggi è che si creino le condizioni per la crescita di una nuova generazione di giovani dirigenti del PD. Se alla Segreteria arriva gente nuova e giovane, come il nostro De Maria, tanto per intenderci, il messaggio che si da a noi giovani diventa efficace. Ci vorrà del tempo perché noi potessimo tornare a governare l’Italia, allora cogliamo l’occasione per costruire un partito che guarda avanti, un partito col quale può anche essere tollerato che perdiamo qualche elezione oggi, ma poi li vinciamo domani. Grazie dei tuoi post che aiutano a pensare!

paolo serra scrive:
18 Febbraio 2009 alle 11:27

Seconda parte:
ma forse neppure Prodi ce la farebbe. Quando i generali sparano contro il bunker della cancelleria l’unico modo per farli smettere è farli entrare dentro, ma forse i nostri eroi continuerebbero a spararsi addosso ugualmente. Facciamo un triumvirato Rutelli, D’Alema, Bersani e costringiamoli a parlare come Quì, Quò, Quà.

Ezio Bonzi scrive:
18 Febbraio 2009 alle 12:16

Io non auspico che all’interno del PD ci siano identità di vedute, ma pretendo che si debba decidere, dopo un normale dibattito, la strada da scegliere, che deve essere la strada comune per tutti
Il partito deve precisare la sua linea sui temi importanti, pur lasciando ai singoli la possibilità di fare scelte personali diverse, per ragioni di coscienza. Gli elettori devono sapere qual è l’idea del partito e la sua scelta di campo, ogni volta che si presenta un problema
I comitati di circolo non hanno funzionato, o sono caduti in mano a persone poco democratiche.
Si sono perse centinaia di ore per parlare di laicità . Quale? (vedi Binetti, eliminazione di Marino, ecc.)
Nessuno si è preoccupato,durante tutto questo tempo,di denunciare certi abusi, come ad esempio il ricorso eccessivo alla cassa integrazione, da parte di aziende che riassumono in nero gli stessi cassintegrati, procurando un grave danno economico alla nazione di cui sentiremo purtroppo gli effetti fra non molto tempo.Il costo della recessione cadrà così sui più deboli, nel silenzio pù tombale.
Ezio

Fausto Desalvo scrive:
18 Febbraio 2009 alle 12:38

Io spero che le dimissioni di Veltroni diano una scossa al PD: quando la squadra sta per retrocedere si cambia allenatore. D’altra parte credimi e’ troppo difficile voler bene a un partito che sostituisce Ignazio Marino con Dorina Bianchi. Ci conosciamo da una vita e sai quanto mi costa dirlo: ma se Di Pietro non fosse cosi’ scalmanato (coglione o stronzo non esistono alternative) con Napolitano, il mio voto al PD sarebbe gia’ bello e andato!

Daniela Volta scrive:
18 Febbraio 2009 alle 14:17

A tutti i dirigenti del PD che per vanità, protagonismo, cecità politica, hanno reso difficile l’azione del segretario che noi militanti e simpatizzanti ci siamo scelti con le primarie voglio dire che portano la responsabilà di aver fatto fallire l’unica speranza per l’Italia di contrastare il processo di degenarazione della nostra Democrazia messo in atto dalle destre.
La sinistra è speso stata incapace di leggere il presente e di darsi delle priorità: mentre Mussolini preparava la marcia su Roma la sinistra italiana faceva il congresso di Livorno.

Elisa Danielli scrive:
18 Febbraio 2009 alle 15:22

Caro Walter, lo sconforto non deve prevalere. O meglio, deve prevalere la consapevolezza che i nostri avversari sono all’esterno e molto pericolosi per la democrazia. Lo dico, da iscritta del PD indignata e delusa del mancato ricambio al pari di altri, a tutti quelli che in questo momento pensano di andarsene, e a quelli che lo hanno già fatto. Voglio sottolineare solo due cose: la personalizzazione non paga a sinistra quanto paga presso gli elettori di destra, di conseguenza smettiamola di affidarci anima e core al leader di turno “contro tutti” e decidiamoci ad attuare lo statuto del partito e a dare voce ai suoi iscritti ed elettori. In questo modo scopriremmo tra l’altro quanto gli elettori cattolici e non del PD hanno le idee chiare sulla laicità e sul tema libertà/diritti. Seconda cosa: quando emarginiamo i piccoli, che siano di sinistra o radicali “scalmanati”, non scordiamoci di assumere nella nostra le loro proposte politiche, debitamente discusse come ovvio, altrimenti restiamo soli e piccoli quanto loro. Facciamoci sentire insomma e - se mi posso permettere - meglio per Delbono e tutti i candidati sindaci se in questa fase gli esponenti nazionali stanno a casa loro e lavorano per il partito.

gianni guagliumi scrive:
18 Febbraio 2009 alle 15:33

Che dire? La frittata è fatta. Un grande senso di frustrazione ci aveva colto da tempo ed il risultato elettorale della Sardegna pareva chiaro da prima che sarebbe stato ineluttabile.
Sono sincero: a me Veltroni era piaciuto molto per come si era posto nell’ora della sua “discesa in campo” e sono tuttora affascinato dalla capacità di Walter di interpretare i sogni di chi, come noi, ha un trascorso nella sinistra democratica italiana e vuole guardare al futuro.
Purtroppo i sogni da soli non bastano all’affermazione politica.
Le strategie sono determinanti: ritengo non da ora che l’alleanza con Di Pietro sia stata una mossa infelice che ci ha condotti ad un abbraccio mortale con un partito che in un paese nomale sarebbe sicuramente schierato con la destra, tralasciando invece forze della sinistra come il PSI (ciò che ne rimane) nostre alleate naturali, e pure forze centriste. I cacicchi ci avranno sicuramente messo del loro, ma se le strategie di fondo fossero state veramente condivise non saremmo arrivati a tanto sfascio. In un intervento che mi ha preceduto ho letto di mancanza di autorità: bisogna riconoscere che è vero, ma non concepisco, nel centro sinistra, autorità senza autorevolezza. Veltroni possiede molto della seconda e poco della prima. Purtroppo sono tempi in cui anche il leader del centro sinistra deve di tanto in tanto fare la voce grossa sia dentro che fuori del partito per tenere insieme la baracca. Dura lex sed lex. Credo infine che la scelta del nuovo segretario debba essere ponderata e legata alle strategie che vogliamo intraprendere con questo nostro Partito Nuovo. Ergo Walter portaci tu alle europee, poi al congresso.

Maria Luisa Pasquale scrive:
18 Febbraio 2009 alle 16:38

Caro Walter hai chiesto di confrontarti con i tuoi lettori e allora anch’io.
Non sono contenta di queste dimissioni, stimo molto Veltroni e penso che abbia gestito al meglio questa fase difficile e delicata, però rispetto la sua scelta. Forse, come dici tu, anche se con una sfumatura diversa, insieme con tutta la classe dirigente del partito non si è sentito all’altezza del progetto ambizioso del PD (progetto a cui io continuo a credere). Mi chiedo se sia giusto mollare proprio in un momento di crisi. La sconfitta del Partito in Sardegna deve farci riflettere, si, ma non dobbiamo permettere che crei - come scrive oggi il prof. Pombeni sul Corriere- un effetto di depressione con esiti catastrofici, un’onda che travolga anche Bologna…Sono due realtà diverse, qui la sinistra è più forte. Poi, come ha detto oggi Cofferati (agenzia Dire di 2 ore fa)bisogna organizzare subito un Congrsso PD per “avere un segretario legittimato dal più grande consenso possibile”. Non molliamo e cerchiamo di restare uniti il più possibile!

Gabriella Rovatti scrive:
18 Febbraio 2009 alle 18:04

Ma smettiamola una buona volta di vedere ” il nemico” in Di Pietro e di sparare contro chi, forse con modi limitati e a volte discutibili, è rimasto ” unico”a fare opposizione.Molti di noi vogliono e volevano vedere non piccole difese agli attacchi che ci vengono mossi in ogni trasmissionee in ogni momento da coloro con i quali avremmo “anche” voluto dialogare.In attetsa di dialogo, abbiamo perso di vista i problemi su cui la gente del PD avrebbe voluto che venissero spese energie forti.Forse sarebbe stato meglio ogni volta accordarsi tra le due anime del PD prima di uscire con effetti da ” budino ballerino”.C’è stato troppo scollamento con la realtà , tra quello che una parte di sostenitori , avrebbe voluto o si sarebbe aspettata da quel partito in cui stava investendo e credo che avendo tentato di crescere tra rami vecchi,sia rimasto un po’ compresso da questi rami. Anch’io faccio fatica a liberarmi della mia vecchia identità politica, figuriamoci che ogni giorno ha vissuto momento per momento con questa e dentro questa. Bisognava avere anche la forza di potare questi vecchi rami , per ossigenarne la crescita.Si è avuto la sensazione che molti, alla guida o vicino a questa, abbiano aderito più per necessità che per convinzione. Quindi gli elettori non sono stati investiti dall’onda di passione che per assurdo, o per tattica studiata o per personalità , gli avversari mostrano di avere anche quando raccontano solo balle alla gente.Non è solo colpa di Veltroni.E’ la colpa di un partito nel suo insiemee l’incapacità di sposare cause forti che prendano gli animi e parlino dei bisogni veri della gente per cominciare a radicarsi e a sentirlo vicino.Siamo stati generici con i grandi temi che affliggono i cittadini.In Di Pietro , seppure tra molti errori , si vede la passione. Inutile che stiamo a parlare di federalismo se non riusciamo a spiegare a ogni anziano o a ogni ragazzo bene e per filo o per segno che cosa sia e cosa possa, in questo, il vecchio o il ragazzo ” guadagnarci ” socialmente. a In Sardegna come altrove la gente ha cambiato modo di vita… vi ricordate le vecchie sezioni radicate anche nei più piccoli paesi? Dove si ritrova la gente ora nei piccoli centri..In chiesa. Ed ecco perchè la destra scende a patti con la chiesa. Io non vorrei mai questo, ma intanto “loro” ci guadagnano voti. da noi non si è sposata nessuna “causa” che investisse fortemente le forze a sostegno dei problemi della gente. Loro sono entrati con slogan a carpire la fiducia di molti con pochi mezzi per poter fare analisi critiche e profonde. ..noi siamo più seri non c’è dubbio, ma siamo più critici come elettori e questo partito è stato vissuto non con la mischia che avviene nel teatro di strada, dove il tutto avviene tra tutto il pubblico. Ma gli attori , imperterriti, hanno continuato l’atto dal palcoscenico, senza cambiare nulla nell’opera” anche quabdo dalla platea cominciavano a giungere i fischi.E, Le primarie non sono state sufficenti a dire che gli attori davano ampio spazio al pubblico. Se Veltroni ha le sue colpe , Voi, e quindi tutto il partito , così come noi che non capendo che cosa volevate trasmettere , non siamo stati in grado di farlo, abbiamo le nostre. Si può ricominciare ? forse sì ma bisogna cambiare anche buona parte dell’opera. Il vero dramma però è che credo che in questi anni non siano stati formati abbastanza attori nuovi o di grande prestigio in grado di saper cogliere la simpatia del ” pubblico. No, non abbiamo nessun Obama tra noi, persone serie o stimate sì, ma può bastare questo a recuperare la scena?.

Tiziana Sgargi scrive:
18 Febbraio 2009 alle 18:19

Caro Valter,
sono proprio amareggiata.
il PD è nato male, si doveva portare avanti il progetto di Cento Passi che ho condiviso fin dalla sua nascita.
Secondo me, se vogliamo cambiare le cose, si deve ripartire da lì.I criteri di scelta dei nuovi dirigenti devono essere fatti in base al merito valutando
l’operato di coloro che, partendo per esempio dai quartieri, hanno realizzato e la passione con la quale hanno lavorato.
Su Repubblica di oggi leggo che un sondaggio fatto a mezzogiorno di ieri, molto prima che Veltroni confermasse le sue dimissioni, il 77% delle persone vuole che sia cambiata la leadership e subito e con un congresso anticipato e il 91% considera inefficace l’opposizione fatta finora a Berlusconi. Questi sono dati che i dirigenti devono tenerne conto.
Mi dispiace per Veltroni, ho sperato che prendesse in mano la situazione nelle varie regioni governate da indagati o collusi,che niente hanno a che fare con il le persone serie iscritte al PD,le ha commissariate ma lo ha fatto troppo tardi. La nostra gente è stanca, una buona parte non va a votare.
Era il 4 aprile del 2005 e una amica che lavora in Comune a Bologna mi scriveva “che meraviglia di risultati! 10 regioni a 2……uno tsunami alla destra, sono strafelice!! E adesso.Le parti si sono invertite.
Mi dispiace moltissimo per Soru persona perbene. Anche qui bisogna chiarire bene la linea del partito nei confronti di Antonello Cabras (abbiamo bisogno di persone come lui, io credo di no).
A proposito delle primarie a Firenze dico che Renzi non mi piace. Peccato che abbia vinto. Anche per questa vittoria la direzione del PD si è chiesta come mai ha vinto lRenzi e se sono stati fatti degli errori sulla presentazione degli altri candidati.?
Condivido invece quanto dice Chiamaparino, lo dicevo pure io alcuni mesi fa,
che non bisogna avere paura di creare delle spaccature dentro al partito,bisogna dare al partito una linea chiara, un’identità correndo anche il rischio di perdere pezzi e di diventare più piccoli. Non possiamo stare con Beppino Englaro ma anche con la gerarchia ecclesiastica, in Europa si va con i socialisti o con chi altri. Abbiamo bisogno di avere una classe politica seria, persone che abbiamo la voglia di fare politica con passione, una qualità indispensabile, perchè non dimentichiamoci mai…………..che fare politica significa mettersi al servizio della comunità.
Era da un pò che volevo scriverti ma non trovavo mai il tempo.
Ciao
Tiziana

luisa lama scrive:
18 Febbraio 2009 alle 18:28

caro Walter, che dire? ha da passà la nuttata, come diceva un nostro vecchio compagno di strada, tanti anni fa. Ma la nottata è lunga, quasi come un inverno nordico, e noi, che non ci siamo abituati,soffriamo, perchè non vediamo un orizzonte di luce verso cui dirigerci. In questo “lirico” incipit sta, a mio modo di vedere, tutto il succo dei nostri problemi. Per tutti noi, che da tanto tempo colloquiamo con te, quell’orizzonte poteva essere il PD. Quell’amalgama fantastica fra cattolici democratici e laici, altrettanto democratici che tutto sommato sta a fondamento della nostra Costituzione. Un’amalgama che certo doveva essere in grado, almeno per me, di fare i conti con i problemi concreti della società contemporanea, ma, contemporaneamente inserire quei problemi, quella concretezza dell’operare, in un orizzonte più ampio che prevedesse un’idea, condivisa, di società e di valori. In definitiva quel documento (non se, ma come) sulla base del quale io ho aderito con convinzione al PD parlava proprio di questo. Veltroni è stato all’altezza di quel progetto, ha incarnato quella “utopia” ?(perchè forse di questo si tratta, ma di “utopia” noi tutti abbiamo bisogno se vogliamo condividere dei progetti alti con i nostri simili - almeno io, vecchia vetero, la penso così) La mia risposta è no, o almeno lo ha fatto con troppa timidezza.Perchè un progetto di così alto profilo non può essere gestito con i vecchi metodi del consociativismo (vecchio male della sinistra fin dal paleolitico), ma prevede la capacità di rischiare (un pò come ha fatto Soru, senza fortuna, ma ho l’impressione che ne sentiremo ancora parlare). In concreto, io penso che se Veltroni, all’apparire delle prime vere difficoltà fosse andato di fronte all’assemblea costituente, che lo aveva eletto, e avesse condiviso sinceramente con quei 3000 (troppi) compagni di strada le sue difficoltà e soprattutto avesse presentato un progetto concreto, fatto di idee forti, sulla laicità, sulle ingiustizie, sul cambiamento di passo che è necessario imprimere al nostro mondo (crisi e recessione insegnano) avrebbe dato un contributo non solo al PD e alla sinistra, ma anche a quella parte di italiani che preferisce stare alla finestra. Mi accorgo di averla fatta troppo lunga, ti prego di scusarmi, anche perchè non ho parlato del futuro. su quello una sola cosa mi sento di dire: no al reggente e congresso subito. caro Walter, te lo dico con tutta la fratellanza possibile, buon lavoro! Luisa

v.sisto scrive:
18 Febbraio 2009 alle 18:49

Ha ragione Serra ed anche Concita non possiamo tapparci il naso per non sentire il fetore, gli occhi per non vedere i giochi,e subire i guai delle sconfitte periodiche che ci cascano addosso.
Poi di nuovi ripartono vaneggiando senza ascoltare nessuno pretendondo di essere seguiti, ascoltati, votati.
Il partito democratico è partito in mezzo a mille contraddizioni e contorsioni con nomi vecchi e di apparato. Questo non era il nuovo che avanzava, ma il vecchio.
L’altra sera a Ballarò Concita mi è sembrata lei il leader del pd che non c’era.
Azzeriamo il gruppo dirigente nazionale, mettiamo la Bindi al centrocampo, una donna con le palle, per vedere se qualcosa può finalmente cambiare sul serio in questa italia dove uno sbruffone tiene campo da un decennio.
Chi pagherà questa crisi con una sinistra spappolata: ci sarrno grandi feste e passerà di tutto come sta passando ora.
Sentire il vate La Russa che fa il maestrino della penna nera che corregge tutti quelli che parlano, come se fosse diventato il direttore della comunicazione è troppo.

Angela Bastia scrive:
18 Febbraio 2009 alle 22:26

Caro Walter,
come ben sai non sono capace di grandi analisi politiche, scrivo le mie modeste sensazioni quelle che provo durante la lettura dei giornali. Era da tempo che si respirava aria di scontento verso il PD e verso la sua classe dirigente. Il non scegliere mai, il non prendere mai decisioni, questo modo di “galleggiare” non ha funzionato. Sinceramente mi dispiace per Veltroni che stimo come una persona seria e di spessore molto di più di tanti altri personaggi della politica ma ogni tanto doveva alzare la voce in modo che sentissimo anche noi quello che pensava. La sua idea di una politica non urlata, fondata sul rispetto, in quanto persone adulte ma con idee diverse, non ha trovato consensi in un’Italia governata da Silvio Berlusconi che invece non perde occasione per bastonarci. Questo però non giustifica l’ atteggiamento del Segretario che a volte non trovava quasi le parole per rispondere all’arroganza del Cavaliere. Ancora oggi non so cosa pensa il mio partito del ddl sul testamento biologico, vorrei sapere perchè proprio adesso sostituisce Marino alla presidenza della Commissione Sanità! E con chi sostituisce! Non si poteva aspettare ancora un po’? A breve inizieranno i banchetti per la campagna elettorale, cosa dico alla gente a cui con un sorriso proverò a dare i volantini del candidato? Non lo so, proverò a dirgli che nonostante tutto siamo migliori del Cavaliere e dei suoi candidati. Perchè ancora un po’ ci credo.
Ciao
Angela

Walter Vitali scrive:
18 Febbraio 2009 alle 22:41

Sono tante le cose che avete scritto che è impossibile rispondere a tutte. Vien voglia di vederci uno di quesi giorni e discuterne insieme.
Scelgo alcuni temi. Paolo Serra ha scritto quello che ha detto Veltroni questa mattina nella conferenza-stampa: “Non farò agli altri quello che è stato fatto a me”. Un discorso peraltro molto sereno in cui Walter è sembrato come liberato di un peso. La proposta con la quale si andrà all’Assemblea costituente (diventata Assemblea nazionale in base al Congresso) di sabato è quella, fatta stamattina da Veltroni, di eleggere Dario Franceschini segretario fino al congresso di ottobre.
Il punto vero, secondo me, riguarda i troppi nodi ancora irrisolti nella politica del partito, come ad esempio quello della sua collocazione internazionale, e in generale la necessità di un forte rilancio del progetto originario del PD. Serve uno scatto, una reazione all’altezza dello shock prodotto dalle dimissioni del segretario. Se ne saremo capaci potremo trasformare la crisi in opportunità, altrimenti continueremo a discendere la china.
Io non sono contento delle dimissioni di Walter. Ma credo che lo scenario alternativo, con il solito tran-tran autodistruttivo che ci avrebbe portato alle elezioni sfibrati, fosse sicuramente peggiore.
Dario Zanelli scrive dell’emendamento sull’insularità contenuto nella legge sul federalismo fiscale. Quell’emendamento non contiene niente di sconvolgente, dice solo che occorre tenere conto delle difficoltà di collegamento con le isole come della peculiarità del territorio montano. Berlusconi l’ha fatto passare per chissà che cosa ma l’hanno firmato anche i nostri parlamentari sardi e siciliani. Comunque l’IDV si è astenuta come noi sul federalismo fiscale, è l’UDC che ha votato contro.
Fabio scrive che avremmo dovuto fare i comitati “per Veltroni davvero”. Indubbiamente Veltroni ha sbagliato a non chiedere il chiarimento politico subito dopo le elezioni del 13 e 14 aprile scorso (lo ha scritto anche Luisa Lama) ma quei comitati era lui il primo a non volerli.
Infine sia Tiziana Sgargi che Luisa Lama hanno citato l’esperienza di Centopassi e il documento presentato al Congresso DS del 2007 “PD non se ma come”. Credo anch’io che siano state esperienze importanti che non vanno disperse.

Walter Vitali scrive:
18 Febbraio 2009 alle 22:54

Mi dispiace, ma quando ho scritto il mio commento non avevo ancora visto l’intervento di Angela Bastia inviato proprio in quel momento. Alcune cose le avevo scritte anch’io, come ad esempio la necessità da parte di Veltroni di prendere decisioni e di alzare la voce contro il logoramento continuo del progetto politico del PD.
La sostituzione di Ignazio Marino con Dorina Bianchi non si doveva fare in questo momento. Sul testamento biologico, come su altri temi delicati, il PD non si può limitare a registrare le differenze, che in un partito plurale come il PD è naturale che esistano. Occorre cercare una sintesi, ed è quella che deve rappresentare l’indirizzo politico del partito. Se qualcuno non è d’accordo può, in determinati ambiti, esecitare l’obiezione di coscienza, ma rispetto ad una linea che il partito deve avere.
Per la precisione a cui tengo, vi prego di tener conto che nella sesta riga del mio intervento precedente ho scritto per errore la parola “Congresso” invece di “Statuto” che è quella giusta.

Sonia Lenzi scrive:
19 Febbraio 2009 alle 08:18

Mi inserisco solo ora per esprimere la mia preoccupazione per la situazione politica nazionale. Un’opposizione forte è necessaria in un Paese come il nostro che sembra aver perso il senso delle istituzioni e dello Stato. Ieri ero all’Assembea degli iscritti del Circolo Murri e nessuno ha evidenziato che anche su un quotidiano come il Sole 24h, in prima pagina, campeggiava la notizia della condanna di Mills: “corrotto per mentire a processo”. Non possiamo continuare a dire che fare opposizione su questi temi sia giustizialismo. Anche per questo stiamo perdendo consenso. Occorre una linea chiara, decidere, e punti cardine sui quali il PD non può fallire sono i valori espressi dalla Costituzione, la laicità dello Stato (e mi riferisco anche al caso Eluana), il senso delle istituzioni e l’etica. La nostra democrazia è in crisi, non solo il PD. Veltroni ha fatto quel che ha potuto, penso anch’io che la responsabilità di questo fallimento politico, dal quale sono convinta ci risolleveremo, non gli si possa attribuire. Il Congresso sarebbe la strada più consona, ma la più difficile da praticare, considerati i tempi e la scarsa organizzazione del PD in alcune Regioni. Abbiamo una scadenza elettorale importante molto vicina: cerchiamo di fare quadrato almeno in Emilia-Romagna.

Gian Paolo PAIO scrive:
19 Febbraio 2009 alle 08:29

Caro Walter so che in momento come questo ci vuole ottimistica volontà e lucido senso di responsabilità, ma si fa una bella fatica. Speravo che stavolta non si sarebbe fatto il solito giochino del “vai avanti te che mi scappa da ridere” e invece siamo alle solite. Veltroni non è un pivello e sapeva che una parte del gruppo dirigente (quanta parte?)avrebbe fatto i suoi giochi e non lo avrebbe aiutato. Quello che non ho visto è stata la sua capacità di reagire. Per quanto mi riguarda ho grande simpatia per Veltroni ed i suoi slanci ideali, ma sono rimasto semibasito di fronte alla fragilità delle sue rispote ai concreti problemi del PD e all’alzata di spalle di troppi dirigenti. Era evidente a tutti - persino a me - che non decideva o non poteva decidere. Esempi come la Campania e le vicende di Napoli sono state devastanti in questo senso. Un partito che nasce per rinnovare la politica e si ritrova in casa la logica dei capibastone… o ha un vertice che è in grado di fare pulizia o prende per il … naso i suoi militanti. Avrei preferito che Veltroni si fosse dimesso in quell’occasione. (A proposito, da dove salta fuori uno come Villari?) Sarebbe rimasto il segno forte di un leader coerente fino in fondo rispetto alla ragione fondamentale del suo sogno: “la buona politica”. O era propaganda?

Alfonso Principe scrive:
19 Febbraio 2009 alle 10:19

Caro Walter,
sono d’accordo con quest’ultimo intervento e con tutti gli altri, numerosi, che hanno indicato nel fallimento del PD anche e soprattutto la colpa dei cosidetti cacicchi che non hanno permesso a Veltroni di attuare il programma che lo ha aiutato a vincere. Leggendo le tue risposte ho visto con molto dispiacere che non hai minimamente toccato questo tasto.
So che è molto antipatico dire “l’avevo detto”!!!
Non sarebbe sbagliato reincontrarsi per chiarirci meglio ma a mio avviso è tardi perche la vostra assemblea di sabato deciderà, quasi sicuramente, la cosa sbagliata e cioè quella di andare ad ottobre mettendo Franceschini come segretario provvisorio. Non si può aspettare tutto questo tempo!!!!
riporto quì di seguito quanto ho scritto nel mio intervento precedente:
“A mio avviso se si vuole che il partito rinasca (salvo ripensamenti da parte degli ex-Margherita) è assolutamente indispensabile reagire immediatamente e convocare il congresso, fare Primarie vere (!!!!!!!!!) non guidate dall’alto e sperare di riuscire a ricostruire il partito ex-novo.”…..

vanni pancaldi scrive:
19 Febbraio 2009 alle 10:43

Carissimo Walter
abbiamo tentato di mettere il vino nuovo dentro a degli otri vecchi.

Uno spunto di riflessione che riprenderò all’incontro dei segretari di circolo di lunedì:
un partito con una scarsissima presenza del mondo del lavoro privato e globalizzato (in tutte le sue componenti dall’operaio all’imprenditore) e a strgarande maggioranza composto di personale del pubblico impiego come può pur con tutta la buona volontà intercettare le dinamiche complessive della società

Un partito che come a Calderara per evitare le primarie (con l’avvallo del segretario provinciale !) ha deciso di nominare il CANDIDATO ALLE EVENTUALI PRIMARIE DI COALIZIONE e visto che queste non si faranno sicuramente, vuole trasformarlo automaticamente e illecitamente in candidato Sindaco aggirando il regolamento e lo statuto in sprezzo alla intelligenza delle persone e della democrazia interna, contando sul silenzio e la omologazione, dove può mai andare?
Come fa un partito non ideologico e non aziendalista (quello c’è gia ed è guidato da uno purtroppo incommensurabilmente + capace di guidarlo) a selezionare dal basso la propria classe dirigente e correggere quello che è sotto gli occhi di tutti: cordate, consorterie,carrierismo, omologazione e giovanilismo ed evitare oligarchie (dalemiani in testa) capcaci di affossare tutti i progetti ma incapaci di farci uscire dai confini di una minoranza eterna?

L’unica proposta valida per salvare il futuro e renderlo meno lontano è l’azzeramento immediato di tutte le cariche di partito e la ricostituzione totale del partito dal basso, tramite primarie che eleggano la prima linea che poi via via ricostruirà la struttura direzionale fino al vertice nazionale, a cui anche gli attuali dirigenti se vogliono dovranno partecipare come un qualsiasi iscritto o simpatizzante, nel proprio circolo, senza alcuno status privilegiato.

Ciao
Vanni Pancaldi

paolo serra scrive:
19 Febbraio 2009 alle 12:43

Continuiamo la discussione:
secondo me il PD (quello del Lingotto) resta l’unica possibilità per far aumentare il grado di “civiltà” di un Paese afflitto da secoli dal famoso “familismo amorale”. Occorre perseguire nel progetto con la massima tenacia e lungimiranza.
Purtroppo la cratura alla nascita aveva tre difetti genetici che le hanno impedito di crescere sano.
- E’ nato da un parricidio (Prodi in esilio come Cincinnato,ed anche Veltroni era fra io congiurati), questo lo rende anomalo in una cultura come la nostra fondata sul fratricidio (Caino e Abele, Romolo e Remo). Infatti i fratelli privi del padre hanno continuato a cercare di uccidersi l’un l’altro. Occorre recuperare Prodi e sanare l’anomalia. Non può esistere un PD orfano di padre.
- E’ fondato su un equivoco, il cattolicesimo democratico che semanticamente pare una contraddizione in termini, o si ubbidisce alla leggi di Dio, o meglio dei suoi uomini in terra, o si ubbidisce a quelle dello Stato. Chi ha nella sua coscienza questa riserva dovrebbe farla scattare al momento delle candidature non accettandole e non dopo aver accettato ruoli pubblici.
- Contiene nello statuto una norma apparentemente logica, in realtà autolesionistica. Si tratta dell’elezione diretta del segretario che diviene automaticamente il candidato alla presidenza del consiglio. Funziona fino al giorno delle elezioni poi, se vincenti, ci troviamo davanti ai problemi di un governo di larga coalizione che storicamente impegnano mente e fisico in modo totalitario, non abbiamo un sistema politico ed elettorale all’inglese, ed i cacicchi del partito godono di una franchigia eccessiva. Se perdenti ci troviamo con un leader battuto inevitabilmente indebolito e preda di lotte intestine che difficilmente riuscirà a governare una ripresa.

Tutt’e tre le tare si possono sanare, mi pare che le poche energie del partito vadano al contrario verso un tentativo di rianimazione di qualcosa che non può vivere.

Walter Vitali scrive:
19 Febbraio 2009 alle 14:40

Rispondo ad Alfonso Principe che è difficile riprendere gli argomenti di tutti, tanta è la voglia di intervenire. Quindi penso proprio che l’incontro a cui ho fatto riferimento in uno dei precedenti commenti si farà, e ciascuno sarà libero di parteciparvi o meno.
In quel commento non ho detto che la soluzione di eleggere il segretario ransitorio nell’Assemblea di sabato sia la migliore, io stesso ho molti dubbi. Ho detto che quella è la proposta che verrà avanzata. Sono certo che ci sarà molta discussione, e che le istanze di reazione immediata sostenute da Alfonso Principe - che io condivido - troveranno adeguata rappresentanza.

claudio broglia scrive:
19 Febbraio 2009 alle 17:01

Io sto con Walter

contributo inviato da claudio broglia il 19 febbraio 2009

Io sto con Walter e con il PD, e non lo ringrazio per quello che ha fatto, perchè Walter ha ancora tanto da fare.
Io sto con Walter e vorrei rendere possibile riavvolgere la pellicola
Io ero con Walter il 14 ottobre del 2007 assieme a più di tre milioni di democratici e ho deciso liberamente di scegliere Walter
Io sono un rappresentante del PD locale e non ho deciso liberamente di costruire un gruppo dirigente nato blindato non per volontà di Walter ma per i rigurgiti della vecchia politica e degli ex qualcosa
Io ero con Walter e ho scelto di andare liberi ad Aprile del 2008
Io ero con Walter il 25 ottobre 2008 sotto le bandiere del PD al Circo Massimo assieme al popolo PD e ho scelto liberamente assieme a due milioni di persone di sostenere Walter
Io non ero da nessuna parte mentre un gruppo dirigente incapace di stare unito ma sempre desideroso di far emergere i personalismi ci ha resi smarriti in questi mesi di opposizione
Io non sono red ne white ne orange ne nient’altro io sono PD
Io ero e sono con Walter nel gesto nobile che ha fatto, ma non lo accetto e non mi rassegno
Io mi vergogno di sfoderare l’ipocrisia di giornata e ringraziare Walter
Perchè assomiglia molto alla stessa ipocrisia con cui abbiamo salutato Romano Prodi
Non è Walter che deve fare un passo indietro.
Io vorrei che nascesse dal basso un’onda grande che rimettesse Walter al centro
Anche per questo è nato il PD, perchè il suo leader risponda agli elettori, alla sua base e non solo al gruppo dirigente
Se crediamo nel PD, se crediamo che un’altra politica è possibile, allora siamo noi che possiamo rendere possibile rimettere Walter al suo posto
Per questo faccio un appello a tutti: chiediamo a Walter di tornare e chiediamo al gruppo dirigente di dargli sostegno e non coltellate alla schiena con il sorriso sulle labbra

Claudio Broglia

Athos Gamberini scrive:
19 Febbraio 2009 alle 18:33

Ciao Walter, davvero la scelta sarebbe semplice e lineare. Con un assunzione di responsabile umiltà l’intero gruppo dirigente dovrebbe apporre su un foglio le proprie dimissioni. Non esistono obblighi di continuare a fare politica di vertice si può dare il propro contributo in tasnte maniere. I tempi sono talmente mutati che gli elettori non aspettano i nostri riti, decidono come hanno deciso di recarsi a milioni per le primarie a centinaia di migliaia a Roma e ancora oggi a decine di migliaia alle primarie o di non andare a votare per le amministrative. Poi non è sufficente e non deve ridursi tutto a personalismi, c’è un grande bisogno di governo dell’opposizione, di contenuti e radicalità, di capire ciò che è opposizione….i valori, l’etica, siete tutti uguali…
Incollati a ciò che eravamo ci siamo dimenticati di dove vorremmo andare nel futuro!! Il Partito Democratico è (stata?) una grande intuizione, la più grande intuizione per un centro sinistra che guarda al futuro. Purtroppo siamo stati inadeguati a tradurre le intuizioni in azioni.

Riccardo Lenzi scrive:
20 Febbraio 2009 alle 04:21

La scelta di convocare l’Assemblea nazionale in fretta e furia è l’ultima di una serie di scelte sbagliate. Delle quali più volte si è discusso su questo e su altri blog; di luoghi non virtuali in cui discutere, invece, non ce ne sono stati molti…
Veltroni lascia il partito nel momento di maggiore fragilità, con le amministrative e le europee alle porte. Se le dimissioni di Veltroni sono (e lo sono) politiche e non personali, esse coinvolgono necessariamente tutti i suoi collaboratori. Condivido le perplessità di Paolo Serra sull’elezione diretta di un segretario-candidato premier. Ma non credo che sabato si potrà mettere mano allo Statuto, specie su un punto così importante.
Forse a questo punto sarebbe opportuno che, a prescindere da quello che si deciderà sabato, tutti i segretari, i coordinamenti e gli esecutivi (nazionali, regionali e provinciali) facessero la cortesia di dimettersi.
Naturalmente anch’io, nel mio piccolo, in quanto delegato eletto in una lista “veltroniana” (bloccata), mi sento chiamato in causa: la linea politica che, con la mia scelta, ho sostenuto (andare da soli, governo ombra, partito liquido, ecc.) ha perso. Clamorosamente.

Pertanto sarebbe bene che Franceschini, per carità di patria, lasciasse perdere.
Un nuovo esecutivo può essere eletto solo dall’Assemblea nazionale e potrebbe includere gli altri candidati che avevano corso con Veltroni, i quali, assieme ai 2.800 costituenti, restano i soli legittimati dal voto delle ELEZIONI del 14 ottobre 2007 (perchè continuiamo a chiamarle “primarie”?).
Mentre i sindaci, i presidenti delle Province e i governatori delle Regioni, fino a prova contraria, sono stati eletti dai cittadini per amministrare i territori, e non per condizionare (per lo più negativamente, a colpi di interviste sui media nazionali) la democrazia interna del loro partito.
Per quanto mi riguarda, tra le possibili alternative che l’Assemblea di sabato avrebbe il DIRITTO di valutare (esprimendosi con un voto), sto riflettendo su queste tre opzioni:

1) convocare subito primarie, con immediate dimissioni di tutti i segretari regionali e provinciali (come ha chiesto Luca Foresti);
2) individuare un “direttorio di garanzia”, composto da min 3 max 5 componenti autorevoli/indipendenti scelti dall’Assemblea (direttorio che, ovviamente, andrebbe precluso a tutti gli attuali dirigenti e agli eletti);
3) proporre Rosi Bindi come segretario pro tempore (in quanto seconda classificata il 14 ottobre), ammesso e non concesso che lei sia disponibile (tenendo però presente due fatti: che anche lei ha avallato logiche di spartizione correntizia; e che, nel frattempo, Parisi ha “minacciato” di candidarsi sabato in alternativa a Franceschini, qualora non si decidesse di andare subito alle primarie).

In ogni caso spero che saremo in tanti a Roma sabato mattina. Io penso che vorrei andarci anche se fossi un semplice elettore… Chissà se e come saremo accolti dagli iscritti di Roma… Forse con i forconi in mano?? Oppure in stile Arafat: “in una mano un ramoscello d’Ulivo e nel’altra…”.

Per il futuro ho un sola convinzione, al momento: il/la prossimo/a Segretario/a nazionale del PD, per essere credibile, non potrà essere né un ex DS, né un ex Margherita. Due partiti che, purtroppo, esistono ancora e, oltre a far danni, hanno pure dei dipendenti regolarmente stipendiati (e nascosti, come i cinesi negli scantinati, senza uscite di sicurezza…).
Altrimenti vorrà dire che abbiamo scherzato. Col fuoco.
Con la gravissima crisi - economica, democratica e sociale - in cui siamo immersi, sarebbe davvero imperdonabile.

Vanni Pancaldi scrive:
20 Febbraio 2009 alle 14:16

La proposta di azzerare i vertici a tuti i livelli e, per gestire la tramsizione la costituzione di un direttorio indipendente di garannzia statutaria con un segretario autorevole ma pro-tempore mi trova pienamente concorde.

Ritengo anche importante che Walter possa dar luogo ad una riunione “reale” in cui confrontarci e ridare fiato con le iniziative opportune al progetto democratico. Se non si rinasce subito dal basso tutto fra poco sarà svanito.

Sono tra l’indignato e il preoccupato. Ho sentito i mezzi d’informazione utilizzare frasi del tipo : il gruppo dirigente ha deciso di….ancora! alle soglie dell’assemblea nazionale di domani dobbiamo dare al paese l’impressione che i giochi siano già tutti fatti nelle segrete stanze e che quei tremila saranno là solo a ratificare? Non impariamo mai? dobbiamo proprio sempre passare dal male al peggio?

AnnaMaria Serazzi scrive:
21 Febbraio 2009 alle 11:55

Gli ultimi drammatici avvenimenti mettono in evidenza l’incapacità del gruppo dirigente ad effettuare una gestione unitaria del partito.Troppi conflitti, troppe rivalità, troppi personalismi! Purtroppo abbiamo dimenticato la grande lezione di Berlinguer e la centralità della questione morale. Chi fa politica dovrebbe porsi esclusivamente l’obiettivo del bene comune, da perseguire nel più completo disinteresse personale.

vanni pancaldi scrive:
21 Febbraio 2009 alle 14:11

E’ andata come previsto. Come dicevano i giornali “i BIG tutti d’accordo per Franceschini”. Gli accordi erano già fatti. Un’assemblea omologata preventivamente come sempre ha solo ratificato con un po’ di animazione e per non dare una impressione troppo “bulgara”.
Vi ricordate la vicenda del ragazzo nel pozzo a Vermicino prima della nascita della protezione civile? Avanti un altro!… e invece che il congresso intoneremo un bel de profundis….Walter è ammissibile regire o dobbiamo solo stare in silenzio ad aspettare la prossima legnata?
Scusa la battuta feroce ma se debbo scegliere se stare dalla parte dei masochisti o dei sadici io preferisco i secondi.

Daniela facchinato scrive:
13 Marzo 2009 alle 16:57

Caro Walter,
non per piaggeria, ma grazie di esistere! Le tue analisi sono tanto lucide quanto spietate. E la verità è sempre rivoluzionaria.
Una abbraccio, Daniela Facchinato

Daniela facchinato scrive:
13 Marzo 2009 alle 16:58

Grazie di esistere. La verità è sempre rivoluzionaria,
Daniela

Scrivi un commento

Ultimi Commenti

  • Walter Vitali: Penso che è sbagliato, come tante notizie che circolano in rete in maniera incontrollata. Noi ci...
  • franco: che ne pensi di questo? Assistenza sanitaria integrativa: ecco le cifre dei rimborsi per i deputati...
  • Abunteedek: Cheap Dedicated servers now available - [url=http://feed1.info/link/0] Cheap server prices[/url]
  • check backlinks: how’s life ? www.waltervitali.it owner discovered your website via Google but it was hard to...