Il candidato del centrosinistra è stato sconfitto nelle elezioni regionali sarde e ha vinto il candidato di Silvio Berlusconi alleato con l’UDC.
Ugo Cappellacci, il candidato del PDL, ha vinto con il 51,90% dei voti, e le sue liste hanno conquistato ancora maggiori consensi, il 56,71%. Renato Soru ha perso con il 42,89%, e le sue liste hanno preso solo il 38,92%. Il PD, che alle precedenti elezioni politiche aveva avuto il 36%, ha ottenuto solo il 24,4% dei voti. I votanti sono calati dal 71% del 2004 al 67,5% di oggi.
Il Segretario del PD, Walter Veltroni, alla riunione del coordinamento politico di questa mattina, ha presentato le sue dimissioni e tutti gli altri componenti gli hanno chiesto di ripensarci. Veltroni si è preso due ore per riflettere, e alle 17 le agenzie hanno battuto la notizia che le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del PD erano confermate. Il Vicesegretario Dario Franceschini ha poi annunciato la convocazione per domani mattina di un’altra riunione del Coordinamento politico per decidere la convocazione dell’Assemblea costituente che, a norma di Statuto, può decidere o l’elezione di un segretario provvisorio fino al Congresso di autunno o l’avvio immediato delle procedure congressuali. Com’è noto il nostro Statuto prevede due tempi, il primo riservato agli iscritti che definiscono candidature e piattaforme politiche e il secondo nel quale gli elettori iscritti all’Albo sono chiamati a pronunciarsi in modo definitivo.
Fin qui i fatti, drammatici, della giornata di oggi.
Vi dico in estrema sintesi la mia opinione, e sono desideroso di confrontarla con la vostra. Secondo me la bruciante sconfitta nelle elezioni sarde ha solo in parte ragioni nazionali, e comunque non è imputabile al segretario del Partito. Veltroni, con il suo gesto, ha messo tutti di fronte alle proprie responsabilità per una situazione nella quale il conflitto ormai endemico tra le diverse componenti del partito sta ormai visibilmente logorando il progetto stesso del PD. Il vero problema, secondo me, non è il segretario ma l’insieme della classe dirigente del nostro partito che non è stata finora capace di essere all’altezza del progetto ambizioso messo in campo a partire dall’ottobre del 2007. Walter Veltroni incarna meglio di tutti quel progetto, ed è difficile pensare che si possa credibilmente ripartire facendone a meno. In ogni caso le elezioni, europee e amministrative, che sono alle porte richiedono decisioni responsabili da parte di tutti assunte collegialmente.


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Quando i rematori, invece di darci dentro coi remi, passano il tempo a forare il fasciame della barca, dare la colpa al timoniere se questa non avanza non mi sembra molto logico. Bene ha fatto Veltroni a mettere i vari cacicchi e mezzi cacicchi di fronte alle loro responsabilità. L’ipotesi di reggenza provvisoria mi pare inevitabile, ma l’unico credibile per il paese sarebbe Romano Prodi in persona.
Paolo Serra