Un paese piccolo piccolo

ambiente.jpgLo scorso fine settimana a Parigi i 15 Paesi dell’Euro hanno preso tre decisioni importanti per tentare di arginare la crisi finanziaria che sta infiammando le Borse di tutto il mondo, a partire da Wall Street. Il vertice ha deciso che ogni Paese garantirà i conti correnti dei risparmiatori, entrerà nella proprietà delle banche con iniezioni di liquidità se dovessero dare segni di crisi e garantirà il prestito interbancario (quello tra gli istituti di credito). Queste misure sono state poi allargate all’Europa dei 27. Anche gli Stati Uniti, correggendo vistosamente la manovra da 700 miliardi di dollari voluta dall’amministrazione Bush per comprare i titoli-spazzatura sul mercato, hanno annunciato seppur controvoglia che le adotteranno.
L’Italia ha cercato di prendersi il merito, con un commovente Consiglio dei Ministri in cui tutti, a partire dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si sono sperticati in lodi a Giulio Tremonti.
In realtà il merito è di Gordon Brown, il premier laburista britannico dato per spacciato fino a poco tempo fa in tutti i sondaggi. A tal punto che Paul Krugman, l’economista liberal americano a cui è andato il Premio Nobel per l’economia, ha iniziato un suo recente articolo con la frase “E se Gordon Brown avesse salvato il capitalismo in crisi?”
Di fronte al crollo dei mercati finanziari si è così riscoperto il ruolo dello stato in economia, con buona pace di tutti gli ideologi del liberismo che da almeno 15 o 20 anni ci fanno la predica sulle virtù taumaturgiche del mercato lasciato a sé stesso.
Ma la crisi non è finita, anzi è appena cominciata. Ora l’economia americana è entrata in una brutta recessione che si sta diffondendo a macchia d’olio all’Europa e al resto del mondo. Ed è chiaro che i Paesi meno competitivi e con un’economia più fragile come l’Italia saranno anche quelli più esposti.
Eugenio Scalfari nel suo editoriale di ieri su La Repubblica si chiede come mai Tremonti, che nei suoi scritti dei mesi scorsi aveva intravisto la crisi dei subprime americani, abbia poi dato vita con la manovra economica di luglio ad un taglio gigantesco alla spesa pubblica e ai consumi delle famiglie che avrà conseguenze nefaste sull’economia in brusca frenata. La risposta è nell’ideologia di cui questo governo è preda, la stessa che ha colpito la scuola con misure - quella del maestro unico è l’esempio più eclatante - che la stanno distruggendo.
E’ evidente che se l’economia entra in crisi occorre allentare i freni del deficit e pensare a misure anticicliche, come quelle al centro della manifestazione del PD del 25 ottobre prossimo: sostegno a salari e pensioni, investimenti pubblici, risorse per i servizi locali. Esattamente il contrario di quello che ha fatto il governo.
L’ultima brillante idea del governo italiano è quella di chiederere di rinviare di un anno l’entrata in vigore delle misure necessarie a raggiungere gli obiettivi europei per l’ambiente: il 20% in meno di emmissioni di CO2, il 20% in più di efficienza energetica, il 20% del totale energetico ricavato da fonti rinnovabili entro il 2020. Su La Repubblica di sabato scorso è stato pubblicato un interessante articolo di Jeremy Rifkin, il teorico americano della nuova rivoluzione industriale, il quale sostiene che solo con una rivoluzione verde nella produzione e nei consumi potremo fare crescere l’economia puntando sui nuovi settori dellle energie rinnovabili, dell’edilizia avanzata, dell’idrogeno, delle reti intelligenti.
Ancora una volta l’Italia di Berlusconi è il fanalino di coda, con lo sguardo rivolto verso il passato. Il problema è come farlo capire al 60% degli italiani che, secondo i sondaggi, gli dà la propria fiducia.


Questo articolo è stato pubblicato Lunedì, 20 Ottobre 2008 alle 13:29 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
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7 Commenti a “Un paese piccolo piccolo”

Attilio scrive:
20 Ottobre 2008 alle 18:09

Ho sentito al TG che il governo vuole fare la rottamazione delle auto e degli elettrodomestici e non vuole dare sgravi fiscali ai lavoratori e ai pensionati. E’ una vergogna!!!!
Spero che il PD abbia la forza di gridare a tutti quelli che hanno votato Berlusconi che ancora una volta non rispetta gli impegni presi in campagna elettorale. Allora tutti, compreso lui, dicevano che bisognava fare qualcosa per i redditi fissi e oggi niente, si fanno i soliti regali alle banche e alla grande industria a partire dalla FIAT.
Visto che Berlusconi è stato votato anche da molti lavoratori e pensionati credo che denunciare questo comportamento inaudito del governo serva a fargli perdere un pò del 60% dei consensi di cui parlano i sondaggi. E serva anche a far riuscire nel modo migliore la manifestazione del 25 ottobre a Roma.

Roberto Vignoli scrive:
21 Ottobre 2008 alle 11:07

Il comportamento del governo Berlusconi sull’ambiente è molto grave. Non va sottovalutato solo perchè c’è la crisi economica che può colpire l’industria tradizionale. Se non creeremo nuova industria l’Italia non ce la farà a recuperare posizioni nella sfida per la competitività tra i vari Paesi.
L’Europa non concede rinvii, e fa bene. E gli esperti hanno già detto che il nostro problema non sono gli obiettivi europei per il 2020 ma quelli del Protocollo di Kyoto per il 2012.
Il PD dovrebbe dire che l’ambiente, come la crisi finanziaria, sono sfide globali che richiedono il coinvolgimento di USA, India, Cina e di tutti gli alri Paesi in via di sviluppo.
Perchè nel G14 di Washington di novembre oltre che di economia non si discute anche di ambiente? Il governo italiano andrebbe incalzato proprio su questo.

Oreste Polacchini scrive:
21 Ottobre 2008 alle 15:07

Caro Senatore P.D. W.Vitali, dove potrò trovare ancora tanta energia nel denunciare, criticare, mobilitare la mia e le altre ciscienze se poi ben poco si riesce a correggere uno stato di fatto? In un paese dove quel 60% condivide il sistema finanziario globale e la frenesia dei sapientoni del Fondo Monetario Internazionale, quelli del G 8 giustificando il capitalismo arrogante dove chiunque, senza regole, si occupa di finanza, di credito e legittimato a prevaricare le decisioni di Kyoto pe imporre una propria soggettività di economia (vedi Marcegaglia che sostiene che esosi sono i costi di adeguamento per le imprese) allora siamo fuori posto.
Quel 60% di italiani ricchi come possono sostenere che hanno difficoltà per correggere il proprio ambiente ed il futuro dei propri eredi?
Il partito può risvegliare le menti, riaffermare la libertà del giusto conflitto, annullare il silenzio sociale e l’umiliazione dei lavoratori posti in perenne ricatto alla firma del contratti, evitare fraintendimente su cosa pensiamo dello sfruttamento consumistico e dell’ansia di competitività.
Queste sono la lotta contro il crollo dell’economia globale, contro la miseria, la disoccupazione, la violenza, la barbarie del nuovo medioevo che una nuova classe di amministratori vuole fare, a prescindere. O.Polacchini

Marisa scrive:
22 Ottobre 2008 alle 13:09

Caro Walter, sono molto d’accordo sul fatto che orami é tempo di assumere, tra le nostre priorità, la tutela dell’ambiente in tutte le sue accezioni (edilizia, tutela del suolo, energie alternative, ecc.)e penso che bisogna cominciare dalle Amministrazioni locali le quali, essendo sul territorio, mi sembrano le più adatte ad iniziare un cammino virtuoso. Mi piacerebbe molto leggere nei punti programmatici degli aspiranti candidati a sindaco di Bologna dei progetti in questa direzione. Naturalmente mi darebbe molto, ma molto fastidio leggere qualche cosa di simile nel programma di Corticelli ando C. e non in quelli dei candidati PD.
Marisa

gianni.bortolini scrive:
22 Ottobre 2008 alle 23:56

Vorrei che il PD sul tema della precarietà avesse proposte più forti perchè proprio non mi convice la flexicuriy di Ichino. Del resto, come dice l’Ocse, non bastano indennità di disoccupazione, minimi salariali, ecc., serve un lavoro stabile e ben remunerato.. Alla Magneti Marelli di Crevalcore ci sono 150 lavoratori interinali e a tempo determinato, contro i 95 a tempo indeterminato. Che vita potranno mai condurre queste persone? Conosco ragazzi e giovani donne con figli che da 6, 7 anni cambiano lavoro ogni tre mesi di media, con lunghi periodi di inattività. Oltre al danno economico anche il danno sociale, con un conseguente senso perenne di sradicamento. Inoltre, alla Fiat un operaio di 5 livello (specializzato, quindi) prende 1150 euro al mese!
Un ultimo cosiglio a Veltroni per la manifestazione del 25. Che lo dica che il governo sta parlando solo per stereotipi: dipendenti pubblici fannulloni, insegnanti che in fondo fanno un lavoro part time, musei polverosi, medici macellai, falsi invalidi, ecc. Ci mancano solo le mezze stagioni!! Usi l’ironia e basta con quel tono un poco piagnone! Rimproveri anche gli italiani (a cui in fondo piace essere un poco strigliati) perchè non può essere che si deleghi la severità alla scuola quando i primi a viziare i bambini sono proprio i genitori.

Walter Vitali scrive:
23 Ottobre 2008 alle 09:02

Vedo con piacere che la questione dell’ambiente è considerata rilevante da numerosi che sono intervenuti. Anche secondo me è cruciale, ed è uno di quei temi sui quali la differenza tra destra e sinistra è molto evidente, oltre ad essere un tema fondamentale per i giovani.
L’idea di Roberto Vignoli, di chiedere che il G14 di Washington di metà novembre discuta di ambiente, è buona. Anche quella di Marisa, che propone l’ambiente come una delle priorità del programma amministrativo per il 2009 a Bologna. Anche nelle primarie se ne dovrebbe discutere.
Sono completamente d’accordo con Gianni Bortolini, ed è la seconda volta che mi capita (la prima era stata nel blog precedente sulle primarie, quando ci ha invitato a non avere atteggiamenti elitari e a preoccuparci degli operai).
Il PD è per la flessibilità e contro l’estrema precarietà del lavoro, è per le garanzie, è per cambiare a legislazione troppo permissiva a favore delle aziende. Tutto questo, ha ragione Bortolini, deve essere reso più chiaro.
Oreste Polacchini ci invita al realismo, e cioè a considerare che il 60% degli italiani la pensa come il governo. E’ giusto tenerlo presente, ma quel muro si può sgretolare come sta dimostrando la questione della scuola sulla quale è nato un movimento che sta preoccupando Berlusconi perchè è fatto anche di suoi elettori.

gianni.bortolini scrive:
26 Ottobre 2008 alle 13:49

Da “GIORNO/RESTO/NAZIONE” di giovedì 23 ottobre 2008
INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA
PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac cia».
Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».
Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che…
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica:
spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.
E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.
Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.
La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

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