Sono per Delbono e per primarie vere

delbono.jpgSergio Cofferati ha ribadito ieri, nel corso di una trasmissione televisiva, le ragioni dell’annuncio della propria volontà di non ricandidarsi a Sindaco di Bologna. Sono ragioni strettamente legate all’ impossibilità di conciliare il proprio ruolo di Sindaco con la vicinanza alla famiglia che sta a Genova. Sono ragioni vere, che meritano rispetto e di cui occorre prendere atto.
Era difficile pensare che tutto potesse essere già bello e pronto dopo un annuncio che ha colto un po’ tutti di sorpresa. Giustamente ormai il metodo delle primarie è entrato a far parte del DNA del Partito Democratico, e i vertici bolognesi e regionali del PD si sono limitati ad annunciare che la scelta del candidato Sindaco avverrà in questo modo il 14 dicembre prossimo.
Primarie di partito o primarie di coalizione? La mia opinione è che la coalizione ci vuole e va costruita, e bisogna discutere con tutti. Molto probabilmente sarà una coalizione comprendente la sinistra di governo, lo SDI e l’IDV, mentre il PRC ci farebbe tornare indietro sulla questione della legalità. Ma subordinare la scelta del candidato alla definizione della coalizione potrebbe essere rischioso. Conviene perciò che il PD scelga comunque il suo candidato con le primarie del 14 dicembre, come prevedono Statuto e Regolamento nazionale. Poi c’è tutto il tempo per svolgere come coalizione altre forme di ampia consultazione democratica sia sul programma che sulla candidatura.
Flavio Delbono ha annunciato la sua candidatura lunedì scorso e ha ricevuto il sostegno, diretto o indiretto, di Romano Prodi, Sergio Cofferati, Vasco Errani e Andrea De Maria. Anch’io mi sono pronunciato per Delbono, perchè lo ritengo un autorevole rappresentante della nuova generazione democratica che si è formata a Bologna dopo la sconfitta del 1999, sicuramente quello con la più forte esperienza amministrativa.
Ma ho anche detto che avrei ritenuto opportuno che ci fossero state altre candidature politicamente significative, come quella di Virginio Merola, che infatti si è candidato il giorno successivo. Maurizio Cevenini ha dichiarato che sosterrà la candidatura di Delbono, mentre Andrea Forlani, pur apprezzando la candidatura di Merola, sembra ancora in campo.
Abbiamo dunque davanti a noi una grande opportunità. Possiamo scegliere finalmente la candidatura a Sindaco attraverso un confronto vero e appassionante non solo tra persone ma tra diverse idee di città. Le dichiarazioni iniziali dei due principali candidati sono positive e fanno ben sperare. Se ne saremo capaci, potremo riuscire a coinvolgere nella discussione e nel voto tantissime persone, anche tra quelle che sono esterne alla vita del PD.
Da un confronto del genere potrà derivare solo un rafforzamento del PD e dell’intero centrosinistra bolognese, che dovranno essere comunque pronti ad unirsi intorno al candidato prescelto contro lo schieramento avverso.
Potranno essere risolti così molti problemi politici, poiché sarebbe un errore azzerare ciò che è stato fatto in questo quinquennio.
Capisco chi si sente un po’ smarrito di fronte a questo scenario nuovo e non precostituito in partenza. Io invece ho fiducia, e penso che la dobbiamo avere tutti, poichè quando il nostro popolo è stato chiamato a votare sulle scelte importanti, ha sempre dimostrato il proprio gradimento per essere consultato e ha sempre saputo decidere con un grande senso di responsabilità.

Questo articolo è stato pubblicato Mercoledì, 15 Ottobre 2008 alle 18:22 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
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17 Commenti a “Sono per Delbono e per primarie vere”

enzo gandolfi scrive:
15 Ottobre 2008 alle 21:07

Con l’uscita di scena di Cofferati credo ci si avvii verso primarie “vere” e questo vuol dire che prima, ad essere onesti, ci sono stati comportamenti non proprio limpidi. Non voglio tornare su Cofferati che ho molto apprezzato in fase elettorale e NON HO CAPITO DOPO…
Conosco Merola da moltissimi anni e lo considero una persona seria e capace, il suo assessorato mi è sembrato quello condotto meglio. Per cui, pur non avendo motivazioni contro Del Bono che conosco poco, sono portato ad appoggiare Merola. Spero che il dibattito delle primarie, si limiti ad una sfida sul metodo e le eventuali impostazioni diverse su come fare il Sindaco. Le premesse ci sono tutte, per cui aspettiamo.

Giovanna Busi scrive:
15 Ottobre 2008 alle 21:28

Tutto bene il quadro politico nel quale ci si sta muovendo,….però…mai possibile che dal dopoguerra ad oggi Bologna non sia mai riuscita ad avere un decente candidato sindaco donna!
L’unica volta che ci abbiamo provato abbiamo perso il Comune, e…sappiamo tutti perchè.
Non potrebbe essere il caso di riprovarci con una candidatura femminile credibile e unitaria?
Giovanna

andrea scrive:
16 Ottobre 2008 alle 08:32

LA BUONA NOTIZIA CHE NON C’E’ PIU’ COFFERATI SINDACO TRISTE DI UNA CITTA’ CHE HA PERSO LO SMALTO DEI BEI TEMPI ANDATI.
PENSO CHE DEL BONO SIA UNA OTTIMA PERSONA MA IL RISCHIO E’ CHE SEGUA LE ORME POLITICHE DEL SUO PREDECESSORE.
IN QUESTI 5 ANNI BOLOGNA NON HA FATTO UN SALTO DI QUALITA’ CHE TUTTI NOI SPERAVAMO ANCHE DAL PROGRAMMA CHE AVEVA PORTATO COFFERATI SINDACO,ECCO PERCHE’ SONO MOLTO DIFFIDENTE CHE TUTTO LO STATO MAGGIORE DEL PD SI GETTI A CAPOFITTO SENZA UNA CHE MINIMA CRITICA DI COME E’ STATA GESTITA LA CITTA’(COFFERATI COME DEL BONO HANNO MAI PRESO I MEZZI PUBBLICI OGNI MATTINA PER ANDARE A LAVORARE MI PIACEREBBE SAPERLO)? CON SIMPATIA ANDREA ALBICINI

Sonia Albertazzi scrive:
16 Ottobre 2008 alle 11:13

Io Cofferati lo stimo e mi dispiace che se ne vada. E’ vero che avrei voluto vederlo più vicino ai problemi spiccioli della città, ma forse anche lui ha capito che la sua situazione familiare glielo impediva ed è per questo che se ne è andato.
Per me il prossimo sindaco deve essere un amministratore capace. Delbono va benissimo, l’ho incontrato in varie occasioni e mi ha sempre ispirato fiducia. Merola lo conosco poco.
Anche a me piacerebbe una donna. Spero che se ne faccia avanti qualcuna, o che il candidato sindaco del PD, se sarà un uomo, ne metta tante nella sua squadra. Le donne debbono avere le stesse opportunità dei maschi di accedere alle massime cariche pubbliche, cosa che oggi non accade. Perciò debbono essere messe alla prova perchè di donne di valore ce ne sono tante.

gianni.bortolini scrive:
16 Ottobre 2008 alle 11:42

Ho sempre provato simpatia per Cofferati (sindaco burbero ma di carattere) e però trovo francamente sconcertante la sua scelta di non ricandidarsi dopo che addirittura aveva iniziato la campagna elettorale nei quartieri. La sensazione che dà è quella di una persona integra ma a cui non è mai importato più di tanto della città. Uomo rispettato ma non amato, ha governato con onestà ma disattendendo assolutamente il principale punto del suo programma e cioè la promessa di essere un sindaco che avrebbe favorito la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Invece si è visto raramente nei quartieri e persino alla cena di solidarietà a favore dei lavoratori della Sabiem, promossa dal sindacato, ha fatto una breve (e forse un po’scocciata) apparizione. Non consoco Del Bono e non posso dire nulla di lui..ma forse è proprio questo il problema.. Sono convinto che sia un’ ottima persona, ma davvero il PD non riesce a esprimere figure diverse e, permettetemi, leggermente più popolari? Se la destra corre il rischio di una deriva autoritaria, credo che il PD (sinistra non si può più dire) corra il rischio di una deriva elitaria. Certo, in Emilia ancora il gioco regge, ma per quanto? E nel resto d’Italia? Non vorrei che il PD (che ho sempre criticato, ma di cui temo la scomparsa) si riducesse a fare la fine del glorioso Partito d’ Azione: pieno di uomini illustri e intellettuali, ma assolutamente lontano dal popolo. Nella fabbrica dove lavoro io, (causa disillusione e grande stanchezza per le risse continue a sinistra e per la scarsa attenzione al mondo del lavoro), non si affigge più neppure l’ Unità che storiamente si affiggeva da almeno 40 anni! Non ci sono i soldi, dice la federazione. Forse. Ma la verità è che nessuno ha più nemmeno voglia di prendersi quella briga lì. Come sono lontani i tempi in cui tante persone facevano porta a porta la domenica, vero? Tra le 650 persone della Weber non si trova uno disposto ad attaccare il giornale nella bacheca..me compreso. Del resto sulla precarietà il PD non dice cose chiare, sulla laicità neppure, sulla questione dei redditi idem. E se anche esprime opinioni a volte condivisibili, non ha più la credibilità necessaria. E’ un circolo vizioso, non se ne esce e bisogna forse solo aspettare che Berluconi faccia l’ennesima schifezza. Lo dico con tristezza, ma quello che tutti pensano in fabbrica (impiegati, operai e dirigenti) è che con Prodi non sono stati meglio; che non sono diminuite le tasse sul lavoro dipendente, e se sono diminuite nessuno se ne è accorto, e in politica conta questo: la percezione. I percari continuano ad esistere, eccome! Alla Magneti Marelli di Crevalcore ci sono 94 lavoratori a tempo indeterminato e 155 lavoratori con contatto a temine o interinale! Dico, 155 persone a cui viene rinnovato il contratto di settimana in settimana; che non fanno tempo a fare amicizia coi colleghi che da un momento all’altro vengono sradicati e mandati a casa o, se va bene, in un’ altra azienda. Protestate pure, mi dicono i colleghi, ma cosa avete fatto voi quendo eravate al governo? Certo che c’è la globalizzazione, lo sappiamo bene. Ma un segnale politico forte, seppure solo di attenzione e vicinanza, lo si poteva dare, e invece nulla, zero assoluto. Il risultato è che molti lavoratori percepiscono il PD e il centrosinistra come uguale al Popolo delle libertà, ma, in compenso, più rissoso e meno affidabile.. soprattutto in un tempo di crisi come questo dove servono (forse) decisioni rapide piuttosto che logoranti dibattiti interni. E poi, sul tema delle alleanze, mi permetto di dire questo: i laburisti inglesi, se perdono le elezioni, si fanno la loro bella opposizione fosse anche per 12 anni di seguito, ma non vanno a fare la corte ad altri partiti che hanno idee diametralmente opposte alle loro. Insomma, allearsi con Mastella, Casini ecc., può sortire un beneficio immediato (dubito), ma nel medio-lungo periodo disorienta l’elettorato quando addirittura, non lo disgusta.
Un ultima cosa sulla deriva elitaria: al nord questo pericolo è presente, ma al sud la cosa è ancor più drammatica. Lì, il pericolo, a mio avviso, è una crisi di moralità molto molto forte. Già troppi amministratori (alcuni ex DS, ma tanti ex Margherita) sono stati implicati in scandali e in questioni di grave malgoverno. Su queste cose non vedo una grande attenzione. Bassolino (che grande speranza era per il sud e la Campania!) è ancora al suo posto. Spero di sbagliarmi.
Cordiali saluti

Walter Vitali scrive:
16 Ottobre 2008 alle 11:45

Ieri sera Maurizio Cevenini ha dichiarato che si candiderà alle primarie, e che ha cambiato idea per la pressione dei suoi sostenitori. Il mio ragionamento resta però lo stesso del post di ieri.
Ci tenevo a precisarlo.

Alfonso Principe scrive:
16 Ottobre 2008 alle 12:47

Siano benvenute le primarie!!! Di partito e di coalizione, entrambe aperte a tutti senza blocchi e pregiudiziali. Di certo il PD locale, finchè Cofferati era ancora concorrente, non ha dato una grande immagine democratica negando con delle scuse gli elenchi degli iscritti a Forlani. Comportamento autoreferenziale di vecchio stampo autoritario del partito e presuntuoso. Il Pd, quindi, deve ringraziare Cofferati che con il suo ritiro ha consentito un ritorno alla democraticità del voto nella scelta dei candidati di Partito.
Veniamo ai candidati (fioriti come per incanto, per fortuna).
Innazi tutto sono tutti rispettabilissimi e certamente competenti. Una breve e semplice analisi, quindi, vorrei farla non sulle persone, che ripeto sono tutte degnissime, ma sul sistema.
Il quadro è il seguente: Merola rappresenta il modus operandi Cofferattiano; Del Bono ci viene calato dall’alto, come al solito dalle istituzioni; Cevenini, giustamente , pensa a questo punto che bisogna dare una mano al PD e dare una parvenza di partecipazione democratica per poi ritirarsi in buon ordine e quindi vedo la sua posizione come rafforzativo alla decisione del partito per Del Bono; Forlani come primo sfidante naturalmente non si ritira e più o meno il suo comportamento è simile a quello di Cevenini.
Il candidato più forte quindi sembra Del Bono.
Quello che io penso:
per mio principio non voterò mai su indicazioni degli altri; ritengo che molta gente non sia stata contenta della gestione di Cofferati (me compreso e strano a dirsi anche il PD che sceglie Del Bono e quindi non conferma la politica di Cofferati). Questo elimina quindi i primi due. Per gli altri due preferisco non esprimermi ma li ritengo degli ottimi sfidanti.
Concludendo credo che la migliore soluzione sia quella di far svolgere le primarie di partito aperte e poi il candidato prescelto liberamente da tutti gli iscritti si dovrà battere nelle primarie di coalizione (anch’esse aperte) con gli altri pretendenti. A mio avviso questo è il modo migliore per far partecipare realmente la gente alla scelta del suo sindaco, che sia di Bologna o meno.

Armando scrive:
16 Ottobre 2008 alle 12:50

Cevenini o non Cevenini c’è un solo modo per uscire rafforzati e non dilaniati dalle primarie: che si discuta di programmi e di idee per Bologna, e non che ci si scontri per vedere quanto ciascuno pesa all’interno del partito.
Per questo mi auguro che le primarie siano molto partecipate, e che le cordate di questa o quella corrente, di questo o quel personaggio siano annegate nel voto di tanta gente comune.

O. Polacchini scrive:
16 Ottobre 2008 alle 15:52

Caro Senatore avere fiducia è nel DNA di ogni attivista di partito sicuro che l’organizzazione è orientata sui principi e gugli ideali che l’hanno sempre caratterizzazta.
Vorrei continuare ad esserne certo, quello che invece occorre è una spiegazione ed una risposta sul com’è potuto succedere l’uscita di Cofferati così repentina dopo tanto tira e molla in un’estate peregrina e vuota d’idee politiche e d’informazione?
Ho provato a darmi una risposta: le differenti situazioni socio-politico-culturali nella nostra città hanno messo a dura prova la gestione di un mandato che non poteva reggersi solo su un uomo, pur autorevole e capace a mantenere sldo il programma d mandato, non è stato dato all’alleanza che governa una consapevolezza utile per arrivare all’obiettivo, non importa il colore del pelo sullo stomaco, conta il risultato ottenuto nella linea del programma scelto. La mancanza di supporto politico del partito dall’esterno non può essere fatto da un solo soggetto politico quindi è stata la strategia che non ha ottemperato lasciando il modello di governo della città in balia del vento.
Aggiungo che nel panorama della sensibilità politico-organizzativa le differenze tra che ha nel suo intimo gli ideali come solidarietà, diritti ecc. e chi invece ha come interesse solo il proprio tornaconto d’immagine personale o di partito pone la questione più di cultura che di forma.
Ora il percorso è duro e complicato là sove sul primo è necessario ristabilire un consenso allargato, sul secondo trovare il nome e la convergenza su di esso ma dare un supporto di regole condivise e rispettose chiare e utili. I due candidati F. Delbono e V. Merola hanno dato dimostrazione di capacità tecnica e politica, a loro i miei auguri per la consultazione del 14 dicembre che deve essere accompagnata dal partito in tutto e per tutto, O. Polacchini

paolo serra scrive:
17 Ottobre 2008 alle 12:24

A che servono queste primarie
E’ del tutto evidente che in caso di sindaco uscente le primarie siano pressoché obbligatorie. Perché non si esauriscano in un esercizio retorico o in una guerra fratricida
Bisognerebbe avere chiaro che oltre all’obiettivo di scegliere il candidato più “adatto” per vincere le elezioni e per amministrare la città, ve ne sono altri due, altrettanto importanti: far conoscere direttamente i candidati ad una base di elettori più larga possibile, evitare che il necessario clima competitivo si prolunghi fino a compromettere le elezioni “vere”:
L’ideale sarebbe dividere la città in zone, quattro, oppure nove, o anche quindici a seconda di quanto si vuol far durare l’effetto mediatico e di svolgerle separatamente in ogni zona, ogni sette o quindici giorni. L’ideale sarebbe un numero di candidati superiore alle tappe elettorali con la clausola che l’ultimo di ogni tappa si ritira e cede il suo pacchetto di voti ad uno dei superstiti, questo fino a quando non rimangono in due, il primo sarà il candidato sindaco che dovrà obbligatoriamente proporre al secondo la carica di vice sindaco. Gli effetti cercati: scelta democratica, largo coinvolgimento territoriale, ricompattamento finale del partito, o della eventuale coalizione, se non garantiti, sarebbero decisamente perseguiti.
Purtroppo mi pare che le cose non stiano andando in questa maniera, si prospettano primarie in una sola giornata con due candidati l’un contro l’altro armati, il Pd a livello di base sta già iniziando a spaccarsi così come le possibili coalizioni. Siamo ancora in ottobre, mi pare che ci sia ancora il tempo per evitare i danni del ’99.

Paolo Serra

Walter Vitali scrive:
19 Ottobre 2008 alle 17:56

I fatti che si sono succeduti negli ultimi giorni non mi hanno fatto cambiare idea rispetto al post sulle primarie di Bologna. In particolare il confronto nell’Esecutivo bolognese del PD di venerdi’ scorso, e la successiva dichiarazione del Segretario Andra De Maria, dimostrano che la strada di una scelta limpida delle candidature attraverso il pronunciamento di iscritti ed elettori con le primarie è obbligata.
De Maria si è riservato di pronunciarsi sui candidati a Sindaco di Bologna una volta visti i programmi e ha dichiarazto di non essere interessato a correre per le primarie in Provincia. E’ legittimo.
Occorre però che le primarie siano sulle idee e non solo sulle persone, o sui raggruppamenti interni al PD che si schierano per quelle persone.
Bisogna rispondere alle domande molto pertinenti di Gianni Bortolini, che ci invita a non fare scelte elitarie e a guardare agli operai delle fabbriche, e di Oreste Polacchini, che si interroga su questi cinque anni di mandato amministrativo.
L’idea delle primarie itineranti lanciata da Paolo Serra non è sbagliata. Purtroppo il regolamento non lo prevede, ma lo spirito di quella proposta può vivere con confronti con i candidati sui temi che riguardano i singoli quartieri oltre che la città nel suo insieme.

Lucia scrive:
20 Ottobre 2008 alle 15:34

Non mi trovo d’accordo con il senatore Walter Vitali quando scrive che le primarie devono essere svolte sulle idee e non sulle persone. La voglia di fare bene e di produrre idee sono espressioni implicite di ogni persona che vuole mettersi in gioco, soprattutto quando la carica è privilegiata. La difficoltà è mettere in atto le buone idee, per le quali e per la loro riuscita, occorre fermezza e determinazione. Il cambiamento della nostra città, cosa che viene auspicata, lo fa la persona con il supporto giusto dei collaboratori che devono essere portatori di tante nuove e buone idee. Ed è per questo che va valutata la persona, e soprattutto quella persona che nell’arco della sua vita lavorativa ha dimostrato serietà, professionalità, capacità e credibilità. Queste qualità, io le vedo in Flavio Del Bono, e sicuramente non in Maurizio Cevenini, che mi auguro non faccia parte del consiglio comunale.

Walter Vitali scrive:
20 Ottobre 2008 alle 16:07

Lucia non è d’accordo con me ma io sono d’accordo con Lucia. Detto in altri termini: la mia opinione esatta, come è scritto nel mio intervento di ieri 20/10, è che le primarie non vanno fatte “solo sulle persone”, il che significa che anche le persone hanno la loro importanza.

roberto mignani scrive:
21 Ottobre 2008 alle 08:46

“DECIDERE CON GRANDE SENSO DI RESPONSABILITA’” Sono convinto che questa sia la massima,i motivi e le ragioni sono tutti nello scrtto di Walter,che faccio miei,è però a mio avviso occorre rimboccarci le maniche,stendere il programma del partito democratico provinciale bolognese(i forum e i circoli stanno lavorando, occorre dargli spazio)necessita un programma sul campo per amministrare Bologna,in assonanza con la attività di Coferrati e la sua giunta. Par fare ciò occorre la unità. (Sansone non deve morire coi Filistei). Sono convinto che Flavio Delbono sia un ottimo ,ha esperienza amministrativa sul campo,Bologna lo conosce,-meno partito e più città-credo questo sia il suo motto. Il P.D deve scegliere il suo candidato,e si faccino le primarie. Questo è il nuovo. Saluti Roberto Mignani

vanni pancaldi scrive:
24 Ottobre 2008 alle 19:11

Beati voi che potete parlare di Primarie. Forse non lo sapere ma da diverse parti sono negate. Come è possibile visto che lo statuto del PD le prevede “in ogni caso”. Proviamo a capire: una parte del regolamento, che parla di Primarie di Coalizione cita:
“Nei comuni al di sotto dei 15.000 abitanti: a) l’assemblea territorialmente competente può designare con il 70% dei consensi il candidato del P.D. per partecipare alle primarie di coalizione;”

La norma chiaramente vuole evitare doppie primarie in comuni piccoli, in cui lo sfozo di organizzazione sarebbe eccessivo e francamente ridicolo. Caso oltrertutto rarissimo o forse inesistente da noi stante le diversità dei numeri tra PD e altri,

In pratica si sostine: visto che non sappiamo se ci saranno le primarie di coalizione intanto eleggiamo con quel metodo del 70 % il nostro candidato sindaco a quelle primarie (in una maniera che nemmeno i bulgari ci avavano pensato, poi se ci sarà modo racconterò). Primarie che nessuno prevede e nessuno ha chiesto e che quasi al 100% mai si faranno, senza fare quelle di partito.
Grande!!!! Nemmeno nella mia più fervida immaginazione sarei mai arrivato ad immaginare una cosa del genere: il Partito Democratico che nasce con la grande novità delle primarie, che usa il fantasma delle primarie di coalizione che non si faranno per impedire quelle di partito che si possono fare.

Ho sollevato il proiblema per iscritto ai garanti e sto attendendo risposta. Vi farò sapere.

Ciao
Vanni Pancaldi
Calderara di Reno
vpancaldi@libero.it

gianni.bortolini scrive:
26 Ottobre 2008 alle 11:54

Segnalo solo le dichiarazioni del Presidente Cossiga in merito alle occupazioni. Egli dice esplicitamente che bisogna infiltrare dei facinorosi nel movimento studentesco per portare i ragazzi a commettere delle sciocchezze in modo che si alienino l’opinione pubblica; quindi deve intervenire la polizia e “picchiare tutti” (testuale!) soprattutto insegnanti e professori. Il suono delle ambulanze dovrà poi coprire quello delle sirene della polizia.
Questo pazzo (perchè di questo si tratta) è stato Ministro degli Interni e non dubito che abbia fatto uso di simili metodi ai “bei tempi”. Sarebbe bene che qualcuno gli replicasse con decisione; non si può parlare con questa violenza. E’ da irresponsabili.

Flavio Delbono scrive:
27 Ottobre 2008 alle 23:14

Desidero ringraziare Walter per l’appoggio e questo post che riassume molto bene la situazione. Le primarie sono un’occasione importante di confronto che sono sicuro riusciremo a usare al meglio per attivare la voglia di partecipazione da sempre presente nella meravigliosa società bolognese.

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