Forza Walter

Vetroni

I commenti al discorso di ieri al Lingotto sono molto lusinghieri. Veltroni è stato un po’ meno “veltroniano” del solito e, pur non rinunciando alle suggestioni che gli sono più congeniali, ha colpito molto con la concretezza del suo approccio. Questa volta le citazioni sono state poche (Alcide De Gasperi, Olof Palme, Vittorio Foa, Giulia la ragazza romana scomparsa) mentre ha parlato di giovani, di cambiamenti climatici, di lotta alla precarietà, di tasse, di sicurezza, di riforma della politica. Qualcuno ha addirittura parlato di un programma di governo.

I commenti sono molto positivi nell’Ulivo, che con la sua candidatura tira un bel sospiro di sollievo dopo settimane molto difficili. Sono di attenzione e rispetto nell’Unione. E sono di apparente sufficienza nel centrodestra (Berlusconi: “Ha fatto solo un compitino”), mentre in realtà c’è preoccupazione e coloro i quali, come Fini e Casini, da tempo dicono che bisogna andare oltre Berlusconi, rialzano la testa.

Romano Prodi ha molto apprezzato il chiaro sostegno al governo e D’Alema ha commentato che, essendo il Partito democratico il principale sostenitore dell’esecutivo, se si rafforza il PD si rafforza anche il governo. C’è stato qualche distinguo da parte di chi pensa a candidarsi alla Costituente in alternativa a Veltroni, come Arturo Parisi e Rosy Bindi, mentre in realtà sembra prendere quota la candidatura alternativa di Enrico Letta.

Per arrivare a questa soluzione abbiamo camminato sul burrone, rischiando di romperci l’osso del collo. La decisione di eleggere direttamente il Segretario è stata un azzardo, poi Veltroni ha deciso di candidarsi e tutto è cambiato, ma alcuni problemi rimangono.

Il principale problema ancora aperto è se vi sarà una sola lista collegata a ciascun candidato Segretario, come propone Arturo Parisi, oppure se le liste saranno più di una, come propongono tutti gli altri e come anche a me pare necessario. Anche dalla soluzione di questo nodo deriva la possibilità di avere il massimo di apertura nelle candidature alla Costituente e il massimo di innovazione, soprattutto in direzione delle donne e dei giovani.

Ora si può davvero dire che chi, come noi firmatari del documento presentato al Congresso DS “Partito democratico: non se ma come” e noi sostenitori dei vari odg sulle regole della Costituente, ha creduto fino in fondo in questo percorso vede raggiunti una buona parte dei suoi obiettivi.

Ma c’è ancora da percorrere l’ultimo miglio, come ha detto Veltroni. Bisogna creare le condizioni perchè in tanti vadano a votare il 14 ottobre. E c’è da sostenere l’azione del Governo alle prese con problemi fondamentali come l’accordo con il sindacato sulle pensioni e sugli ammortizzatori sociali.

Una cosa è comunque certa. La candidatura di Veltroni ha rimesso in moto il progetto del PD, e ora possiamo guardare con fiducia al difficile cammino che ancora ci attende.

LEGGI IL DISCORSO DI WALTER VELTRONI AL LINGOTTO DI TORINO

Questo articolo è stato pubblicato Giovedì, 28 Giugno 2007 alle 10:24 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
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