Il PdL è in crisi, ma anche il PD è in difficoltà

berlusconi-fini.jpgC’è un certo parallelismo tra la situazione del PdL e quella del PD.
Il PdL è in crisi aperta e conclamata dopo il discorso di Fini a Mirabello che ne ha constatato la fine. Nel PD la situazione è più fluida, ma il partito stenta ugualmente a trovare un terreno solido su cui attestarsi, ed è in perenne tensione.Non c’è da stupirsi. Va ricordato infatti che il PdL, nato sul predellino di un’auto in Piazza San Babila a Milano, è stata la risposta di Berlusconi alla nascita del PD e al discorso di Walter Veltroni al Lingotto, che avevano suscitato tanti entusiasmi e tante aspettative poi purtroppo disattese.
L’idea di due aggregazioni politiche alternative ma politicamente omogenee era strutturalmente legata all’idea di un sistema politico fondato sul bipolarismo e sull’alternanza degli schieramenti al governo del Paese.
Gianfranco Fini sta conducendo una battaglia politica per una destra che si affranchi da Berlusconi, non plebiscitaria e non populista. Ma sempre di destra si tratta, come testimonia il richiamo a Giorgio Almirante contenuto nella parte iniziale del suo discorso.
E’ paradossale constatare come le sue parole risuonino accattivanti anche per i tanti delusi della sinistra, nella confusione di posizioni che regna nel PD, un partito proprio per questo ancora poco credibile per l’alternativa. Ed è sconfortante pensare che proprio Fini, che con Alleanza Nazionale è sempre stato fermo nel difendere il bipolarismo e il sistema maggioritario, nel suo discorso di Mirabello abbia aperto ad un ritorno al proporzionale, con un accenno alle preferenze.
Nel PD è Massimo D’Alema ad aver aperto esplicitamente un discorso su un sistema elettorale proporzionale alla tedesca, con soglia di sbarramento, sistema che potrebbe andare bene a Fini, a Casini, alla Lega e persino alle forze minori del centrosinistra.
Ma c’è un particolare non irrilevante: quel sistema elettorale è incompatibile con il diritto degli elettori di scegliere chi li deve governare, perché le maggioranze verrebbero composte in Parlamento dopo il voto, e contrasta irrimediabilmente con l’idea stessa del PD come partito riformista a vocazione maggioritaria.
Se questo disegno andasse in porto torneremmo ai fasti della prima Repubblica, con le preferenze che - non dimentichiamolo - furono tra i fattori determinanti della corruzione politica esplosa con Tamgentopoli. E con le coalizioni eterogenee fonte di instabilità permanente.
Non sono neanche sicuro che questo disegno di restaurazione del vecchio sistema politico ci libererebbe dal berlusconismo.
Se, in elezioni con questo nuovo sistema, Berlusconi e la Lega non avessero la maggioranza da soli, Fini e il nuovo centro imperniato su Casini potrebbero chiedere il cambio di un’alleanza con un premier alla Giulio Tremonti, che alla Lega e a buona parte del PdL andrebbe benissimo. E ci ritroveremmo a cadere dalla padella nella brace.
Io non vedo altra strada che quella di mantenere ferma la barra del PD come partito di centrosinistra, capace di includere culture ed esperienze diverse, e non come partito un po’ più di sinistra e un po’ più tradizionale, che ambisce ad allearsi con il centro moderato. E bisogna mantenere anche la barra del PD come partito dell’innovazione e del riformismo, non un partito che difende l’esistente, come ha scritto anche Sergio Chiamparino nel suo libro appena uscito.
Per questo bisogna superare il “porcellum” con il sistema elettorale dei collegi uninominali a doppio turno, con primarie obbligatorie per legge per la scelta dei candidati. E’ la proposta contenuta nel documento votato dall’Assemblea nazionale del PD nella primavera scorsa. E se Berlusconi e Bossi volessero precipitare la crisi verso il voto nei prossimi mesi, sarebbe giusto proporre un governo di transizione con l’obiettivo principale di fare una legge elettorale di questo tipo.
Sul nuovo Ulivo proposto da Pierluigi Bersani, penso che l’alternativa all’autosufficienza non sia il ritorno alle coalizioni litigiose tipo Unione, al di là della suggestione nominalistica. L’unica soluzione che io vedo è quella di alleanze forti che si traducano in coalizioni-partito fondate sul principio della democrazia integrale di iscritti ed elettori.
Faccio un esempio. Nichi Vendola e SEL propongono le primarie per il candidato premier del centrosinistra? Benissimo, si fanno e si vincolano tutte le forze che vi partecipano - SEL, IDV e perché no anche i radicali di Emma Bonino - ad assumere l’impegno che tutte le decisioni rilevanti d’ora in poi verranno prese nello stesso modo, attraverso il voto degli iscritti. Si tratterebbe di una specie di nuovo, grande e vero Partito Democratico.
Infine voglio dire la mia sulla vasta alleanza democratica proposta da Bersani nel caso si precipiti alle elezioni ora, prima della primavera. Com’è noto il “porcellum” consente di avere il 55% dei deputati anche con il 35% dei voti, e al Senato vale lo stesso principio anche se su scala regionale. Nel caso dei tre poli sarebbero in vantaggio il PdL e la Lega. L’idea di una coalizione su un vasto programma che va da Vendola a Fini è evidentemente impraticabile, mentre potrebbe essere proposta una Grande Coalizione tra diversi che si impegna ad attuare un programma delimitato, comprendente anche una nuova legge elettorale, per poi tornare alle urne in modo distinto gli uni dagli altri. tre poli sarebbero in vantaggio il PdL e la Lega. L’idea di una coalizione su un vasto programma che va da Vendola a Fini è evidentemente impraticabile, mentre potrebbe essere proposta una Grande Coalizione tra diversi che si impegna ad attuare un programma delimitato, comprendente anche una nuova legge elettorale, per poi tornare alle urne in modo distinto gli uni dagli altri.

Questo articolo è stato pubblicato Giovedì, 9 Settembre 2010 alle 13:21 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
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30 Commenti a “Il PdL è in crisi, ma anche il PD è in difficoltà”

Paolo Rebaudengo scrive:
9 Settembre 2010 alle 15:59

D’accordo su gran parte del ragionamento. Precisando che: 1)in un sistema bipolare i due poli devono condividere alcune regole e principi di fondo, in particolare quelli costituzionali, della separazione e autonomia dei poteri e del rispetto reciproco. Così non è oggi e ciò rende impraticabile il “campo di gioco”. 2) Può Fini essere un fautore di una destra democratica e liberale con la quale rapportarsi come succede tra destra e sinistra nei Paesi “normali”?. Sarebbe un grande cambiamento di civiltà per il nostro Paese e farebbe bene al Paese e alla sinistra, aiutandola (si spera) a concentrarsi sui problemi, sulle politiche, sui programm, anzichè sulle lotte intestine. Questo è il vero motivo per cui è positiva l’azione di Fini, ed è un vero bene che si dichiari di destra, evitando ogni equivoco. 3) Dubito invece che debbano essere gli elettori a decidere il governo e a votare per il capo dello stesso: non mi sembra che la nostra Costituzione lo preveda. Il nostro è un sistema parlamentare ed è il Parlamento a decidere a quale governo votare la fiducia, così come non è previsto che se cade un governo si debba tornare a votare. 4) Sono a favore dei collegi uninominali con votazione a doppio turno. E sulla necessità assoluta di superare il porcellum. Ma non sarà facile sin quando non cambia la maggioranza in Parlamento, quindi temo che occorra prepararsi a vincere elezioni con l’attuale legge porcata.

paolo serra scrive:
9 Settembre 2010 alle 16:43

Non riesco a capire come D’Alema possa insistere sul ritorno al proporzionale, principale causa del raddoppio del debito pubblico avvenuto negli anni 80. Forse ha informazioni, riservate, che l’U.E. ci permetterà di passare dal 120 al 240% del PIL, anzichè sanzionarci fino al ritorno al 60%? A che serve, poi, votare, a stragrande maggioranza, decisioni nelle Direzioni e nelle Assemblee Nazionali se, dalla mattina dopo, ognuno si ritene libero di dire e fare quello che gli pare (vedi legge elettorale, vedi ritorno al nucleare)? Che tipo di appeal può avere con gli elettori un partito che cambia continuamente le proprie posizioni ed i ncui esponenti parlano lingue diverse? Non c’è dubbio che il metodo elettorale più adatto ad affrontare la polverizzazione e la personalizzazione del sistema partitico sia quello dei collegi uninominali a doppio turno (o a turno unico con primarie obbligatorie). Non dobbiamo dimenticare, però, che un buon vestito può attenuare un difetto fisico ma non cancellarlo. Ricordo che alle penultime elezioni francesi si presentarono ben quattro formazioni trotzkiste col risultato di mandare al secondo turno Le Pen. Molto meglio la coerenza nelle proprie idee. Quante elezioni ha perso Mitterand prima di riuscire a far convergere su di lui tutte le formazioni progressiste e diventare due volte presidente della Francia? Fino a quando non saremo convinti di quello che proponiamo al paese e non insisteremo tenacemente per affremarlo non potremo convincerlo a sostenerci col voto.

Walter Vitali scrive:
9 Settembre 2010 alle 20:26

@Paolo Rebaudengo, circa l’unica parte di disaccordo tra di noi tengo a precisare che io non ho parlato di elezione diretta del Presidente del Consiglio, ma di “diritto degli elettori a scegliere chi li deve governare”. Il che significa l’impegno dei partiti a dichiarare le alleanze prima, e non dopo, le elezioni. Mentre la dichiarazione preventiva del nominativo del Presidente del Consiglio non è necessaria in un sistema parlametare. @Paolo Serra, sono del tutto d’accordo con il tuo commento.

Manuela Varanese scrive:
10 Settembre 2010 alle 02:11

Quanto all’appeal di Fini sull’elettorato deluso di sinistra, non lo trovo sorprendente: pensare di poter avere un avversario politico che dica (poi si vedrà se seguiranno i fatti) di voler rispettare la Costituzione, con cui condividere almeno le regole del gioco, sarebbe un’enorme novità nel panorama politico degli ultimi quindici anni, ed in questo limitato senso credo che gli elettori di sinistra nutrano una speranza nei suoi confronti; condivido quindi quanto detto da Paolo Rebaudengo.

Sul proporzionale concordo ancora con Rebaudengo quando sottolinea come la nostra sia una Repubblica parlamentare, per cui se è vero che con il proporzionale gli elettori non sceglierebbero il governo, è però evidente che potrebbero scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, e questo non è necessariamente un male se si intende restituire al Parlamento la propria centralità, in antitesi a quanto accaduto in questa miserabile legislatura in cui si è andati avanti a fiducia e decreti.

Penso però che per scegliere quale sia il sistema elettorale migliore, specie alla luce di diversi punti di vista anche all’interno delle diverse fazioni, forse occorrerebbe più tempo, mentre non è impossibile che ci siano nuove elezioni prima della fine della legislatura; perciò mi piacerebbe sapere cosa ne pensa, Senatore Vitali, della proposta di Zagrebelsky di tornare, per le prossime elezioni, temporaneamente alla via di mezzo del Mattarellum, per occuparsi solo a nuove elezioni avvenute di una seria riforma elettorale.

Aggiungo che mi piacerebbe molto se un giorno le primarie fossero previste dalla legge, si potrebbe con ciò dare attuazione a quanto previsto dall’art. 49 Costituzione e cambiare il sistema dei partiti in Italia finalmente in senso moderno; speriamo sia un traguardo alla portata dell’attuale classe politica.
Mentre non mi convince l’idea di una Grande Coalizione, mi incuriosisce, inoltre, la sua proposta di estendere le decisioni sulle questioni più rilevanti agli iscritti, apprezzerei molto un’esposizione più dettagliata relativa alle modalità in cui lei immagina possa avvenire questo meccanismo e anche sapere se esiste un dibattito in merito all’interno del Pd.

Alberto scrive:
10 Settembre 2010 alle 09:59

Personalmente rifiuto la frase “le preferenze che - non dimentichiamolo - furono tra i fattori determinanti della corruzione politica esplosa con Tamgentopoli.”
La corruzione è frutto solamente della disonestà e dell’avidità di chi ha commesso il crimine. Qualunque sia il mezzo con cui un politico viene eletto, lui è lì a rappresentare i propri elettori e deve assumere le decisioni per il bene collettivo, tutto il resto è criminale. Insomma, mi trovo d’accordo col Papa che dice di fare politica con spirito di servizio.
In merito al berlusconismo a mio parere non è solo un fatto politico ma ormai è un fatto di costume, un misto di furberia, arrivismo, egoismo, spregiudicatezza che ha pervaso in modo nefasto tutta la società e che sarà difficile da scalzare.
Anch’io mi sono meravigliato rilevando che certi amici voterebbero Fini. Io penso che con un avversario leale ci si possa mettere d’accordo sulle “regole del gioco” per poi “giocare” lealmente, cosa che fino ad ora non è avvenuta, viste tutte le leggiucole elettorali che venivano tirate fuori per addomesticare le elezioni venture secondo i sondaggi del momento (così è nato il “porcellum”, lo sbarramento alle europee, lo slittamento di data dell’ultimo referendum). QUesta non è democrazia.
Che fine ha fatto la legge elettorale d’iniziativa popolare dei grillini?

roberto dall'olio scrive:
10 Settembre 2010 alle 15:53

Mi pare che il sistema proporzionale sia storicamente e forse a livello di mentalità più consono ai Paesi dell’Europa che si sono formati relativamente tardi come stati - nazione e non attraverso le burocrazie di corte ma il coraggio dei poeti e il sangue dei giovani. Per i poeti o scrittori, uno su tutti, Silvio Pellico, per l’Italia ovviamente, per i giovani non c’è bisogno di nomi ma Mameli, visto l’inno, per tutti. I partiti in questi stati non hanno avuto un ruolo nella formazione dei medesimi come strutturalmente lo ebbero in Inghilterra, USA e anche Francia. Il fatto che la stessa Germani abbia il proporzionale rafforza la presente analisi. Il proporzionale garantirebbe e garantisce maggiore spazio alla pluralità del mondo politico , lo sbarramento costituisce un limite alla stessa e al rischio di polverizzazione. PD e PDL sono aggregazioni , fusioni, scommesse di unioni di tradizioni composite non un partito classico con una sua fisionomia. Il fatto che il leader dei due partiti debba essere anche candidato premier non aiuta alla costituzionesolida dei partiti in questione. Inoltre globalizzazione e post comunismo hanno aperto una voragine ideologica che le masse difficlemnte sopportano. E siamo una società di massa, govenate però da delle elites. Questa è una condizione che ci porta quasi al dopo prima guerra mondiale, quando, in Europa fascismo per primo, vi furono movimenti politici che seppero interpretare questo vuoto, drammaticamente e orribilmente. Il fascismo nasce attraverso una strana mediazione tra elementi socilaisti, anarchici, sindacalismi rivoluzionari, teorie della violenza, militarismo repressi, etnonazionalismi. Per tale motivo Fini, nonostante il pessimo richiamo ad Almirante, colpisce anche a sinistra poichè affonda le radici in un sentire di base, popolare, ma non populista, ideale e si spera meno ideologico possibile, che è un fiume dalle sponde lontane e diverse, destra e sinistra, ma sempre parte dello stesso fiume. Caro Walter, Fini, rispolverando la destra fa capire che c’è bisogno di sinistra in questo Paese, come diceva Bobbio sono due dimensioni attuali e ben distinte ma che hanno oltre al parlamentarismo una dimensione comune. Una sinistra “problematizzante”, ma non £problematicca”. Cosa che invece il PD spesso appare : problematico, lento, immerso in sè. Problemartoizzante significa che non c’è la compattezza etica, politica ed ideologica, anche ipocrita del passato, nop c’è più, ma lalternativa non è il vuoto, l’oscillazione continua. L’alternativa del pD è tener insieme le differenze per una sinistra laica, aperta alle fedi, ecologista quanto legata ai temi del lavoro e della mosernizzazione sapendo stare dentro le contraddizioni senza rigidità ma con sensibilità e responsabilità, cioè scelte. Nessuno può governare senza colpe diceva Saint - Just, e guardando Obama, mi pare vero qaunto autentico.

roberto dall'olio scrive:
10 Settembre 2010 alle 15:56

chiedo scusa per alcuni refusi scappati…ma ho scritto di getto come spesso mi succede quando penso di avere le idee da gettare sulla carta virtuale
un saluto
a tutti e tutte
Roberto Dall’Olio

Matteo Maltinti scrive:
10 Settembre 2010 alle 23:33

Ciao Walter,
ho letto con molta attenzione il tuo post e sono d’accordo su tutto (legge elettorale uninominale maggioritaria con doppio turno,Alleanza Democratica transitoria e a breve termine in caso di voto anticipato, PD come partito perno di un progetto politico di centrosinistra non necessariamente improntato sull’autosufficienza, primarie di coalizione per i partiti che approvano e sottoscrivono un programma ambizioso); l’unico punto che mi vede dubbioso è quello sul cercare convergenze programmatiche con il centro moderato : non pensi che una legge elettorale di stampo maggioritario sia fatta proprio per consentire un bipolarismo fluido e vero? Perchè cercare a tutti i costi un accordo con quel centro moderato che su tanti temi (bioetica, politiche sociali, scuola, lavoro, giustizia) la pensa esattamente come il PDL? Le nostre posizioni divergono in maniera irreparabile, l’UDC è un miraggio pericoloso e non si capisce perchè D’Alema insista tanto nel corteggiare Casini. Un PD e un centrosinistra uniti, credibili, con un programma serio, potrebbero ottenere di più che facendo mescoloni improbabili con partiti a noi diametralmente opposti su un sacco di cose.
So che tu sei uno dei pochi del PD con cui si possa parlare liberamente di queste cose, e su molte siamo sempre stati d’accordo, aspetto fiducioso una tua risposta che so sarà esauriente e ben ragionata come sempre!

Un abbraccio,
Matteo

Walter Vitali scrive:
10 Settembre 2010 alle 23:43

@Manuela, sono d’accordo con la proposta Zagrebelsky di tornare al Mattarellum, evita comunque la sciagura (per me) del sistema tedesco. Anch’io ho proposto le primarie obbligatorie per legge. Per quanto riguarda la democrazia degli iscritti basterebbe applicare lo Statuto del PD che prevede i referendum interni. Di questo nel PD si è discusso ma, almento fin’ora, senza concludere nulla. @Alberto, purtroppo non è come dici tu. Le preferenze inducono ad alimentare artificiosamente le spese elettorali dei candidati, e sono stati tra le cause della diffusione di comportamenti illeciti come la corruzione politica. La legge di iniziativa popolare dei grillini non è andata avanti. Io sono comunque d’accordo per rendere ineleggibili coloro i quali sono stati condannati in via definitiva per determinati reati. @Roberto, Fini può essere accattivante anche per la sinistra perchè, come dici tu, il PD è “problematico, lento, immerso in sè”. Condivido l’idea di un PD laico, aperto alle fedi, ecologista e legato ai temi del lavoro.

stefano bacchelli scrive:
11 Settembre 2010 alle 13:49

Sono favorevole al ritorno al matarellum, ma soprattutto ritengo che occorra inseguire Berlusconi portando i dati reali della situazione italiana e chiedendo cosa intende fare per migliorarla. Tremonti dice che tutto va bene. Spieghiamo agli italiani che il debito pubblico è ormai il 120 per cento del reddito di un anno e se ognuno di noi fa mente locale al proprio reddito (esempio 30.000 euro e debito di 36.000) comprenderà la difficoltà di ridurlo. La disoccupazione non è al 9 per cento come dichiarato: si faccia un vero screening di tutti coloro che vorrebbero lavorare, ma poi rinunciano perché ricevono solo porte in faccia e si constaterà che i disoccupati sono molti di più. Si chieda alle famiglie quanto debbono spendere, senza alcun aiuto dallo Stato, per assistere anziani, per baby sitter, per pagare dentisti e visite mediche che non si possono rimandare o medicine a pagamento. E’ chiaro che tenendo ferma la spesa per salari e pensioni l’economia italiana regge l’urto della crisi, ma gli italiani la reggono ricorrendo ai propri risparmi di anni o ai debiti. Dobbiamo parlare alla gente in modo elementare e l’iniziativa di Bersani di mandare uomini del PD a parlare con la gente, casa per casa, potrebbe risolvere il problema della comunicazione con coloro che ascoltano solo le televisioni.

Walter Vitali scrive:
11 Settembre 2010 alle 17:01

@Matteo, sei intervenuto proprio quando stavo rispondendo agli interventi precedenti e non sono riuscito a rispondere anche a te. Lo faccio adesso. Certo che un bipolarismo compiuto non ha bisogno di alleanze con il centro moderato, e anche un PD a vocazione maggioritaria si deve alleare solo sulla base di un programma fortemente condiviso. Io ho fatto riferimento alla Grance Coalizione elettorale, in caso di precipitazione verso le elezioni ora, come alleanza tra diversi per tornare a votare con una nuova legge elettorale, con la quale ognuno si presenta poi per conto proprio. @Stefano, d’accordo: occorre parlare dei problemi concreti e dei fallimenti del governo Berlusconi.

Stefano Muratori scrive:
13 Settembre 2010 alle 21:12

Se il PD è per il bipolarismo dovrebbe darsi la priorità assoluta di organizzare il proprio polo (che per definizione deve andare dal centro all’estrema sinistra).
A me pare però che non sia così, infatti nel polo del PD c’è una sinistra radicale, un IDV, i Grillini, ecc ….. tutte forze che il PD nei fatti considera avversarie. Il PD invece fa il filo all’UDC, che evidentemente rappresenta un elettorato moderato, ma bigotto e filo-clericale che non è in sintonia con il senso di libertà di gran parte della sinistra.
Quindi, nonostante il PD affermi di essere per il bipolarismo in definitiva (all’interno del proprio polo) agisce come se fosse per il proporzionale.
La legge elettorale attualmente in vigore ha effettivamente prodotto due poli, peccato che a destra c’è il populismo autoritario mediatico e a sinistra c’è il “polo della frammentazione”.
Meglio essere coerenti e smetterla con la pantomima: non siamo in un paese normale, prendiamone atto, e diamoci un obiettivo minimo come la salvezza della legalità.
Se la maggioranza di forze che vogliono cambiare la legge elettorale sono frammentate e oggettivamente sfavorite da un sistema informativo distorto e dal maggioritario, o uninominale, e se il perseguire tali obiettivi viene ormai percepito come una pretesa di egemonia non più ideale e culturale ma di un apparato su un’altro apparato, di un comitato elettorale sull’altro, allora meglio abbandonare la retorica del maggioritario, e rimandare il sistema bipolare a quando l’Italia risalirà la classifica dei paesi dove vige la libera informazione (vedi rapporti di Freedomhouse e
Reporter sens frontière).
Caro Senatore, mi stupisce la tua paura di abbandonare questo teorico “diritto degli elettori di scegliere chi li vuole governare” in un paese dove l’elettore non ha più diritto di informazione corretta.
“L’Italia è un paese la cui stampa è parzialmente libera, come il Sudafrica, le Filippine, il Congo, la Thailandia e il Nepal, classificandosi al 72esimo posto nel mondo, dopo Suriname, Trinidad e Tobago ma anche Israele, Grecia e Cile.” http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE64209D20100503

PS. A proposito di PD, PDL, e informazione, mi era sfuggita una dichiarazione di Violante che circola su Youtube http://www.youtube.com/watch?v=GJUamGyaANY ), e mi piacerebbe sentire il tuo commento su quelle “scomode verità”?

Doparie Dopoleprimarie scrive:
14 Settembre 2010 alle 20:04

@Manuela, che chiedeva maggiori dettagli sui referendum interni: può trovare informazioni sul sito delle doparie (http://doparie.it). Le doparie sono primarie dopo le elezioni su decisioni controverse di partito; è un progetto scientifico del Cnr che ha già molti sostenitori sia nel PD sia in SEL sia nella società civile(e su Facebook)

Nel sito troverà link a molti articoli di giornale, e notizie sui recenti dibattiti nelle feste del pd (ecco il link a quello alla festa nazionale del pd a torino: http://streaming.festademocratica.it/index.php/video/dettaglio/119).

Grazie, senatore Vitali, per l’ospitalità e per il sostegno alle doparie

Walter Vitali scrive:
14 Settembre 2010 alle 20:43

@Stefano, non è vero che IDV e SEL sono considerati avversari dal PD, come ha detto Bersani a Torino sono nostri alleati. Dai grillini invece ci dividono molte cose, e l’UDC è una forza di centro autonomo all’opposizione di Berlusconi con cui il PD vuole dialogare (sono sempre parole di Bersani). Non sono per niente d’accordo a rimandare il bipolarismo a quando avremo un sistema che garantisce completamente la libertà di informazione, perchè per me il ritorno al proporzionale sarebbe un pericoloso salto all’indietro. Sono comunque d’accordo a fare una battaglia dura per la libertà di informazione. Circa il discorso di Violante del 2003 bisognerebbe chiedere a lui: ha detto che nel 1994 fu garantito a Berlusconi la possibilità per le sue televisioni di continuare a trasmettere, bisognerebbe chiedergli chi glielo garantì e perchè. In ogni caso è una questione ininfluente in quanto allora perdemmo le elezioni e quando le vincemmo, nel 1996, non facemmo la legge sul conflitto di interessi.

roberto dall'olio scrive:
17 Settembre 2010 alle 19:41

l’uscita di Veltroni, al di là dela stima, non la condivido e conferma la crisi del nostro partito, non tanto perchè non si possa dissentire, ma sono i toni e i modi, nonchè i tempi che non promettono molto di buono. Sai Walter e sapete amici e amche del sito, nonostante il Veltroni abbia più volte dichiarato di non essere mai stato comunista (oggi è un peccato veramente grave, citare Almirante invece una bazzeccola…), penso che spesso del Pci abbiamo ereditato tutti i vizi, ma ben poche virtù - vedi rigore morale, cappacità di tenere la linea - ammesso che cisia - panni sporchi in famiglia, atetendere il proprio turno, lealtà, fierezza
cosa ne pensi Walter e ne pensate?
Roberto Dall’Olio

Stefano Muratori scrive:
17 Settembre 2010 alle 22:54

Veltroni secondo me ha ragione quando dice che il PD non sta funzionando, nonostante che i sostenitori della “mozione Bersani” promettessero la luna Veltroni dice bene anche quando invoca l’apertura verso personalità esterne.
Però Veltroni (come D’Alema e tanti altri) sbaglia a non capire che, dopo avere svolto per una fase la funzione di leadership, ora che quella fase è conclusa si deve tenere in disparte. E sbaglia anche a non capire che il sistema informativo è distorto, e la rappresentazione della realtà del PD è sempre penalizzata dagli interesse del potere costituito, che da queste debolezze degli “ex” trae linfa vitale. Dia il suo appoggio a personaggi più giovani, e più decisi. Per esempio Giuseppe Civati, Debora Serracchiani, Matteo Renzi …. Personalmente credo che ci sia tanto tanto bisogno di vedere facce nuove, e di sentire teste libere.

Walter Vitali scrive:
19 Settembre 2010 alle 16:40

@Roberto, mi pare che tu contesti più i toni e i modi che la sostanza del documento di Veltroni. Io ho firmato quel documento, e l’ho fatto perchè pone il problema di un PD al 25% che sta perdendo completamente la sua capacità di attrazione anche nei confronti di molti che ci avevano votato. Invece di aspettare l’ennesima sconfitta elettorale per fare autocritica, è preferibile che si discuta ora. Non sono più i tempi del PCI quando i panni sporchi si potevano lavare in famiglia. Ora tutto è pubblico, e credo che le idee proposte dal documento vadano discusse. @Stefano, penso che Veltroni sappia di non poter interpretare in prima persona le idee contenute nel suo documento. Credo anch’io che sia necessaria una nuova generazione di dirigenti del PD, i quali possono emergere solo se c’è discussione e sano confronto politico.

roberto dall'olio scrive:
19 Settembre 2010 alle 20:44

E’ vero, contesto più, o quasi solamente i toni e i metodi, ancora di più i tempi, ma il fatto che abbiamo perso voti e di brutto sarebbe ben difficile contestarlo. Dirò di più condivido in grande parte le ragioni e le analisi del documento e l’avrei firmato anch’io, ma occorre tenere presente che la stampa ingrandisce enormemente qualsiasi minima conflittualità del PD. Chiaramente non sono più i tempi del PCI sono i nostri tempi dove il pubblico è sempre più pubblicità direi con Habermas, con tutte le conseguenze del caso. In questo spazio di pubblica opinione bisogna muoversi, è così, ma la tempistica resta sempre a mio modo di vedere decisiva nella vita come in politica. Se il documento di Veltroni è un modo per suonare la sveglia era ora perchè siamo addormentati in una attesa di uno strano Godot. Quando dicevo i vizi ereditati dal PCI intendevo soprattutto lo storico masochismo della sinistra italiana (e non) saluti Roberto

Manuela Varanese scrive:
21 Settembre 2010 alle 00:44

Ho letto del vespaio creato da Veltroni in questi giorni e in particolare il documento, purtroppo sottoscritto anche da lei, Senatore Vitali.
Penso quindi di poter esprimere la mia opinione proprio in quanto sono una di quegli elettori nei cui confronti il Pd ha perso la capacità di attrazione; anzi, mi sono pentita moltissimo di quel voto, e se potessi tornare indietro non vi voterei più.
Le ragioni, se me le fossi dimenticate, sono tornate tutte insieme proprio negli ultimi giorni, quando Veltroni è uscito dal cantuccio in cui si era giustamente autorelegato ed ha cominciato nuovamente a lavorare per distruggere la sinistra e salvare un ormai insalvabile berlusconi.
Proprio negli scorsi giorni mi chiedevo chi, tra i due soliti amici-nemici, questa volta avrebbe salvato l’attuale premier, perchè mi sembrava veramente spacciato questa volta: non avevo ancora fatto in tempo a formulare la domanda, che già Veltroni palesava la risposta.
Bravi, complimenti, fate vedere ancora una volta quanto la sinistra sia incapace di mostrarsi unita, quanto sia inaffidabile e quanto non voglia governare. E poi per che cosa? perchè io l’ho letto, il documento, lottando con la palpebra che mi si chiudeva perchè come al solito scritto nel solito linguaggio supponente e allo stesso tempo cerchiobottista cui Veltroni ci ha abituati, e in fondo in fondo cosa dice?
Che Berlusconi non è un bene per il paese, per quanto poco e male, anche gli altri del Pd mi sembrava lo avessero detto, e non è che Veltroni lo abbia detto poi meglio.
Ci sono poi numerosi punti su cui dissento in maniera energica: ad esempio, il fatto che sembra che Veltroni pensi che la sua sconfitta elettorale sia dipesa dal fallimento del governo Prodi (”sconfitta nella competizione sul governo, resa inevitabile dal fallimento dell’Unione di centrosinistra”): ma chi l’ha detto? Forse perchè, visto che ad affondare Prodi è stato anche lui, vuole trasformare la sconfitta in semi-vittoria? No, mi dispiace, Veltroni non è stato votato e basta, il suo disegno politico è già stato bocciato una volta, perchè tutta questa autoindulgenza? Così difficile comprendere che gli italiani non lo vogliono come premier?
Trovo il documento ridicolo quando tenta di parlare di mondo del lavoro, citando dipendenti, autonomi, partite iva, imprenditori piccoli e grandi. Questi sono gli unici attori del mondo del lavoro? Noto l’impaccio di chi non conosce a sufficienza ciò di cui parla, e stila perciò un documento vagamente e inutilmente programmatico senza proporre vere soluzioni.
Buffo poi leggere che Veltroni, che addirittura si sente talmente diverso da Berlusconi da rifiutare persino l’idea di antiberlusconismo, condivida con il cavaliere l’idea di dover dare maggiori poteri al premier: in Italia non si riesce a governare per colpa della Costituzione? Ma per piacere! Se la Costituzione non piace, e fare il premier è troppo difficile, perchè Veltroni non si dedica all’Africa come promesso e lascia stare l’Italia?

Domanda: se Veltroni sa che non potrà in prima persona interpretare quanto scritto nel documento perchè è stato lui a presentarlo? Renzi oggi sottolineava come nello statuto del Pd c’è scritto che dopo un certo numero di candidature non ci si dovrebbe candidare ancora in Parlamento.
Se davvero Veltroni ha pensato di aiutare il Paese e il partito, se davvero questo suo gesto non è l’ultimo tentativo di rimanere aggrappati alla poltrona, allora non si candidi nelle prossime consultazioni elettorali: così davvero potrà dimostrare il proprio “candore”. Mi permetto di dubitare che questo accadrà mai, e mi chiedo se ci sia una relazione tra lo scarso appeal elettorale dello stesso Veltroni e la sua proposta di blindare le preferenze (bella prova di democrazia per chi rivendica il diritto di dissenso… ma forse solo il proprio, e quello degli elettori no….).

Walter Vitali scrive:
21 Settembre 2010 alle 14:56

@Roberto, sono d’accordo. @Manuela, non credo che Veltroni abbia aiutato Berlusconi nel 2008 e non credo lo aiuti adesso. Allora si trattava di prendere atto di una sconfitta (certamente!!!) elettorale, che lasciava però in campo il progetto del PD. E’ stato proprio questo progetto ad essere abbandonato, soffocato dal succedersi di liti interne e di compromessi al ribasso nel gruppo dirigente, senza mai una discussione e un conflitto chiaro. Ora il documento parte dalla constatazione che mentre Berlusconi è in crisi il PD non ne trae vantaggio, e che bisogna cambiare rotta per non essere sconfitti anche alle prossime elezioni. Veltroni non si vuole proporre come candidato premier, lo ha spiegato ieri nella sua lettera a Repubblica. Quanto al lavoro e alla Costituzione, nel documento ci sono accenni a questi temi complessi. L’idea sul lavoro è che ci vogliano uguali tutele per lavoratori dipendenti e precari, e sulla Costituzione quello che tutto il PD ha detto con il documento approvato nella sua ultima Assemblea nazionale: garanzie per il Parlamento, Senato federale, riduzione del numero dei parlamentari e potere del Presidente del Consiglio di nominare e revocare i ministri. Dobbiamo cesssare di dire anche questo perchè al governo c’è Berlusconi? Io credo di no, ciò che è giusto va detto e va fatto. Faccio infine presente che in tutti i partiti del mondo (vedi il Labour, la SPD tedesca, i Democratici americani, e così via) c’è una continuità negli incarichi parlamentari del gruppo dirigente più ristretto del partito, di cui Veltroni, piaccia o no, fa parte. Il rinnovamento si fa promuovendo una nuova classe dirigente, applicando con rigore la norma del divieto di ulteriori mandati parlamentari dopo i primi tre, con la possibilità di deroghe limitate che - non a caso - lo Statuto prevede.

Stefano Muratori scrive:
24 Settembre 2010 alle 21:49

Caro Walter,
a proposito dei problemi del PD e del PDL ….. ho guardato Annozero di ieri.
Io mi vergogno di essere cittadino elettore in un paese nel quale si discute ormai normalmente da parte di tutti delle azioni del capo del governo e capo del partito maggiore come se si parlasse di un capo banda. Non siamo in un film, questa è la realtà!
Ti chiedo la cortesia di guardare ed ascoltare meglio le parole di Violante su youtube (link che ti avevo mandato prima), e di rivedere più attentamente la tua risposta. Sinceramente credo che voi che ci rappresentate dobbiate fare i conti con quelle parole, e prendere atto di quello che sta accadendo.
Spero che non si faccia come nella chiesa dove pur conoscendo i preti pedofili li si protegge. I responsabili di quelle parole se ne debbono andare !

Walter Vitali scrive:
27 Settembre 2010 alle 20:49

@Stefano, scusa per il ritardo della risposta. Ho ascoltato bene le parole di Violante pronunciate nel 2004. Fa riferimento ad un generico “Berlusconi lo sa che gli avevamo garantito le sue TV se fossimo andati al governo”. Bene, io ricordo che nel ‘94 - credo fosse durante la campagna elettorale - il segretario del PDS Massimo D’Alema andò negli studi Mediaset ad incontrare i dipendenti, e disse loro che la sinistra avrebbe distinto tra Belusconi come avversario politico e le sue TV dove lavoravano tanti dipendenti. Non è molto diverso da quello che dice Violante nel video, e credo che in quel momento fosse un messaggio giusto. Poi si persero le elezioni, e quando vincemmo con l’Ulivo non facemmo le leggi sul conflitto d’interessi e sull’emittenza televisiva. E questo fu molto sbagliato. Ma la questione è politica, non è personale, e come tale va affrontata.

gabriella rovatti scrive:
9 Ottobre 2010 alle 16:13

C’è un certo parallelismo…Leggo oggi su un blog della Stampa..Che Antonio Borghesi,ha presentato in camera dei deputati del 21 settembre una proposta per ridurre di un poco la forbice tra privilegi pensionistici dei parlamentari e i comuni mortali, cioè noi.Onestamente questo signore denunciava che in parlamento ci sono state alemeno 3 . o 4 persone che pur lavorando ( vogliamo dire danneggiando ? ) un solo giorno in parlamento, ora godono di 3000 euro di pensione mensile, e pensioni di reversibilità , e pensioni , a mio dire troppo alte se si pensa che spesso, non parlo per tutti, si danneggia l’Italiua x 5 anni e si gode la gallina dalle uova d’oro per tutta la vita.. Beh quello che mi stupisce è che sembra che.. presenti circa 522 in aula , 5 si siano astenuti, alcuni hanno votato a favore della proposta, altri 498 , diconsi 498, ( maggioranza e opposizione immagino hanno detto, non grazie,, non se ne fa nulla..Ma di quale crisi parliamo, di chi? Ovviamente solo di quella dei cittadini.. Mi dispiace che quello che fino ad ora ho considerato il mio partito, seppure con molte critiche, ma il mio partito, si comporti così..Qualche punto d’incontro, opposizione e maggioranza sembrano averlo, almeno sulle pensioni, le “loro”.. Convinceremo mai la gente con questi argomenti? Sì, forse Montezemolo, lui capirebbe certo, e sarebbe anche disposto a dire che i parlamentari meritano qiualche aumento in più… visto quello che guadagnano in Europa gli altri..Ma un minimo di posizione decente, mai? Mi dispiace … anch’io sono ormai tra color che son sospesi.. a meno che, Senatore, non mi trovi qualche valida giuustificazione anche a questo.. Grillo non salva certo nessuno, se non i suoi spettacoli, ma anche noi in quanto a offrire spettacolo, non scherziamo.a meno chè, i venti che hannoi votato con Borghesi, non fossero quelli del PD..Chissà..Lei me lo può dire.?

Walter Vitali scrive:
10 Ottobre 2010 alle 18:17

@Gabriella, sono andato a verificare. Il deputato di IDV Antonio Borghesi ha presentato un ordine del giorno (e non una proposta di legge) nella seduta del 21.9.2010 sul tema dei trattamenti pensionistici dei deputati che è stato respinto con 498 voti contrari, di maggioranza e di opposizione. L’odg prevedeva “….la soppressione immediata di ogni forma di assegno vitalizio per i deputati in carica e per quelli cessati dal mandato parlamentare”. Il Pd è a favore della riconduzione del trattamento parlamentare a quello degli altri lavoratori, con il sistema contributivo, e cioè in rapporto ai versamenti effettuati. Era difficile votare a favore di un documento che chiedeva “la soppressione immediata” dei vitalizi, senza costruire alcuna soluzione alternativa. Credo che l’IDV l’abbia presentato così apposta, per farselo bocciare e accusare gli altri di averglielo bocciato. Viceversa avrebbero dovuto concordare un testo con il PD, che in quel caso sarebbe stato votato anche da noi. Ciò non toglie che su un tema a cui i cittadini sono, giustamente, così sensibili il PD dovrebbe mostrare maggior capacità di inziativa.

gabriella rovatti scrive:
11 Ottobre 2010 alle 17:48

Grazie per la risposta sollecita. Credo sia possibile che alcuni o tanti presentino ordini del giorno , mozioni ecc ecc. che siano da effetto con l’intento poi che restino da effetto. Nulla mi stupisce più..In quanto ad iniziative…in un PD ancora molto in fermento, ma con poca concretezza..quando ne conoscerà alcune che avvicinino la gente a proposte che passino oltre a quella delle primarie .. spero che ne possiamo trovare traccia.. Intanto anche sul tema sanità, sta già cavalcando la lega.. Coraggio.Sono stufa di sentire dire che Berlusconi non ce la fa più.. Lo spero.Ma vorrei avere abbastanza rassicurazioni e quindi argomenti e proposte per poter dire che la gente ha capito le ragioni x cui dovrebbe votare PD.Non basta a troppi sentire dire che noi siamo meglio, io ci posso credere, ma ci vogliono argomenti decisivi per i più.

Manuela Varanese scrive:
12 Ottobre 2010 alle 00:53

Gentile Senatore,
posto che non è possibile per un elettore scegliere, ad oggi, i propri rappresentanti a causa della legge porcellum, a me sembra un pò difficile stabilire con certezza cosa della proposta di Veltroni all’epoca i cittadini italiani hanno bocciato. E’ stato bocciato Veltroni? O è stato bocciato, se non l’intero progetto del Pd, almeno la sua “vocazione maggioritaria”? Chissà, magari se gli elettori avessero potuto scegliere, tra diversi candidati, appartenenti alle diverse “correnti” del Pd, quelli che appoggiavano una certa linea, forse ora ci sarebbe maggiore chiarezza.
Esiste la possibilità che la sconfitta elettorale richiedesse una riflessione a tutto campo? Perchè se tale possibilità esiste, allora mi sembra logico che il progetto del Pd, come voluto da Veltroni, sia stato accantonato.

Quanto alle riforme ritenute necessarie dal Pd, non mi è chiaro il motivo per cui il Presidente del Consiglio abbia bisogno di revocare i ministri: pur in mancanza di un’esplicita norma in tal senso, esiste almeno un caso, il caso Mancuso, in cui il Parlamento ha sfiduciato un singolo ministro. Perchè non lasciare questo compito al Parlamento, già defraudato di altri poteri (si vedano i continui decreti, per non parlare della decretazione d’urgenza e delle ordinanze di protezione civile…)?

Infine, per quanto riguarda la continuità degli incarichi parlamentari, non si può non considerare che se in altri paesi il gruppo dirigente più ristretto dei maggiori partiti di sinistra viene comunque candidato in Parlamento, almeno c’è la possibilità di non votare chi non piace. Qui invece questa possibilità non è data, perciò questa sorta di autotutela dei partiti, che potrebbe essere comprensibile altrove, nel nostro Paese diventa una forma bella e buona di prepotenza da parte di quella che a ragione viene definita “casta”.
Quando, poi, il bocciato alle urne Veltroni mette in discussione (perchè è questo che in realtà ha fatto, e questo che gli elettori hanno percepito) l’attuale segretario del partito attraverso una lettera firmata da persone che non sono state scelte dagli elettori ma da liste bloccate e selezionate dai dirigenti stessi, a me sembra una volta di più che gli elettori del Pd vengano ingannati dai loro stessi dirigenti: ad eleggere Bersani come segretario, quantomeno sono state delle elezioni interne al partito cui potevano partecipare i cittadini; a portare avanti questa crociata contro di lui (tentando di sovvertire quella decisione?), solo dirigenti eletti nel modo già detto. Se proprio questa scelta era avvertita come necessaria, e non si trattava solo della necessità di ristabilire alcuni equilibri interni relativi alle diverse correnti delle quali alla maggioranza dei cittadini poco o nulla importa, perchè non discuterne, piuttosto, in assemblea, in un prossimo congresso, invece che sui giornali?
Il risultato è che mi pare che la distanza con il mondo reale diventi sempre più ampia. Consiglio vivamente di uscire dal palazzo, farsi un giro per le periferie “in abiti civili”, in incognito, e così capire quali sono i veri problemi delle persone. Potrebbe aiutare magari anche provare a vivere per un mesetto con soli 1.000 euro; chissà che le prossime proposte non appaiano più coinvolgenti. Sarà un suggerimento da poco? Di sicuro; ma avete mai provato?

Walter Vitali scrive:
23 Ottobre 2010 alle 16:07

@Manuela, gli argomenti sono diversi, provo a rispondere. 1. Il progetto del PD non è uscito sconfitto dalle urne nel 2008 (33%), perchè era difficile pensare che il PD da solo potesse vincere. Quella che allora venne meno, ricordiamolo, fu la sinistra radicale, anche per effetto del PD, questo lo posso concedere. 2. Non mi pare sia un gran problema dare al Presidente del Consiglio il potere di nominare e revocare i Ministri, mentre è giusto rafforzare il ruolo del Parlamento. 3. Tutti i parlamentari sono stati scelti con il metodo delle liste bloccate, e non solo i 75 che hanno firmato il documento di Veltroni. Quindi tutte le iniziative politiche prese dai parlamentari sarebbero inficiate, a parte Bersani che è stato investito dal voto dell’elezione diretta del Segretario del PD. Il che, evidentemente, non è accettabile. 4. Posso assicurarti che io sto in mezzo alla gente e so cosa vuol dire provare a vivere con 1000 euro al mese. Puoi chiederlo ai tanti cittadini che mi vedono e che apprezzano la mia presenza sul territorio.

gabriella rovatti scrive:
31 Ottobre 2010 alle 18:42

Non sono drastica come il sindaco di Firenze, forse l’esperienza serve , non tutto “l’antico”andrebbe cambiato e non tutto lasciato lì.. SENATORE, MA QUANDO LEI DICE IL PD dovrebbe fare o non fare … di chi parliamo? Il PD non è fisicamente come il signor BRAMBILLA al quale ci si può rivolgere direttamente. Allora chi nel PD o del PD dovrebbe fare o non fare questo o quello ? Finchè restiamo quasi un ectoplasma a chi dobbiamo rivolgerci e in chi sperare se tutti quelli di potere che girano intorno al PD continuanbo a dire che il PD dovrebbe ecc ecc.. Quando e chi comincerà a prendersi delle responsabilità meno vaghe delle intenzioni di pensiero?Ancora, per noi gatti randagi di strada ,non vedo bocconcini appetibili di trippa.

Maria Paola Puggioli scrive:
28 Novembre 2010 alle 08:19

A proposito dell’odg del deputato dell’ IDV Antonio Borghesi del 21.9.2010 sul tema dei vitalizi ai deputati che ora gira come email in internet: che figura ci fa il PD? Non valgono certo le superficiali motivazioni addotte come giustificazione alla bocciatura perchè i privilegi restano ad affermare che tutti i deputati si compattano nel momento in cui sono in pericoli i loro guadagni vergognosi.

Giovangualberto Ceri scrive:
27 Maggio 2011 alle 23:19

GIOVEDÌ 2 GIUGNO 2011

CON FESTEGGIAMENTI PER I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA?
MEGLIO SAREBBE DIRE, SE CON DANTE, SCIENTIFICAMENTE. ECCO IL PERCHÉ.
Dante personaggio ci fa sapere nella DIVINA COMMEDIA di essere nato lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria Repubblicana. Dante nato il Martedì 2 Giugno 1265 e la nostra Repubblica Italiana nata la Domenica 2 Giugno 1946. Egli sarebbe stato un Profeta? Affascinante? Utile? Sembrerebbe di no a giudicare dall’interesse mostrato, cioè nessuno!, dalle Università degli Studi e dagli uomini politici al sopraggiungere di questa notizia. Ma, per tacere, ci saranno dei gravi motivi? Vedremo.
Recita intanto Dante con molta eloquenza: “… in quant’io (Dante personaggio) vidi ‘l segno / che segue il Tauro (cioè vidi quel segno che segue quello del Toro e che sappiamo essere il segno dei Gemelli) e fui dentro da esso (cioè nell’arco di 30° di questo segno. Dante mette in rilievo che il suo Sole di nascita non si trovava affatto nei Gemelli dello zodiaco delle costellazioni, come purtroppo tutti i commentatori affermano commettendo un gravissimo errore scientifico, ma nei Gemelli dello zodiaco dei segni, che è tutt’altra cosa !!!). / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita (cioè il Sole) , quand’io senti’ di prima l’aere tosco;/ (Par., XXII, 110 – 117) Cioè quand’io nacqui.
Una volta risolto l’enigma posto da questi versi succederebbe però una rivoluzione politico-culturale capace di suscitare, non solo stupore e meraviglia, ma problemi in tutte le maggiori Università del mondo e anche problemi di carattere religioso. Questo enigma si risolve nel seguente modo. Per gentilezza mi facciano sapere, L’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI, o gli esperti della PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, semmai fosse vero!, dov’è che io avrei sbagliato.
Procedendo nei calcoli inerenti i citati versi, calcoli che Dante implora da sette secoli che siano fatti, il Poeta stesso personaggio risulta infatti essere nato il MARTEDÌ 2 GIUGNO 1265. Questo perché, per logica e scientifica esclusione, quindi oggettivamente, abbiamo che le “gloriose stelle” di cui lui qui riferisce (c.XXII, vv. 110 – 117, del Paradiso) sono tre: la POLARE (alfa Ursae Minoris) a quei tempi a 18°.20’ di longitudine nel segno dei Gemelli; la BETELGEUSE (alfa Orionis) a 18°.30’; e la MENKALINAM (beta Aurigae) a 19°.40’. Dante afferma, sempre in questi versi, che quando lui nacque il SOLE si trovava in congiunzione, ovviamente “montante e nobile”, con queste tre stelle:”con voi nasceva”, appunto, il Sole. In altre parole, unito insieme a voi tre stelle gloriose e di gran virtù nasceva il Sole quand’io nacqui. Se questo Sole si trovava in congiunzione con esse il Sole stesso avrà avuto necessariamente la loro stessa longitudine in Gemelli e perciò questo Sole avrà avuto la longitudine di 18°.01’ circa in Gemelli. E che giorno era quando il Sole, ai tempi di Dante, raggiungeva 18°.01’ in Gemelli? Era, appunto, il 2 GIUGNO 1265, come testimonia anche il dotto Ebreo Profazio, cioè Jacob ben Machir ben Tibbon, la più alta autorità astronomico-astrologica operante in Europa, a Montpellier, fra la fine ‘200 e gli inizi del ‘300 (cfr. Profhacii Judaei Montispessulani Almanach perpetuum – ad annum 1300 inchoatum – Codicis Laurentiani PL. XVIII sin. N. I; cfr. anche J. Boffito e C. Melzi D’Eril). Dunque il Poeta della Patria è nato quando la nostra Patria Repubblicana, esattamente il 2 GIUGNO. Però, TUTTI ZITTI!!! Ma ci sarà un motivo, visto che dal 29 maggio 1993, cioè da quando io parlai del problema ai Dantisti, alla BIBLIOTECA CLASSENSE DI RAVENNA con in prima fila FRANCESCO MAZZONI E PATRICK BOYDE, nessuno mi ha mai smentito, né, purtroppo, mai dato ragione come in effetti ce l’ho.
Dunque quand’io dimostrai, il 29/5/1993, la ricordata data di nascita di Dante era Presidente di turno CESARE VASOLI che, se pur scettico verso l’Accademia, ha invece trovato sempre la forza e il coraggio, almeno personalmente, di darmi ragione: e credo che non gli sia stato facile. Dall’indicazione del 2 giugno 1265 verrebbe fuori infatti, e necessariamente, che la Commedia è anche un’opera rigorosamente astrologica per cento altre questioni collegate e che dunque il ‘viaggio’ della Commedia avviene sicuramente nell’anno 1301, cioè fuori del giubileo papale di Bonifacio VIII, e non affatto quindi nel 1300. Di conseguenza il Vaticano dovrebbe anche ammettere, oltre al fatto che la Commedia è fuori del giubileo, che per studiare Dante, il medioevo e l’antichità, bisognerà riuscire a padroneggiare l’ASTROLOGIA di Claudio Tolomeo. Però il Vaticano ha ribadito, anche recentemente, che l’Astrologia va RESPINTA: art. 2116 del recente CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Lib. Ed. Vaticana, 1992). E come respingerla se ce n’è bisogno almeno per studiare Dante? Laici intellettuali e professori di sinistra continuate col vostro silenzio a dare una mano al Vaticano. Speriamo che il fenomeno avvenga inconsapevolmente.
Io ho riferito della questione liturgica ed astrologico-dantesca in TV a Canale 10, che qui allego: Cfr. YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA. Per gentilezza controllare. Se nel 1993, al momento delle mie scoperte, fosse stato ancora vivo il Professor GIUSEPPE LAZZATI non avrei avuto problemi a venire ascoltato perlomeno all’Università Cattolica di Milano, data la sua amicizia con il mio amico Mons. Enrico Bartoletti. Invece “picche”. Per me la nuova linea culturale, per me con grossi aspetti negativi!, già iniziata e portata avanti da papa WOJTYLA, cioè da papa GIOVANNI PAOLO II, sta ancora trionfando. Cosa fare? ”La Civiltà Cattolica” riferisce, per esempio, di un commento (Agenzia Radicale) che sarebbe stato fatto da parte di mons. Ghidelli allora assistente ecclesiastico della sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: ”Le agende di mons. Bartoletti? Non le pubblicheranno mai. Verrebbe fuori il suo ruolo politico …” Cioè contro gli appalti, le tangenti e il nepotismo. MILENA GABANELLI potrebbe interessarsene? (Google - Agenzia Radicale su Mons. Bartoletti).
Di recente si sono aperti i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma come può fare il nostro SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ON.LE GIORGIO NAPOLITANO, a dire che Dante è nato il 2 giugno come la Repubblica Italiana se gli studiosi, anche di sinistra, non entrano nel merito con un coraggioso sì? Sarebbe una bella professione anche di concreta ed autentica laicità.
Il compito di seguirmi per controllare se ho ragione, o torto, potrà apparire faticoso. È vero!!! Però si tratta di una pista nel deserto, o nella fitta giungla, già da me per la prima volta aperta: e dunque la fatica degli altri sarebbe pari ad un centesimo di quella da me sofferta.
Con auguri di Buon Lavoro.
F.TO GIOVANGUALBERTO CERI

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