Ancora a proposito della rinuncia di Sassoli…

sassoli.jpgLa mia opinione sulla rinuncia di Lorenzo Sassoli ad una eventuale candidatura a Sindaco l’ho già detta ieri e non ho motivi per cambiarla. Ritengo quella rinuncia un episodio molto negativo che deve fare riflettere. Essa testimonia di una nostra difficoltà profonda, come PD di Bologna, ad avere rapporti con espressioni della società esterne al partito, al di là delle parole sul civismo che a turno usiamo tutti.

Qualche giornale ha interpretato queste parole come una sorta di dichiarazione di guerra al PD. Faccio presente che ho detto che si tratta di una “nostra” difficoltà, e non di una difficoltà del segretario o dell’attuale esecutivo del PD di Bologna. Nell’intervista a Rita Bartolomei de Il Resto del Carlino, pubblicata oggi, ho risposto a una sua domanda in questo modo: “La riflessione vale per tutti, a cominciare da me. Penso che qui ci sia un rischio grave. Certe dichiarazioni di sollievo a sinistra lo dimostrano”. Eppure… Se il PD non discute, è un partito bulgaro. Se discute, c’è la guerra interna. Non se ne può davvero più di certe interpretazioni giornalistiche, dalle quali non bisogna comunque farsi condizionare.

Ho anche aggiunto che il PD è per sua natura un partito aperto. E a Bologna lo deve essere ancor di più, dopo il trauma delle dimissioni del sindaco e del commissariamento del comune. Non abbiamo iniziato, purtroppo, con il piede giusto. E certe dichiarazioni di sollievo che si sono sentite da parte di esponenti della coalizione dimostrano la più totale mancanza di consapevolezza circa la situazione nella quale siamo.

Piergiorgio Licciardello, nel dichiarare il proprio disaccordo rispetto alla mia opinione, ha detto che la rinuncia di Sassoli dipende da motivi personali, legati alla sua difficoltà ad intraprendere il percorso delle primarie, e che non vi sono stati errori da parte del PD di Bologna. Le sue parole non mi hanno convinto. Il problema che ci stava di fronte ora non era decidere se Sassoli doveva essere il nostro candidato sindaco, ma mantenere in campo la sua disponibilità come indubbio fattore di arricchimento del PD e della coalizione. Non ci siamo riusciti, uso ancora una volta il noi, e in questo consiste il fatto che non siamo purtroppo partiti con il piede giusto.

Mauro Zani, sull’Unità di oggi, fa un ragionamento che condivido. Sulle primarie, innanzitutto, che sono sicuramente uno strumento democratico di selezione delle candidature a Sindaco, ma non possono diventare uno strumento attraverso il quale la politica rinuncia ad assumersi le proprie responsabilità. In questo caso i partiti si trasformerebbero in organizzatori di primarie, e le decisioni le prenderebbero le lobbies e i notabilati esterni. Anche Zani insiste sulla necessità di una coalizione civica, proponendo una lista Due Torri aggiornata al nostro tempo storico, che può essere un’idea non immediatamente praticabile. Ma io sono d’accordo, la via è questa, e si può realizzare anche senza la lista unica. 

Infine ho detto che intendo contribuire al percorso verso le elezioni comunali del 2011 sviluppando i temi di cui mi occupo da tempo, creando - se possibile - opportunità di discussione sulle politiche urbane, a livello nazionale ed europeo, in modo che chi si candida a Sindaco possa attingere alle migliori esperienze per affrontare le difficili sfide che Bologna ha di fronte. E al Carlino ho aggiunto che non mi occuperò di candidati.

Credo sia indispensabile trarre da quanto accaduto una severa lezione. La pretesa di autosufficienza, sia da parte del PD che della coalizione, va abbandonata perché porta in un vicolo cieco. Solo se riusciremo a coinvolgere le migliori energie della società bolognese in un progetto per il futuro della città riconquisteremo la credibilità necessaria a governarla anche per gli anni a venire. Il segretario Raffaele Donini ha ribadito che intende muoversi in questa direzione. Se questo avverrà, sarò contento di constatare che si va nella direzione giusta.

Questo articolo è stato pubblicato Mercoledì, 30 Giugno 2010 alle 18:37 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
Articolo precedente: Brutte notizie per Bologna Articolo successivo: Che fare?

14 Commenti a “Ancora a proposito della rinuncia di Sassoli…”

ugo mazza scrive:
30 Giugno 2010 alle 19:30

Caro Walter,
mi pare che si seguano vecchie strade che portano poco lontano.

Se il Pd vuole correre da solo…

Se invece, come dichiarato, vuole dare vita a una coalizione di centro-sinistra bisogna che prima di ogni ulteriore tormentone sulle divisioni nel PD (ma a cosa vi serve questo casino?) è necessario che si riunisca al più presto un tavolo di quanti, associazioni e partiti, sono disponibili a lavorare per tale obiettivo e in quella sede si discuta e si decida un percorso comune che abbia un capo e una coda:

1.discutere per concordare le linee strategiche almeno per i prossimi 10 anni per il governo dei problemi e delle trafromazioni necessarie per costruire una città sostenibile, vivibile, colta, partecipata e socialmente più giusta in una visione metropolitana e regioanle;

2. discutere delle modalità di governo per evitare contrapposizioni inutili e pericolose tra Consiglio e Sindaco dando vita a regole condivise di relazione e a un tavolo di coalizione formato dal Sindaco e dai Capi-gruppo per decidere assieme punti nevralgici e priorità per l’attuazione del programma concordato e presentato dal Sindaco;

3. concordare le madalità con cui procedere alla indicazione dei candidati per la scelta del “candidato di tutti” a Sindaco della città, senza escludere la possibilità che si possa giungere a una proposta unitaria, senza primarie;

4. concordare comunque le modalità di indizione e di svolgimento delle primarie tenedo conto dei limiti delle passate esperienze e delle nuove elaborazioni e proposte di cui già si discute.

Concordate queste cose di massima da parte di quanti presenti al tavolo vorranno contiunuare il percorso, si passerà alla discussione di merito con appositi gruppi di lavoro per istruire in tempi brevi le fasi successive di confronto.-

Caro Walter,
la discussione che state facendo mi pare assurda e lesionista: siete la forza maggiore in città e avete il dovere di proporre percorsi comuni per costruire la colaizione facendo capire che CI CREDETE.

Francamente la somma degli stati d’animo dei singoli autocandidati o pseudo candidati non fa una proposta politica: è vostro dovere essere rapidamente coerenti con le proposte del vostro congresso per dare vita alla coalizione.

Ciao
Ugo Mazza

Walter Vitali scrive:
30 Giugno 2010 alle 19:52

Caro Ugo, sono d’accordo con il percorso che tu indichi. Mi risulta che esso sia stato il risultato degli incontri dei giorni scorsi tra il segretario del PD, Raffaele Donini, e gli altri rappresentanti dei partiti della coalizione. Mi è anche stato detto che il coordinamento del centrosinistra verrà insediato tra poche settimane, e comunque prima della fine di luglio. La mia critica, come hai visto, è al PD e alla coalizione che sembrano di nuovo pervasi da “pretesa di autosufficienza. Da qui la mia constatazione che il ritiro di Lorenzo Sassoli costituisce un fatto molto negativo, il quale evidenzia una difficoltà ad avere rapporti con chi sta fuori di noi. Spero che tu sia d’accordo sulla necessità di una coalizione civica, come ha detto anche Mauro Zani, aperta alle forze migliori della società bolognese. Se si andrà in questa direzione, come mi auguro, la lezione sarà stata compresa. Altrimenti temo anch’io che seguiremo “vecchie strade che portano poco lontano”……

stefano scrive:
30 Giugno 2010 alle 20:26

Caro Walter, è con piacere checonstato diessere sempre molto d’accordo con le tue risposte ai giornali.
Ti farò dunque la domanda delle domande: perchè non si vuole Cevenini sindaco di Bologna? Ha il consenso di moltissimi elettori. Mi sembra preparato e si presenta in modo magnifico. Se ha degli altarini nascosti come DelBono rispondi pure: No comment. Ciao.

Walter Vitali scrive:
30 Giugno 2010 alle 23:54

Caro Stefano, per me Maurizio Cevenini non ha nessun altarino mascosto, quindi non rispondo “no comment”. Alla tua domanda “Perchè non si vuole Cevenini Sindaco di Bologna” non dico di no, ma non mi pronuncio. Parlando sempre solo di candidature abbiamo già fatto abbastanza guai. Non vorrei ne aggiungessimo altri.

robeerto mignani scrive:
1 Luglio 2010 alle 08:42

Walter Vitali è di nuovo un punto di riferimento nella analisi politica del PD bolognese ,ciò significano trè aspetti specifici: 1)avere idee e ideali, 2)assumersi la responsabilità di un confronto nelle proposte, 3)credere fermamente nel PD. Ciò purtroppo cozza con un embrione di un partito troppo autoreferenziale. E’ necessario creare una continuità di comportamento,che consiste in una elaborazione concettuale o morale di un codice di apertura agli altri accompagnata da da una reale, concreta opera di apertura agli altri. E’ quello che di solito manca,perche spesso noi crediamo,anche in virtù di un lascito di cultura del “passato”. Sono convinto che ormai anche la più profonda cecità veda il termine di una sterilità nella nostra proposta per governare Bologna.Una cosa è certa:saranno gli elettori a decidere chi governerà Bologna,e le responsabilità di un non successo saranno certe. Auspico che al più presto ci si metta al lavoro. Con fraterntà Roberto Mignani

Walter Vitali scrive:
1 Luglio 2010 alle 11:02

Grazie Roberto, troppo buono. Sono d’accordo con te: solo una reale apertura alla società ci potrà consentire di predisporre un progetto per la città forte e capace di ottenere consenso. Speriamo bene.

enzo Gandolfi scrive:
1 Luglio 2010 alle 11:05

Caro Walter,
in tutti questi ragionamenti non si tiene conto di un fatto importante, importante più oggi di 1 anno fa: ovvero siamo più deboli; per cui vincere non sarà una cosa facile e, se non si vince, qualunque programma o qualunque persona che potremmo mettere in campo per quanto valida, starà all’opposizione. Quindi, a mio avviso il candidato Sindaco se è possibile, oltre ad essere irreprensibile sul piano etico e capace( poi c’è sempre uno più capace di un altro ma solo dopo lo sapremo, vedi anche Cofferati) ) deve, oltre alle motivazioni scritte nel programma elettorale che lo sostiene, portare voti autonomi per la sua accettabilità e credibilità anche in strati della popolazione che non si interessano di politica ( e sottolineo sono la maggior parte). Per questo motivo considero la candidatura di Cevenini un elemento aggiuntivo per portare voti, e preciso che avrei detto la stessa cosa se Cevenini non fosse stato iscritto al PD ma fosse un candidato “esterno” ma con idee vicine alle mie. Le altre persone di cui sento parlare, sono certamente altrettanto valide, ma non così visibili( mi dispiace ma debbo essere sicero e se non ci credi fai un sondaggio!!!) e non porterebbero autonomamente tanti voti in più di quanti ne porterebbe Cevennini. Non ho motivi personali, e tu che mi conosci sai che dico il vero, la mia è una scelta pragmatica, tanto è vero che, benchè stimassi anche 1 anno fa Cevennini, ero nel comitato che sosteneva Merola per il maggior tasso di innovazione e spazio ai giovani che mise nel suo programma e soprattutto perchè allora pensavo che si avrebbe vinto, anzi speravo senza il ballottaggio. Ma ora non credo che la destra faccia un altro autogol con 2 candidati forti, per cui occorre uno che porti a votare persone che forse hanno perso la fiducia nella politica o che votano a destra per simpatia più che per convinzione( pensa anche alla situazione Bartolini-Guazzaloca).
Chiudo con un’ultima considerazione. Ritengo che oltre al candidato sindaco occorra presentare anche una possibile indicazioni di Assessori, altrettanto capaci per le singole competenze ma che siano disponibili a lavorare in Team, tenuti insieme dal vincolo del programma e da un sindaco che li metta in condizione di lavorare bene, o continuiamo a pensare che nella guida della città quello che conterà sarà solo il Sindaco e non il gruppo!!!
ciao Enzo

bruno scrive:
1 Luglio 2010 alle 12:00

1) discutere con la coalizione per trovare un candidato senza scheletri nell’armadio, evitare la perdita di tempo delle primarie, vista l’esperienza del bono
2 le qualità del futuro candidato:
1)integrità morale assoluta
2)capacità di ascolto
3)buon conduttore del gruppo cosigliare: mediatore

Walter Vitali scrive:
1 Luglio 2010 alle 13:14

Caro Enzo, su Cevenini ti rispondo nello stesso modo con il quale ho risposto a Stefano: non dico di no, ma non mi pronuncio. A parlare di candidati abbiamo già combinato abbastanza guai. Caro Bruno, buoni i tuoi cinque punti tranne, a mio parere, il primo. Come ha detto Cacciari su Repubblica: se c’è un candidato solo le primarie non si fanno, se ce ne sono più di uno si devono fare. In fondo la cosa è abbastanza semplice.

Stefano Muratori scrive:
1 Luglio 2010 alle 21:24

Caro Senatore
Sono di Marzabotto, quindi potrei disinteressarmi dell’elezione del sindaco di Bologna. Però, siccome il PD di Bologna si è molto interessato del’elezione del sindaco di Marzabotto … cercherò di ricambiare.
Io penso che l’apertura verso la società sia una caratteristica dell’organizzazione che al PD manca. Purtroppo gli manca anche l’umiltà e il contatto con la realtà.
Non so se l’elezione di un sindaco non politico possa aiutare a cambiare le cose.
Per me sono gli iscritti, dal basso, che debbono cambiare il PD. Lo dovrebbero cambiare con o senza il consenso dei loro dirigenti.
Per il sindaco di Bologna la mia opinione è che serva una personalità con un riconoscimento di popolarità di livello nazionale. Non importa se di questa o quella corrente o se politico o imprenditore o altro. Bologna ha diritto di essere riconosciuta per la sua importanza strategica per la sinistra, ed escluso Romano Prodi il PD e la coalizione bolognese debbono riconoscere di non avere una tale personalità nelle proprie fila. L’errore di autoreferenzialità può arrivare facilmente a far credere ai soliti riuniti autoreferenziali che un Cevenini o un Campagnoli possano attrarre la fantasia degli elettori.
Scordatevi le primarie, credo che se Bologna trovasse un solo candidato adatto potrebbe baciarsi i gomiti.

Manuela Varanese scrive:
7 Luglio 2010 alle 01:42

Gentile Senatore Vitali, mi scuso per l’utilizzo improprio del suo blog ma vorrei porle una domanda relativa ad un emendamento firmato anche da Lei, stando a quanto riportato da “Il fatto quotidiano”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/06/il-pd-regala-uno-scudoal-capo-dello-stato/36735/
Posso chiederle per quale motivo è stato presentato quell’emendamento?

Walter Vitali scrive:
7 Luglio 2010 alle 19:59

Come ha spiegato bene il mio collega senatore Stefano Ceccanti oggi su L’Unità, di solito si presentano molti emendamenti, anche quelli per “ridurre il danno” che sono subordinati rispetto all’ipotesi principale. Essa per noi resta evidentemente quella di non introdurre alcuno scudo costituzionale per le alte cariche dello Stato, Presidente della Repubblica compreso.

carmela gardini scrive:
9 Luglio 2010 alle 08:56

Caro Walter,avevo letto della notizia dell’emendamento prima della presa di posizione del Presidente Napolitano e devo dirti sinceramente che mi ero arrabbiata tantissimo ( fugurarsi lui! ). Ma come è possibile commettere errori di questo tipo? Ma è vero che Finocchiaro non ne sapeva niente?
Credo opportuno che rivediate il metodo della presentazione di atti come gli emendamenti! Penso anche che sia necessario un diverso atteggiamento politico da parte del maggior partito di opposizione, basta con il male minore e la rincorsa a tentare di correggere i disastri della maggioranza, facciamo il nostro mestiere e facciamoci capire. ciao carmela

Walter Vitali scrive:
9 Luglio 2010 alle 12:56

Cara Carmela, a parte il fatto che la mia firma c’è solo in quanto componente del gruppo PD della Commissione Affari Costituzionali (ero in convalescenza per un piccolo intervento chirurgico, andato bene), c’è sicuramente qualcosa da rivedere nei meccanismi di presentazione di certi emendamenti molto “sensibili”. Nel suo comunicato il Presidente Napolitano parla di “ulteriori garanzie costituzionali” perchè l’art. 90 della Costituzione prevede già che “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per Alto tradimento o per attentato alla Costituzione”.
Questo riguarda il periodo in cui svolge la sua funzione, e non il periodo precedente. Ma l’emendamento contestato, se non vado errato perchè ho seguito la vicenda un pò da lontano, riguarda proprio il periodo in cui svolge la sua funzione. Forse si potrebbe dire, con Shakespeare, “Molto rumore per nulla”!!!

Scrivi un commento

Ultimi Commenti

  • Walter Vitali: Penso che è sbagliato, come tante notizie che circolano in rete in maniera incontrollata. Noi ci...
  • franco: che ne pensi di questo? Assistenza sanitaria integrativa: ecco le cifre dei rimborsi per i deputati...
  • Abunteedek: Cheap Dedicated servers now available - [url=http://feed1.info/link/0] Cheap server prices[/url]
  • check backlinks: how’s life ? www.waltervitali.it owner discovered your website via Google but it was hard to...