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	<title>Commenti a: Sì, ripartiamo dall&#8217;Emilia-Romagna</title>
	<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/</link>
	<description>Solo un altro weblog targato WordPress</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 19:36:01 +0000</pubDate>
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		<title>Di: elettore leghista</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-712</link>
		<dc:creator>elettore leghista</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 08:36:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-712</guid>
		<description>ringraziate che in Emilia Romagna abbiamo candidato l'insignificante Bernini, se ci fosse stato Alessandri avrebbe preso più del 40% e il distacco da Errani sarebbe stato sotto i 10 punti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ringraziate che in Emilia Romagna abbiamo candidato l&#8217;insignificante Bernini, se ci fosse stato Alessandri avrebbe preso più del 40% e il distacco da Errani sarebbe stato sotto i 10 punti</p>
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		<title>Di: Stefano Muratori</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-702</link>
		<dc:creator>Stefano Muratori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 17:52:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-702</guid>
		<description>Faccio riferimento al post di Gabriella Rovatti il cui contenuto lo sintetizzo a mio modo così: noi siamo uno schieramento, e qualsiasi cosa buona per il nostro schieramento è buona per noi e per il paese.
Questa è a mio parere l’ideologia del PD, cioè: “bisogna sostenere il PD perchè sa governare meglio, ed il bene del PD corrisponde al bene del paese”. E’ il prototipo dell’autoreferenzialità. Questa è la comoda ideologia che l’apparato adora.
Il partito degli apparati e l’allontanamento dalla discussione diretta fra dirigenti ed iscritti ci porta alla confusione di idee qui esposta da Gabriella. Mi riferisco soprattutto all’idea da lei sostenuta della conquista delle masse attraverso il condizionamento emotivo classico del leader carismatico. 
Dice Gabriella: serve “un linguaggio che faccia presa” .... “Vendola piace perchè è passionale”.
Ma attenzione che secondo la classica definizione di Max Weber il leader carismatico è l’anticamera della dittatura; è l’antitesi della democrazia. 
Nei suoi scritti sull'argomento, Weber applica il termine carisma ad "una certa qualità della personalità di un individuo, in virtù della quale egli si eleva dagli uomini comuni ed è trattato come uno dotato di poteri o qualità soprannaturali, sovrumane, o quanto meno specificamente eccezionali. Questi requisiti sono tali in quanto non sono accessibili alle persone normali, ma sono considerati di origine divina o esemplari, e sulla loro base l'individuo in questione è trattato come un leader (da wikipedia).
Il leader carismatico è quello che il resto d’Europa ha fortunatamente abbandonato, ma che l’Italia nostalgica ha voluto recuperare con Berlusconi. E noi ? Cosa facciamo, andiamo al loro seguito ?
La passione può essere anche una buona cosa, ma solo se è passione per la giustizia, e non passione per il potere personale. 

Sono d’accordo invece sul fatto che c’è effettivamente un ritorno sotto diverse forme all’antico “tanto peggio tanto meglio”, e trovo corrispondente alle mie osservazioni la descrizione di Giovanna dell’idea che molti hanno: “se l’unico modo di vedere un cambiamento di rotta è sprofondare allora, specialmente i giovani, dicono: sprofondiamo, tanto noi sul fondo ci siamo già”; non sapendo ancora quanto profondo possa essere il vero fondo, e non sapendo quanto facile sia andare giù e quanto difficile tornare su. Il brutto è che gli adulti stanno li a guardare inebetiti e non li avvertono del problema.
Giovanna afferma poi che bisogna “gridare” più forte (in televisione) che siamo per l’acqua come bene pubblico, che siamo contro il nucleare. Qui secondo me c’è un punto importante da studiare e discutere: quali dovrebbero essere i nostri messaggi “forti” ?  Possiamo gridare contro il nucleare se al tempo stesso vogliamo imporre una centrale turbogas a Lama di Reno (come fa la Regione e la Provincia) o un inceneritore a Marzabotto (come fa il nostro on Benamati che fra l’altro non è contrario al nucleare), quando la gente non li vuole  ? Possiamo sostenere la battaglia sul diritto all’acqua che è sentito solo dove questo diritto non c’è ?  Certo che questi possono essere argomenti giusti da dibattere ed approfondire, ma non da gridare. Non da far diventare i nostri slogan fra gente che non li sente, o non li capisce, o non ci trova coerenti.
Supponiamo di fare un incontro con 100 elettori del PD, e di chiedere a ciascuno quale problema li assilla e su quale argomento vorrebbero prospettare un cambiamento per i prossimi 5 o 10 anni; o quale futuro vorrebbero. Io non so cosa direbbero, ma non sarebbe bello avere un partito che li ascolta (con attenzione), e va a gridare con forza quello che loro mettono al primo posto per migliorare il loro futuro ed il futuro dei loro figli ? I circoli potrebbero “gridare” più forte che cosa vuole quella gente per il territorio locale, le federazioni regionali potrebbero gridare che cosa vogliono queste persone per la loro regione, ed i dirigenti nazionali che cosa vogliono per la loro nazione! 
Potrebbero volere meno edificazione selvaggia, più piste pedonali, più servizi pubblici efficienti, meno inquinamento ambientale,  strade ordinate e ben tenute, scuole e università più rigorose ed allineate ai paesi più sviluppati, centri di sviluppo e di innovazione tecnologica per competere col resto del mondo, più sinergia fra mondo accademico e mondo imprenditoriale,  centri industriali ben progettati e supportati, incentivazioni agli industriali onesti, rigore nel rispetto delle regole, meno burocrazia, molti meno soldi spesi per la politica (sia istituzionale che per i partiti), meno sprechi dei soldi pubblici, meno anni per avere diritto alla cittadinanza per gli immigrati, più rigore verso la legalità, meno azzeccagarbugli, meno personaggi autoreferenziali, meno arrivisti che non capiscono un’acca nei nostri apparati ....... eccetera eccetera. 
Un’altra cosa che potrebbero volere è: più giustizia! Ecco una bella parola da gridare forte: Giustizia!  E perchè no: anche giustizialismo! Basta con il riempirsi la bocca da parte dei nostri dirigenti di una parola che in origine significava giustizia e socialismo e che i mafiosi usano solo per infangare i giudici e la giustizia; per demolirla. Una parola che i politici corrotti usano per incolpare gli onesti. Un’altra parola interessante sarebbe: Mani Pulite!
Il PD di Bologna invece di venirci ad ascoltare ci manda mezze cartucce a spiegare quali sono i nostri problemi, ed in quale mirabile modo i suoi dirigenti li sapranno risolvere. Ma la gente vuole che il PD ci ascolti, e lavori sulle nostre speranze! Vuole che il PD sappia farsi portavoce delle nostre speranze. Non tanto con discorsi che facciano presa, ma con la sintesi delle idee che nascono dal basso.

A proposito della frase “il voto di uno colto rappresenta un voto , come quello di un imbecille” invito Giovanna a rivedere la storia di Alessando Pavolini, dove troverà che la distinzione fra colto e imbecille può essere abbastanza difficile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio riferimento al post di Gabriella Rovatti il cui contenuto lo sintetizzo a mio modo così: noi siamo uno schieramento, e qualsiasi cosa buona per il nostro schieramento è buona per noi e per il paese.<br />
Questa è a mio parere l’ideologia del PD, cioè: “bisogna sostenere il PD perchè sa governare meglio, ed il bene del PD corrisponde al bene del paese”. E’ il prototipo dell’autoreferenzialità. Questa è la comoda ideologia che l’apparato adora.<br />
Il partito degli apparati e l’allontanamento dalla discussione diretta fra dirigenti ed iscritti ci porta alla confusione di idee qui esposta da Gabriella. Mi riferisco soprattutto all’idea da lei sostenuta della conquista delle masse attraverso il condizionamento emotivo classico del leader carismatico.<br />
Dice Gabriella: serve “un linguaggio che faccia presa” &#8230;. “Vendola piace perchè è passionale”.<br />
Ma attenzione che secondo la classica definizione di Max Weber il leader carismatico è l’anticamera della dittatura; è l’antitesi della democrazia.<br />
Nei suoi scritti sull&#8217;argomento, Weber applica il termine carisma ad &#8220;una certa qualità della personalità di un individuo, in virtù della quale egli si eleva dagli uomini comuni ed è trattato come uno dotato di poteri o qualità soprannaturali, sovrumane, o quanto meno specificamente eccezionali. Questi requisiti sono tali in quanto non sono accessibili alle persone normali, ma sono considerati di origine divina o esemplari, e sulla loro base l&#8217;individuo in questione è trattato come un leader (da wikipedia).<br />
Il leader carismatico è quello che il resto d’Europa ha fortunatamente abbandonato, ma che l’Italia nostalgica ha voluto recuperare con Berlusconi. E noi ? Cosa facciamo, andiamo al loro seguito ?<br />
La passione può essere anche una buona cosa, ma solo se è passione per la giustizia, e non passione per il potere personale. </p>
<p>Sono d’accordo invece sul fatto che c’è effettivamente un ritorno sotto diverse forme all’antico “tanto peggio tanto meglio”, e trovo corrispondente alle mie osservazioni la descrizione di Giovanna dell’idea che molti hanno: “se l’unico modo di vedere un cambiamento di rotta è sprofondare allora, specialmente i giovani, dicono: sprofondiamo, tanto noi sul fondo ci siamo già”; non sapendo ancora quanto profondo possa essere il vero fondo, e non sapendo quanto facile sia andare giù e quanto difficile tornare su. Il brutto è che gli adulti stanno li a guardare inebetiti e non li avvertono del problema.<br />
Giovanna afferma poi che bisogna “gridare” più forte (in televisione) che siamo per l’acqua come bene pubblico, che siamo contro il nucleare. Qui secondo me c’è un punto importante da studiare e discutere: quali dovrebbero essere i nostri messaggi “forti” ?  Possiamo gridare contro il nucleare se al tempo stesso vogliamo imporre una centrale turbogas a Lama di Reno (come fa la Regione e la Provincia) o un inceneritore a Marzabotto (come fa il nostro on Benamati che fra l’altro non è contrario al nucleare), quando la gente non li vuole  ? Possiamo sostenere la battaglia sul diritto all’acqua che è sentito solo dove questo diritto non c’è ?  Certo che questi possono essere argomenti giusti da dibattere ed approfondire, ma non da gridare. Non da far diventare i nostri slogan fra gente che non li sente, o non li capisce, o non ci trova coerenti.<br />
Supponiamo di fare un incontro con 100 elettori del PD, e di chiedere a ciascuno quale problema li assilla e su quale argomento vorrebbero prospettare un cambiamento per i prossimi 5 o 10 anni; o quale futuro vorrebbero. Io non so cosa direbbero, ma non sarebbe bello avere un partito che li ascolta (con attenzione), e va a gridare con forza quello che loro mettono al primo posto per migliorare il loro futuro ed il futuro dei loro figli ? I circoli potrebbero “gridare” più forte che cosa vuole quella gente per il territorio locale, le federazioni regionali potrebbero gridare che cosa vogliono queste persone per la loro regione, ed i dirigenti nazionali che cosa vogliono per la loro nazione!<br />
Potrebbero volere meno edificazione selvaggia, più piste pedonali, più servizi pubblici efficienti, meno inquinamento ambientale,  strade ordinate e ben tenute, scuole e università più rigorose ed allineate ai paesi più sviluppati, centri di sviluppo e di innovazione tecnologica per competere col resto del mondo, più sinergia fra mondo accademico e mondo imprenditoriale,  centri industriali ben progettati e supportati, incentivazioni agli industriali onesti, rigore nel rispetto delle regole, meno burocrazia, molti meno soldi spesi per la politica (sia istituzionale che per i partiti), meno sprechi dei soldi pubblici, meno anni per avere diritto alla cittadinanza per gli immigrati, più rigore verso la legalità, meno azzeccagarbugli, meno personaggi autoreferenziali, meno arrivisti che non capiscono un’acca nei nostri apparati &#8230;&#8230;. eccetera eccetera.<br />
Un’altra cosa che potrebbero volere è: più giustizia! Ecco una bella parola da gridare forte: Giustizia!  E perchè no: anche giustizialismo! Basta con il riempirsi la bocca da parte dei nostri dirigenti di una parola che in origine significava giustizia e socialismo e che i mafiosi usano solo per infangare i giudici e la giustizia; per demolirla. Una parola che i politici corrotti usano per incolpare gli onesti. Un’altra parola interessante sarebbe: Mani Pulite!<br />
Il PD di Bologna invece di venirci ad ascoltare ci manda mezze cartucce a spiegare quali sono i nostri problemi, ed in quale mirabile modo i suoi dirigenti li sapranno risolvere. Ma la gente vuole che il PD ci ascolti, e lavori sulle nostre speranze! Vuole che il PD sappia farsi portavoce delle nostre speranze. Non tanto con discorsi che facciano presa, ma con la sintesi delle idee che nascono dal basso.</p>
<p>A proposito della frase “il voto di uno colto rappresenta un voto , come quello di un imbecille” invito Giovanna a rivedere la storia di Alessando Pavolini, dove troverà che la distinzione fra colto e imbecille può essere abbastanza difficile.</p>
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		<title>Di: Gabriella Rovatti</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-701</link>
		<dc:creator>Gabriella Rovatti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 13:28:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-701</guid>
		<description>Ieri sera ho visto Tetris. C'era il sindaco di Firenze  che diceva più o meno quello che ho scritto io.C'era la Melandri che parlava di errori del PD. C'era Sposini che lamentava il  modo di comunicare degli esponenti del  PD.Avrei preferito che questo modo di sentire fosse solo mio, per il bene del PD, ma se la percezione  di altri è la stessa, allora credo serva  interrogarsi a lungo. siu cosa e come dire le cose. A proposito di passine che si sente da qualcuno e non da altri. Al sondaggio telefonico cerdo più del 60 per cento, se cricordo bene , ha scelto Vendola. Massimino si chieda perchè...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho visto Tetris. C&#8217;era il sindaco di Firenze  che diceva più o meno quello che ho scritto io.C&#8217;era la Melandri che parlava di errori del PD. C&#8217;era Sposini che lamentava il  modo di comunicare degli esponenti del  PD.Avrei preferito che questo modo di sentire fosse solo mio, per il bene del PD, ma se la percezione  di altri è la stessa, allora credo serva  interrogarsi a lungo. siu cosa e come dire le cose. A proposito di passine che si sente da qualcuno e non da altri. Al sondaggio telefonico cerdo più del 60 per cento, se cricordo bene , ha scelto Vendola. Massimino si chieda perchè&#8230;</p>
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		<title>Di: Gabriella Rovatti</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-700</link>
		<dc:creator>Gabriella Rovatti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 17:13:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-700</guid>
		<description>Cosa manca al PD? Manca un linguaggio che " faccia presa " ...Manca la spinta delle affermazioni o del controbattere.Ai tanti manca quella carica che , a prescindere dal dire cose giuste o sbagliate , guarda caso, hanno gli avversari. Manca la " passione" che in tanti colgono nei discorsi di Vendola.Vendola piace perchè é passionale  per esempio, mentre per il motivo opposto  tanti non sono più dalemiani.  Qualcuno non si accontenta più di analisi lucide presentate  e raccontate come si poteva leggere  un  fatto storico  in classe, una volta. Il centro-sinistra è destinato 
a soffrire a lungo. Perchè? Se la gente va in cerca di ragioni emozionali ma prive di giustizia... ha la lega.. Se va in cerca di miracoli o illusioni ha un Berlusconi che va in giro promettendo la  guarigione dal cancro in tre anni.. e la gente lo vota, perchè "l'essere" lo pronuncia con una tale forza da rendere la porcata quasi credibile a se stesso.Se non è tutto dire questo...E allora chi rosicchia di qua e chi di là. e c'è chi crede, tra i giovani,  che il centro sinistra non faccia più battaglie oneste e allora  va con Grillo... cosa resta al PD?
Molti intellettuali, perchè tanti operai sono già leghisti, ma non bastano solo questi per vincere le elezioni.E il voto  di uno colto rappresenta un voto , come quello di un imbecille.Ma anche tra  i colti  c'è chi sta perdendo la fiducia , perchè il piatto piange, e dentro non si riesce più  a vedere  cosa ci sia . Di certo  so che  alcuni , un tempo forti della speranza nel PD, si sono astenuti e che altri hanno votato i grillini come voto di protesta.Altri sono passati a Di Pietro per fortuna ancora alleato Ma fino a quando ?Perchè? Perchè mi hanno detto di essere stanchi di votare "il meno peggio" e se l'unico modo di vedere  un cambiamento di rotta è sprofondare allora, specialmente i giovani, dicono , sprofondiamo, tanto noi sul fondo ci siamo già.Non è la soluzione che mi piace e che condivido  , però, faccio fatica a contestarli. Stiamo o no col nucleare? Ma bisogna gridarlo !!!Siamo per l'acqua come bene pubblico ? Gridiamolo. Invece per educazione , ci facciamo calpestare in ogni trasmissione televisiva. Anche quando dovremmo difendere i pochi spazi con le unghie e coi denti.. La gente vi vede rassegnati. E in un momento tremendo come questo, non serve la rassegnazione politica per stimolare a credere che forse qualcosa potrebbe  e dovrebbe cambiare.Ma cosa dovrebbe cambiare ,bisogna dirlo con forza, non solo come... sta ai politici  cercare di dirlo nel modo giusto, forte, credibile e rappresentativo. Ma mandate  qualcuno a scuola di " comunicazuione "!!!Il più del  popolo della sinistra è critico, purtroppo per voi, e pretende di vederci chiaro sempre  , però riesce anche a mandare giù rospi grandi come una casa, vedi i recenti scandali,pur di dare sostegno  alla " cosa o alla causa  " ma quando i vecchi non ci saranno più e quelli di mezza età avranno problemi che avanzano a tutto spiano  senza intravedere uno spiraglio e i giovani  vanno chiedendo battaglie giuste, ma battaglie e non piccole sgomitate credo al declino più che alla crescita  del PD . Perchè la Francia si muove ? Per il popolo diverso, o anche per un contatto diverso?. Quello che più mi dispiace è che il peggio però sarà stato destinato  agli elettori e non agli eletti.Quello che più mi dispiace è che sembra sempre che noi non abbiamo nomi  da grande presa , spendibili. Scrissi molto tempo fa, prima dello scandalo  a proposito di Del Bono che mi sembrava che la montagna "Bologna " fosse riuscita a partorire solo un piccolo topolino...Ero profetica forse.Ma tant'è!
Oggi sono costretta a vedere   eletti che si difendono dagli attacchi dei serpenti più che  fare le manguste. Serve un linguaggio chiaro, serve un linguaggio forte che sappia dire dove si vuole andare e come e con chi.Non con Casini. vi prego. Ne perderemo tanti.. senza speranza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa manca al PD? Manca un linguaggio che &#8221; faccia presa &#8221; &#8230;Manca la spinta delle affermazioni o del controbattere.Ai tanti manca quella carica che , a prescindere dal dire cose giuste o sbagliate , guarda caso, hanno gli avversari. Manca la &#8221; passione&#8221; che in tanti colgono nei discorsi di Vendola.Vendola piace perchè é passionale  per esempio, mentre per il motivo opposto  tanti non sono più dalemiani.  Qualcuno non si accontenta più di analisi lucide presentate  e raccontate come si poteva leggere  un  fatto storico  in classe, una volta. Il centro-sinistra è destinato<br />
a soffrire a lungo. Perchè? Se la gente va in cerca di ragioni emozionali ma prive di giustizia&#8230; ha la lega.. Se va in cerca di miracoli o illusioni ha un Berlusconi che va in giro promettendo la  guarigione dal cancro in tre anni.. e la gente lo vota, perchè &#8220;l&#8217;essere&#8221; lo pronuncia con una tale forza da rendere la porcata quasi credibile a se stesso.Se non è tutto dire questo&#8230;E allora chi rosicchia di qua e chi di là. e c&#8217;è chi crede, tra i giovani,  che il centro sinistra non faccia più battaglie oneste e allora  va con Grillo&#8230; cosa resta al PD?<br />
Molti intellettuali, perchè tanti operai sono già leghisti, ma non bastano solo questi per vincere le elezioni.E il voto  di uno colto rappresenta un voto , come quello di un imbecille.Ma anche tra  i colti  c&#8217;è chi sta perdendo la fiducia , perchè il piatto piange, e dentro non si riesce più  a vedere  cosa ci sia . Di certo  so che  alcuni , un tempo forti della speranza nel PD, si sono astenuti e che altri hanno votato i grillini come voto di protesta.Altri sono passati a Di Pietro per fortuna ancora alleato Ma fino a quando ?Perchè? Perchè mi hanno detto di essere stanchi di votare &#8220;il meno peggio&#8221; e se l&#8217;unico modo di vedere  un cambiamento di rotta è sprofondare allora, specialmente i giovani, dicono , sprofondiamo, tanto noi sul fondo ci siamo già.Non è la soluzione che mi piace e che condivido  , però, faccio fatica a contestarli. Stiamo o no col nucleare? Ma bisogna gridarlo !!!Siamo per l&#8217;acqua come bene pubblico ? Gridiamolo. Invece per educazione , ci facciamo calpestare in ogni trasmissione televisiva. Anche quando dovremmo difendere i pochi spazi con le unghie e coi denti.. La gente vi vede rassegnati. E in un momento tremendo come questo, non serve la rassegnazione politica per stimolare a credere che forse qualcosa potrebbe  e dovrebbe cambiare.Ma cosa dovrebbe cambiare ,bisogna dirlo con forza, non solo come&#8230; sta ai politici  cercare di dirlo nel modo giusto, forte, credibile e rappresentativo. Ma mandate  qualcuno a scuola di &#8221; comunicazuione &#8220;!!!Il più del  popolo della sinistra è critico, purtroppo per voi, e pretende di vederci chiaro sempre  , però riesce anche a mandare giù rospi grandi come una casa, vedi i recenti scandali,pur di dare sostegno  alla &#8221; cosa o alla causa  &#8221; ma quando i vecchi non ci saranno più e quelli di mezza età avranno problemi che avanzano a tutto spiano  senza intravedere uno spiraglio e i giovani  vanno chiedendo battaglie giuste, ma battaglie e non piccole sgomitate credo al declino più che alla crescita  del PD . Perchè la Francia si muove ? Per il popolo diverso, o anche per un contatto diverso?. Quello che più mi dispiace è che il peggio però sarà stato destinato  agli elettori e non agli eletti.Quello che più mi dispiace è che sembra sempre che noi non abbiamo nomi  da grande presa , spendibili. Scrissi molto tempo fa, prima dello scandalo  a proposito di Del Bono che mi sembrava che la montagna &#8220;Bologna &#8221; fosse riuscita a partorire solo un piccolo topolino&#8230;Ero profetica forse.Ma tant&#8217;è!<br />
Oggi sono costretta a vedere   eletti che si difendono dagli attacchi dei serpenti più che  fare le manguste. Serve un linguaggio chiaro, serve un linguaggio forte che sappia dire dove si vuole andare e come e con chi.Non con Casini. vi prego. Ne perderemo tanti.. senza speranza.</p>
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		<title>Di: Walter Vitali</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-699</link>
		<dc:creator>Walter Vitali</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 18:20:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-699</guid>
		<description>Caro Stefano, purtroppo la destra ha vinto anche a Mantova e a Vibo Valentia. E non possiamo dirci soddisfatti per il pur importante risultato di Matera, perchè con Mantova perdiamo un avamposto importante in Lombardia.
Sono d'accordo, Giancarla, sul fatto che non possiamo aspettare la vigilia delle elezioni di Bologna per attivare un forte percorso partecipativo. Ti faccio però osservare che nel 1995 il mio 50,4% fu ottenuto senza Rifondazione Comunista, che invece dal 2004 è sempre stata nostra alleata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Stefano, purtroppo la destra ha vinto anche a Mantova e a Vibo Valentia. E non possiamo dirci soddisfatti per il pur importante risultato di Matera, perchè con Mantova perdiamo un avamposto importante in Lombardia.<br />
Sono d&#8217;accordo, Giancarla, sul fatto che non possiamo aspettare la vigilia delle elezioni di Bologna per attivare un forte percorso partecipativo. Ti faccio però osservare che nel 1995 il mio 50,4% fu ottenuto senza Rifondazione Comunista, che invece dal 2004 è sempre stata nostra alleata.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano bacchelli</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-698</link>
		<dc:creator>stefano bacchelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 16:51:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-698</guid>
		<description>Scusate se rientro con un altro intervento. Anche oggi 12/4 la Lega ha vinto a Vigevano,ecc...La Lega non vuole educare il suo popolo, l'ascolta e ne segue anche gli istinti più beceri, ma funziona purtroppo. Bisogna trovare quel sottilissimo sentiero che passa tra assecondare il populismo che vuole la gente e il desiderio del PD di dare indicazioni più intelligenti. Purtroppo i medici al capezzale del PD sono tanti (oggi Prodi), ma come Napolitano ha evidenziato ci troviamo contro un personaggio che noi persone normali definiamo "un mezzo matto" che però i Poteri Forti, tipo gli imprenditori di Confindustria, continuano ad applaudire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se rientro con un altro intervento. Anche oggi 12/4 la Lega ha vinto a Vigevano,ecc&#8230;La Lega non vuole educare il suo popolo, l&#8217;ascolta e ne segue anche gli istinti più beceri, ma funziona purtroppo. Bisogna trovare quel sottilissimo sentiero che passa tra assecondare il populismo che vuole la gente e il desiderio del PD di dare indicazioni più intelligenti. Purtroppo i medici al capezzale del PD sono tanti (oggi Prodi), ma come Napolitano ha evidenziato ci troviamo contro un personaggio che noi persone normali definiamo &#8220;un mezzo matto&#8221; che però i Poteri Forti, tipo gli imprenditori di Confindustria, continuano ad applaudire.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giancarla codrignani</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-697</link>
		<dc:creator>giancarla codrignani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 14:01:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-697</guid>
		<description>caro Walter, vorrei ricordare che Bologna ha una sua storia, speculare a quella del paese, nonostante la sua specificità. La tua elezione a sindaco passò con il 50,4 % e non ci si gloriò perché "Bologna non va al ballottaggio". Ci andò la volta dopo e si vide che il 49,9 era dietro l'angolo (e lasciamo da parte le ragioni per cui...). Nei cinque anni di Guazzaloca si è vissuti come se la rendita proseguisse, mentre il piano era inclinato e faceva scivolare. Oggi abbiamo un risultato insoddisfacente, non inatteso dopo la non imprevedibile performance di Delbono. Lascio le critiche: se al governo andasse bene, le elezioni amministrative comunali potrebbero essere anche in autunno; in ogni caso la primavera prossima, cioè "domani". Lasceremo passare l'estate per ridare senso alla politica civica aspettando gli aggiustamenti interni? Se non si apriranno al più presto informazioni, focus sui problemi, partecipazioni innovative PUBBLICHE, non chiamatemi cassandra....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Walter, vorrei ricordare che Bologna ha una sua storia, speculare a quella del paese, nonostante la sua specificità. La tua elezione a sindaco passò con il 50,4 % e non ci si gloriò perché &#8220;Bologna non va al ballottaggio&#8221;. Ci andò la volta dopo e si vide che il 49,9 era dietro l&#8217;angolo (e lasciamo da parte le ragioni per cui&#8230;). Nei cinque anni di Guazzaloca si è vissuti come se la rendita proseguisse, mentre il piano era inclinato e faceva scivolare. Oggi abbiamo un risultato insoddisfacente, non inatteso dopo la non imprevedibile performance di Delbono. Lascio le critiche: se al governo andasse bene, le elezioni amministrative comunali potrebbero essere anche in autunno; in ogni caso la primavera prossima, cioè &#8220;domani&#8221;. Lasceremo passare l&#8217;estate per ridare senso alla politica civica aspettando gli aggiustamenti interni? Se non si apriranno al più presto informazioni, focus sui problemi, partecipazioni innovative PUBBLICHE, non chiamatemi cassandra&#8230;.</p>
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		<title>Di: Roberto Tedeschi</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-696</link>
		<dc:creator>Roberto Tedeschi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 12:38:55 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-696</guid>
		<description>Leggo, con grande attenzione e curiosità, ma soprattutto, per capire, le note, i documenti, le prese di posizione di tanti dirigenti del PD Bolognese e nazionale.
Devo dire che trovo corrette molte delle questioni poste, in particolare ammiro la coerenza del sen. Vitali Walter e assurdo l’atteggiamento di chi pensa che per rinnovare il PD basti tagliare anagraficamente le persone quando poi a volte il ragionare di trentenni nati e vissuti nelle segreterie sono più vecchi di tanti “nonni del partito”
Con mio grande rammarico, in questo dibattito però ritrovo le cose “non degne di unità di partito” che ho affermato alcuni mesi fa, partendo dall’esperienza di Cofferati a Bologna e dal metodo con il quale si andavano a definire i “gruppi dirigenti, anche amministrativi”.
Per le cose dette allora (prima ancora che si parlasse di designazione di candidati) e che oggi sono la cronaca viva del partito, ho trovato, false proposte, offerte a “perdere”,ostracismi, divieti ed il blocco totale sul mio nome e sulle cose che dicevo, trovandomi poi “fuori” dal Partito.
Ma il mio fatto personale ora, poco conta, quello che volevo dire su questo dibattito è che forse nel Partito vi è stato un momento di forte referenzialità dove chi “non era nel coro” era da eliminare comunque. Ciò a mio avviso ha fatto perdere grandi momenti di confronto interno, allontanato dalla propria base e creato “mostri politici” che rispondevano a questo o quel “capo corrente” (è per capire e non offensivo) divenendo veri e propri “Yes men” e con l’unico obiettivo di dividersi la torta senza, accettare anche le critiche, come componenti necessarie 
Certo, questa mia sintesi di valutazione parrà ai più violenta e provocatoria. Ma spero possa portare anche ad una riflessione ed a capire che sempre meno si può e si devono usare azioni di forza o di scontri tra correnti o fare degli “appoggi consolidati” o dei “padrini politici” l’animo di un partito, che ha sempre vissuto invece su un forte dibattito, mai preclusivo e mai vi sono state “epurazioni” da parte dei vincitori ed eliminazione dei perdenti. Questo agire degli ultimi anni se non corretto temo non porterà nulla di nuovo, nonostante le buone intenzioni basate sugli argomenti di sempre e, forse, sulle solite “potenti ombre” che in silenzio manovrano molte delle “sbagliate” assunte in questi ultimi mesi.
Roberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo, con grande attenzione e curiosità, ma soprattutto, per capire, le note, i documenti, le prese di posizione di tanti dirigenti del PD Bolognese e nazionale.<br />
Devo dire che trovo corrette molte delle questioni poste, in particolare ammiro la coerenza del sen. Vitali Walter e assurdo l’atteggiamento di chi pensa che per rinnovare il PD basti tagliare anagraficamente le persone quando poi a volte il ragionare di trentenni nati e vissuti nelle segreterie sono più vecchi di tanti “nonni del partito”<br />
Con mio grande rammarico, in questo dibattito però ritrovo le cose “non degne di unità di partito” che ho affermato alcuni mesi fa, partendo dall’esperienza di Cofferati a Bologna e dal metodo con il quale si andavano a definire i “gruppi dirigenti, anche amministrativi”.<br />
Per le cose dette allora (prima ancora che si parlasse di designazione di candidati) e che oggi sono la cronaca viva del partito, ho trovato, false proposte, offerte a “perdere”,ostracismi, divieti ed il blocco totale sul mio nome e sulle cose che dicevo, trovandomi poi “fuori” dal Partito.<br />
Ma il mio fatto personale ora, poco conta, quello che volevo dire su questo dibattito è che forse nel Partito vi è stato un momento di forte referenzialità dove chi “non era nel coro” era da eliminare comunque. Ciò a mio avviso ha fatto perdere grandi momenti di confronto interno, allontanato dalla propria base e creato “mostri politici” che rispondevano a questo o quel “capo corrente” (è per capire e non offensivo) divenendo veri e propri “Yes men” e con l’unico obiettivo di dividersi la torta senza, accettare anche le critiche, come componenti necessarie<br />
Certo, questa mia sintesi di valutazione parrà ai più violenta e provocatoria. Ma spero possa portare anche ad una riflessione ed a capire che sempre meno si può e si devono usare azioni di forza o di scontri tra correnti o fare degli “appoggi consolidati” o dei “padrini politici” l’animo di un partito, che ha sempre vissuto invece su un forte dibattito, mai preclusivo e mai vi sono state “epurazioni” da parte dei vincitori ed eliminazione dei perdenti. Questo agire degli ultimi anni se non corretto temo non porterà nulla di nuovo, nonostante le buone intenzioni basate sugli argomenti di sempre e, forse, sulle solite “potenti ombre” che in silenzio manovrano molte delle “sbagliate” assunte in questi ultimi mesi.<br />
Roberto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Walter Vitali</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-695</link>
		<dc:creator>Walter Vitali</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 21:52:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-695</guid>
		<description>Bologna è ancora diversa, come dice Stefano Bacchelli. Sempre di meno, ma lo è. Vogliamo essere di nuovo una città a cui si guarda con interesse? Cominciamo dal PD, e dalla necessità di ricostruire la sua credibilità presso i cittadini dopo la vicenda Delbono. Se, come dice Fabio, i segnali che giungono sono di gruppi dirigenti chiusi in sè stessi, allora la ricetta di Stefano Muratori mi sembra interessante. Non affidare la credibilità di un partito a singole persone ma alla garanzia interna del rispetto delle regole fondamentali. E' una cosa su cui val la pena riflettere con la massima attenzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bologna è ancora diversa, come dice Stefano Bacchelli. Sempre di meno, ma lo è. Vogliamo essere di nuovo una città a cui si guarda con interesse? Cominciamo dal PD, e dalla necessità di ricostruire la sua credibilità presso i cittadini dopo la vicenda Delbono. Se, come dice Fabio, i segnali che giungono sono di gruppi dirigenti chiusi in sè stessi, allora la ricetta di Stefano Muratori mi sembra interessante. Non affidare la credibilità di un partito a singole persone ma alla garanzia interna del rispetto delle regole fondamentali. E&#8217; una cosa su cui val la pena riflettere con la massima attenzione.</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano Muratori</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-694</link>
		<dc:creator>Stefano Muratori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 19:20:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/177/si-ripartiamo-dallemilia-romagna/#comment-694</guid>
		<description>Nadia Urbinati su Repubblica di oggi parla di ideologia come “anello mancante” del linguaggio del PD. Linguaggio politico-ideologico che invece sarebbe l’arma vincente della Lega. L’ideologia della Lega si traduce in una promessa di diritti e di benessere solo locali, solo per gli italiani, e per questo vince. Il paradosso secondo la Urbinati sarebbe che il PD è nato come alternativa ai partiti identitari e contro l’ideologia.
Io penso che Nadia Urbinati sbagli. Il PD è un partito ideologico, ma non può esplicitare la sua ideologia, ed è per questo che perde. L’ideologia del PD è che il Partito stesso sarebbe la garanzia di qualità amministrativa, e quindi la priorità è il bene del Partito. Ma siccome nessuno può più nascondere che il PD è dominato dagli interessi del suo Apparato la gente continua a votare PD fin che può, poi cede, e smette di votare o vota qualche cos’altro.
Ho ripetuto in altre occasioni che la priorità è la garanzia del rispetto delle regole interne senza se e senza ma, con garanti veri. E' l’unica soluzione per togliere la percezione della ineluttabile affermazione della attuale ideologia. Serve avere la certezza che non stiamo lavorando per l’interesse personale di piccoli (o grandi) funzionari in carriera. Non sono le persone diverse a dare garanzie, ma è una struttura di garanzia diversa. Serve un miglioramento strutturale che dia più garanzia che il volere dell’apparato conti meno del volere degli iscritti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nadia Urbinati su Repubblica di oggi parla di ideologia come “anello mancante” del linguaggio del PD. Linguaggio politico-ideologico che invece sarebbe l’arma vincente della Lega. L’ideologia della Lega si traduce in una promessa di diritti e di benessere solo locali, solo per gli italiani, e per questo vince. Il paradosso secondo la Urbinati sarebbe che il PD è nato come alternativa ai partiti identitari e contro l’ideologia.<br />
Io penso che Nadia Urbinati sbagli. Il PD è un partito ideologico, ma non può esplicitare la sua ideologia, ed è per questo che perde. L’ideologia del PD è che il Partito stesso sarebbe la garanzia di qualità amministrativa, e quindi la priorità è il bene del Partito. Ma siccome nessuno può più nascondere che il PD è dominato dagli interessi del suo Apparato la gente continua a votare PD fin che può, poi cede, e smette di votare o vota qualche cos’altro.<br />
Ho ripetuto in altre occasioni che la priorità è la garanzia del rispetto delle regole interne senza se e senza ma, con garanti veri. E&#8217; l’unica soluzione per togliere la percezione della ineluttabile affermazione della attuale ideologia. Serve avere la certezza che non stiamo lavorando per l’interesse personale di piccoli (o grandi) funzionari in carriera. Non sono le persone diverse a dare garanzie, ma è una struttura di garanzia diversa. Serve un miglioramento strutturale che dia più garanzia che il volere dell’apparato conti meno del volere degli iscritti.</p>
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