“I have a dream“, il discorso di Martin Luther King alla marcia per i diritti civili di Washington del 1963, resta nella storia. “I miei quattro figli non devono essere giudicati per il colore della pelle ma per il loro talento e le loro qualità”, diceva allora Luther King. Quarantasei anni dopo un afroamericano di pelle scura è diventato Presidente degli USA.
Le barriere tra i bianchi e i neri di America dovrebbero essere molto più difficili da abbattere delle divisioni nel nostro campo in Italia. Per questo anch’io ho un sogno, che il PD si allarghi fino a fare del centrosinistra italiano un unico partito.
Nella bellissima manifestazione di sabato a Roma è iniziato “il cantiere dell’alternativa“. Tutti dicono che non sarà la riedizione dell’Unione del 2006, ma già si intravedono i problemi. Sulla legalità, la libertà di informazione e le leggi ad personam di Berlusconi siamo tutti d’accordo. Ma sappiamo già che quando si tratterà di metter mano ad una “narrazione convincente e condivisa” (Nichi Vendola) cominceranno i guai.
Se continueremo ad essere una somma eterogenea di partiti, si dirà il meno possibile su quello che ci divide, con il risultato di essere poco convincenti e poco credibili come forza di governo, anche verso gli elettori delusi da Berlusconi. Solo se saremo un unico partito le differenze si potranno superare votando tra tutti gli iscritti, nel pieno rispetto della pluralità delle posizioni interne.
Se saremo un unico partito eviteremo anche di regredire verso una legge elettorale di tipo proporzionale, magari per agganciare l’UDC di Casini, alla quale va dato atto di avere accentuato il suo carattere di opposizione a Berlusconi.
Ma so essere realista. E allora propongo che Nichi Vendola con Sinistra ecologia libertà, ed Emma Bonino con i Radicali italiani, entrino subito nel PD. Lo ha detto qualche tempo fa anche Goffredo Bettini. Sono i candidati-simbolo di questa campagna elettorale, acclamati dalla piazza di sabato, insieme a Pier Luigi Bersani, come i leader più credibili.
Che cosa ci divide di insuperabile da loro e dai loro movimenti? Nulla di paragonabile a ciò cui si riferiva Martin Luther King nel suo discorso. Ora l’esempio conta molto di più delle parole, e questo sarebbe il segnale giusto. Sono certo che l’elettorato reagirebbe molto positivamente, come fece con il PD alle elezioni del 2008.
Poi si potrebbe lavorare all’alleanza più larga. Ma il mio sogno resta quello, un’alleanza che diventa partito, il Partito Democratico compiutamente realizzato.


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Hai mangiato o bevuto troppo ieri sera? Temo che questo sogno non possa permetterselo neppure tuo figlio…forse i nostri nipoti?