Questione di forma

prescispieghi.jpegLa sostanza deve prevalere sulla forma“.L’ha detto per primo il Presidente del Senato Renato Schifani qualche giorno fa, dopo il “pasticcio” delle liste del PDL in Lazio e Lombardia. Ed è a questo “principo eversivo della legalità” (Eugenio Scalfari, La Repubblica di domenica) che Berlusconi si è ispirato per il suo orrido decreto salvaliste. La legalità coincide con il volere del capo del Governo, il quale per far prevalere la “sostanza” (ammettere le liste del PDL e rendere le elezioni competitive) può modificare a proprio piacimento la “forma”.
E’ un altro passo verso uno Stato dove vige l’arbitrio del potere senza alcuna regola che possa farvi argine. In altre parole, tira una brutta aria di regime. Ma la reazione è stata e sarà ancora forte, vedi manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, con una sostanziale unità delle opposizioni, compreso Pierferdinando Casini.

E se questo atto di arroganza, dettato dal solito senso di onnipotenza, fosse un boomerang per Berlusconi? Renato Mannheimer, sul Corriere di domenica, dice che la fiducia nel Governo è scesa di 4 punti nell’ultimo mese, segnando il punto più basso dall’ottobre scorso (50% a dicembre dopo l’aggressione di Piazza del Duomo, 39% adesso.
Alle elezioni regionali si tratterà di decidere anche tra leggi uguali per tutti e l’idifferenza per il rispetto delle regole, che ha prodotto tra l’altro la cricca del sistema di corruzione della Protezione civile e i camorristi della vicenda Telecom-Fastweb.

Il decreto è palesemente anticostituzionale, poichè la Corte ammette leggi interpretative solo se il significato loro attribuito è ricompreso nella norma originaria. E qui si va ben oltre. Mi meraviglia che il Presidente Napolitano l’abbia firmato, anche se sono contrario all’aggressione nei suoi confronti, quando la responsabilità primaria è del Governo. La Giunta della Regione Lazio lo ha già impugnato nei confronti della Corte, nella convinzione che la legge elettorale sia di competenza della regione.
Il ricorso ha ottime probabilità di vittoria. In tal caso, tra un anno si dovrà votare di nuovo in Lazio, mentre in Lombadia il TAR ha dato ragione a Formigoni senza bisogno del decreto. E sarà un bene che si ripetano le elezioni, poichè in questo modo la legalità sarà ripristinata.

Questo articolo è stato pubblicato Lunedì, 8 Marzo 2010 alle 19:46 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
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18 Commenti a “Questione di forma”

Walter Vitali scrive:
8 Marzo 2010 alle 22:28

Il TAR del Lazio si è pronunciato contro l’ammissione della lista del PDL. La motivazione è duplice: la legge regionale non può essere superata dal decreto-legge statale; non è possibile ammettere liste presentate fuori termine, poichè non sono verificabili in quanto sono rimaste incustodite per alcune ore.
E’ la dimostrazione che il decreto, oltre ad essere incostituzionale, è inutile. Ora il pasticcio è ancor più grosso. Dalla matassa aggrovigliatissima dei ricorsi e controricorsi può saltar fuori anche un rinvio delle elezioni nel Lazio, oltre che un loro annullamento con conseguente ripetizione l’anno prossimo.

roberto mignani scrive:
9 Marzo 2010 alle 09:51

Caro walter,quì si gioca la nostra credibilità;condivido il tuo scritto,mà sono convinto che faremo fatica a distinguerci dai “dipietristi” che fanno della legalità strumento politico partitico,dimenticando che in questo paese la libertà inizia dall’avere il lavoro.Non possiamo essere risucchiati da una politica del “contro-scontro”.Ciao Roberto Mignani

claudio giuliani scrive:
9 Marzo 2010 alle 12:08

caro Walter,
condivido quasi in pieno il tuo articolo.
Sono FORTEMENTE preoccupato per tutto quello che sta avvenendo nel nostro paese,
Credo pero’ che il Presidente Napolitano abbia avuto troppa “fretta” nel firmare il decreto
che forse voleva esaminato con MOLTA PIU’ CALMA, non bastano due ore per queste cose visto
che non poteva ufficialmente conoscerne i contenuti reali prima della presentazione.
Pur con tutte le considerazioni personali sull’operato del Presidente, ritengo che a questo punto di
“emergenza” sia bene non pensare nemmeno lontanamente alle ipotetiche conseguenze ad una rielezione a breve termine… sarebbe un
disastro bestiale (e non dico oltre per decenza “democratica” )!

Rimanendo invece in area PD, da simpatizzante mi auguro che le frasi pronuncate a SKY da Bersani ieri
possano tracciarne veramente la strada, in particolare dopo le regionali: opposizione DURISSIMA. Credo che con l’attuale
governo non si possa discutere per fare riforme, leggi condivise, accordi sindacali perchè sono, per il sottoscritto, INATTENDIBILI.

Ultima, da Bolognese e poi “libero lo spazio”..:
a Bologna sappiamo bene cosa è accaduto… poi Maroni ha dichiarato: si pò votare per il comune i Bologna in occasioni delle regionali
se vi è accordo politico!…. poi 2 day dopo, sempre Maroni: NON si può votare a Bologna perchè mancano i tempi!..

insomma: se si tratta di fare approdare delle liste FUORI TEMPO MASSIMO per questo governo vale ogni cosa, SE SI TRATTA DI DARE UN SINDACO AD UNA CITTA’
SIAMO FUORI TEMPO MASSIMO… roba da stato delle Banane (sempre un mio punto di vista ovviamente…) DATE RISALTO A QUESTO FATTO PER FAVORE!

by
claudio giuliani - Bologna

Renato Baioni scrive:
9 Marzo 2010 alle 12:47

Caro Walter,

ti leggo sempre con attenzione, ma oggi sento il bisogno di scriverti perchè il momento che stiamo vivendo è grave e colmo di insidie per la Ns democrazia. Concordo con la tua analisi e sono pienamente in sintonia con l’ex capo dello stato C.A. Ciampi (”Repubblica” di oggi) che mette in fila bene i passaggi di questo doppio pasticcio causato dal governo e dal suo presidente.
1) Napolitano non poteva non firmare
2) Il diritto al voto di tutti i cittadini è sacrosanto
3) Le regole vanno sempre e comunque rispettate
e allora occorreva
a) un atto di umiltà che non c’è stato da parte della maggioranza e del presidente del consiglio ( figuriamoci) con la missione palese degli errori fatti e con le scuse ad elettori ed eletti
b) Cosa avremmo potuto fare noi in quel caso? Ci saremmo messi a disposizione ed assieme avremmo trovato i percorsi nell’alveo costituzionale idonei a risolvere il problema senza creare pericolosi precedenti.
Adesso la situazione è , se si può, dopo la pronuncia del TAR del Lazio ancora più critica.
Il PD ha una grande opportunità per aumentare la sua credibilità e i suoi consensi ma corre un grande pericolo se non gestisce con coerenza e chiarezza la sua posizione.
Mi permetto di formularti alcuni suggerimenti:
1) dura opposizione a chi stravolge le regole usando tutti i mezzi consentiti in parlamento e nel paese
2) netto distacco da chi chiama inopportunamente in causa in causa il Presidente della Repubblica senza ostracismi nei suoi confronti che inevitabilmente si ritorcerebbero contro di noi ma con una forza azione di convincimento per portarlo sulle Ns posizioni (noto con piacere che si sta gia facendo)
3) Il PD è un partito che si propone di guidare il paese e quindi anche in momenti di confusione e di pericolo per le istituzioni come questi deve mantenere la barra dritta
4) Ed infine evitiamo per una volta distinguo tra di noi, evitiamo i “si ma” e presentiamoci uniti e compatti ai cittadini.

Ciao

Renato Baioni

donatella zerbini scrive:
9 Marzo 2010 alle 13:40

Caro Walter sono molto preoccupata da quello che sta facendo il nostro partito !! prima Bersani sembra minimizzare quello che sta succedendo e poi adesso ci troviamo col cerino in mano !!! Non condividerò mai le sparate di Di Pietro contro Napoletano ma credo che adesso debba dire qualcosa anche lui e se possibile fermare questa deriva antidemocratica !

Roberto Tedeschi scrive:
9 Marzo 2010 alle 15:30

Gent.mo Walter,
leggo sempre con attenzione ciò che scrivi e ne trovo valore e corenza. Su questo ultimo tema una riflessione.Onestamente non solo mia ma sentita in sede di altri partiti. Come possiamo pensare a concorsi corretti (dove persone in cerca di lavoro vengono escluse perchè manca un timbro o un quiz non risposto con chiarezza fa perdere concorso e lavoro)quando anche a piccoli errori burocratici (se è così) si risponde cambiando o interpetando la legge in modo utile ai fini che si vogliono ottenere? Come possiamo creare una società dove le regole non siano a favore di che le scrive?
E, se posso osare, una certa critica forse va fatta anche in casa PD: Era necessario stravolgere (interpretare) la regola del terzo mandato per Errani per ottenere il risultato di candidare chi e come voleva il PD. Si poteva forse, in questo caso dimostrare che il PD non era uguale agli altri e dove detiene il potere non ne fa un uso “forzato”?
Ecco il dubbio che il mio esamindo espulso non riesce a chiarisi.

Rossi Alberto scrive:
9 Marzo 2010 alle 15:36

Leggo il mio amico Tedeschi e la Sua nota sen. Vitali.
Mi viene spontaneo aggiungere che forse il PD non può lanciare pietre senza dimenticare che pur di far decadere Sindaci non graditi (vedi il caso di Giancarlo Borsari a Zola Predosa) è ricorso al COMMISSARIAMENTO del Comune gridando ora scandalo per quanto avviene (giustamente) a Bologna.
I comportamenti coerenti ed al di sopra delle parti e dei sospetti devono essere il motore di un partito, non ammenniccoli che si modificano, si usano, si demonizazzano secondo i propri interessi. Non le pare Senatore che in quanto a coerenza anche il PD stia imparando bene dalla destra italiana.

Walter Vitali scrive:
9 Marzo 2010 alle 16:15

Intanto rispondo ad Alberto Rossi, e mi riservo poi di rispondere agli altri interventi. La vicenda di Zola Predosa è stata caratterizzata da un forte scontro tra il sindaco Borsari e il PD a cui era iscritto. Il commissariamento del comune è nato in questo contesto ed è durato molto poco, nell’ultima fase del mandato prima delle elezioni. Non voglio entrare nel merito della vicenda, che conosco poco, ma non mi pare sia paragomabile a quello che è successo a Bologna dopo le dimissioni volontarie del Sindaco.

stefano bacchelli scrive:
9 Marzo 2010 alle 16:49

Da tutto questo pasticcio e leggendo i vari interventi on-line, traggo la riflessione che vi è un gran parte del popolo italiano che è molto più avanti dei propri rappresentanti. Vi è una consapevolezza della situazione che stiamo vivendo notevole e il PD deve trarne le conseguenze: parlare a quella parte d’Italia che ha capito in che mani siamo ed evitare comportamenti “politici”. DiPietro sta avendo successo perchè si comprende che contro Berlusconi ci mette l’anima. A Bologna, ad esempio, invece, abbiamo dei dirigenti che sono dirigenti con segretario Fassino, poi con segretario Veltroni, poi con Franceschini, poi con segretario Bersani. Questo rende poco credibili le tante parole che vengono pronunciate nelle assemblee. Deve esistere uno spoil system interno: vince una corrente, un segretario: si cambiano molti dirigenti. Solo in questo modo vi può essere un inserimento dei giovani che sappiano parlare agli altri giovani.

Riccardo Lenzi scrive:
9 Marzo 2010 alle 17:09

Sulle indifendibili candidature di Errani e Formigoni (a prescindere dai decreti “interpretativi”) è già stato detto e scritto tutto.
Detto questo, mi pare che Giancarlo Borsari, dopo aver deciso di candidarsi con l’UDC alle regionali, non possa più dare lezioni di coerenza a nessuno. A meno che… non si dia per scontata una futura alleanza PD-UDC anche in Emilia-Romagna (con la conseguente e definitiva trasformazione del PD in un partito di centro).

Continuo a non capire dove stia la coerenza tra le dimissioni di Delbono e, per esempio, la candidatura di De Luca in Campania. Infine, ricordo a tutti che De Luca ha dichiarato che “Berlsuconi è meglio del PCI”:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/politica/2010/15-febbraio-2010/de-luca-berlusconi-meglio-pci-1602464982033.shtml

Walter Vitali scrive:
9 Marzo 2010 alle 17:48

Sono d’accordo con Stefano Bacchelli sulla necessità del ricambio dei dirigenti. A Riccardo Lenzi rispondo così: 1) Errani e Formigoni sono ricandidabili, poichè la legge del 2004 non può essere retroattiva e quindi si applica dal prossimo mandato; 2) sono d’accordo sul fatto che Giancarlo Bosrsari non possa dar lezioni di coerenza; 3) l’alleanza PD-UDC in Emilia-Romagna non c’è, e in ogni caso il PD non è e non sarà un partito di centro; 4) al di là di quella frase che non condiviso per nulla, non vedo cosa ci sia di male nella candidatura di De Luca, un sindaco che nella sua città ha fatto sicuramente bene.

roberto dall'olio scrive:
9 Marzo 2010 alle 22:55

Caro Walter,
la tua analisi la condivido e va a situarsi in uno dei momenti peggiori della storia della Repubblica dall’entrata in Europa ad oggi. In questa vicenda più che mai credo che la tesi di Weber sia evidente : il politico vive del conflitto tra i propri principi e le proprie responsabilità. I principi dicono che le regole sono regole sempre. le respnsabilità dicono che la democrazia se non può votare la metà dei cittadini o forse di più , viene a mancare. personalmente credo si sia creato un precedente pericoloso ma avrei preferito schierarmi da subito a favore della necessità del voto da parte del PDL per le ragioni che ho elencate e per la nota psicopolitica che il Presidente del Consiglio adesso fa la vittima e rispolvera la retorica dei comunisti con il Giornale oltre tutti che butta benzina sul fuoco. E’ difficile muoveersi in questo pantano.
Veramente difficile in parlamento soprattutto enella società civile enon
un caro saluto e dura opposizione
Roberto Dall’Olio

Giancarlo Borsari scrive:
10 Marzo 2010 alle 20:29

Gentile Walter, sono Giancarlo Borsari e poichè citato, intervengo al dibattito. Perchè non sono coerente? Credo sia ora di far politica con le idee e con fatti concreti piuttosto che per partito preso…Basta con il parlar male degli altri: a Zola il PD ne ha dette di ogni ed oggi a Zola inaugurano nuovi edifici e ricevono un premio come comune virtuoso per il bilancio 2008…Del Bono ha la mia solidarietà, ma io caro Walter sono stato commissariato da sindaco onesto! Penso che serva concretezza e politici che ascoltino la gente…per il bene di tutti a cominciare da quei tanti che non arrivano a fine mese con questa crisi… Gian Luca Galletti mi ha chiesto di entrare in lista con l’UDC come indipendente e lo faccio volentieri con le mie idee e le esperienze politiche che ho vissuto. Lo faceva anche il PCI un tempo! Mi pare evidente che nessuno si metta in discussione, e cio è grave in un Mondo che cambia in fretta. Non doveva essere così il PD…chi è allora che manca di coerenza? E c’è una classe dirigente che butta a mare tutti coloro che escono dalle righe e la pensano in modo diverso….è capitato anche a te ricordi? Così come a quel Walter che rappresentava davvero qualcosa di nuovo per la politica ma che non poteva essere segretario per questo PD….auguri di buon lavoro.

giancarla codrignani scrive:
11 Marzo 2010 alle 00:18

caro Walter e cari amici, mi sembra chiaro che viviamo in una situazione di pericolo per le libertà civili. Per questo va recuperato il massimo di solidarietà democratica senza pianti inutili su latte già versato o pretese di farci lezione reciprocamente; soprattutto nella previsione che la Consulta possa annullare le elezioni. Il punto di riferimento deve essere la Costituzione, ancora non manomessa, ma già intaccata almeno nella sua forma materiale. Dopo anni di leggi ad personam, di attacchi quotidiani alla magistratura e di spregio del Parlamento - pur democraticamente eletto da gran parte di un popolo dimentico di essere sovrano - ci resta la difesa istituzionale della Presidenza della Repubblica e della Corte costituzionale. Sempre positive le critiche, ma attenzione a non aiutare Berlusconi che, forse, incomincia ad essere in difficoltà, ma che per questo può diventare più pericoloso.

Walter Vitali scrive:
11 Marzo 2010 alle 11:45

Roberto Mignani, Claudio Giuliani, Donatella Zerbini e Giancarla Codrignani chiedono di prendere le distanze da Di Pietro quando attacca Napolitano. Sono d’accordo, e infatti la manifestazione di sabato si fa su una piattaforma condivisa che non chiama in causa il Presidente della Repubblica.
Roberto Dall’Olio dice che sarebbe stato meglio pronunciarsi subito per il diritto del PDL di presentare le proprie liste al fine di evitare che Berlusconi facesse (come sta facendo) la vittima. Abbiamo cercato di dirlo, ma siamo stati travolti dalla loro arroganza e dalla necessità di rispondere con fermezza, come ha scritto Claudio Giuliani.
Mi fa piacere che sia intervenuto Giancarlo Borsari, chiamato in causa da Roberto Tedeschi, Alberto Rossi e Riccardo Lenzi. Ho condiviso il giudizio di incoerenza dato da Riccardo Lenzi solo perchè avevo capito che la scelta di Borsari era quella di una lista civica al di fuori dei partiti. L’aver accettato una candidatura alle elezioni regionali con l’UDC, decisione in sè legittima, mi sembra vada in un’altra direzione.
In ogni caso io non sono per demonizzare nessuno, e tantomeno Giancarlo Borsari. E sono perchè il PD guardi anche ai propri errori, senza fare solo la lezione agli altri.

Stefano Muratori scrive:
13 Marzo 2010 alle 17:31

Quando si tratta di regole il rispetto della forma è fondamentale
La destra utilizza la propria posizione dominante per avvallare decisioni politiche anche a costo di infrangere le regole formali. Nel caso della presentazione delle liste in Lazio il PD si oppone per una questione di forma, anche se nella sostanza nessuno vorrebbe ovviamente escludere le liste del PDL.
Il PD che si ribella a questo metodo non è del tutto credibile, e me ne dispiace. Hanno ragione coloro che segnalano questo aspetto. Prima di tutto occorre saper razzolare bene nel proprio cortile.
Ricordo che a Marzabotto il PD ha estromesso l’attuale Sindaco con una procedura irregolare, e che le regole interne sono state calpestate senza che nessuno chiedesse scusa. In quella occasione, per volere di una maggioranza politica anche la Commissione Regionale di Garanzia del partito è divenuta strumento di una prassi di predominio delle decisioni politiche di maggioranza tale per cui le regole formali siano diventate “flessibili”, e non è stato l’unico caso in provincia di Bologna. Mi si dirà che sono eventi di diverso ordine rispetto al problema delle liste, ma non condivido. Se l’apparato del PD non saprà diventare credibile dimostrando di rispettare alla lettera le regole scritte a partire dal proprio statuto, risulterà difficile che possa essere credibile quando critica altri su questo piano.

Walter Vitali scrive:
14 Marzo 2010 alle 13:06

Condivido. Per predicare bene bisogna anche saper razzolare bene. E per quanto riguarda Marzabotto, come del resto gli altri comuni in cui è successo qualcosa di simile, spero che il PD e il sindaco attuale ricuciano il proprio rapporto.

maurizio scrive:
11 Giugno 2010 alle 20:19

Che il 10 giugno non portasse fortuna al nostro Paese era già dimostrato, questa data era già stata occupata da un dittatore tanti anni fa.
Applaudito dal 60% degli italiani aveva avuto la brillante idea di fare un po’ di guerre per se, facendole passare come un bisogno di crescita della popolazione.

Fino a poche ore fa vivevo abbastanza tranquillo, conscio o illuso del fatto che la storia ci avrebbe insegnato qualcosa; si vabbè non sta andando benissimo ma mai e poi mai certi limiti verranno superati.
D’altronde, il 60% degli italiani dell’ultima volta insieme al rimanente 40% avevano ben pensato, al fine di evitare il ripetesi di episodi simili, di dotarsi di una COSTITUZIONE.
Diceva una frase di una canzone di Sting “… history will teach us nothing…”, fa venire i brividi ma aveva ragione, ci siamo dimenticati tutto ed è ritornato questo malaugurante 60%.
Che me ne voglia fare una ragione o meno, purtroppo oggi si è chiuso un ciclo, si è chiusa una sfida che gli italiani hanno perso senza nemmeno rendersene conto, enon il 60% ma il 100%… come l’altra volta.

15 anni fa, un poco più che aspirante muratore (l’impresa era del babbo) ha capito che lavorare in un cantiere sarebbe stato faticoso e di sicuro un destino inaccettabile.
Se a me la vita ha spiegato sin da subito che c’erano delle regole di convivenza da rispettare, lui il problema se lo è posto solo quando la giustizia è andata a chiedergli conto di una certa quantità di “affari poco chiari”. E’ stato allora che la fine ha avuto inizio, quando nella sua mente ambiziosa ha iniziato a prendere forma un’idea, quella di essere al di sopra di tutto, ingiudicabile perchè nulla era più importante del suo stesso giudizio.
Come il più grande degli hacker non svela il suo piano, se non a pochissimi che sono disposti a credergli ed appoggiarlo nella guerra ai mulini a vento, perchè come tale doveva apparire l’idea di cambiare la COSTITUZIONE, estremamente sbagliata e squilibrata a suo sfavore. (..ovvio era stata fatta apposta per tutelarsi da persone come lui).
Come il più grande degli hacker studia debolezze e strumenti necessari. Capisce sin da subito che senza comunicazione, ovvero senza la possibilità di parlare alla gente, a tanta gente, il piano non avrebbe potuto realizzarsi.
Quì ha la prima conferma che fare il muratore non era la scelta giusta. Un muratore avrebbe risolto il problema costruendo un alto palazzo e un bel balcone da cui esporsi, ma 50 anni dopo si rischia solo di prendersi i pomodori, troppo riconoscibili.
Ormai l’edilizia col 20% alla politica aveva fatto il suo tempo e prodotto il “fieno in cascina” , non rimaneva che scambiare carriole, gru, e camion con televisioni e radio, meglio dei balconi e protette dai pomodori e sicuramente meno costose di un palazzo, almeno a quel tempo. Oggi valgono molto di più perchè hanno dimostrato la potenza che hanno aldilà della monnezza che producono, tanto hanno comunque finanziamenti che glielo permettono.
Il martello nasce involontariamente con una duplice funzionalità: piantare un chiodo o piantarlo in testa a qualcuno; quello che ci dovrebbe far scegliere è la nostra scala di valori capace di discernere tra un chiodo e una testa.
Purtroppo quando uno ha in mano un martello, anche se riteniamo naturale un uso corretto dobbiamo sempre farci venire un piccolo dubbio perchè poi succede che una cosa che può essere usata per divulgare cultura viene invece utilizzata per demolirla.
Avere un’avversario alla propria bassezza è sempre ciò che si augura il malfattore, se troppo acculturato o intelligente potrebbe capire il trucco e si ritorna alla storia dei pomodori.

Quando la cultura e i valori sono demoliti, ovvero si vive in un paese che non sa più cosa fare trovandosi preda di rapinatori mascherati da governanti ecco che viene il momento di entrare nella cabina telefonica e mettere la maschera di superman sopra quella dei bassotti.
Qualcuno che lo conosceva ha tentato flebili urli inascoltati, gli altri incominciavano veramente a credere che fosse “uno di noi”, d’altronde se ce lo fossimo dimenticati ci potevano aiutare quei cartelloni 10metrix6 col presidente operai, cantante, nano e ballerino.
Via dai… ci è riuscito… se non altro era simpatico, buffo in quei voli pindarici che faceva.
Nessuno capiva perchè affittava campi di calcio dove giocava solo lui e vinceva .. oggi forse è un po’ più chiaro.
Bene, la faccia era fatta, lievi ritocchi comunicativi erano sempre possibili nel corso del tempo.

Torniamo a ragionare da hacker, ho il target, ho gli strumenti, so di cosa voglio impadronirmi, cosa mi manca se non capire dove è custodito e come e chi può accedervi.
Facile, sono dati pubblici, tutto ciò che mi serve sta nella COSTITUZIONE e possono accedervi uomini politici che godono di un ampio, ampissimo consenso, non va in mano al primo che passa.
Man mano che vi elenco il piano provate a fare anche un approssimativo conto dei costi, vi renderete conto di quanto era l’iniziale “fieno in cascina”.
Ora gli elementi per incominciare l’attacco ci sono tutti, sarà lunga, ci saranno vittorie e sconfitte ma le seconde serviranno solo a capire che non si è stati abbastanza spregiudicati nell’attacco. Un’azzardo in un attacco! Ci si gioca il tutto per tutto fino all’essere scoperti e puniti, ma d’altronde quel rischio c’era ugualmente…
Per il consenso non c’era problema: il “pirla” coi soldi, al bar, a Milano, ha sempre fatto comitiva…
Di gente scartata dal giudizio degli italiani da riciclare, sulla piazza, ce n’era a volontà e anche di soldi.
Anche il malcontento di una situazione di impasse stava creando le “rivolte dei borghi”. Capi-contadini che non sapevano bene dove andare ma gli piaceva urlare, vestirsi di verde come i troll dei boschi, fare tante sagre, mangiare la porchetta, odiare chi non lo faceva e non capire nulla.

Un armata brancaleone insomma.
Ed ecco il secondo gravissimo errore, non capire che poteva essere pericoloso stare a guardare questo carrozzone folkloristico che voleva governare. Quali logiche possono mai riunire un così disomogeneo, reietto agglomerato di carichi pendenti?
Anche quì è facile, soldi e potere promesso, all’unico patto di fare e dire quello che si vuole ma alla fine fare sempre di sì con il capino.
Facilita sempre l’impresa un po’ di confusione, generare log a caso costringe chi si difende a dover esaminare pagine e pagine di roba inutile… virtuale, ma nella reatà come lo traduco?
Adesso mi stanco di dire semplice, perchè tra me e me sto cominciando a pensare: “e se lo facessi io? … vuoi vedere che riesco meglio?”.
Comunque, dicevo, … semplice, allora… da sempre l’Italia è il paese delle emergenze, cosa succede se le amplifico un po’ usando il rosso e occupando il 90% dei notiziari? Quello che è successo. Stiamo a preoccuparci di perseguitare un criminale quando l’Italia viene sommersa dalla monnezza, invasa dai negri, minacciata dagli arabi, sconfitta economicamente dai cinesi che avevano l’abilità di occupare interi rioni senza che i sindaci se ne accorgessero… un popolo di David Copperfield gialli!
Riuscito! Sono passati solo dieci anni e guarda dove è arrivato questo hackerino.
Dice cose che a fermarsi a pensare due minuti ci si rende conto dell’idiozia, esempio? … sì ma solo uno per tutti, il più fresco… “Il 60% degli Italiani ha finito di avere paura di essere intercettato”.

Analisi del periodo secondo la cultura politica attuale:
1) si intende chiaramente che il 60% degli Italiani la pensa come lui
2) insinua comunque che la reatà è questa, e nel 50%+1 anche i somari hanno capito che la probabilità di essere dentro non è così remota, ma lui le spara sempre un po’ più grosse,… 60.
3) Non lo ha mai detto! Questo è importante, ricordatelo, AFFERMARE UNA COSA SENZA MAI FARLO è la prima regola di un buon sedicente politico
4) La paura. Chi di noi non prova paura, timore di una cosa che non sa prevedere e non saprebbe come controllare.

Se veramente il 60% degli italiani venisse intercettato, visto che si sta parlando di circa 35 milioni di persone, avremmo tutti un ottimo lavoro ben pagato nell’ambito della security.
Poi è vero che è sempre un’errore fare della propria realtà una cosa globale, però non conosco persona che abbia mai avuto questo problema o abbia seriamente avuto paura di esserne affetto. Voi?
E’ meschino giocare sempre sull’equazione: io sono uguale a voi quindi se lo fanno a me lo fanno anche a voi.
Ma anche le complicità degli avversari hanno il loro ruolo. Se l’amministratore del server che attacchiamo ha dei vantaggi nella perdita della partita, forse, anzi certamente si girerà dall’altra parte; e anche questo si è verificato.
Solo che i complici non hanno capito che dividendosi il malloppo alla fine avrebbero perso qualunque diritto a protestare, sarebbero a loro volta diventati complici, e così ce ne troviamo 600; …che hanno saputo benissimo salvaguardare la loro milionaria pensione venendo a cercare i soldi nel mio portafoglio.

Insomma, questa è la storia di un hacker, che nessuno credeva capace e forse un po’ nemmeno lui, ma che ha saputo dimostrare che a volte è la strada più assurda quella giusta per arrivare alla meta, e che come sempre… è solo questione di tempo e di dedizione, poi si riesce ad UCCIDERE ANCHE LA COSTITUZIONE.

P.S. Visto che anche questo articolo, secondo le ultime leggi, rischia di essere “sovversivo”, mi affretto a specificare che:
- non ho citato nomi e i riferimenti sono voluti ma anonimi,
- se qualcuno dovesse riconoscersi nei personaggi citati è pregato di costituirsi al più presto.
- non voglio in nessun modo incitare a rivolte, sparatorie, lanci di monumenti, monetine… (qualche sputazzo sì), voglio solamente esprimere le mie opinioni liberamente nella speranza illuminino qualcuno, anche se non ne hanno la pretesa.

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