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	<title>Commenti a: Giustizia e dintorni</title>
	<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/</link>
	<description>Solo un altro weblog targato WordPress</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:27:49 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: maddalena piccolo</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-587</link>
		<dc:creator>maddalena piccolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 14:34:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-587</guid>
		<description>Noto che la maggior parte dei commenti, all'infuori di quello di Norberto Lenzi, non ha nulla a che fare con il tema proposto (si privilegiano le discussioni sulle beghe interne al partito).
Credo si dovrebbe invece porre molta attenzione, al di là delle carenze di mezzi e di personale, sui guasti che si sono verificati in anni di accanimento legislativo accumulando, senza una visione complessiva del problema, procedure a volte demenziali che hanno portato ad una durata ancora maggiore dei processi (si pensi ai sistemi di notifica e alle mille problematiche per cui una fase del processo deve venir annullata).
Questo modo di procedere ha portato all'attuale sfascio, e non ci si meravigli se c'è chi, per propri particolari interessi, ne approfitta, portando innanzi leggi come quella sul processo breve che farà felici, assieme all'imputato principe, molti altri. Tanto alle persone offese che chiedono giustizia si racconterà sempre che la colpa è dei magistrati che non vogliono lavorare (sia ben chiaro che nessuno vuol negare che ce ne siano).
Intanto si celebra trionfalmente in Senato Craxi, vittima della persecuzione giudiziaria!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noto che la maggior parte dei commenti, all&#8217;infuori di quello di Norberto Lenzi, non ha nulla a che fare con il tema proposto (si privilegiano le discussioni sulle beghe interne al partito).<br />
Credo si dovrebbe invece porre molta attenzione, al di là delle carenze di mezzi e di personale, sui guasti che si sono verificati in anni di accanimento legislativo accumulando, senza una visione complessiva del problema, procedure a volte demenziali che hanno portato ad una durata ancora maggiore dei processi (si pensi ai sistemi di notifica e alle mille problematiche per cui una fase del processo deve venir annullata).<br />
Questo modo di procedere ha portato all&#8217;attuale sfascio, e non ci si meravigli se c&#8217;è chi, per propri particolari interessi, ne approfitta, portando innanzi leggi come quella sul processo breve che farà felici, assieme all&#8217;imputato principe, molti altri. Tanto alle persone offese che chiedono giustizia si racconterà sempre che la colpa è dei magistrati che non vogliono lavorare (sia ben chiaro che nessuno vuol negare che ce ne siano).<br />
Intanto si celebra trionfalmente in Senato Craxi, vittima della persecuzione giudiziaria!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Muratori</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-586</link>
		<dc:creator>Stefano Muratori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 18:27:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-586</guid>
		<description>Regole e democrazia.
Recentemente mi sono letto lo statuto del PDL.  Il testo, ricopiato quasi integralmente da quello di  FI,  rappresenta una idea di potere politico assolutista e monarchico.  E’ anche per questo che sono convinto che la situazione politica ed istituzionale in Italia impone di riprendere la discussione sulla necessità di una regolamentazione per legge della vita interna dei partiti.  
La Costituzione all’art.49  attribuisce un notevole peso ai partiti, affidando loro il ruolo di contribuire alla determinazione della politica del paese. Però non sono state fatte leggi in materia, e nonostante in passato si fosse iniziato a discutere del problema della partitocrazia, non si riuscì a porvi alcun rimedio. Ora la situazione è degenerata ulteriormente ed al problema della partitocrazia si è aggiunto quello di un Partito-Azienda di proprietà del suo Presidente che controlla la quasi totalità dei mezzi di informazione ed attinge al finanziamento pubblico (definito impropriamente rimborsi elettorali) per quasi 1 miliardo di euro in questa legislatura. Un partito, quello del premier, che pur di garantirgli l’impunità è disposto a sfasciare lo stato.
Il rispetto delle regole dovrebbe essere ora più che mai un sentire comune fondamentale, e per un partito come il PD, che per scegliere la propria politica si vuole affidare alla razionalità ed al confronto interno, questo sentimento si dovrebbe manifestare in ogni occasione di scelte politiche visibili a tutti.
E’ pensando al tema della democrazia nei partiti che credo si debbano osservare gli eventi correnti.
La mozione Bersani aveva espresso con chiarezza la sua linea durante le primarie, ed avendo vinto  ha pieno titolo per volerla realizzare. Ricordo alcuni punti che venivano ripetuti in tutte le sedi : 1) il PD non è più un partito a vocazione maggioritaria, ma punta a costruire alleanze politiche con le altre forze dell’opposizione; 2) se l’obiettivo è quello di vincere le elezioni le primarie a volte sono utili ed a volte non lo sono; 3) gli iscritti debbono avere più peso rispetto agli elettori.
Io ho votato per Franceschini, ma ora che ha vinto Bersani credo che la sua linea debba essere rispettata ed aiutata. Credo che Bersani stia ottenendo dei risultati, spingendo l’UDC a fare scelte più nette di rottura con la destra più indigesta. 
Rimane sempre il problema che la discussione sembra essere centrata sul personalismo dei contendenti, e non sulle politiche che le rispettive regioni dovrebbero adottare sui temi di interesse per i cittadini, e questo lo vediamo in Puglia, in Calabria, in Lazio, ed in altre regioni.
Ma non credo che il problema sia: primarie si o primarie no. Credo invece che si tratti della ambizione dei potenziali candidati che assomiglia più all’arrivismo dei dirigenti aziendali che ad una civile competizione di idee.
Vorrei fare una sola obiezione: 
Siccome era già esplicito da prima del congresso che la mozione Bersani non concordava con certe regole dello statuto, perché non è stato ancora modificato lo statuto del PD in modo da poter procedere in accordo con la nuova linea ma senza derogare dal regolamento ?  Il rispetto delle regole è un modo di essere.  L’immagine del PD che sta uscendo ora, anche se le deroghe sono limitate,  è che non siano alcuni punti specifici ad essere considerati negativamente, ma la stessa esistenza dello statuto.
Stefano Muratori</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Regole e democrazia.<br />
Recentemente mi sono letto lo statuto del PDL.  Il testo, ricopiato quasi integralmente da quello di  FI,  rappresenta una idea di potere politico assolutista e monarchico.  E’ anche per questo che sono convinto che la situazione politica ed istituzionale in Italia impone di riprendere la discussione sulla necessità di una regolamentazione per legge della vita interna dei partiti.<br />
La Costituzione all’art.49  attribuisce un notevole peso ai partiti, affidando loro il ruolo di contribuire alla determinazione della politica del paese. Però non sono state fatte leggi in materia, e nonostante in passato si fosse iniziato a discutere del problema della partitocrazia, non si riuscì a porvi alcun rimedio. Ora la situazione è degenerata ulteriormente ed al problema della partitocrazia si è aggiunto quello di un Partito-Azienda di proprietà del suo Presidente che controlla la quasi totalità dei mezzi di informazione ed attinge al finanziamento pubblico (definito impropriamente rimborsi elettorali) per quasi 1 miliardo di euro in questa legislatura. Un partito, quello del premier, che pur di garantirgli l’impunità è disposto a sfasciare lo stato.<br />
Il rispetto delle regole dovrebbe essere ora più che mai un sentire comune fondamentale, e per un partito come il PD, che per scegliere la propria politica si vuole affidare alla razionalità ed al confronto interno, questo sentimento si dovrebbe manifestare in ogni occasione di scelte politiche visibili a tutti.<br />
E’ pensando al tema della democrazia nei partiti che credo si debbano osservare gli eventi correnti.<br />
La mozione Bersani aveva espresso con chiarezza la sua linea durante le primarie, ed avendo vinto  ha pieno titolo per volerla realizzare. Ricordo alcuni punti che venivano ripetuti in tutte le sedi : 1) il PD non è più un partito a vocazione maggioritaria, ma punta a costruire alleanze politiche con le altre forze dell’opposizione; 2) se l’obiettivo è quello di vincere le elezioni le primarie a volte sono utili ed a volte non lo sono; 3) gli iscritti debbono avere più peso rispetto agli elettori.<br />
Io ho votato per Franceschini, ma ora che ha vinto Bersani credo che la sua linea debba essere rispettata ed aiutata. Credo che Bersani stia ottenendo dei risultati, spingendo l’UDC a fare scelte più nette di rottura con la destra più indigesta.<br />
Rimane sempre il problema che la discussione sembra essere centrata sul personalismo dei contendenti, e non sulle politiche che le rispettive regioni dovrebbero adottare sui temi di interesse per i cittadini, e questo lo vediamo in Puglia, in Calabria, in Lazio, ed in altre regioni.<br />
Ma non credo che il problema sia: primarie si o primarie no. Credo invece che si tratti della ambizione dei potenziali candidati che assomiglia più all’arrivismo dei dirigenti aziendali che ad una civile competizione di idee.<br />
Vorrei fare una sola obiezione:<br />
Siccome era già esplicito da prima del congresso che la mozione Bersani non concordava con certe regole dello statuto, perché non è stato ancora modificato lo statuto del PD in modo da poter procedere in accordo con la nuova linea ma senza derogare dal regolamento ?  Il rispetto delle regole è un modo di essere.  L’immagine del PD che sta uscendo ora, anche se le deroghe sono limitate,  è che non siano alcuni punti specifici ad essere considerati negativamente, ma la stessa esistenza dello statuto.<br />
Stefano Muratori</p>
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	<item>
		<title>Di: Norberto Lenzi</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-585</link>
		<dc:creator>Norberto Lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 15:36:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-585</guid>
		<description>Un avvocato delle Camere Penali mi ha preannunciato in udienza uno sciopero di tre giorni contro il processo breve.
Gli ho chiesto se avessero in cantiere anche uno sciopero contro il processo greve.
Ho colto nel suo sguardo quella stessa espressione di indifeso stupore che avevo già visto in De Magistris quando, ricordandogli che tra i suoi principali indagati c’era un esponente dei DS che si chiamava Adamo e un esponente di Forza Italia che si chiamava Abramo, gli chiesi se eravamo legittimati a pensare che la trasversalità della corruzione risaliva a tempi biblici.
Eppure è prima di tutto contro la ridondanza, la superfluità, la farraginosità delle norme che appesantiscono il processo penale fino a condurlo a fasi di vera e propria paralisi che occorrerebbe protestare.
Prima che entrasse in vigore il codice del 1989 i 6 giudici penali della Pretura di Bologna depositavano 3000 sentenze all’anno. Gli stessi 6 giudici, affiancati da 3 Gip e da 11 P.M., l’anno successivo depositarono 1500 sentenze. E così l’anno dopo.
I principi di sana amministrazione avrebbero dovuto imporre ad ognuno qualche domanda e qualche ragionata risposta. Si è invece proceduto sulla stessa strada con nuove norme che da un lato appesantivano ulteriormente il processo e dall’altro accorciavano i tempi della prescrizione. Quasi tutte norme volte ad incrementare i sacrosanti diritti della difesa comprimendo, necessariamente, gli altri pilastri del processo e cioè la tutela delle parti lese e l’interesse dello Stato ad una efficace repressione del crimine.
Lo scandalo della prescrizione ha ormai trasformato il processo in una insana partita di rugby dove l’accusa, in un’orgia di gomitate e colpi bassi, cerca di placcare le fughe dei difensori verso la meta, senza che si riesca più ad occuparsi del merito se non nei ritagli di tempo concessi dalle eccezioni procedurali.
Parlo di scandalo perché la opinione pubblica è stata ormai incredibilmente condotta e fuorviata ad una mediatica indifferenza tra assoluzione e prescrizione. Quando dovrebbe essere chiaro che la prescrizione evita la galera ma non la vergogna, ove i fatti siano stati accertati.
Una soluzione che dovrebbe apparire preclusa agli uomini delle istituzioni per loro volontaria rinuncia a tale ambigua conclusione del processo o per esservi costretti da una opinione pubblica resa consapevole da una corretta informazione.
Pochi tratti di penna sul codice di procedura penale potrebbero dimezzare i tempi del processo. A costo zero.
Penso al divieto di aumentare la pena se l’imputato fa appello. Nessun tipo di giuoco ti consente una seconda chance gratis e senza rischio. A maggior ragione se non si tratta di un giuoco ma della efficienza delle istituzioni.
Lo stesso grado di appello andrebbe poi ripensato e ridimensionato dopo l’ipertrofico incremento delle garanzie difensive nella fase precedente il giudizio di primo grado (udienza di convalida, Tribunale del Riesame, udienza preliminare). Soprattutto se si pone mente al fatto che oggi, a differenza del passato, i giudici di primo e di secondo grado sono assolutamente intercambiabili per età, esperienza e preparazione giuridica.
Ma la inefficienza della giustizia, al di là dei proclami, fa comodo a molti. A molti che contano. Gli ultimi mostri legislativi in gestazione daranno il colpo di grazia.
Non mi stancherò mai di ripetere con l’amico Bruno Tinti che questo succede perché si vuole che sia così.
Mi auguro che altri si associno a questo coro “eversivo”.

Norberto Lenzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un avvocato delle Camere Penali mi ha preannunciato in udienza uno sciopero di tre giorni contro il processo breve.<br />
Gli ho chiesto se avessero in cantiere anche uno sciopero contro il processo greve.<br />
Ho colto nel suo sguardo quella stessa espressione di indifeso stupore che avevo già visto in De Magistris quando, ricordandogli che tra i suoi principali indagati c’era un esponente dei DS che si chiamava Adamo e un esponente di Forza Italia che si chiamava Abramo, gli chiesi se eravamo legittimati a pensare che la trasversalità della corruzione risaliva a tempi biblici.<br />
Eppure è prima di tutto contro la ridondanza, la superfluità, la farraginosità delle norme che appesantiscono il processo penale fino a condurlo a fasi di vera e propria paralisi che occorrerebbe protestare.<br />
Prima che entrasse in vigore il codice del 1989 i 6 giudici penali della Pretura di Bologna depositavano 3000 sentenze all’anno. Gli stessi 6 giudici, affiancati da 3 Gip e da 11 P.M., l’anno successivo depositarono 1500 sentenze. E così l’anno dopo.<br />
I principi di sana amministrazione avrebbero dovuto imporre ad ognuno qualche domanda e qualche ragionata risposta. Si è invece proceduto sulla stessa strada con nuove norme che da un lato appesantivano ulteriormente il processo e dall’altro accorciavano i tempi della prescrizione. Quasi tutte norme volte ad incrementare i sacrosanti diritti della difesa comprimendo, necessariamente, gli altri pilastri del processo e cioè la tutela delle parti lese e l’interesse dello Stato ad una efficace repressione del crimine.<br />
Lo scandalo della prescrizione ha ormai trasformato il processo in una insana partita di rugby dove l’accusa, in un’orgia di gomitate e colpi bassi, cerca di placcare le fughe dei difensori verso la meta, senza che si riesca più ad occuparsi del merito se non nei ritagli di tempo concessi dalle eccezioni procedurali.<br />
Parlo di scandalo perché la opinione pubblica è stata ormai incredibilmente condotta e fuorviata ad una mediatica indifferenza tra assoluzione e prescrizione. Quando dovrebbe essere chiaro che la prescrizione evita la galera ma non la vergogna, ove i fatti siano stati accertati.<br />
Una soluzione che dovrebbe apparire preclusa agli uomini delle istituzioni per loro volontaria rinuncia a tale ambigua conclusione del processo o per esservi costretti da una opinione pubblica resa consapevole da una corretta informazione.<br />
Pochi tratti di penna sul codice di procedura penale potrebbero dimezzare i tempi del processo. A costo zero.<br />
Penso al divieto di aumentare la pena se l’imputato fa appello. Nessun tipo di giuoco ti consente una seconda chance gratis e senza rischio. A maggior ragione se non si tratta di un giuoco ma della efficienza delle istituzioni.<br />
Lo stesso grado di appello andrebbe poi ripensato e ridimensionato dopo l’ipertrofico incremento delle garanzie difensive nella fase precedente il giudizio di primo grado (udienza di convalida, Tribunale del Riesame, udienza preliminare). Soprattutto se si pone mente al fatto che oggi, a differenza del passato, i giudici di primo e di secondo grado sono assolutamente intercambiabili per età, esperienza e preparazione giuridica.<br />
Ma la inefficienza della giustizia, al di là dei proclami, fa comodo a molti. A molti che contano. Gli ultimi mostri legislativi in gestazione daranno il colpo di grazia.<br />
Non mi stancherò mai di ripetere con l’amico Bruno Tinti che questo succede perché si vuole che sia così.<br />
Mi auguro che altri si associno a questo coro “eversivo”.</p>
<p>Norberto Lenzi</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea albicini</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-584</link>
		<dc:creator>andrea albicini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 07:20:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-584</guid>
		<description>caro walter,
ho visto le prime mosse del nuovo segreterio e ti dico subito è stato una delusione.
ha cominciato con il programma da santoro con il faccia a faccia con tremonti.
tremonti incalzando bersani su cosa proponeva il pd sull'economia a balbettato delle frasi senza senso e senza tirare fuori un briciolo di proposta.
poi abbiamo il casino delle regionali con la baderuola casini e il perdente dalema.
penso che sia sufficiente.
qui a bologna ho letto la notizia che de maria vuole candidari.
visto che de maria ha un grosso carico di lavoro come segretario e come eletto in consiglio comunale mi faccio io carico e mi candido al suo posto con un programma semplice.
lavoro
nuove tecnologie e cultura
ambiente
con simpatia
andrea albicini
331-6016511</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro walter,<br />
ho visto le prime mosse del nuovo segreterio e ti dico subito è stato una delusione.<br />
ha cominciato con il programma da santoro con il faccia a faccia con tremonti.<br />
tremonti incalzando bersani su cosa proponeva il pd sull&#8217;economia a balbettato delle frasi senza senso e senza tirare fuori un briciolo di proposta.<br />
poi abbiamo il casino delle regionali con la baderuola casini e il perdente dalema.<br />
penso che sia sufficiente.<br />
qui a bologna ho letto la notizia che de maria vuole candidari.<br />
visto che de maria ha un grosso carico di lavoro come segretario e come eletto in consiglio comunale mi faccio io carico e mi candido al suo posto con un programma semplice.<br />
lavoro<br />
nuove tecnologie e cultura<br />
ambiente<br />
con simpatia<br />
andrea albicini<br />
331-6016511</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Pilati</title>
		<link>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-583</link>
		<dc:creator>Mario Pilati</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:20:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.waltervitali.it/blog/politica-attualita/160/giustizia-e-dintorni/#comment-583</guid>
		<description>Ho visto che il PD ha deciso di fare le primarie in Puglia. Ho visto anche che D'Alema se l'è presa con Vendola dicendo che la colpa è sua.
Forse D'Alema dimentica che le primarie sono previste dallo statuto del PD come strumento "normale" di selezione delle candidature. Se il PD le avesse proposte subito non avrebbe dato l'idea di farcele imporre da Vendola, e la discussione su UDC sì-UDC no sarebbe stata fatta alla luce del sole.
Invece agendo come è stato fatto, cioè per evitarle, si è dato l'idea di un partito, il PD, che vuole togliere di mezzo il Presidente uscente, a quanto pare ancora popolare, in nome di una pregiudiziale posta dall'UDC per fare l'alleanza con loro.
A parte che le pregiudiziali come questa non sono accettabili, questo comportamento di D'Alema ha creato le condizioni migliori per la vittoria di Vendola, con il quale l'UDC ha detto che non ci starà mai, e per la sconfitta del candidato sostenuto dal PD, Francesco Boccia, fautore dell'alleanza con l'UDC.
Un bel capolavoro davvero, da parte di un "professionista" della politica come D'Alema!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto che il PD ha deciso di fare le primarie in Puglia. Ho visto anche che D&#8217;Alema se l&#8217;è presa con Vendola dicendo che la colpa è sua.<br />
Forse D&#8217;Alema dimentica che le primarie sono previste dallo statuto del PD come strumento &#8220;normale&#8221; di selezione delle candidature. Se il PD le avesse proposte subito non avrebbe dato l&#8217;idea di farcele imporre da Vendola, e la discussione su UDC sì-UDC no sarebbe stata fatta alla luce del sole.<br />
Invece agendo come è stato fatto, cioè per evitarle, si è dato l&#8217;idea di un partito, il PD, che vuole togliere di mezzo il Presidente uscente, a quanto pare ancora popolare, in nome di una pregiudiziale posta dall&#8217;UDC per fare l&#8217;alleanza con loro.<br />
A parte che le pregiudiziali come questa non sono accettabili, questo comportamento di D&#8217;Alema ha creato le condizioni migliori per la vittoria di Vendola, con il quale l&#8217;UDC ha detto che non ci starà mai, e per la sconfitta del candidato sostenuto dal PD, Francesco Boccia, fautore dell&#8217;alleanza con l&#8217;UDC.<br />
Un bel capolavoro davvero, da parte di un &#8220;professionista&#8221; della politica come D&#8217;Alema!!!</p>
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