Sul Corriere della Sera di domenica scorsa sono stati pubblicati da Renato Mannheimer i risultati di diversi sondaggi sulle intenzioni di voto ai partiti, e tutti appaiono convergenti.
Rispetto alle europee di giugno il PdL (38,6%, +3,3%) e il PD (28,4%, +2,3%) sono in risalita. L’Udc (6,9%, +0,4%) è stazionaria. La Lega Nord (9,5%, -0,7%), l’IdV (7,4%, -0,6%), i radicali (1,2%, -1,2%) e, in modo più marcato, la sinistra radicale (PRC+SL 4,7%, -1,8%) sono in flessione. E’ di grande interesse anche il dato relativo al grado di fiducia nei confronti del Presidente della Camera Gianfranco Fini (60%), che supera quello, costantemente in calo, di Silvio Berlusconi (49%). Questo spiega anche la marcia indietro di Berlusconi sulle elezioni anticipate a marzo, che ora esclude con forza.
Ilvo Diamanti, sempre su Repubblica di domenica, ha dato una lettura confortante di questi stessi dati, in un articolo significativamente intitolato “Il risveglio del PD“. Il PD, secondo Diamanti, sarebbe cresciuto per effetto delle primarie per il segretario, che avrebbero permesso di risvegliare quella parte di elettorato che si era dimostrata più delusa e si era allontanata alle elezioni europee del giugno scorso. Tuttavia, scrive Diamanti, c’è ora la necessità di tradurre questa rinnovata attenzione per il PD in un progetto di alternativa credibile, progetto che deve essere fatto di proposte e di contenuti, prima ancora che di alleanze. Anche perché, non dimentichiamolo, nel 2008 la differenza tra PDl-Lega e PD-Idv era di 8 punti percentuali, mentre ora è salita a 12 punti. Neanche un’eventuale e complicatissima alleanza con l’Udc e la sinistra radicale ci porterebbe in vantaggio.
Il problema allora resta quello di spostare elettori dall’astensione e dal voto per la destra al voto per il PD e il centrosinistra. Solo un PD capace di interpretare fino il fondo il proprio ruolo di partito riformista che parla a tutti i settori della società può farci sperare nella vittoria.
Per questo va evitato ciò che paventava Linda Lanzillotta in un interessante articolo uscito su Europa di martedì scorso, cioè che la ripresa del PD nei sondaggi avvenga esclusivamente a spese della sinistra radicale per una sorta di “richiamo della foresta” esercitato dalla segreteria Bersani. Se sarà così, non riusciremo mai a costruire un’alternativa di governo ai partiti della destra, neanche ora che emergono vistosamente le loro crepe.
E non possiamo consegnare solo alle alleanze il compito di farci arrivare alla soglia fatidica del 51%, perché così faremmo coalizioni senza alcuno spirito autenticamente innovatore, come fu con l’Unione del 2006.
Bisogna invece riprendere il cammino di un vero progetto di cambiamento dell’Italia, di radicale innovazione nelle gerarchie sociali, di affermazione della legalità in ogni campo, di apertura ai giovani in ogni settore, di equità sociale e di sviluppo ambientalmente sostenibile. E deve essere un progetto fatto vivere in iniziative e movimenti nella società, rispetto al quale costruire le indispensabili alleanze.
Non c’è altra strada possibile, il vero risveglio del PD passa da qui.


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LE DONNE TESTIMONIANO I PERICOLI dic. ‘09
Giancarla Codrignani
Ditemi che non è vero che a Coccaglio ci sono donne nel governo di un Comune che ha “democraticamente” deliberato che la vecchia, tenera canzone White Christmas sia pretestuoso titolo per una campagna razzista affinché il Natale in quel miserabile paese sia “bianco” non per innocua neve, ma per bianchezza di pelle. Ditemi che c’è almeno un gruppo organizzato di donne che si è ribellato alla vergogna di negare agli stranieri di partecipare alla festa di commemorazione di un bimbo mediorientale che nasce, povero, in una stalla e deve subito fuggire dal suo paese perché perseguitato.
Mi ripugna, certo, pensare che non ci siano nemmeno uomini non complici, magari dei buoni cristiani o un parroco coerenti con se stessi; ma voglio specificamente parlare non di teorie femministe, ma di “cuori di donne”, di “viscere materne” e di tutta la retorica che da secoli ci viene propinata sul nostro genere.
Diciamo pure la vergogna del generale sfruttamento degli immigrati; ma nessuno può più ignorare che il colore della pelle è una contingenza, che se abbiamo bisogno di una trasfusione il solo impedimento è la qualità del sangue, che la stessa parola “razza” è un errore scientifico. Ed è vergogna maggiore che non si riconosca la comune origine di tutti da un grembo di donna, che ovunque prova le stesse pene e che nella durata del tempo soffre le stesse soddisfazioni o delusioni da figli che crescono bene o male non a causa delle madri; le quali, comunque, si sentono sempre in colpa.
Eppure ovunque, in questo dilagare di violenza contro chi è come eravamo noi pochi anni fa, quando andavamo nel mondo carichi di miseria, di ignoranza e di delinquenza da fame (in un secolo e mezzo di storia abbiamo prodotto più o meno trenta milioni di italiani sparsi nel mondo), manca un sussulto culturale di donne ribelli al pregiudizio xenofobo in nome della propria responsabilità di cittadine nonviolente. E proprio noi, non si sa come, abbiamo educato figli che negli stadi contestano il calciatore Balotelli e lo ritengono, lui, cittadino italiano, indegno di rappresentare il nostro paese nella nazionale perché non bianco di pelle.
Fa paura pensare ad un governo che per legge ha reso reato l’immigrazione clandestina - di per sé giuridicamente non diversa dal turismo - e alla cultura che sta producendo: l’amministrazione di Ceresara e quella di San Martino dell’Argine (Mn) hanno pubblicato un “bando” per invitare i cittadini a denunciare gli immigrati irregolari. I più giovani, ragazze e ragazzi, sappiano che è incominciato così, partendo gradualmente dal pregiudizio introiettato dai loro nonni e, ahimé, dalle loro nonne, l’antisemitismo nazista. Così infatti si delegittimarono i cittadini italiani di “razza” ebraica, così uomini e donne in Germania accettarono di veder fumare i camini.