Ballottaggio

delbonovota.jpgPer 500 voti non ce l’abbiamo fatta. Domenica 21 giugno si andrà al ballottaggio per eleggere il Sindaco di Bologna, e nella nostra provincia si voterà anche a Zola Predosa.Si voterà per i ballottaggi anche in tre province della regione (Parma, Ferrara e Rimini), in tre comuni capoluogo (Bologna, Ferrara e Forlì) e in numerosi altri comuni importanti. In una regione-simbolo della sinistra, dove il PD nelle elezioni politiche del 2008 ha raggiunto da solo il 46% dei voti, questa è già una notizia. Né va dimenticata la sconfitta al primo turno alla provincia di Piacenza. La destra scalpita (”Abbiamo espugnato i feudi rossi”), ed è la testimonianza di quanto questa sfida sia cruciale. I feudi non ci sono più da tanto tempo, perché il confronto avviene ormai in campo aperto e le rendite sono finite per tutti. Ma non c’è dubbio che il voto emiliano-romagnolo ha evidenziato problemi seri per il PD e il centrosinistra, di cui dovremo discutere in modo approfondito anche in vista delle elezioni regionali del 2010. Per vincere i ballottaggi dobbiamo convincere i nostri elettori ad andare a votare il 21 giugno. Per farlo abbiamo il compito di dimostrare che siamo consapevoli dei problemi emersi con il voto, per iniziare a dare qualche risposta. Non c’è un “prima” (la campagna elettorale per i ballottaggi) e un “dopo” (la riflessione sul voto”). Alcune cose abbiamo il dovere di dirle ora, anche perché credo possano servire non poco a motivare i nostri elettori. Come ho scritto in un intervento su Repubblica-Bologna dell’11 giugno, sono convinto che dal voto regionale di sabato e domenica scorsa vengano almeno tre indicazioni che possono servirci da guida. La prima riguarda il risultato del PD, che non è ovunque lo stesso ed è influenzato anche dalla maggiore astensione rispetto alle elezioni precedenti. La destra non sfonda, ma anche da noi il PD perde voti, mettendo in luce una maggiore difficoltà del nostro elettorato a mobilitarsi. Il progetto dimostra di essere giusto e di non avere alternative, ma bisogna saper richiamare in campo tutti coloro che hanno creduto nel partito nuovo degli iscritti e degli elettori, e che ora sono demotivati perché le loro aspettative sono andate deluse. La seconda riguarda il risultato della Lega Nord. Alle elezioni politiche del 2008 la Lega ottenne una buona affermazione, ma l’11% di quest’anno a livello regionale, e i dati ancor superiori in molte province, pongono una questione non trascurabile. Il voto alla Lega manifesta una sofferenza dell’elettorato popolare, soprattutto in determinati territori, per l’immigrazione percepita come minaccia alla propria sicurezza, anche per quanto riguarda l’alloggio pubblico o la graduatoria al nido. Sono temi a cui va trovata un’altra soluzione, in termini di inclusione e di parità di diritti per tutti. La terza riguarda le amministrazioni, che devono riacquistare una capacità progettuale, indicando con chiarezza ai cittadini le ragioni che ne limitano le possibilità di azione, come avviene a causa delle politiche del governo in materia di scuola e di risorse finanziarie. Gli approfondimenti li dovremo fare dopo il 21 giugno, ma penso che occorra partire da qui.

Questo articolo è stato pubblicato Giovedì, 11 Giugno 2009 alle 16:57 e classificato in Politica - attualità . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0 . Puoi inviare un commento.
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7 Commenti a “Ballottaggio”

Gabriella Rovatti scrive:
12 Giugno 2009 alle 13:59

Caro Walter, condivido le tue riflessioni. Il problema è del” cosa dovrebbe fare il PD”, un partito molto scollato anche dal suo elettorato.La base e i politici sembrano ormai andare per strade diverse. C’è diversità D’intenti anche all’interno del gruppo dirigente.Ultima chicca il differente orientamento di Franceschini e D’Alema sulle posiozioni del referendum.In ogni caso si voti c’è una parte negativa. Cosa sia meglio fare nessuno lo ha chiarito in questo modo.e allora? In un momento di grandi incertezze il premio è andato a chi si è posto, con linguaggio deciso e in modo deciso da qualche parte, cioè la lega e Italia dei Valori, alleanza che non metterei mai in discussione per un’alternativa a Casini. Voi ( intesi come parte guida ) non avete in questo momento alternative migliori quindi , come una parte di noi dalla nascita di questo partito sta mandando giù rospi grandi come una casa sopportando frangie come quelle della Binetti, voi avete il dovere politico e la responsabilità di non prenedervela con Di Pietro se ha cercato di portare via una parte d’elettorato al PD , ma dovete chiedervi perchè mai ci riesca.Forse i suoi messaggi sono più chiari a certe persone.Nel PD, pur avendolo votato e sostenuto all’esterno fino ad ora , ho visto l’adagiarsi. Vi spendete contro la crisi in modo genericoo contro il governo nello stesso modo. O almeno fuori lo si percepisce così. Per esempio sulla storia di Gheddafi al senato si è stata riferita la contrarietà di molti partiti , ma non ho sentito in TV quella del PD.
Piccola cosa rispetto al resto. Ma non si vede fermezza di scelte, mi dispiace dirlo. Credo che dobbiamo ringraziare Franceschini se la sconfitta non è andata oltre.C’è la quotidianità dei cittadini da analizzare, un continuo terremoto che ogni giorno destabilizza . Un problema simile , anche se in modo meno tragico a quello d’Abruzzo.Può per esempio una multa per la sosta auto di una notte,per pulizia della strada, reato sì , ma che non mette a rischio la vita di alcuno , incidere nel bilancio familiare per ben 200 euro di cui solo 36 di multa e il resto per il trasporto auto ? E’ capitato a un pensionato con poco reddito che vive solo, questa dimenticanza ( l’età a volte fa brutti scherzi )e questo signore , esasperato mi ha confessato che non sarebbe andato a votare. ” tanto sono tutti uguali” mi ha detto ” si parla di crisi, ma io debbo pagare la pulizia della caldaia ,88 euro, la multa auto, la tassa del rusco , la luce , L’acquua , il gas,il telefono, il rinnovo della patente , la pulizia delle scale, ho appena pagato la tassa rifiuti e il prossimo mese dovrò fare due visite , a pagamento , perchè altrimenti dovrei aspettare 6 mesi per essere visitato. Mio figlio arriva a mala pnea a fine mese con un bimbo piccolo, posso chiedere aiuto a lui ? Chi dovrei andare a sostenere? Chi ha perso ideologia e voglia di combattere o di difendermi? Chi sta a guardare mentre le famiglie vengono divorate ” Questo è ciò che mi ha detto.Io non ho avuto argomenti. Ho detto osolo oggi bisogna mediare sul meno peggio, Sissignori ho usato- il meno peggio-Credo che occorra in questo momento aggrapparsi ad ogni opposizione che stia a sinistra o che chieda giustizia. A casini no però, perchè perderete definitivamente anche me. e dobbiamo bruciare tutto per risorgere brucerò anch’io, ma senza usare il fuoco della sterpaglia.Bisogna riprendere contatto con i giovani , andando anche a fare volantinaggio sotto le scuole se necessario per render loro visibili i problemi. Bisogna fare i confronti in modo lineare tra ciò che è avvenuto e che avviene in questa maggioranza e ciò che vogliamo cambiare. di fare politica li sconcerta e non gli fa capire nulla. Bisogna usare linguggi semplici, concretizzare i problemi in modo semplice. Bisogna stare dalle parte delle donne, rifiutare la tarppola dell’aumento dell’età pensionabile per loro, biosgna evidenziare di più le differenze degli aiuti sociali tra noi e altri paesi europei.Ci siamo già spesi troppe volte per sostenere candidature .I semplici vogliono il peso delle idee e non vedere solo faccia della gente che dovrà sostenere durante il periodo pre-elettorale. Ora la gente è diffidente e come quel pensionato ripete , tanto cercano la trippa per loro , ma per me non c’è mai nulla.So che non è così, che va già peggio e che potrebbe andare anche peggio, ma non bisogna convincere me. Bisogna convincere gli astenuti,chi preferisce la lega, e i giovani che hanno bisogno di un linguaggio e di un metodo diverso , per poter comprendere.Perchè una ragazza così giovane a Udine ha potuto affermarsi? Come avvicinarsi ai giovani se non con cose e volti in cui loro stessi si possano identificare ?Ma se tante critiche vengono anche dall’interno, ci sarà qualcosa che i dirigenti debbono fare per cambiare la musica. Altrimenti , se non si ascolta, poi è inutile piangere. Resterà un partito di dirigenti, per i dirigenti e non della e per la base.Se la società è cambiata , è vero che seve anche il cambiamento dei partiti, ma bisogna essere certi che il cambiamento sia quello che porta frutti
a tutti e non solo ad eletti.Mi dispiace ridirlo , la gente vuole sentire passione ( in Franceschini si è vista anche se la frangia sinistra è ancora diffidente )e la passione porta ad usare frasi appassionate e i toni e le parole che sono diversi da chi parla sentendo che fa il mestiere di politico. Lega e Di Pietro li sanno usare.La sinistra radicale è stata sconfitta dalla sua separazione interna. Molti non l’hanno votata perchè già sapevano che sarebbero stati voti dispersi e quindi hanno optato per il PD , non tanto per convinzione ma per aver sentito la necessità di bloccare questa maggioranza, altrimenti avremmo avuto una sconfitta più ampia.Speriamo bene per i ballottaggi.

elve scrive:
12 Giugno 2009 alle 16:51

Mi trovo completamente d’accordo con le tue riflessioni a maggior ragione dopo la mia esperienza amministrativa ad Anzola dove gli elettori ci hanno premiato, facendoci diventare il primo comune della provincia che ha aumentato il suo consenso elettorale presentandosi solo come PD. Ma a questo risultato non è stato dato alcun risalto nei media e per quanto ne so neppure nel partito, grande assente alla festa organizzata ad Anzola per la vittoria. Mi sembra invece che grandi risultati elettorali in termini di preferenze o di maggioranze non li abbiano avuti quegli amministratori o quei “compagni” che al posto di relazionarsi ai cittadini e costruire, come dici tu, una progettualità trasparente e comprensibile ai cittadini hanno preferito muoversi nelle vecchie logiche di partito cercando di piazzare le candidature per componenti ed ignorando le competenze e le qualità delle persone. Anche a Bologna da troppo tempo questa è la logica con cui si reclutano le cariche amministrative e le posizioni di responsabilità gestionale. E’ ora di finirla!! Chi nella sua lunga vita di lavoro non ha imparato che il cittadino, chiunque esso sia, deve essere sempre al primo posto quando decide o sceglie un indirizzo politico o quando mette in pratica le decisioni politiche e le trasforma in politiche del territorio e in azioni per i cittadini, allora sarebbe ora che gentilmente gli venisse chiesto di farsi da parte e valorizzare al suo posto quelle persone che per anni nell’oscurità e senza chiedere mai niente hanno lavorato per il bene dei cittadini e della cosa pubblica. Rientrare dopo 4 anni nei servizi sociali e sanitari bolognesi è stata per me una sofferenza inaudita. Trovare persone inadeguate, a volte catapultate con logiche clientelari e che non conoscono i servizi, in posti decisionali con la responsabilità di fare scelte mi sembra molto sbagliato e nocivo in un momento come questo in cui la ristrettezza delle risorse ci chiama a fare scelte di riorganizzazione globale del sistema di welfare locale e a valorizzare le competenze e le nuove generazioni. I politici non hanno elementi conooscitivi delle caratteristiche della domanda sociale o perchè i dirigenti sono auutoreferenziali o perchè i politici delegano ai dirigenti o non sanno leggere i dati, ma nei luoghi dove si decide ci sono i politici che spesso ignorano la materia su cui sono chiamati a decidere. Come possiamo uuscirne? Facendo tutti un bagno di umiltà e cercando di ricostruire in ogni luogo istituzionale o politico o di comunità occasioni dove l’ascolto dei cittadini e degli operatori sia reale e serva ad assumere decisioni e percorsi operativi. Questo è il mio contributo ce ha il senso di dare voce a tante persone per dimostrare che chi sceglie di non impegnarsi più in attività dirette di tipo amministrativo o politico non necessariamente non ha più nulla da dire e da fare ma ha ancora voglia di credere nel cambiamento ineluttabile che i cittadini chiedono alla politica e che i risultati elettorali per tanti aspetti mettono, a mio modesto parere, davanti ai nostri occhi e alle noostre scelte future nel PD, che abbiamo detto di voler rinnoovare.

Roberto Dall'Olio scrive:
22 Giugno 2009 alle 17:45

Premetto che sarò ripetitivo, ma anch’io condivido Walter la tua analisi e anche quelle di altri che sono intervenuti nel blog. A queste considerazioni vorrei aggiungere alcune mie già strutturate in forma di piccolo articolo partendo soprattutto dall’Europa. Uno dei nodi centrali del partito è la sua identità, Mi riferisco al nostro partito , al PD? Bene in Europa non sappiamo con chiarezza dove collocarci e dati gli esiti sembra quasi un bene…Ma è la nostra scarsa chiarezza sulle questioni di fondo che non ci rende decisivi, che non attira nuovi consensi.Non abbiamo parole d’ordine, parole che uniscono, non slogan, ma parole. Non le abbiamo. E’ dall’89 che manca una riflessione sul nostro declino, manca una riflessione sul fatto che la rivoluzione d’ottobre venne identificata con l’URSS e finita l’URSS finì nche l’impulso della rivoluzione d’ottobre. Che in fondo cos’è stato : l’idea che il socialismo vada oltre il dato presente, che dia un aprospettiva, una, direi , speranza. Ecco noi non riusciamo più a portare speranza in un mondo migliore. Se non riusciamo a fare questo non ‘è motivo per votaci, meglio il radicamento terirtoriale etnonazionalista del tipo Lega e dintorni, purtroppo…che amarezza quest’ultima cosa. Chiedo scusa per la lunghezza
un caro saluto
roberto dall’olio

CONSIDERAZIONI SUL VOTO EUROPEO E DINTORNI

1) La cosiddetta crisi economica generale e i suoi effetti sull’Europa. Il vecchio continente cosa fa? Si chiude ovvero lascia prevalere gli egoismi nazionali e interregionali oppure cerca di aprirsi ad una visione federativa degli stati nazionali e ad un’interpretazione cosmopolita della cittadinanza? I dati delle elezioni fanno propendere la risposta sulla chiusura: nazionale ed etnica. Con aspetti diversi tra Est e Ovest dell’Europa
2) La distanza dell’istituzione europea. Nell’era della globalizzazione le istituzioni più generali si sono allontanate dai cittadini, i cittadini a loro volta si sono allontanati dalle istituzioni più generali privilegiando quelle locali, verso le quali hanno un atteggiamento di rivendicazione. Ora più che mai emergono i limiti politici del Parlamento Europeo. In primis l’assenza di una Costituzione.
3) Distanza e chiusura. Localismo e diffidenza. Chi sa fiutare meglio il vento che così pare soffiare? I partiti Conservatori o piuttosto i Progressisti legati ad una politica multiculturale, multietnica, solidale, ma a volte astratta e percepita come intellettuale e lontana dal popolo (vero paradosso della storia questo!)?I conservatori ovviamente. Ma anche i conservatori con i loro valori tradizionali, con le loro ricette da economia politica classica, sono tallonati da gruppi politici emergenti dichiaratamente xenofobi, euroscettici, identitari e, persino, antisemiti. Seppure su scala ridotta riappaiono certe virulenze, molto simili a quelle emerse durante la crisi del 1929.
4) Se questo è vero, è perché c’è poca Memoria. Il problema culturale. L’industria culturale di massa è superficiale apertamente ostile alla profondità. Ha bisogno di rapidità non di lentezza. La natura, la Terra, il nostro ecosistema hanno invece bisogno di dolcezza, di profondità e di lentezza come diceva Alex Langer. I progressisti, se non forse per ora in Francia (ma è cosa duratura o solo emergenza?), non hanno saputo, se non raramente, cogliere il nesso tra cultura moderna e crisi ecologica. Tra consumo e tutela. Tra massificazione e fragilità. Tra il qui e ora e il futuro. Risultato: la crisi della forma Partito, la frammentazione, le faide interne, le spaccature…(
Queste sono le ragioni principali della sconfitta in Europa dei progressisti (o socialisti, ma non sono esattamente la stessa dimensione). E l’Italia?

5) Dall’Europa all’Italia. L’Italia è uno dei Paesi meno euroscettici ma è uno di quelli che maggiormente interpreta il voto europeo come un test elettorale interno. Non riesce a distogliersi dal proprio ombelico. E vi galleggia come in un piccolo lago specchiandosi. Cosa vede? Il suo mondo Vip, tra pettegolezzi, paparazzi e silenziosi pescecani. Di questo si discute, mentre la crisi dei partiti si aggrava e i personalismi si rafforzano. Sempre in un’ottica feudale e gerarchica. Tuttavia il Partito Democratico nonostante le sconfitte ha un’importante possibilità di fronteggiare l’attualità. Perché, seppure con fatica il Partito Democratico sta provando a seguire una terza via andando incontro certamente a crisi forti di identità; è giovane e quindi più esposto alle crisi. Il suo compito mi pare quello di collocarsi nel centrosinistra, ma senza schemi, con punti fermi, ma senza schemi rigidi. Quello che ritengo potrebbe e dovrebbe essere un atteggiamento riformista radicale. Due termini opposti? Per nulla. Opposti sono riformismo e massimalismo. Certamente non è facile fare convivere le riforme con la radicalità, poiché le riforme sovente nella storia sono venute dall’”alto”, la radicalità parte ben piantata dal “basso”. Il riformismo radicale mi parrebbe dunque la terza via tra Conservatori e Progressisti.
6) Le regioni italiane. L’Emilia Romagna e la Toscana, con i due capoluoghi resi più vicini dai collegamenti ferroviari, credo più di altre, dovranno farsi carico di tale progetto riformista, avendone le possibilità. (ovviamente il centrosinistra dovrà essere confermato ai ballottaggi) Purché non si siedano su rendite di posizione, si adagino su automatismi che non hanno più, se non in rari esempi, cittadinanza nella geografia politica delle due regioni. Altrimenti l’urto del localismo leghista e padano potrebbe aprire crepe strutturali nell’edificio democratico che con tanta pazienza è stato costruito nelle nostre terre.
7) Il capoluogo emiliano-romangolo. A Bologna e la sua Provincia (spesso sacrificata; attenzione Bologna: non chiuderti nelle tue mura…) occorre il salto di qualità metropolitano e smettere i panni dell’eterna incompiuta. Occorre cogliere l’occasione per farla diventare uno dei laboratori del riformismo radicale o della terza via.
8) Terza via? Tra Conservatori e Progressisti si delinea la necessità di una terza via. Moderna e antica. Moderna perché il mondo va inteso nella sua dimensione attuale. Antica perché le persone sono antiche, i valori sono antichi, come le loro radici. Quali valori? Uguaglianza sociale, solidarietà, democrazia il più possibile di base e rappresentativa. Energie rinnovabili. E libertà, diritti-doveri del cittadino. Integrazione. Un nuovo stato sociale e ambientale e un patto con la natura. Per poter seguire tale via occorrono determinazione, taglio netto con i beni materiali che hanno strutturato il capitalismo (petrolio su tutti), e risorse economiche, sistemi di tassazione più equi. Meno spese militari. Maggiore sobrietà ricordando che seppure in crisi, la nostra parte del Pianeta è sideralmente più ricca o benestante di altre grandi parti della Terra

Roberto Dall’Olio

Fabio scrive:
23 Giugno 2009 alle 14:49

In relazione al ballottaggio e quanto detto sopra sulla “anomalia positiva” di Anzola Emilia, vorrei attirare la attenzione su una “Anomalia Negativa”, quella del mio paese di Zola Predosa, confinante con la stessa anzola.
A Zola, dove nelle scorse comunali il blocco di liste afferenti all’attuale PD ottene un plebiscitario 74% dei voti, si e’ consumato un suicidio che dovrebbe essere evidenziato a mio parere a livello nazionale come esempio da evitare. Si e’ ritenuto di non ricandidare il sindaco PD uscente, Giancarlo Borsari per un nuovo mandato. Di per se questo non e’ un fatto grave. Ma Borsari ha deciso di candidarsi da solo con una lista civica, e e’ arrivato al ballottaggio perdendo 51% a 49%, per soli 180 voti su 14000 elettori, 9000 votanti. Ovviamente Borsari e’ stato espulso dal PD, e questo e’ comprensibile.
Ma mi chiedo, come e’ possibile che abbia avuto il 49% dei voti? Vuol dire che almeno il 30/40% dell’elettorato PD lo ha votato. Il PD locale ha giustificato la vicenda come un atto di indisciplina e una campagna elettorale scorretta di Borsari. Accettiamo questa versione. Anche a fronte delle sue scorrettezze, come e’ possibile che il nostro partito perda il 30/40% dei propri consensi in un colpo solo? Evidentemente, Borsari ha saputo parlare agli elettori di sinistra, il PD no. Perche’?
Inoltre, al ballottaggio il PdL Zolese ha chiesto ai suoi elettori, letteralmente, “Di astenersi per non favorire Borsari”. Insomma, a Zola il PdL, il rappresentante della destra nazionale ha scelto il candidato del PD rispetto al suo antagonista!!!
Come elettore e simpatizzante PD non voglio sapere perche’ Borsari non e’ stato ricandidato, ne’ perche’ e’ stato espulso. Lo accetto come decisione del partito. Ma voglio sapere perche’ lui ha dato risposte che il PD non ha dato, e perche’ almeno duemila zolesi che votarono PD alle precedenti comunali ma anche alle europee 2009 lo hanno preferito al candidato del PD, Stefano Fiorini. E perche’ il PdL ha dato una esplicita indicazione di voto per favorire il PD contro Borsari? Sono d’accordo che borsari non vada votato, ma bisogna, bisogna capire perche’ in tanti fedeli elettori PD lo hanno votato.
Credo che un fenomeno simile si sia verificato a Marzabotto. In relazione a quanto detto per Anzola prima, Walter non credi, non credete che a questi fenomeni vada data un analisi attenta? Si puo’ perdere tanti voti in un comune peraltro ottimamente amministrato da giunte di sinistra da 60 anni? Come posso, da elettore e simpatizzante PD, esprimere in maniera leale e costruttiva il mio distacco per una dirigenza locale (Zolese) del PD che ha perso completamente la fiducia di tanti miei concittadini, da sempre fedelissimi elettori, gli stessi credono tuttora fermamente nel progetto politico PD in generale? Si puo’ auspicare qualche provvedimento disciplinare contro coloro che hanno “partecipato” a questo fallimento?
Grazie! Fabio

Gabriella Rovatti scrive:
25 Giugno 2009 alle 17:25

Leggo della ” necessità ? ” d’innalzamento dell’età pensionistica delle donne.
Da che parte sta il PD? Fino ad oggi ho sentito un Brunetta ( senza avere una crontroparte in studio )motivare a 8 e mezzo l’impossibilità di protrarre… Ce lo chiede L’Europa.Questo basta e avanza ?Io sono andata in pensione all’età di 63 anni. Lavoro e assistenza ad anziani e qualche acciacco d’età mi hanno portato a fare una scelta certamente non facile. Tutto sommato il mio lavoro poteva ancora offrirmi spazi soddisfacenti. Ma arriva il momento nel quale tutti i nodi per una donna, vengono al pettine se non hai una badante. E non tutti possono averla, questo credo lo si possa facilmente dedurre. E non ci sono servizi sociali che ti offrano l’assistenza che in certi casi servirebbe.Nè ci sono servizi o asili a sufficenza per non rivolgersi, per giovani domadri lavoratrici, alle nonne in caso di bisogno. Nè si farà spazio ai giovani se gli anziani continueranno a lavorare. Sento sempre una sola faccia di una medaglia , senza che qualcuno reagisca con un “sì… però “. Per assurdo questa mattina qualcuno per radio diceva che il problema per i giovani non si pone , perchè quando la crisi sarà risolta, serviranno più posti di lavoro… ma scherziamo ? Siamo ancora con lo sterco al collo e già si dice quando la crisi sarà risolta.. Ma chi sa quando sarà risolta la crisi? Bruentta disse puniamo economicamente la malattia nel pubblico impiego e poi premierò i bravi… campa cavallo che l’erba cresce? Quando noi avremo raggiunto gli stipendi e i servizi sociai che molti paesi europei hanno, solo allora si dovrebbe parlare di innalzamento dell’età pensionabile per le donne e non prima riduciamo i benefici alle donne e poi daremo i servizi.Un mio ex collega olandese mi deceva pochi giorni fa che in Olanda , tutti, ma proprio tutti ( con o senza avere lavorato ) vanno in pensione con una base 950 euro mensili..Le donne in maternità vengono assistite dopo il parto per almeno 10 giorni da una persona che va a casa ad aitarle. Anche qui?Con le nostre casse pensioni ( non tutte ) abbiamo assistito e pagato per fascie di persone per le quali lo stato non aveva creato fondi alternativi. e ora si spende troppo? Potrei dilungarmi ancora, ma mi basta sapere che il concetto sia chiaro. Le fascie socialmente più deboli , e le donne fino ad ora sono tra queste, debbono continuare a pagare per salvare pensioni da urlo a certa gente? Che posizione intende prendere il PD. lmeno su questo potete esprimervi unitariamente? Se , come lo era, era sbagliato permettere pensioni a quarant’anni, ora è laltrettanto sbagliato pensare che noi donne siamo i muli di questa società e di una politica fatta da uomini che per ciò che concerne i servizi di cura casa e famiglia, sono sempre rimasti quelli di un tempo. Noi donne vogliamo sapere chi sta con noi. chi comprende i sacrifici delle donne lavoratrici o chi pensa che facendo il brodo ammazzando la gallina , ancora una volta salverà il paese dalla fame.Il paese ha urgente bisogno di giustizia sociale e non la si raggiugerà portando tutti i lavoratori indistintamente ,alla stessa età pensionabile prima di averli messi tutti sullo stesso piano dei diritti sociali.Chiedo al PD di esprimersi su questo.

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