Archivio della Categoria 'La mia posta'

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Gen

La mia posta

Lettera:

1/3/2010

“Il voto a Bologna”

DEMOCRAZIA BIPARTISAN… Nella sua conferenza stampa di domenica Renata Polverini ha detto “Sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l’accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Lancio un appello al capo dello Stato: garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto”. E’ esattamente la stessa richiesta che Bologna sta facendo al governo, ovvero evitare che per “un fatto burocratico” (ovvero il presunto ritardo nelle dimissioni)una città sia costretta a sopravvivere per un anno con il commissariamento. Mi aspetto che la richiesta di “non uccidere la democrazia” sia bipartisan e che se al PdL sarà data la possibilità di presentare le liste in provincia di Roma a Bologna sia data subito la possibilità di “scegliere democraticamente” il proprio sindaco; mi sembrerebbe un giusto compromesso salomonico. Chiedo se sia un’ipotesi percorribile e nel caso di trasmetterla ai nostri parlamentari eletti in regione, grazie.

Claudio Gandolfi, circolo PD Fossolo-Savena

Risposta:

1/3/2010

Ciò che unisce i due fatti, l’appello a Napolitano per accettare la lista del PDL di Roma presentata fuori tempo e il no all’emendamento Vassallo per consentire a Bologna di votare entro il 15 giugno, è il disprezzo del PDL per le regole, che valgono solo in rapporto alle proprie convenienze.
Napolitano ha già risposto, e a mio avviso giustamente, che gli dispiace molto ma non ci può fare niente, e che la decisione spetta ai giudici (Corte d’Appello di Roma e TAR del Lazio) a cui i presentatori della lista si stanno appellando. Ben diversa la situazione di Bologna, dove era opportuno ripristinare con una norma legislativa per il solo 2010 la possibilità di votare entro il 15 giugno per quei comuni il cui sindaco si era dimesso entro il 24 febbraio, possibilità ora negata dall’anticipo del turno elettorale a fine marzo.
Non vedo quindi la possibilità di “sanare” le due situazioni, poichè per il Lazio non c’è proprio nulla da fare al di là del pronunciamento dei giudici. E’ successo qualcosa di analogo anche in Lombardia con le liste Formigoni, e questo conferma che la sanatoria non è possibile. Altrimenti saremmo di fronte al paradosso di dover sanare tutto, costituendo così un pericolosissimo precedente per il futuro.
Walter Vitali

Lettera:

3/2/2010

“Risposta al suo intervento in direzione


Pochissime parole: ma quando accadeva tutto quanto denuncia lei dov’era e cosa faceva. Il mio intervento potrebbe essere molto più motivato data la mia lunga militanza nel PCI ma per una risposta è sufficiente.

Mauro Bonazzi

Risposta:

9/2/2010


Anche se così fosse, non è una buona ragione per togliermi la possibilità di dire quello che penso, di fronte al trauma che il PD e la città stanno vivendo. Dico subito dov’ero negli anni scorsi: dal 1999 al 2001 sono stato responsabile nazionale DS per gli enti locali, nella segreteria con Walter Veltroni, poi dal 2001 ad oggi sono stato eletto in Senato, prima nel collegio di Bologna-Bazzano e poi nella circoscrizione Emilia-Romagna. Da parlamentare della mia città ho cercato di contribuire perchè quegli errori di cui ho parlato nel mio intervento in Direzione dell’1 febbraio scorso non venissero compiuti, ma l’ho fatto sempre rispettando la regola che mi ero dato di non incombere come ex-sindaco, attraverso reiterate dichiarazioni pubbliche, su quello che stavano facendo i miei successori.
Quello che è successo nelle settimane scorse mi ha convinto che, ora, il contributo migliore che posso dare è di fare un discorso di verità su Bologna, non per rivangare il passato, ma per capire bene come ci si deve muovere oggi. La grande qualtità di riscontri positivi che ho ricevuto mi dimostrano che questa è la strada giusta. 

Walter Vitali   

Lettera:

14/12/2009

“Salvaguardare posti lavoro dipendenti gruppo Delta”

Scrivo queste poche righe così di getto…sono il marito di una dipendente del gruppo Delta di Bologna, che per le note vicende rischia fortemente di perdere il posto di lavoro nei prossimi giorni, davvero un bel regalo di Natale…senza entrare nel merito, con la massima fiducia nella giustizia che dovrà valutare il caso, ritengo sia davvero una vergogna che anche nel caso di gravi responsabilità dei dirigenti (comunque ancora da dimostrare) o addirittura solamente a causa dei soliti giochi finanziari tra grandi gruppi bancari, a pagare il prezzo più alto in Italia siano sempre e soltanto i dipendenti !!! Liquidare un gruppo di società nelle quali lavorano 900 persone in un periodo di crisi come questo in cui è difficilissimo riposizionarsi nel mercato del lavoro significa rovinare 900 famiglie!! Faccio appello al senso morale e alla responsabilità sociale dei commissari di Bankitalia, ma in particolare faccio un appello accorato a tutti, in particolare alle donne, ! affinché questa vicenda-vergogna non passi sotto il silenzio assordante che finora la sta circondando! Le società del gruppo delta sono società in cui, caso più unico che raro in Italia, la stragrande maggioranza dei dipendenti sono donne, e addirittura giovani, sotto i 40 anni, in un mercato finanziario da sempre degli uomini…una risposta fattiva alle tante chiacchiere sulle quote rosa…e cosa fondamentale NON sono scatole cinesi, scatole vuote, sono società PIENE di dipendenti che lavorano, con il massimo impegno (anche se da Maggio non hanno più nessuna certezza sul loro futuro!) e con grandi capacità, come testimoniano i risultati sul mercato e la crescita del gruppo … ed ora senza colpe, senza nemmeno poter pensare che tutto questo sia causato da lori errori fatti sul lavoro, senza nemmeno essere ascoltati, ma solo per decisioni prese dall’alto, per i soliti giochi di potere, tutto questo potrebbe essere cancellato con un colpo di spugna!!! eliminare questi 900 posti di lavoro, anche uno soltanto, sarebbe l’ ennesima sconfitta del paese Italia, nel quale sempre i deboli, i piccoli, gli onesti, i lavoratori vengono colpiti… bisogna assolutamente sforzarsi per trovare una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro!
Grazie in anticipo per lo spazio dedicatomi, buone feste
Un marito innamorato 

Risposta:

12/11/2009

Gentilissimo,
condivido le sue parole. Credo anch’io che il gruppo Delta sia una importante realtà bancaria che debba essere salvaguardata, e il fatto di occupare in larga parte donne costituisce un suo valore aggiunto. Ho presentato un’interrogazione al proposito e sto per presentarne un’altra, di cui cercherò di tenere informati i dipendenti.
Cordiali saluti
Walter Vitali 

Lettera:

11/11/2009

“Bretella Reno Setta”

Sen Vitali, Ho saputo che lei, assieme all’On Beneamati è un sostenitore del progetto “bretella”  da Vergato al Setta. Le vorrei porre alcune domande, perché di questo progetto conosco quasi esclusivamente le critiche e le obiezioni che leggo sui forum locali, ma non conosco bene la sua posizione al riguardo. Una prima obiezione molto seria è che sarebbe necessario arrivare ad una frequentazione di 63.000 veicoli al giorno per ripagare i costi dell’opera. Le obiezioni dicono che se all’inizio si prevede che il traffico sarà di 6.600 veicoli al giorno, si dovrebbe prevedere una politica di espansione per moltiplicare per 10 il traffico. Da una Valle del Reno costituita da 50.000 abitanti si passerebbe ad una corsa alla cementificazione per giungere a mezzo miliene di abitanti ? La seconda obiezione è che la bretella dovrebbe prevedere una grande quantità di tunnel. L’esperienza del passante di valico al Mugello ha causato gravi problemi al territorio a causa dei molti tunnel che hanno devastato le falde sotterranee. Una naturale aspettativa è che anche in questo caso si ripeteranno gli stessi problemi. Lei cosa ne pensa ? Inoltre, è vero che al pedaggio autostradale verrebbe aggiunto dall’amministrazione pubblica (Provincia e Regione) un  “premio” di 0,38-0,6 €/km ? E per quanto tempo e per quali condizioni ? E’ plausibile pensare (come sostengono le obiezioni di chi non la condivide) che sottraendo risorse all’ente locale quest’opera si possa porre in contrapposizione con il sostegno ad altre opere pubbliche quali il miglioramento del servizio della ferrovia Bologna-Porretta e della Statale Porrettana ? E’ vero che i tempi della realizzazione sarebbero il 2025 ? E se è vero, come si pensa di sopperire alle urgenti domande di miglioramento della viabilità nella zona Alto Reno nel breve periodo ? Quale sarebbe l’ordine delle priorità di intervento nel breve ? Grazie fin da ora per la cortese risposta. Cordiali saluti Stefano Muratori

Risposta:

12/11/2009

Caro Muratori,

sulla questione della bretella da Vergato al Setta io mi sono sempre limitato a recepire la posizione che via via è emersa nell’ambito delle comunità locali. Come forse lei sa, inizialmente questa proposta era sostenuta solo da un comitato esterno alle istituzioni. Poi via via i diversi comuni e la stessa Provincia hanno deciso di verificare la fattibilità tecnica ed economica di questa infrastruttura, che permetterebbe di accorciare fortemente i tempi di spostamento dall’Alto Reno verso la città e viceversa. E’ chiaro che l’esigenza di realizzare una nuova infrastruttura è stata maggiormente avvertita per la lentezza dei lavori di ammodernamento della SS Porrettana (vedi variante Marano-Silla) e per le difficoltà a realizzare un autentico Servizio ferrroviario metropolitano, a causa della carenza delle risorse necessarie. La mia posizione resta perciò questa: sono pronto a sostenere le esigenze infrastrutturali che maturano sul territorio, e nello stesso tempo sono attento agli argomenti contrari che lei cita. Ricordo tra l’altro che una delle condizioni sempre poste dagli enti locali per la realizzazione della bretella è che non gravi finanziariamente sulla comunità locale, ma sia realizzata a spese di Autostrade per l’Italia. Mi riservo pertanto di verificare lo stato di attuazione dello studio di fattibilità, disponibile eventualmente a riferire l’esito di questa verifica a lei e agli altri cittadini che fossero eventualmente interessati.

Cordiali saluti

Walter Vitali

Lettera:

6/6/2009

Proposta di legge popolare “Parlamento Pulito”

Salve, sono Michele Orsi e sono di Bologna. Vorrei conoscere la sua posizione riguardo all’iniziativa di legge popolare proposta da Grillo alla Commissione della quale Lei fa parte. Sarei ben contento se Lei appoggiasse la causa in pieno! Saluti, Michele Orsi

Risposta:

6/6/2009

Caro Michele Orsi,

ho raccolto tutti gli elementi necessari per la risposta ai suoi quesiti. Il ddl S. 3 di iniziativa popolare (”Riforma della legge elettorale di Camera e Senato riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità, i criteri di revoca e di decadenza e le modalità di espressione delle preferenze da parte degli elettori”) è stato esaminato nella Commissione Affari Costituzionali del Senato, di cui faccio parte, per la prima volta il 22 dicembre scorso. Mercoledì prossimo, 10 giugno, alle 14,30 ci sarà un’audizione dei proponenti tra cui Beppe Grillo. La mia posizione, e quella del gruppo PD in Commissione, è la seguente: 1) siamo d’accordo nello stabilire la ineleggibilità e l’incompatibilità dei condannati con la carica di parlamentare. L’articolo 1 e 2 della proposta di legge affronta questo argomento, mentre sull’elencazione dei tipi di reati che occorre fare un approfondimento tecnico; 2) non siamo d’accordo con il limite massimo dei due mandati stabilito per legge, contenuto nell’articolo 1 della proposta. E’ giusto che ci sia una regolamentazione interna da parte di ciascun partito (per il PD, ad esempio, il limite sono tre mandati), ma in nessun Paese al mondo c’è un limite di mandati stabilito per legge. Ed è giusto, perché la rappresentanza la scelgono gli elettori. Diverso è il caso delle cariche esecutive (Presidente del Consiglio, Presidente della Regione) per le quali occorre introdurre il limite massimo dei due mandati, com’è ora per i Presidenti di Provincia e per i Sindaci; 3) siamo d’accordo sulla necessità che gli elettori possano scegliere di nuovo i propri rappresentanti, non con la reintroduzione delle preferenze che sono state una delle cause di Tangentopoli (art. 3 e 4 della proposta), ma attraverso i collegi uninominali ai quali si possono accompagnare le primarie obbligatorie per legge per i partiti che vogliono accedere ai rimborsi elettorali da parte dello Stato (mia proposta di legge per l’attuazione dell’art. 49 della Costituzione sulla democrazia interna ai partiti). Cordiali saluti, Walter Vitali

Lettera:

19/5/2009

SVILUPPO COMPATIBILE????

Caro Senatore, ho letto i documenti che mi sono stati inviati dalla segretaria di Circolo relativi all’incontro ” L’Emilia-Romagna e l’Europa” e mi è venuta una spontanea domanda relativa allo “sviluppo compatibile” che è trattato in un paragrafo nel documento finale. L’agenzia dell’ambiente dell’ONU ha censito 5 grandi aree altamente inquinate dai gas serra: una ai confini fra USA e Canada, una in Cina che anche la più estesa, una in Sud-Africa la più piccola per ora e due in Europa. Di queste due una è ai confini fra la Germania, il Belgio e l’Olanda l’altra in Italia sulla pianura padana. Noi siamo il margine sud di questa area altamente inquinata, ho letto tutti gli indicatori estremamente positivi della nostra amata Regione e di questo ovviamente ne sono molto lieto. Ma non capisco come si farà a rispettare le direttive a cui si fa riferimento nel documento finale il famoso 20/20/20 di Lisbona e Goteborg per rientrare nei parametri che ci permetteranno si salvare il mondo e la specie umana, dalla catastrofe per via del surriscaldamento del Pianeta. Dico questo perché sono assolutamente d’accordo che:è fondamentale il ruolo che le città e gli enti locali possono esercitare. E’ la regione come sistema che deve, tutta insieme, proporsi di agire per raggiungere gli obiettivi europei e nazionali di sostenibilità ambientale. Purtroppo vedo intorno a me (abito a Crespellano) che tutti i Comuni, nessuno escluso, non fanno altro che trasformare i loro migliori terreni agricoli in aree urbanizzate e industrializzate. Le case, le industrie, le strade che vi saranno inserite andranno, magari anche applicando le migliori tecnologie, ad aumentare l’inquinamento atmosferico perché comunque la stragrande maggioranza del combustibile consumato per farle funzionare saranno ancora minerali fossili (petrolio, gas, carbone). Come abbiamo potuto vedere dall’inizio della prima industrializzazione i danni provocati da questo modello di sviluppo non riesco a comprendere come si farà a invertire la rotta se continuiamo per la medesima strada. Perché purtroppo prevale sempre il business rispetto a qualsiasi cosa, di convegni e incontri ne ho visti tanti e con soluzioni ottime però mai applicate ne dalla sinistra quando governa tantomeno dalla destra. Non so se le previsioni che fanno gli scienziati siano vere ma pare che abbiamo circa 20 anni per invertire la tendenza e evitare l’autodistruzione, spero per me e soprattutto per le prossime generazioni che veramente il Governatore, i Presidenti delle Province e i Sindaci comprendano l’importanza di uno sviluppo veramente compatibile con l’ambiente nel quale viviamo e che è il primo dei problemi che avranno di fronte. Buon lavoro, Gabriele Natalini

Risposta:

19/5/2009

Caro Natalini, penso anch’io che il tema dell’ambiente sia tra i più importanti. Per questo nel documento “L’Emilia-Romagna e l’Europa” abbiamo sottolineato che la nostra regione non è, al momento, nelle condizioni di rispettare gli obiettivi di Kyoto e dell’Unione Europea sulla riduzione delle emissioni di CO2 e sul risparmio energetico, come del resto non lo è tutto il nostro Paese. E’ perciò necessario l’impegno di tutte le istituzioni e degli altri attori economici, anche a livello locale, per fare del tema ambientale una effettiva priorità per i prossimi anni. Cordiali saluti Walter Vitali

Lettera:

30/3/2009

FERMATE COFFERATI!

E’ con grande stupore che ho appreso dai media e dalle parole di Fassino della probabile candidature come capolista di Sergio Cofferati alle elezioni Europee. A Bologna non ha lasciato tracce visibili di buon governo. Non abbiamo assistito durante la sua amministrazione miglioramenti rispetto a quello che aveva trovato. Ha detto che lasciava per impegni famigliari e ora va a Strasburgo?!!!! Ma veramente i vertici hanno una considerazione dell’elettorato e delle persone che come me si impegnano nel PD, molto molto bassa! Questo significa prendere in giro le persone e contribuire a distruggere quel poco che ancora rimane nel PD, che sono le persone che lavorano come volontari, mettendoci impegno e passione. Questa è la “moneta” con cui “ripagate” l’impegno? E’ bastata una critica al candidato del PD per assicurarsi la candidatura alle Europee? Sono molto deluso, amareggiato…ma forse questo alla “classe politica” interessa poco…… Male che vada c’è sempre un posto sul quale atterrare, magari un po’ più lontano, in bella cittadina in Europa, ma non in italia dove rompono troppo i maroni! Peccato, peccato, nel PD sembra sempre di più si faccia a gara per affondare la nave, l’importante è rimanere in piedi sul ponte di comando! Matteo Turra

Risposta:

30/3/2009

Caro Matteo Turra,

le sue parole mi dispiacciono e mi fanno riflettere, perchè il PD è nato per rinnovare la politica e i nostri comportamenti devono essere conseguenti. La candidatura di Cofferati alle europee, come avrà visto, è stata richiesta dal PD della Liguria perchè ritiene che possa attrarre consensi. La decisione definitiva dovrà essere comunque presa dagli organismi dirigenti nazionali del partito. Cordiali saluti Walter Vitali

Lettera:

16/2/2009

Dal Ministero della Pubblica Istruzione, non arrivano i fondi: è rimasto nelle casse dell’Istituto comprensivo Lame 6000 (sei mila) euro. L’Istituto ha 705 alunni. In due mandati come consigliere, 8 anni, è la prima volta che capita. Abbiamo un credito nei confronti del Ministero della Pubblica Istruzione di 171 000 (centosessantunmila euro) per avere anticipato lo stipendio delle supplenze per l’anno 2007 e l’anno 2008. Ci è arrivata una mail del Ministero che ci dice che fra poco arriveranno 20.000 per le supplenze del 2009 e 20.000 per il fondo d’istituto. E le supplenze del 2007 e 2008 ? L’Istituto Comprensivo Lame non è un caso isolato. Tutte le scuole bolognesi sono messe pressapoco così. Oggi, la scuola pubblica ha realmente bisogno di essere difesa, da noi genitori, dagli insegnanti, da tutte le forze vive, quelle che si sono battute per ottenere il tempo pieno e quelle che non vogliano tornare in dietro, ma anche dalle forze politiche che per tradizione! hanno sempre considerato la scuola pubblica come uno dei pilastri delle nostre democrazie. Angela Iacopetta

Risposta:

16/2/2009

Cara Angela, nella mia dichiarazione sulle Longhena di venerdì scorso, pubblicata sul sito, dicevo che i parlamentari PD interverranno in difesa della scuola pubblica e sfidano a farlo anche chi si è scandalizzato per la protesta del dieci generalizzato. Sia sul tema delle risorse finanziarie che degli organici si prenderà presto una iniziativa coordinata dalla Provincia e dal Comune. Ne avrai notizia anche attraverso il mio sito. Cordiali saluti, Walter Vitali

 

Lettera:

17/10/2008

Gentile Senatore,

La prego come cittadino e genitore di fare tutto ciò che Le è possibile per fermare la riforma della scuola, che uccide la scuola pubblica e lede gravemente i diritti degli studenti e degli insegnanti. NON SI PUO’ SEMPRE TAGLIARE SU SCUOLA E SANITA’, I NOSTRI RAGAZZI NON POSSONO PAGARE IL PREZZO MAGGIORE DEL DISAVANZO DI BILANCIO! MARIA VERUCCHI MODENA

Risposta:

17/10/2008

Cara signora,

condivido pienamente le sue considerazioni sui tagli che minacciano la qualità del nostro sistema scolastico, dalle elementari all’università. Insieme ai colleghi parlamentari PD della nostra Regione, mi impegno senz’altro a contrastare in tutti i modi possibili le intenzioni di questo governo. Naturalmente, sarà fondamentale l’appoggio e la mobilitazione di tutti. Anche di chi, avendo votato Berlusconi, ora si accorge di aver riposto male la sua fiducia. Un cordiale saluto, Walter Vitali

 

Lettera:

18/6/2008

Caro Walter,

Ho letto con interesse l’articolo pubblicato sulla Repubblica a proposito delle dichiarazioni denigratorie di Cazzola nei confronti di esponenti della maggioranza locale. Mi chiedo ma perché non usate lo stesso tono? Perché siete, De Maria e te, così gentili e così comprensivi nei suoi confronti? Mi sarei rivolto a lui dandogli del cappone che cerca solo di ingrassarsi, da leggere senza ironia che con la politica fa fatica ad accordarsi. E userei tutte le metafore della “basse-cour” (terme francese che designa gli animali da cortile) per affermare che i democratici di sinistra non sono polli di batteria ma polli ruspanti e che purtroppo solo gli intenditori di diritti civili e sociali sanno fare la differenza. Difficile trovare tali intenditori nei imprenditori che, con il portafoglio gonfio, spinto da un sentimento di onnipotenza, si cimentano con la politica …  Angela Iacopetta

Risposta

18/6/2008

Cara Angela,

veramente a me la replica che ho fatto a Cazzola non sembrava nè gentile nè comprensiva. E tale deve essere sembrata anche al giornalista di Repubblica che l’ha commenata scrivendo che era una risposta “dura. Non è piaciuta per niente neanche a Cazzola, che il giorno dopo mi ha risposto sul sito del Bologna F.C. 1909 dicendo che sono passato alla storia come il sindaco che in tutto il suo mandato ha fatto solo il Parcheggio di Piazza VIII Agosto. Avrei potuto rispondergli che meglio aver fatto solo un parcheggio che niente, come invece è successo al suo amico Guazzaloca! Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

18/06/2008

Ill.mo senatore Vitali

le chiedo : E’ mai possibile che in Italia giovani come me, amanti della politica, non riescono a formarsi nel medesimo ambito ? la casta è così fondamentale ai fini della formazione politica ? in attesa di riscontro porgo distinti saluti con osservanza Damiano Baris Risposta

18/6/2008

Caro Damiano Baris,

non credo affatto che entrare a far parte della classe politica (la cosiddetta “casta”) debba essere l’unico canale di formazione alla politica. Per i giovani come te il PD sta pensando ad organizzare corsi di formazione che hanno come scopo quello di promuovere una nuova classe dirigente. Recentemente è stata costituita una Fondazione Scuola di Politica (FSP) il cui Presidente è Michele Salvati e il cui direttore è Salvatore Vassallo che ha questo scopo. Credo abbia già il sito nel quale puoi trovare, se vuoi, le proposte di formazione. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

09/06/2008

Ill.mo Sen. Vitali, Le invio la presente per ringraziarLa della testimonianza del Suo impegno in merito alla realizzazione delle opere infrastrutturali di Bologna e provincia. Debbo peraltro manifestarLe la mia opinione sulla evidente dannosità insita in alcune di queste. Se, per quanto riguarda il Sistema Ferroviario Metropolitano, esistono effettivamente una necessità ed una urgenza che motivano la meritevole pressione politica di cui Ella sta dando una così buona prova, ben diverso risulta il discorso relativamente al cosiddetto Passante Autostradale Nord che confligge fortemente con la scelta precedente. Penso sia inutile ricordare che il nostro territorio è già talmente solcato da infrastrutture stradali ed in una sofferenza tale a causa dei problemi indotti dal traffico privato su gomma da rendere totalmente incomprensibile il volersi affidare ancora a modelli di sviluppo vecchi e problematici. Viviamo ormai in una delle aree più inquinate del pianeta, il territorio ha subito livello di consumo inauditi, la stessa identità e affezione sociale per un territorio ormai carente di elementi di riconoscibilità è ridotta ai minimi storici. Viviamo in un “non luogo” sterminatamente uguale da Bologna a Treviso e da Rimini a Milano, la stessa agricoltura deve contendere i propri spazi ai capannoni (desolatamente sempre più invenduti) e alla nuova richiesta di biocarburanti in antitesi al cibo. Il prezzo del petrolio sta correndo verso traguardi incredibili. Le polveri sottili e gli altri inquinanti dell’aria prodotti principalmente dal traffico veicolare, ci pongono! ormai da tempo fuori dai limiti europei e, soprattutto, incrementano la mortalità di fasce a rischio della popolazione. Tutto ciò è evidentemente figlio di un modello di sviluppo (sviluppo, sviluppo… questa ossessione priva di fondamento nella disponibilità di risorse fisiche del territorio!) che è ormai vecchio ed inadeguato per affrontare i tempi a venire. Modello che un tempo una certa politica ha anche osato mettere in discussione. Oggi purtroppo non si colgono più differenze tra le proposte sviluppiste di maggioranza e proposte sviluppiste dell’opposizione. Prova evidente ne è la risposta alle interrogazioni da Lei gentilmente trasmesse: assoluta condivisione di intenti e strategie, compreso il fatto che l’SFM viene messo sempre in secondo piano. E’ incredibile ma nonostante il lungo percorso fatto da idee che oggi sembrerebbero acquisite finalmente da tutti (lo sviluppo sostenibile, che non è un ossimoro o la banale valutazione che esistono anche elementi ambientali e sociali oltre a quelli economici), percorso che compie proprio quest’anno i 40 anni di età (la nascita del Club di Roma, di Aurelio Peccei, sulla sostenibilità dello sviluppo risale al 1968!), ci si trova ancora a fare i conti con la stessa, immutata, formula della crescita economica innanzi tutto e nonostante tutto! Eppure già da tempo si sono compresi elementi fondamentali come quello del limite delle risorse, ma, come testimonia la vicenda del petrolio, non si è in grado di cambiare la rotta pur sapendo che è una rotta di collisione con le capacità ecologiche, sociali e anche con le stesse capacità economiche del sistema… Se l’impegno profuso a tutti i livelli istituzionali e dai rappresentanti berlusconiani e veltroniani, indistintamente, per l’infrastrutturazione autostradale del nodo bolognese fosse stato più positivamente dirottato sui trasporti pubblici (in particolare quelli su ferro per i pendolari, che, nonostante la richiesta in aumento, versano in uno stato vergognoso…) il plauso sarebbe assoluto e le responsabilità nei confronti del nostro territorio e delle generazioni a venire assolutamente più lieve. Già, la responsabilità, un altro bel concetto… Le chiedo gentilmente di considerare anche questi punti di vista. San Giovanni in Persiceto, 9 giugno 2008. Distinti saluti Andrea Morisi

Caro Andrea Morisi, la sua lettera contiene considerazioni condivisibili, oltre al riconoscimento dell’impegno mio e degli altri parlamentari bolognesi del PD per la realizzazione dell’SFM. L’unica cosa che non accetto è il riferimento indistinto ai “rappresentanti berlusconiani e veltroniani”, quasi che avessimo le stesse idee, perchè non è così. Il passante autostradale Nord di Bologna è un progetto delle istituzioni locali che noi sosteniamo. I programmi elettorali del PD, sia quello nazionale sia “Bologna nel programma elettorale del PD” che trova pubblicato sul mio sito, contengono un forte riferimento ai temi ambientali e dello sviluppo sostenibile che non sono per nulla contenuti nel programma del Popolo delle Libertà. Cordiali saluti Walter Vitali

Lettera:

09/03/2008

Gentile Senatore, seguo nel mio piccolo l’ambiente politico dall’età di 15 anni, da quando nella mia città (Ferrara) venne fatta nell’85 la Festa Nazionale (l’ultima a Ferrara, la seconda dopo quella del 1960). Da allora il vecchio P.C.I. ha subito molte trasformazioni, dovute a molti fattori a noi ben conosciuti. Sul “Carlino” seguivo anche la cronaca di Bologna, fin da piccolo e pur in giovane età mi piaceva leggere quanto facevano i suoi predecessori nella città capoluogo di regione. Ho stimato tantissimo Renato Zangheri e il compianto Renzo Imbeni,che ho incontrato personalmente pochi mesi prima della sua morte ancora in piena attività politica. Lei è stato il successore di questi due personaggi di spicco in modo eccellente. Leggo soltanto ora questo sito e lo trovo un modo eccellente di fare politica, di far conoscere il programma e di quanto fatto da Lei nell’ultima legislatura. Ho faticato all’inizio , nel credere nella nuova forza Politica che è il P.D., ma ora sono veramente contento che questa faccia parte del panorama politico italiano e , soprattutto, sono felice di farne parte. Personalmente voglio dirle che da parte mia ha e avrà la mia massima stima. Mi auguro, per il bene dell’Italia, che dal prossimo 13 /14 Aprile il PD faccia decollare il Paese. La saluto cordialmente Stefano

Risposta:

09/03/2008

Caro Stefano, la ringrazio molto. Le sue parole mi fanno molto piacere. Mi raccomando continui a seguire il mio sito e intervenga ogni volta che lo desidera sul blog. Un cordiale saluto Walter Vitali

 

Lettera:

16/02/2008

Ciao, oggi sono in vena di scrivere, ho appena inserito un piccolissimo commento sul blog di apprezzamento a Veltroni e al Pd. Però poi mi è tornato sotto gli occhi un articolo di Piergiorgio Odifreddi pubblicato sulla Stampa venerdì 15 febbraio e mi piacerebbe sapere un tuo pensiero. Non è il primo articolo che leggo di questo “matematico impertinente” mi piace quello che dice, perchè a mio parere sono delle grandi verità. Purtroppo ecco che qui nasce la mia grande confusione fra quello che è e che rappresenta il Partito democratico e quello che penso io davvero. Mi dico anche che se lo stesso Odifreddi con le sue convinzioni ha aderito al Pd vuol dire che posso stare tranquilla. Posso vero, Senatore? Angela

Risposta:

17/02/2008

Cara Angela, certo che puoi stare tranquilla. Odifreddi ha fatto parte della Commissione che ha elaborato il Manifesto dei valori approvato ieri dall’Assemblea costituente nazionale del PD. In quel Manifesto il tema della laicità, che immagino sia quello che giustamente ti sta più a cuore, è declinato così: “Il principio costituzionale della laicità dello Stato rappresenta un valore essenziale dell’impegno del Partito Democratico. La laicità dello Stato garantisce il rispetto di ogni persona nelle sue convinzioni più profonde e assicura a ciascuno gli stessi diritti e gli stessi doveri. Allo stesso modo, tanto più in un’epoca contrassegnata da nuove conquiste di civiltà, ma anche da antichi e recenti fondamentalismi, la laicità dello Stato garantisce che le istituzioni appartengano a tutti e che le decisioni democratiche siano assunte in modo libero e autonomo”. Come vedi è una formula che rispetta pienamente la diversità di opinioni nel PD e che è molto netta nell’affermare questo fondamentale principio. Ieri Veltroni ha poi difeso con forza la legge 194. Un caro saluto Walter Vitali

 

Lettera:

08/02/2008

Caro Senatore, Vorrei esprimerle il mio riconoscimento per il tentativo in atto di garantire una qualche forma di coinvolgimento degli elettori PD nella definizione delle candidature. Come ci si aspettava, la convinzione della destra di avere in pugno il risultato, e l?opposizione dei partitini che temono di dover rinunciare al potere di interdizione che ora detengono, stanno costringendo il Paese ad andare alle elezioni con una legge elettorale che espropria completamente i cittadini della possibilità di definire, o almeno influenzare, la scelta dei propri rappresentanti. Al tempo stesso nulla è stato fatto per impedire l?accesso al prossimo Parlamento da parte di pluripregiudicati, e per garantire una adeguata rappresentanza ad entrambi i sessi. Il Partito Democratico avrebbe una enorme occasione per rimarcare la propria differenza e l?elemento di novità che si propone di rappresentare, applicando unilateramente tre coraggiose “riforme” ? indire primarie per costruire le proprie liste per entrambi i rami del parlamento e in tutte le circoscrizioni ? applicare rigorosamente un codice etico che escluda la candidatura di condannati anche solo in primo grado ? garantire che le candidature rispettino un rapporto di non oltre 60% - 40% tra i due sessi Purtroppo da quello che leggo oggi mi pare di capire che ci sia ben poca speranza, almeno per il primo punto. Riusciremo ad avere qualche novita’ sugli altri due? Sergio Salsedo

Risposta:

17/02/2008

Caro Salsedo, grazie per l’incoraggiamento. Il PD dell’Emilia-Romagna ce la sta mettendo tutta. Non dispero ancora in un risultato positivo per quanto riguarda almeno la possibilità di sottoporre le proposte di candidatura all’esame degli iscritti al PD consentendo loro di pronunciarsi attraverso il voto. Ieri a Roma Veltroni ha detto che non si candideranno condannati anche solo in primo grado per determinati reati e che si impegna a raddopppiare il numero di donne nel gruppi PD in Parlamento. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

03/02/2008

Caro Senatore, Le invio una mia nota sulla questione della bretella tra Porrettana e Rioveggio, che se lo riterra’ utile sarei felice di vedere discussa nella sezione “Montagna” del suo blog. Cordiali saluti Sergio Salsedo

La sera del 30 gennaio si è tenuta a Vergato la presentazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione di una bretella che dovrebbe collegare Vergato al casello autostradale di Rioveggio. Quest’opera, promossa da un comitato dal nome evocativo di ?7 kilometri in 5 minuti?, andrebbe realizzata quasi completamente in galleria nel territorio del Parco regionale di Montesole, in un?area ad elevata criticità geologica ed idrologica. La serata ha offerto spunti degni di uno spettacolo di varietà o di una commedia all?italiana degli anni d?oro della cinematografia nostrana (7 chili in 7 giorni?). Lo studio di fattibilità ? che si vocifera essere costato 75,000 euro di denaro pubblico ? tenta di giustificare un investimento, valutato ottimisticamente in TRECENTO MILIONI DI EURO, in base ad un flusso atteso di circa 5.000 auto al giorno; un traffico tipicamente associato più ad una strada secondaria che ad un’opera presentata dai promotori come una infrastruttura fondamentale per la sopravvivenza economica dell?intera valle del Reno. Di fronte a numeri così esigui, per dimostrare una convenienza economica per l’investimento l’estensore dello studio si è trovato costretto a estrapolare i dati attuali fino all’anno 2062, data alla quale per quanto ne sappiamo l’autotrasporto potrebbe essere stato soppiantato dal teletrasporto o dall’utilizzo di portantine a mano a causa dell’esaurimento dei combustibili fossili? I soliti allarmisti preoccupati per l’impatto ambientale sono stati ampiamente rassicurati con argomentazioni tipo: · l’impatto sulla componente aria è nullo perché essendo la bretella in galleria basta aspirare tutti i fumi di scarico e trattarli prima di emetterli all?esterno · naturalmente sempre grazie all’interramento si può stare tranquilli anche sull’aspetto paesaggistico (una volta ridistribuito qualche milione di metri cubi di volume di scavo)  l’effetto sulle falde acquifere non è un problema, visto che - forse non lo sapete - l’acqua in questa zona viene dagli acquedotti e non dai pozzi Per i pochi, tra i presenti, sensibili alle tematiche ambientali e alla mobilità sostenibile, il buonumore sarebbe stato garantito se non si fosse assistito anche allo spettacolo inquietante di un completo e convinto allineamento a questo progetto da parte di tutti gli amministratori locali, inclusi quelli teoricamente appartenenti alle forze che si dichiarano schierate in difesa dell?ambiente. Tale l’incontenibile entusiasmo dei nostri rappresentanti che si è sentito il Sindaco di Grizzana Morandi di proporre, per accorciare i tempi di realizzazione, di riutilizzare immediatamente le ruspe già presenti in zona per gli scavi della variante di valico incurante, o meglio insofferente, di ogni procedura per una corretta valutazione dell’impatto ambientale. Sarebbe bello se qualcuno tra questi Sindaci ed Assessori, sempre pronti a declamare dichiarazioni di principio sull’importanza del trasporto su ferro, si chiedesse se non sia più opportuno investire UNA FRAZIONE della cifra ventilata per questa bretella in un potenziamento dell?infrastruttura ferroviaria della valle per dare piena attuazione al progetto dell’SFM o addirittura - udite udite - per attivare sulla stessa linea una forma di trasporto merci notturno al servizio delle industrie locali. E resistesse alla tentazione di inseguire la destra assecondando richieste populistiche e demagogiche che non hanno niente a che fare con i reali interessi di questo territorio. Sergio Salsedo

Risposta:

03/02/2008

Caro Salsedo, conosco la sua sensibilità per i problemi dell’ambiente e del trasporto ferroviario e non mi stupisce la sua critica al progetto di bretella Vergato-Rioveggio, che peraltro è allo stadio iniziale. Se le cose stanno come dice lei è evidente che occorrerà valutare e riflettere bene sul progetto. Per quanto mi riguarda sono convinto della necessità di dare priorità al trasporto su ferro ma, come lei sa, anche la viabilità della Valle del Reno è del tutto inadeguata e da qui viene la pressione per realizzare la bretella. Comunque prima di prendere una decisione definitiva penso siano necessarie tutte le verifiche del caso. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

02/02/2008

STIAMO SCHERZANDO VERO? Bella addio, il Pd dimentica la Resistenza GIOVANNI DE LUNA Nei tre documenti fondanti del Partito democratico (il Manifesto dei valori, il Codice etico e lo Statuto), che oggi saranno approvati dalle relative commissioni, non c?è traccia della Resistenza e dell?antifascismo. I motivi di questa omissione non sono facilmente spiegabili. È possibile che si sia voluto consegnare alla storia quelle esperienze, considerandole ormai un patrimonio acquisito degli italiani, connotate da valori - come il «patriottismo costituzionale» richiamato e dal presidente Napolitano - che non possono essere di parte o di partito. Valori che sono entrati stabilmente a far parte di un comune idem sentire. Ci troveremmo, in questo caso, a confrontarci con un altro aspetto di quel «paese normale» la cui immagine, sempre più spesso evocata, alimenta gli auspici e le illusioni del Partito democratico. È anche possibile che in questa scelta ci sia invece l?ossessiva ricerca di una sempre più marcata discontinuità con «tutte» le identità novecentesche della sinistra italiana e che il nuovo partito abbia scelto di azzerare tutto il passato senza distinzioni, facendo precipitare in un unico tritacarne di rimozioni e di oblio lo stalinismo e Giustizia e Libertà, i funzionari al servizio di Mosca e i partigiani morti combattendo per la democrazia, il partito di massa e le eroiche minoranze che furono protagoniste della Resistenza. È possibile che ci sia semplicemente un calcolo di pura opportunità, il tentativo di modellare i valori del partito che nasce su quelli di un’ipotetica coalizione di governo di centro, al cui interno, verosimilmente, gli alleati non sarebbero certamente teneri verso quel tipo di eredità. A differenza della Dc, infatti, il mondo cattolico disposto a dialogare con il Partito democratico ha liquidato la Resistenza, seppellendola sotto l’etichetta della guerra fratricida e spostando l’attenzione piuttosto verso la cosiddetta «zona grigia» (fascisti e partigiani furono due minoranze contrapposte, rispetto a una popolazione che non voleva più saperne di combattere né da una parte né dall?altra), verso quella grande maggioranza di italiani che allora preferì non scegliere e tirare a campare. Scelta culturale o scelta politica, si tratta comunque di una sorta di autorete. Ha suscitato molte perplessità la «fusione fredda» che ha preceduto la nascita del Partito democratico: molti ragionamenti sugli spazi politici da occupare, sulle alleanze da disfare, sugli avversari con cui dialogare; pochissimi sulla propria identità, sulle proprie radici, su un qualcosa che rendesse l’adesione al partito un gesto diverso dall’iscrizione all’anagrafe o ai registri dell’Inps. Forse, in questo senso, l’antifascismo, con il surplus di democrazia che è racchiuso in quell’esperienza, e la Resistenza, con l’imperativo morale di scegliere da che parte stare, potevano essere riferimenti ingombranti, ma utili. Daniele Ara

Risposta:

03/02/2008

Caro Daniele, fortunatamente le cronache di oggi riportano la lettera che Walter Veltroni ha inviato alla Commissione per il Manifesto dei valori con la richiesta di inserire il riferimento alla Resistenza e all’antifascismo, cosa che è puntualmente avvenuta. Speriamo si sia trattato di un errore destinato a non ripetersi più. Ciao Walter

 

Lettera:

20/11/2007

come vedi sono un dipendente del comune di bologna, mi sono occupato anche di turismo fino all’evento della giunta Guazzaloca, oggi continuo, credo con impegno a lavorare, (ho 41 anni di marche versate), nell’intento di contribuire anche se modestamente, a far percepire ai cittadini che il lavoro dei tanti operatori è fatto con spirito costruttivo, al loro servizio. Quello che mi manca è però di vedere riconosciuto dalla mia squadra l’impegno dei tanti con ad esempio il rinnovo contratto di lavoro, nell’art95 della finanziaria non ho visto una lira. Mi permetto di chiederTi di impegnarti su questo versante, per ricordare ai Tuoi ed ai miei concittadini un impegno tangibile. Grato dell’attenzione, con stima P.L.Melotti

Risposta:

21/11/2007

Caro Pier Luigi Melotti, accetto volentieri la sollecitazione e mi impegnerò senz’altro. Credo che i dipendenti degli enti locali, che tanto contribuiscono al funzionamento dei servizi fondamentali per la comunità, abbiano tutti i diritti di veder riconosciuta la loro professionalità anche attraverso il rinnovo dei contratti di lavoro nelle scadenze prestabilite. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

12/11/2007

scusi caro senatore se la disturbo. Vorrei una piccola delucidazione, la domanda è questa: un decreto ministeriale per avere valore deve essere necessariamente pubblicato in gazzetta ufficiale? Grazie anticipatamente cordiali saluti Claudia Aria

Risposta:

21/11/2007

Gent.ma Sig.ra Ara, è come dice lei: un DM per avere validità deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

09/11/2007

Caro Walter, scusa il disturbo, mi è venuta una idea rispetto alla scomparsa di Enzo Biagi, è quella di proporre alla Regione e alla Rai una scuola di giornalismo nell’Alta Val del Reno utilizzando la banda larga dedicata a Enzo Biagi. Con simpatia Andrea Albicini

Risposta:

21/11/2007

Caro Andrea, è una buona proposta. Possiamo parlarne con l’assessore Campagnoli e con la Scuola di giornalismo dell’Università di Bologna. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

12/10/2007

Le scrivo per portare a conoscenza una problematica dell’ICI. Si parla troppo di riduzione delle tasse e in special modo di ICI. Attualmente le detrazioni per la 1° casa sono legate alla residenza ( è giusto per chi è proprietario di più immobili). Per chi è proprietario di una sola casa, ma non è residente paga l’ aliquota per intero (un’ingiustizia). Le porto a conoscenza del mio caso, che può essere di tanti altri cittadini. Sono proprietario di un’abitazione nel comune di Policoro (MT), (la prima e unica casa costruita con molti sacrifici), abitata per 10 anni. Cinque anni fa ho perso il posto di lavoro, la fabbrica dove lavoravo è chiusa per fallimento ( la Basilicata altro che isola felice). A 50 anni sono stato costretto a lasciare il mio paese, e cercare lavoro nel nord Italia, a Bologna; mi sono trasferito con tutta la famiglia e vivo in un?abitazione in affitto e purtroppo sono stato costretto a cambiare residenza. Al comune di Policoro ho sempre pagato ICI, considerandola 1°casa, in base all’art. 59, comma 1, lettera e, del D.lg. 15 dicembre 1997 n°46, avendo la residenza i miei due figli (che vivo con noi a Bologna). C’è da dire che l’abitazione di Policoro la famiglia l’utilizza solo nel periodo estivo per circa 30 giorni, e pago le tasse dei rifiuti solidi urbani per l’intero anno. Ora per il comune di Policoro devo pagare l’ICI per intero, perché non sono residente, e come amministrazione comunale non ha recepito l’art. 59 del D.lg. 15 dicembre 1997 n°46, perchè non è vincolante. Da contribuente onesto sono passato per evasore. Con la beffa di pagare l’ICI per intero, pagare l’affitto che non posso detrarre, per lo Stato con due stipendi da dipendenti si è ricchi (si arriva a stento alla fine del mese), e non si ha nessuna agevolazione. Le chiedo di impegnarsi, per far sì che le detrazioni dell’ICI dovuto alla 1°casa non sia legato alla residenza (se l’abitazione non produce reddito affittandola). Sicuro per l?interessamento La saluto cordialmente. Maurizio Antonio Stigliano

Risposta:

21/11/2007

Gent.mo Sig. Stigliano, la ringrazio per la segnalazione che è meritevole della massima attenzione. Sottoporrò il problema al Ministero dell’Economia e della Finanze perchè valutino la possibilità di intervenire. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

05/10/2007

Salve Senatore, sono uno studente laureando presso la facoltà di Economia di Palermo, insieme ad altri studenti universitari e rappresentanti del mondo del lavoro, guidiamo un?associazione culturale nel nostro paese: Balestrate(centro di 6000 abitanti in prov di Palermo);l’associazione nata 27 anni fa, si è sempre distinta per la bontà delle manifestazioni organizzate (ultima una rassegna d’arte www.contaminazioni07.it ) Da quest’anno abbiamo deciso di intraprendere un cammino formativo, che riteniamo fondamentale per la crescita sociale e culturale della nostra comunità e non solo,attraverso una serie di incontri, invitando insigni Professori Universitari, esponenti del mondo della politica e del giornalismo italiano Il nostro primo appuntamento è per il 10 novembre con un incontro dal titolo “Legge elettorale: una riforma necessaria”, durante il quale interverranno tra gli altri il Prof Pitruzzella dell’Università di Palermo, la Prof Cabiddu dell’Università la Cattolica di Milano, la Prof Nicotra dell’Università di Catania, il Prof Pinelli dell’Università di Macerata, il Prof Galipò della LUMSA, il dott. Argondizzo della LUISS, il Prof Rubechi dell’Università di Bologna, il giornalista Davide Giacalone, il Sen Mannino, il Sen Fazio, il Sen Vizzini, l’On Piro, l’On D’Alia, l’On Mattarella, l’On Li Causi, l’On Zaccaria, l’On Antinoro, l’On Pagano e l’On Cristaldi Il nostro secondo appuntamento lo abbiamo fissato per sabato 15 dicembre, con un seminario da svolgersi a Balestrate, che riguarda la nostra legge di bilancio, dal titolo “egge finanziaria e sviluppo del Paese” Itendiamo organizzare l’incontro in due fasi, la prima parte, più accademica, dal titolo: “Modificare la legge Finanziaria: una necessità assoluta”, la seconda divisa in due, più politica, che prevede : “Finanziaria 2008: una svolta per il Paese o un’occasione perduta?” e “Il Meridione, una risorsa o un carrozzone?” La invitiamo fin da adesso qualora fosse disponibile a partecipare a prendere in considerazione un tema da trattare per la giornata Hanno già dato una prima adesione Enrico Cisnetto, presidente di Società Aperta,Carlo Pelanda economista e giornalista, il Prof Tiberi de La Sapienza di Rom, il Prof Galasso della Bocconi, il Preside della Facoltà di Economia di Palermo Prof Dominici, il Prof Mazzola dell’Università di Palermo e il Prof Provenzano Rimango a sua disposizione per qualsiasi informazione Distinti saluti Vito Rizzo

Risposta:

21/11/2007

Caro Vito Rizzo, sono proprio spiacente ma per quella data non posso. Grazie dell’invito e cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

04/10/2007

Caro Walter , ti sottopongo un tema che mi sta a cuore ma che viene troppo spesso sottovalutato. Anche questa finanziaria - come la precedente in modo ancora più vistoso - stabilisce chi deve pagare più o meno tasse in funzione del reddito dichiarato nella ddr. Poi - come sempre - leggeremo e dibatteremo i dati di reddito delle varie categorie e ci indigneremo: dipendenti ben messi e autonomi in fondo alla lista . Ascolteremo ministri che dichiareranno ” devastante ” e ” inaccettabile ” l’evasione fiscale e ci sorbiremo prediche all’insegna di ” pagare meno pagare tutti “. Finche’ in Italia i redditi dichiarati non saranno rappresentativi di quelli realmente percepiti - e non mi sembra ci sia possibilità che ciò accada - a pagare saranno sempre gli stessi con ritenuta alla fonte , sopportando un carico fiscale divenuto ormai esorbitante . Lo stesso vale per ogni forma di sgravio , esenzione o agevolazione e si applica ad ogni livello : governo , regione , provincia , comune. Così si formulano norme a sostegno di gioiellieri , ristoratori e concessionari auto con la dichiarata ma ipocrita intenzione di sostenere le fasce di popolazione meno abbienti . Ma possibile che non si riesca a cambiare prospettiva , riducendo le imposte a chi le tasse le ha sempre pagate ( o almeno restituendo il fiscal drag ) e accertando i redditi degli altri con un pò di serieta’ ? Possibile che tutti sappiano ma continuino imperterriti a perpetuare una così vistosa iniquità nel rapporto fondamentale tra cittadini e Stato ? Oramai il vero discriminante del Paese è questo e destra-sinistra saranno sempre più sostituiti da pago- evado/eludo le tasse , determinando corrispondenti blocchi sociali e intenzioni di voto. L’antipolitica è figlia di una cattiva politica e di uno Stato profondamente ingiusto . Il resto sono chiacchiere. Spero che questo appello contribuisca a richiamare attenzione .Cordiali saluti Giovanni Giaco’

Risposta:

21/11/2007

Caro Giovanni, il tema che tu poni è sacrosanto. Si fanno grandi sforzi per valutare con precisione il reddito delle diverse categorie (studi di settore, redditometro, ecc.) ma la situazione non cambia come dovrebbe. Almeno c’è un governo che ha fatto della lotta all’evasione fiscale uno dei suoi obiettivi di fondo. Credo che dovremmo insistere molto su questo tema e, come dici tu, affinare gli strumenti di valutazione. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

27/09/2007

Gent.mo ill.mo egr. sig. on. Senatore dott. prof. Vitali Walter ! Prima di tutto Le mando i migliori saluti d. Alto Adige. Vengo oggi da Lei con un desiderio particolare, perché in Lei ho tanta speranza e fiducia. La prego gentilmente che Lei puó dare un sostegno al nostro desiderio del ripristino delle nostre festività soppresse in Italia. Sono festività significative e di alta tradizione popolare. Spero che si puó mettere presto all´ordine del giorno questo provvedimento alla 1a Commissione permanente Affari costituzionali. La presentazione dei disegni di leggi alla Camera e al Senato per il ripristino delle festivitá soppresse in Italia (San Giuseppe 19 marzo, Ascensione Nostro Signore, Corpus Domini, SS.Pietro e Paolo 29 giugno, Lunedi di Pentecoste) hanno avuto una grande risonanza sia dalla popolazione italiana come anche nella stampa nazionale! Tanti deputati e senatori hanno firmato questo provvedimento. Al Senato é stato presentato il ddl n. 940 di Sen. Peterlini e alla Camera il ddl n. 1647 dei on. Brugger, Widmann e Zeller. Io sono convinto che qui si tratta di una cosa molto importante, poiché il nostro paese dovrebbe dare un buon esempio per la CEE ! La nostra patria deve dare un buon esempio e deve iniziare a dare un segnale per i valori cristiani verso l´Europa con questo ripristino delle nostre festivita´religiose di alta tradizione cattolica popolare ! Chi se non l´Italia con la Santa Sede deve iniziare di dare un buon esempio per il resto del mondo? La sede del Papato, dell´esercizio del ministero del primato nella chiesa cattolica, un fatto che in qualche modo dá all´Italia una posizione di estremo rilievo! Anche economicamente le festività sono un elemento molto importante per recuperare l´economia nel nostro paese. Tanti paesi in Europa (Austria, Germania, Svizzera ecc..) hanno conservato queste festivita´che un tempo fá erano anche in Italia! Si tenga conto che le festivitá sono stati aggiunti al periodo delle ferie ordinarie oppure retribuite per cui il loro ripristino ha un costo attenuato. Anche i ministri Turco, Di Pietro e Chiti sostengono il provvedimento, nonché anche il Presidente del Ceremoniale al Palazzo Chigi prof. Massimo Sgrelli. Abbiamo convinto giá tanti Vescovi e Cardinali per questa cosa. (Mons. Card. Ruini, Mons. Bagnasco, Mons. Card. Sodano, Mons. Comastri, Mons. Lajolo, Mons. Card. Sepe, Mons. Card. Bertone; Mons.Card.Vallini, Mons. Meloni di Nuoro, Mons. Lajolo; Mons. Orlandoni di Senigallia, Mons. Meloni di Nuoro, Mons. Domenico Graziani di Crotone, Mons. Card. Pio Laghi, Mons. Verucchi di Ravenna, Mons. Josef Clemens del Vaticano, Mons. Zenti di Verona, Mons. Romeo di Palermo, Mons. Anfossi di Aosta, Mons. Mauro Piacenza - Vaticano,Prelato Mauro Parmeggiani della Curia di Roma, Mons. Egger di Bolzano, Mons. Bressan di Trento, Mons. Piero Marini, Card. Schönborn. Nonché anche S.S. Papa Benedetto XVI e Mons. Gänswein e il nunzio apostolico Vescovo Mons. Giuseppe Bertello sostengono interamente questo importantissimo provvedimento. Il Presidente Romano Prodi diceva che è anche un desiderio suo e sostiene interamente la cosa e anche sig. Aldo Parmeggiani di Radio Vaticana! La ringrazio della Sua attenzione e speriamo che Lei puó sostenere e spingere in avanti questo nostro desiderio importantissimo per noi tutti. Vivissimi saluti e grazie Paul Berger e famiglia -

Forse Lei puó presentare anche un ddl in tal senso: cliccare qui per leggere un testo per un ddl: http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk5000/frontesp/4975.htm

Risposta:

21/11/2007

Gent.mo Sig. Paul Berger e famiglia, non ho nessuna difficoltà a dichiararmi a favore della conservazione delle migliori tradizioni del nostro popolo, comprese quelle di carattere religioso. Avrei qualche difficoltà a sottoscrivere un ddl per il ripristino di festività soppresse, visto che tra i fattori della perdità di competitività dell’Italia c’è anche il fatto che il numero di ore lavorate in un anno è molto inferiore a quello degli altri Paesi. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

21/09/2007

Caro Walter, entusiata del tuo impegno in prima persona nella prossima formazione politica del PD e convinto che ci metti nel lavoro politico non solo il tempo ma anche l’ideale e tutte le tue energie professionali ed intelletuali, sono ad eprimermi il mio sostegno… cordialmente Roland Jace

Risposta:

21/11/2007

Caro Roland, grazie per il sostegno. Mi pare che i risultati delle elezioni del PD del 14 ottobre siano stati icoraggianti e che ci inducano a proseguire su questa strada. Un caro saluto Walter Vitali

 

Lettera:

16/06/2007

Gentile senatore, anzi, carissimo signor Sindaco, scrivo a lei per levare un grido di dolore a nome di tutti quelli che come me sono lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata inps. Ho inviato il testo che le allego qui sotto anche agli uffici dei ministeri del lavoro e dell’economia, nonché alla presidenza del consiglio. Mi rendo ben conto dell’ingenuità di questa iniziativa (del resto come forse il babbo le avrà raccontato un mio bisnonno scrisse a churchill e a stalin). Nel dibattito di questi giorni, come già durante la approvazione della finanziaria, non ho mai sentito nessuno dire una parola non dico in difesa ma anche solo di comprensione della nostra situazione, che in due parole è la seguente: I lavoratori autonomi che nel 1995 (Riforma Dini) vennero iscritti alla Gestione separata Inps insieme ai lavoratori atipici e parasubordinati, hanno visto nel decennio successivo la loro aliquota di contribuzione salire con regolarità dall’originario 10 al 18%, senza che la rivalsa del 4% seguisse in alcun modo questa ascesa. Rivalsa che, in realtà, non è nemmeno del 4% reale, dal momento che entrando nell’imponibile viene comunque erosa dalle imposte sul reddito, dall’Irap e dalle varie addizionali. Raggiunto il tetto del 18% si è compiuto, con l’ultima finanziaria, un autentico balzo al 23,5 per cento, e già si sente parlare di ulteriori rialzi. Le motivazioni che hanno accompagnato questa decisione sono state due: garantire ai lavoratori atipici, specie ai più giovani, una adeguata copertura previdenziale ma anche, se non soprattutto, rendere meno conveniente per le imprese il ricorso al lavoro precario, incentivandone in questo modo la trasformazione in “buona occupazione”. Il lavoratore autonomo si trova quindi agganciato alla dinamica dei parasubordinati essendo in realtà figura del tutto diversa. Non si tratta di un lavoratore che tende o aspira a divenire dipendente, ma di un lavoratore che per scelta o per necessità (spesso ex dipendente uscito per vari motivi dal mondo del lavoro dipendente) agisce liberamente sul mercato (tant’è che appena faccia uso di beni strumentali anche modesti come un computer e una stampante, è visto affine a un imprenditore e come tale soggetto all’Irap). L’altra importantissima differenza è che il 23,5% è totalmente a carico del lavoratore (salvo quella marginalissima rivalsa del 4% di cui sopra), mentre il lavoratore parasubordinato vede coperti dal committente i due terzi del contributo. Non potendo facilmente rivalersi sul cliente tramite aumento dei prezzi il lavoratore autonomo (che magari aveva avviato forme previdenziali private, quando il presente contributo non c’era) si trova a dover spremere dal fatturato una cifra molto alta che mette seriamente a rischio la possibilità di proseguire l’attività, certamente con grave danno personale, ma direi anche con danno per l’economia generale che avrebbe invece tanto bisogno di una ripresa dei consumi. Questa situazione può essere forse fronteggiata da quei lavoratori autonomi che operano in settori dove una certa quota delle entrate sono in nero. Ma per chi lavora per clienti che esigono fattura, come avviene ad esempio nel campo editoriale, il peso fiscale-previdenziale diventa talmente alto da risultare in molti casi non sostenibile, anche in presenza di fatturati apparentemente non disprezzabili, frutto di una quantità impressionante di ore di lavoro. La ringrazio della attenzione, la saluto, e le auguro buon lavoro. Sarei lieto, se trova fondate le cose che ho scritto, che lei facesse conoscere questo testo nell’ambiente politico che le è più vicino (a cominciare dal senatore Enriques che in passato ho avuto il piacere di avere tra i miei clienti). Le confesserò un’ultima cosa, per me dolorosissima. Quando ho saputo dalla commercialista quello che devo versare mi sono ricordato delle oscene parole di Berlusconi sui coglioni che votano contro il proprio interesse, e ho avuto il dubbio che non avesse tutti i torti. Un abbbraccio, Carlo Pedrazzi

Risposta:

16/06/2007

Caro Carlo, trovo del tutto sensate le sue osservazioni. Le farò avere alle Segreteria tecnica del Ministro Damiano e le manderò la risposta. Spero che il Governo si dimostri sensibile in modo che lei non debba avere neanche il sospetto che avesse ragione Berlusconi. Un caro saluto Walter Vitali

 

Lettera:

08/06/2007

inviata e-mail alla casella del senato con allegato Ill.mi Senatori, si allega un file PDF con un sunto parziale sulla Discarica di Terzigno di cui al Ddl n. 1566 - Decreto-legge n. 61 in voto al Senato il 12 giugno. Vi preghiamo di leggerlo attentamente prima di votare. VIOLAZIONE DI ACCORDI INTERNAZIONALI VIOLAZIONE DEI DIRITTI CIVILI ED UMANI VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE ATTENTATO ALLA PUBBLICA SALUTE ATTENTATO ALL’AMBIENTE CONTRASTO CON ALTRE LEGGI DELLO STATO Vi chiediamo un voto di coscienza e non di opportunità politica Angelo Genovese Università degli Studi di Napoli Federico II a nome del coordinamento dei comitati civici Angelo Genovese

Risposta:

09/06/2007

Caro prof Genovese, leggerò attentamente il materiale che mi ha mandato, anche se penso come tutti gli italiani che le discariche in Campania da qualche parte vanno fatte. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

06/06/2007

Senatore Vitali, le chiedo cortesemente di spiegarmi cosa sta succedendo a livello locale nelle titolatissime scuole d’infanzia bolognesi che non tanto tempo fa erano considerate un esempio per molti paesi europei e mondiali, ma ora sono solo un posto dove parcheggiare i bambini per permettere ad entrambi i genitori di portare a casa 2 stipendi, cosa assolutamente fondamentale per vivere ai giorni nostri.Avendo mia moglie che lavora nel settore come insegnante, mi racconta come questa realtà sia diventata insostenibile con una burocrazia sempre crescente, che non aiuta il rapporto con i bambini e con persone che debbono catalogare con giudizi impropri verso le insegnanti. Ma come ha potuto l’ex n.1 del sindacato dei lavoratori trasformare questo ambiente come il peggiore dei padroni. Saluti e buon lavoro. Alberto Gualandi

Risposta:

06/06/2007

Caro Alberto, mi dispiace molto quello che lei mi dice a proposito delle scuole dell’infanzia del Comune che sono sempre state un nostro fiore all’occhiello. Girerò la sua segnalazione all’assessore Milly Virgilio e cercherò di capire dov’è la causa dei problemi che lei mi segnala per contribuire a rimuoverla. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

01/06/2007

Caro Senatore Secondo me i risultati delle amministrative erano scontati. Abbiamo avuto un governo partito malissimo un anno fa, dopo defatiganti discussioni, con una pletora di membri alcuni dei quali superflui o dannosi (vedi Mastella, con il suo indulto le cui tragiche conseguenze stiamo pagando in termini di sicurezza). Prodi avrebbe dovuto farsi trovare all’ apertura delle urne con una lista dei ministri etc. assolutamente blindata, e minacciare le dimissioni un giorno si’ e un altro pure se qualcuno protestava. C’ e’ stata preliminarmente la promessa di non aumentare le tasse, seguita poi da una defatigante finanziaria lacrime e sangue, i litigi giornalieri sul partito democratico e la sua leadership, ultimamente anche la questione Visco che rischia di diventare la pietra tombale del governo. Io penso che anche se innocente Visco dovrebbe dimettersi per difendersi meglio. Il drammatico non sono i risultati elettorali, ma come i nostri hanno reagito, in modo scomposto, suggerendo soluzioni contrastanti per i problemi da esse evidenziati. Proprio nei momenti di crisi bisognerebbe mostrarsi compatti. Gabriella Poggi

Risposta:

01/06/2007

Cara Gabriella, penso che tu abbia ragione. Abbiamo due problemi : il governo, che dovrebbe avere la forza di fare le correzioni necessarie per un rilancio, e il Partito democratico, che non può rimanere un cantiere aperto per troppo tempo. Anch’io non vorrei che la reazione molto nervosa alla sconfitta nel voto amministrativo ci impedisse di prendere le iniziative necessarie. E il passaggio di mercoledì al Senato su Visco è di grande importanza e delicatezza. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

27/05/2007

Senatore Vitali, è un forte interesse di tutti i cittadini ottenere opere e servizi al più basso impatto ambientale. E’ quindi fondamentale che i processi di decisione siano adatti a garantire che scelte a rilevanza ambientale vengano fatte nel migliore dei modi. A questo scopo, invece di accusare la gente di sindrome di NIMBY come fanno in molti, è essenziale fare in modo che i processi siano pubblici, chiari, trasparenti e partecipativi fin dall’inizio. Ho assistito recentemente durante una conferenza bolognese a un intervento del Prof. Bettini dell’Università di Venezia su questo tema, in cui si parlava delle direttive europee in materia: i processi di decisione in materia di ambiente richiederebbero completa trasparenza e pubblicità in tutte le fasi, partecipazione popolare fin da prima della progettazione con la definizione dei parametri per la decisione, confronto fra le diverse alternative possibili sulla base di questi parametri (compresa l’opzione di non fare niente), con lo scopo di adottare la scelta migliore (SEA, valutazione strategica), tenendo conto degli effetti cumulativi (CIA) dei vari aspetti e degli altri progetti/interventi o di trasformazioni in corso o prevedibili. Gli effetti cumulativi possono essere estremamente più importanti di quelli presi in esame separatamente (a volte il legame fra i parametri è logaritmico), e riguardano il passato, il presente e anche il futuro a medio e lungo termine. La pubblicità e la completa trasparenza garantiscono che tutto possa essere correttamente contestato nei tempi e modi adeguati. E’ ovviamente importante che la valutazione di questi effetti sia eseguita per conto di una parte terza. Il progetto viene realizzato con il consenso popolare. In Francia tutte queste cose succedono. In Italia, neanche una. Si fa una valutazione dell’impatto ambientale (EIA) del singolo progetto, scomposta in effetti di tipo diverso, senza tenere conto degli altri interventi, e solamente per quanto riguarda presente e futuro a breve termine. La commissiona e ne stabilisce le regole, dopo il completamento della progettazione, chi deve realizzare il progetto(!) allo scopo di scoprire (contro il proprio interesse) se il progetto deve essere modificato; la rende pubblica sui quotidiani, spesso in piccoli caratteri e magari in pagine di scarso interesse come quelle dedicate alla pubblicità, solo prima dell’inizio della realizzazione. Il progetto si scontra sempre più spesso con l’opposizione popolare: la gente viene accusata di essere vittima della sindrome di nimby (”non lo voglio nel mio giardino”) mentre a volte è più informata degli amministratori, e comunque non si riesce a comporre il conflitto in termini oggettivi e accettati. Questo divario fra le direttive europee e la legge italiana (il testo unico sull’ambiente) è dovuto a Errori di traduzione Interessi politici Traduzione in legge della routine in uso L’incontro IAIA di giugno a Seul offre una nuova occasione di riflessione. E’ necessario trovare subito una determinante spinta al cambiamento, sostituendo a un sistema di fatto autoritario, per darci regole realmente democratiche che abbiano un forte impatto positivo. Conto sul suo lavoro per ottenere questi importanti risultati. Cordialmente Franco Tedaldi

Risposta:

27/05/2007

Gent.mo Franco Tedaldi, la ringrazio per le sue considerazioni molto documentate sulle procedure decisionali in materia ambientale. Credo che le direttive europee debbano essere applicate in ogni Paese membro dell’Unione, Italia compresa, e in questo senso mi sento di assicurare il mio impegno. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

16/05/2007

Spett. senatore, sono uno studente di 21 anni, iscritto ai Ds da un anno circa. Ho firmato il suo documento che appoggiava la mozione Fassino e sono un appassionato sostenitore del Partito Democratico. Più di ogni altro partito, penso che sia il partito dei giovani e per i giovani, ragazze e ragazzi, in cui tutti noi giovani moderati possiamo identificarci e condividere un’identità comune. Dico questo solo per esplicitare la mia forte aspettativa, e la passione che ne consegue, nei confronti del Pd. Grande serebbe, invece, la mia delusione se il processo costituente del Pd fosse semplicemente mettere un paio di crocette il 14 Ottobre. Questo processo non mi sembra veramente democratico. Nel nostro paese di rappresentanza ce n’è anche troppa. C’è bisogno di partecipazione. Per questo ho condiviso pienamente la sua proposta di approvare il Pd su base territoriale (non immagina il mio entusiasmo quando ho saputo che potevo creare con le mie mani e le mie idee il nuovo partito). Tuttavia in questi ultimi giorni mi sembra di capire che la costituente sarà approvata da un unico comitato promotore nazionale di 30 persone. Noi sostenitori ci limiteremmo a fare una crocetta in più. Non è possibile attivare un processo costituente veramente partecipato? Come possiamo fare noi cittadini per contribuire concretamente alla creazione del Pd? Di fronte al mio entusiasmo, tutti mi hanno detto che la politica dei vertici porta profonde delusioni. Mi piacerebbe non fosse più così. Cordiali saluti, Denis Rizzoli

Risposta:

19/05/2007

Caro Denis, mi fa piacere che anche tu abbia sottoscritto il documento “Partito democratico: non se ma come” per il Congresso DS che ha contribuito al risultato positivo della mozione Fassino. La costituzione del Comitato promotore nazionale di 30 persone non esaurisce la fase costituente del PD, che anch’io mi auguro non si limiti alla campagna elettorale per il voto per l’Assemblea costituente del 14 ottobre. Sono fermamente convinto che dobbiamo dar luogo ad una Costituente delle idee come è scritto anche nell’ordine del giorno approvato al Congresso nazionale DS di Firenze al quale come firmatari del documento abbiamo fortemente contribuito. Speriamo che tutto questo venga deciso dal Comitato promotore nazionale. Intanto mi sembra che a Bologna le cose vadano bene in quanto si è deciso la formazione di Comitati promotori di quartiere e di comune e la raccolta di schede di interesse a partecipare anche da parte dei non iscritti ai partiti. Chi, come te, è pieno di entusiasmo potrà dare il meglio di sè nella costituzione dei Comitati e nella raccolta di adesioni. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

04/02/2007

Caro Walter, mi permetto di ricordare un fatto sicuramente a te noto,TARSU e contenzioso comuni-scuole. In considerazione che vi è già una mozione presentata presso la Camera, riguardante il contenzioso esistente tra le istituzioni scolastiche e i comuni per le spese relative al pagamento della TARSU (tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani)credo che sarebbe utile un nostro intervento. La cifra per quanto riguarda il nostro Comune, è ragguardevole, sarebbe opportuno entrarne in possesso, in particolare considerando i vincoli del Patto 2007. In attesa di sentirci, un cordiale saluto, buon lavoro. Guido Calzolari Vice Sindaco Comune di San Lazzaro

Risposta:

04/02/2007

Caro Guido, conosco il problema e condivido la proposta, poichè si tratta di una cifra importante per le casse comunali. Mi attiverò anche in collaborazione con i colleghi della Camera per arrivare a una soluzione positiva e ti terrò informato. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

23/01/2007

Spett. Onorevole sono un piccolo imprenditore presente nel comune di Marzabotto con due attività produttive. Ero presente al suo intervento in sala comunale, riguardo al problema stop cartiera Rizzoli, ho trovato nelle sue parole una notevole sensibilità al problema occupazione che incombe nella vallata. Vorrei quindi esporle quanto sta accadendo prevalentemente alle attività produttive in aree promiscue, (abitativo che non ha nulla a che fare con le attività). Tenendo conto delle normative che tutelano il cittadino i parametri ARPA, non lasciano spazio alle aziende produttive al quotidiano esercizio dell?attività, di conseguenza denunce che vanno a colpire in modo letale solamente i posti di lavoro. Premetto che assieme ad una ventina di colleghi ci siamo incontrati con l?amministrazione Comunale, con il responsabile di montagna CNA, con ARPA Castel di Casio. Io come promotore alla ricerca di una risoluzione ho trovato solo porte chiuse, nonostante la collaborazione dei contatti; si tenga conto che le vallate non presentano possibilità di tenere separate a livello di zonizzazione il produttivo dall?abitativo perciò occorre la convivenza o l?abbandono da parte di uno dei contendenti. Se posso esprimere un parere unanime della categoria le normative che comportano declassamenti di diritti avuti precedentementi dovrebbero essere applicate in modo preventivo, per evitare sanzioni o quanto altro applicabile dalle autorità. Spero di essermi espresso in modo esauriente, in ogni caso sono a disposizione per continuare la ricerca alla risoluzione del problema. Sestilio Degli Esposti -

Risposta:

23/01/2007

Gent.mo sig. Degli Esposti, capisco l’importanza della questione che lei mi pone per il mantenimento delle attività produttive nelle vallate di montagna. Ne parlerò anch’io con il Sindaco, e sono a sua disposizione se ritiene che le posso essere ancora utile. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

14/01/2007

Ho letto sull’Unita’ di oggi 14/01/2007 la posizione sul Partito Democratico, condivido moltissimo che non può essere uno spostamento al centro e che non sia possibile prescindere dal gruppo del PSE europeo, se ciò si traduce in un manifesto o documento da sottoscrivere mi farebbe piacere saperlo perchè vorrei aderire,nel caso in cui riteniate opportuno estenderlo oltre la Federazione di Bologna. Cinzia Tacconi Ass. provinciale Grosseto

Risposta:

14/01/2007

Cara Cinzia, sicuramente ci sarà un documento nazionale. Ti farò sapere. Intanto grazie per l’adesione. Cordialmente Walter Vitali

 

Lettera:

12/01/2007

Egregio Senatore Vitali,

Le scrivo per portarla a conoscenza di un fatto o meglio, di una situazione, che sinceramente mi sta lasciando con l’amaro in bocca, sia in qualità di cittadino residente a Bologna, che come elettore dell’attuale sindaco bolognese. Esiste, a dir la verità esisteva perchè già scaduta nel 2004, una convenzione tra il comune di Bologna e l’U.I.C. (Unione Italiana Ciechi), con la quale lo stesso comune si impegnava a finanziare con una cifra annuale di 35.000 (trentacinquemila) euro l’attività dell’U.I.C. svolta in favore dei ciechi e ipovedenti bolognesi. La convenzione era stata perfezionata alla fine della giunta Vitali e sottoscritta dalla giunta Guazzaloca. Ora il nuovo sindaco, sig. Cofferati, ha deciso di non rinnovarla, sottraendo così all’U.I.C. un indispensabile finanziamento alla propria azione, mettendo l’associazione in uno stato di crisi profonda, stante la mancanza di altre entrate, salvo parte della quota d’iscrizione dei propri aderenti. Mi chiedo e le chiedo, è possibile che un sindaco di sinistra si comporti in questo modo? Nei mesi precedenti, su sollecitazione dell’U.I.C., lo stesso sindaco aveva dato assicurazione sul rinnovo della convenzione, garantendo agli interlocutori dell’U.I.C. che chiedevano un impegno scritto, l’assoluta garanzia della parola del sindaco. Nella realtà, il sindaco ha assunto un atteggiamento dilatorio, per far sapere, alla fine, che non vi è alcuna intenzione di procedere al rinnovo della convenzione perchè, secondo lui, c’è già un apposito sportello dell?ufficio comunale per i servizi agli handicappati, tra i quali i ciechi. Nella realtà però, lo sportello è solo informativo e spesso gli stessi operatori e le assistenti sociali si rivolgono all’U.I.C. per avere delucidazioni su problemi sollevati da quei cittadini ciechi e ipovedenti che si sono rivolti a loro e rimandando frequentemente gli utenti alla stessa associazione per lo svolgimento di pratiche. Analogamente ciò accade presso le sedi dei quartieri. Capisco le difficoltà economiche del comune e la necessità di risparmiare, ma Le sembra possibile che tale risparmio possa colpire così profondamente, con il rischio di farla chiudere, un? associazione che presta un servizio così importante per persone così duramente colpite? Ma che vada a risparmiare sul costo indecente di molte consulenze esterne, come quella menzionata, non molto tempo addietro, dalla trasmissione televisiva “Report”. Lei è stato sindaco di Bologna e la situazione la conosce bene, Le pare che per il comune quei 35.000 euro siano proprio introvabili nelle pieghe del bilancio? Non credo e la cosa che mi fa ancora più rabbia, è pensare che la vecchia amministrazione di destra, l’aveva sottoscritta e dato il finanziamento e questa attuale, di sinistra, riformista ecc. ecc. l’ha negata. L’U.I.C. ha già iniziato ad incontrare i capigruppo consiliari che hanno espresso la loro solidarietà. Sicuramente si arriverà a forme di manifestazioni più clamorose, anche per attirare l’attenzione dei cittadini, ma è proprio necessario giungere a questo? Dobbiamo rimpiangere un Guazzaloca, io non lo vorrei e con me tanti altri cittadini. Non so cosa Lei possa fare, ma se può, dia pure un consiglio a Cofferati, affinchè venga positivamente incontro alle richieste dell’U.I.C. e non faccia mancare questo essenziale finanziamento. La ringrazio e colgo l’occasione per augurarle Buon Anno e buon lavoro. Antonio Sirsi

Risposta:

13/01/2007

Gent.mo sig. Sirsi, mi dispiace molto per la situazione che si è venuta a creare e che lei evidenzia nella sua lettera. Come lei stesso dice si è sicuramente trattato di problemi economici del comune e non di una mancanza di volontà nel rinnovo della convenzione. Cercherò di far presente il problema per trovare comunque una soluzione. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

29/12/2006

Egregio Senatore, nell’augurarLe “Buone feste”, mi permetto ricordarLe il problema degli inquilini delle c.d. “case di pregio” e, quindi, del disegno di legge Atto Senato n. 1019, controfirmato anche da Lei e assegnato il 10.10.06 alla 6^ Commissione in sede referente. Analogo disegno di legge è stato presentato il 13.12.2006 alla Camera (Atto n. 2063, on. Francesco Tolotti). Oltre 100 famiglie bolognesi (in Italia sono circa 1400) sperano che, finalmente, nel 2007, si risolva questa triste situazione e si possa porre fine al lungo contenzioso. Buon lavoro. Santo Natale 2006 Giuseppe Pirruccio

Risposta:

29/12/2006

Gent.mo sig. Pirruccio, la ringrazio per la segnalazione a cui darò senz’altro seguito, sperando che questa annosa questione possa essere finalmente risolta. Cordiali saluti e auguri di un buon 2007 Walter Vitali

 

Lettera:

29/11/2006

Carissimo, Walter vorrei chiederti, se e’ possibile modificare la finanziaria per quanto riguarda scuola ricerca ed universita’. Capisco che i fondi sono pochi, ma se non si investe in questi settori come si fara’ a risanare davvero questo paese? Con i migliori auguri di buon lavoro, Paolo Tomasi segretario regionale FLC CGIL Emilia Romagna

Risposta:

27/12/2006

Caro Paolo, purtroppo ho cambiato il server del sito e non ho visto per tempo questa tua lettera. Come maggioranza in Senato ci siamo dati da fare per la scuola e l’Università. Qualche risultato c’è stato, ma purtroppo non per l’Università tanto che i Rettori hanno protestato vibratamente. Speriamo di poterci tornare presto sopra, visto che si tratta di priorità evidenti e condivise da tutta l’Unione. Cordiali saluti e buone feste Walter Vitali

 

Lettera:

25/11/2006

Gentilissimo Senatore, Le giro questa bellissima lettera e chiedo a Lei come EX nostro Sindaco “ma perchè così ostili” Cordialità Libero Cesari home/rassegna stampa/Bologna vuol rilasciare il turismo ma osteggia i camper BOLOGNA VUOL RILANCIARE IL TURISMO MA OSTEGGIA I CAMPER Tra 20 giorni avrà inizio la grande kermesse del Motor Show, 11 giorni di eventi, migliaia di visitatori che ogni giorno arriveranno a Bologna da ogni parte d?Italia. Treni, pullman da turismo e mezzi ATC strapieni, traffico impazzito e parcheggi congestionati in zona Fiera. Le ditte impegnate ad ultimare i lavori sulla tangenziale si stanno dando da fare lavorando giorno e notte. Un clima febbrile che non sembra scuotere tutti, anzi, in Comune si registrano finanche iniziative che ostacoleranno l?afflusso di turisti e visitatori in città. In ogni giorno del Motor show (ma anche per altre due fiere particolarmente affollate) giungono a Bologna fino a 200 camper che pagano 26 euro al giorno per la sola sosta nel parcheggio di via Michelino gestito da L’Operosa. In altre città, ad esempio Rimini, la stessa giornata di sosta costa soltanto 9 euro e poi ci si chiede come mai il COSMOPROF ed altre rassegne stiano emigrando in Romagna. Ma questa è un’altra storia. Ma torniamo agli ospiti della manifestazione. Molti di questi camper vengono noleggiati a Bologna presso i concessionari locali dagli operatori e dagli addetti agli stands ma anche da visitatori che non trovano posto negli alberghi bolognesi o che riescono così a limitare i costi di soggiorno in una città che, se economica non è stata mai, oggi è più cara che mai. Il Codice della Strada impone che in ogni città esistano aree di parcheggio per camper/caravan con camper service (impianti di scarico e di acqua corrente destinate allo svuotamento ed alla pulizia dei contenitori dei servizi igienici). A Bologna, sempre in contro-tendenza e ovviamente fuori legge, non ce ne è più neanche una! 1 - Infatti, il camper service di via Michelino è chiuso da alcuni mesi. Una vicenda tragicomica legata ad un casuale ma inesorabile incidente. Nello scorso marzo, mentre erano in corso i lavori di realizzazione della rotonda davanti all?ingresso Fiera/Michelino, è stata tagliata la fognatura. Non se ne è accorto nessuno prima che i liquami sgorgassero, inondando una superficie di 100 metri quadri. Non si è saputo chi abbia sbagliato: il Comune ha accusato Hera, Hera ha accusato ENEL e via così. Conclusione; l’area è stata chiusa con una catena e oggi il camper-service, gestito gratuitamente dall?associazione Camper Club Italia, in Fiera non c’è più. 2 -Dopo la chiusura di un servizio attrezzato nel parcheggio della Certosa, tre anni or sono, era stato realizzato un camper service in via Tanari. Il Servizio, a pagamento, era gestito dall’ATC che lo pubblicizzò con una campagna informativa (ai camperisti veniva offerto un biglietto di viaggio, l’uso di biciclette e di una piccola vettura Car-sharing). Putroppo, dall’8 novembre scorso anche questo camper-service è stato chiuso e vi sono state installate sbarre alte mt. 1,80. Servizi di camper-service esistono, invece, in tanti Comuni della provincia (Medicina, Vergato, Casalecchio, S. Lazzaro, Zola, Calderara. Budrio ha il camper-service ma si prepara ad attrezzare anche un’area di parcheggio. Invece, il Capoluogo fa senza! I camperisti bolognesi e quelli in transito sono costretti ad andarsene in giro per la provincia a scaricare i loro serbatoi. Alcuni, più sbrigativi e meno corretti, si arrangiano versando i liquami nei tombini di raccolta delle acque pluviali o nelle aree destinate a verde pubblico. Le due aree attrezzate, oggi chiuse, venivano quotidianamente utilizzate per lo svuotamento e la pulizia dei serbatoi da alcune comunità di nomadi che sostano in aree abusive prive di impianti di scarico e di acqua corrente. Anche i pullman turistici che devono scaricare le acque grigie e nere e caricare le bianche utilizzavano i due servizi. Analogamente, il camper service in Fiera veniva utilizzato dagli ambulanti che vendono il pesce per scaricare i residui di ghiaccio sporco. Il camper-service di via Michelino, utilizzato da almeno 25 mezzi in giorni senza fiere. è stato (fino all’incidente della fognatura) gestito dai volontari dell’associazione Camper Club Italia che da marzo sarà anche sfrattata dalla sede che il Comune le aveva concesso 18 anni fa. L’associazione è attiva a Bologna dal 1985. La sede in questione è una casa colonica, prima occupata abusivamente, e resa agibile dai soci con il loro volontariato e a loro spese. I soci sono oltre 350 famiglie nel territorio del Comune e oltre 600 in tutta la provincia. L?associazione che ha vinto il bando pubblico di Bologna 2000 città europea della cultura, è in regola con il pagamento delle quote di affitto e delle utenze. Ha investito quattro anni fa 25.000 euro per alimentare a metano l’impianto di riscaldamento. L’associazione che ogni anno comunica all’Assessorato al Turismo il progetto delle attività, ricevendone il patrocinio, è un centro di supporto per il turismo plein air. Annualmente, ospita gratuitamente centinaia di camperisti italiani e stranieri. In particolare, l’associazione ha eseguito quotidianamente il monitoraggio, la sorveglianza, la piccola manutenzione e la pulizia del Camper Service previsto dal Codice della strada, Purtroppo, l’area occupata dalla sede è incorporata nel progetto di costruzione del mega-parcheggio per 25.000 mq. (delibera Consiglio Comunale OdG n° 82 del 12.4.2006, contro il quale hanno votato i consiglieri dell’Altra Sinistra e per il quale sono stati favorevoli DS., Margherita, LtB e Forza Italia. L’attuale convenzione scade il 28/02/07. I responsabili dell?Associazione faticano a ricevere dall’Assessorato al Turismo notizie in merito ad una nuova sede, dopo una udienza conoscitiva tenuta nel settembre scorso. Libero Cesari

Risposta:

27/12/2006

Gent.mo Sig. Cesari, per il ritardo nella risposta vale la considerazione che ho fatto rispondendo alla lettera precedente. Mi dispiace comunque della situazione che lei evidenzia. Ricordo bene che la realizzazione del campeggio fu un elemento importante di rilancio della capacità di accoglienza turistica di Bologna, anche nei confronti dei camperisti. Cercherò di capire meglio che cosa si può concretamente fare. Cordiali saluti e auguri di buone feste Walter Vitali

 

Lettera: 05/09/2006 Ciao Walter, sono un compagno tesserato al Pci-Pds-Ds dal 1979 nella sezione Calari- Carloni. Mi sono deciso a scriverti in quanto le promesse elettorali devono essere mantenute! Mi riferisco alla eliminazione dello scalone previdenziale del 2008, come asserito nel programma elettorale sottoscritto da tutti i partiti del centro-sinistra e che in questi ultimi tempi state pensando di rivedere mettendo in discussione , non per attuare la parte di programma relativo a questo specifico punto, ma al contrario per innalzare l’età pensionabile. Tutto questo mi rammarica in quanto, proprio dal mio segretario (Fassino)e dal presidente del nostro partito (D’Alema),vengono le spinte più decise per aumentare l’età pensionabile. Ti ricordo che sui posti di lavoro sono riuscito a strappare dai mie colleghi, dei voti per il centro - sinistra specificatamente sulla legge “Maroni” che innalza dal 2008 l’età pensionabile a 60 anni con 35 anni di contributi. Legge iniqua a cui abbiamo risposto con tanti scioperi e una manifestazione nazionale a Roma, ma invano! Personalmente prima della riforma Dini, maturavo i requisiti dopo 34 anni 6 mesi e 1 giorno con il calcolo della pensione basato sullo stipendio degli ultimi 6 mesi, innalzata da “Amato” a 35 anni contributivi. Con la riforma Dini, avrei maturato la pensione previdenziale nel giugno 2008 con 57 anni di età , 39 anni e 4 mesi di contributi con il calcolo su gli ultimi 10 anni. Con la “Maroni” sono costretto a lavorare fino al dicembre 2009 con 40 anni e 10 mesi di contributi, in quanto la mia finestra si apre dal 01/01/2010 con l’assegno pensionistico “ridimensionato”. Ma i nostri dirigenti cosa vogliono??? Non credi che la nostra generazione abbia già dato!!!! Io non darò più deleghe in bianco, ma ti faccio solo una promessa, se non si toglie lo scalone, come avete dichiarato nel programma, non rinnoverò più ne io ne mia moglie la tessera a questo partito perché non ci sentiamo rappresentati in maniera adeguata. Ti assicuro che,se si aumenterà l’età pensionabile i Democratici di Sinistra perderanno molti voti dei tanti lavoratori che credevano in questo partito, tra cui il mio. Ciao Gabriele Govoni [Gabriele Govoni - o1978@inwind.it] Risposta: 05/09/2006 Caro Gabriele, comprendo le tue preoccupazioni, ma per ora non è affatto chiaro quale sarà la conclusione della discussione sulle pensioni in relazione alla Legge Finanziaria 2007. Ieri c’è stato l’incontro tra Prodi, Padoa Schioppa e i segretari CGIL-CISL-UIL nel quale si è deciso di avviare un tavolo tecnico per una soluzione condivisa. Come sai i sindacati sono contrari (vedi intervista di Epifani su Repubblica di venerdì scorso) all’innalzamento dell’età pensionabile sulla quale peraltro vi sono stati gli interventi che tu citi. Se la conclusione si avvicinerà alla proposta del Ministro del lavoro Cesare Damiano che era sui giornali domenica non ci sarà l’innalzamento dell’età pensionabile, verrà eliminato lo scalone previdenziale del 2008, vi saranno incentivi su base volontaria per chi andrà in pensione dopo e disincentivi per chi ci andrà prima. I tecnici dicono che per produrre i risparmi attesi per la Finanziaria bisogna poi chiudere alcune finestre del 2007, mentre il Ministro ha proposto una tassa sulle pensioni d’oro per finanziare interventi di carattere sociale. Dobbiamo quindi attendere la conclusione del confronto ed è giusto che nel frattempo si sviluppi la disussione. Sono certo che i DS e l’Unione affronteranno con la massima attenzione un problema così delicato come le pensioni, e mi auguro con tutto il cuore che tu e tua moglie possiate continuare ad impegnarvi con convinzione nei DS. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera: 02/09/2006 Un?altra idea peregrina per il territorio? ?chissà. E? proprio degli anni 80 e della qualità che questi hanno dato all?attuale situazione socio-politica del nostro territorio che sarebbe utili e necessario rifare il punto. Sì il punto: dal 1970 con poche parole, con pochi incontri nelle varie Commissioni di Quartiere si attivavano iniziative con tempestività, era un elemento di significato profondo del tessuto cittadino di quel periodo e, per noi tutti, era l?impegno di concretezza nelle Istituzioni (vedi appunto il Laboratorio Autogestito già operativo dal 1975) quindi più avanti rispetto alle stesse rivendicazioni del movimento del ?77. Come spesso succede però le idee innovative, proprio perché lo sono troppo, finiscono per crollare fagocitate dalle invidie predominanti facendomi pensare a strane cose: la politica non deve essere prigioniera delle idee, ma solo dare riscontro a chi è più forte altrimenti che ci sta a fare? Spiacente, non mi sono ancora adeguato, infatti come puoi ben verificare nel mio peregrinare istituzionale, politico, artistico non c?è mai stato un momento di stallo, il rinvio e la stanchezza non fanno parte del mio DNA, i risultati ottenuti danno riscontro che le cose fatte (che tu ben sai e direttamente e/o indirettamente ne sei stato un testimone chiave) sono state e possono diventarle ora di grande spessore socio-culturale (come ad esempio la semilibertà dei ragazzi del Carcere Minorile) che con pochi mezzi e confidando su alcune persone assai importanti come il Magistrato di Sorveglianza Dr. Millo sono state create per così dire dal nulla. Ho sempre tenuto la barra a dritta rispettando convinzione, militanza, stare dentro è l?unico modo per cambiare certe cose. Le contrapposizioni hanno sempre portato a risultati incerti, oggi, invece, c?è un modus vivendi che contrasta con questo principio, se non rompi col mondo non ottieni niente. Ecco allora cosa penso della GAM di Bologna: - Non ha interesse per il territorio, quello che può fare lo fa solo per uno scopo d?immagine ?ho una mia versione per chi; - Non è libera di agire visto che l?attuale Direttore è stato affiancato da una commissione scientifica che collabora per le scelte e gli indirizzi; - Non sta dimostrando energia nelle scelte dichiarate come quella che doveva aprire laboratori, spazi di partecipazione artistica, dare possibilità di volare artisticamente, poi, naturalmente, ognuno deve essere in grado di usare le proprie ali per spiccare quel volo obbligato per non ricadere nella paranoica polemica di un passato; - E? latente, assente sui temi fondamentali dell?ARTE e con troppe scusanti. Ho apprezzato molto le dichiarazioni di Cofferati sulla volontà di rispettare le idee di Imbeni sul Museo G. Morandi, per questo mi aspetto molto da quelle parole per il futuro dell?Arte Grafica Originale e per Bologna. Una cosa è dire l?altra è fare: com?è possibile non considerare tale patrimonio e non cogliere l?occasione di sviluppare un?opportunità di sviluppo economico coinvolgendo il turismo d?arte? Com?é possibile non sviluppare l?interesse per creare un centro formativo residenziale data la presenza del Museo Morandi ricordando che nel nostro territorio negli Atelier Bolognesi sono passati Artisti autorevoli come Veronica Fontana, Giorgio Morandi, Paolo Manaresi, Luciano De Vita (solo per citarne alcuni)? Questa è l?ennesima idea, e nonostante l?Arte abbia più finalità e un pensiero più grande alle cose più materiali come la casa, la sicurezza, la viabilità e chi più ne ha ne metta ?è un pensiero cittadino di grande importanza politica, sociale, economica ?forse è chiedere troppo? Grazie ancora per l?attenzione, Oreste Polacchini [Oreste Polacchini - orpolak@virgilio.it] Risposta: 03/09/2006 Caro Oreste, a me fa molto piacere che tu non ti sia ancora “adeguato”, significa che continui a portare avanti con forza e determinazione le tue idee e le tue esperienze artistiche. E questo è un bene per questa città, come dimostra questa tua lettera. Le tue considerazioni mi hanno sollecitato due riflessioni. La prima riguarda la GAM, che nella primavera del 2007 inaugurerà la sua nuova sede al Forno del Pane completando così la ristrutturazione a fini culturali e universitari di tutta la ex Manifattura Tabacchi (Cineteca, laboratori del DAMS e corso di laurea in Comunicaizone) che fu progettata e iniziata alla fine degli anni ‘90. Conosco bene e stimo Lorenzo Sassoli dè Bianchi, attuale Presidente della GAM che io stesso nominai nel 1996 e che nel suo mandato concluso nel 1999 ebbe il merito indubbio di rilanciare quella istituzione che negli anni precedenti stava languendo. Gli parlerò del tema che tu hai sollevato e ti farò conoscere la sua risposta. La seconda riflessione riguarda proprio il Museo Morandi. Anche a me hanno fatto piacere le parole di Cofferati che hanno posto fine ad una discussione senza costrutto circa l’idea, sbagliata e impraticabile, di uno spostamento del Museo Morandi da Palazzo D’Accursio. Mi è venuto in mente che quando, durante il mio mandato, il Comune decise di acquisire l’appartamento di Morandi in via Fondazza pensavamo di collegarlo proprio ad un Centro di formazione per l’Arte Grafica. Cercherò di acquisire informazioni e ti farò sapere. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera: 29/08/2006 la citazione di L?Arte vive costantemente di paradossi e ?sublimazioni indicibili. Da una rivista specializzata sull?Arte leggo una citazione lapidaria del Critico d?Arte Achille Bonito Oliva sulla decadenza nel sistema dell?Arte che, spero solo personalistica, dice: ?vedo sempre più affermarsi attorno a me l?essenza minima e immodificabile del sistema dell?Arte: critici si nasce, artisti si diventa, pubblico si muore?. L?affermazione, figlia sicuramente di un momento riflessivo molto più articolato, la voglio pensare come il contorno di una circostanza tutta interiore anche perché dall?articolo non si evincono precisi riscontri temporali e onniscienza debbano riferirsi i presupposti di una certa essenza. A prescindere da quale che fosse la finalità della citazione di Oliva, la vorrei usare come pretesto per un confronto dialettico con te che so essere impegnato nel sociale ad alti livelli e valutarne insieme il significato intrinseco e/o estrinseco sia sul piano sociologico che tecnico-artistico. Oggi come oggi è necessario tenere conto che il nostro paese Italia ha bisogno di economia/imprenditoriale/collettiva dove tutti hanno la possibilità di beneficiarne dei risultati come possono allargarsi gli interessi da una tale affermazione inserita in un?economia che aiuta il mondo dell?arte e il suo indotto? Tali personaggi come possono essere utili sul piano politico all?emancipazione economica nazionale, come io credo, possa basarsi sui rapporti economia sta al turismo, arte sta a cultura, sistema sta a operatori del settore, ecc. per un benessere collettivo governato più per quello che potrebbe dare anziché diventare succube di nicchie massoniche di orientamento di mercato fatto di personalismi e/o forti egemonie? Bologna da troppo tempo non esprime potenzialità culturali-artistiche ad alti livelli, si affida ad effimeri eventi d?Arte istituzionali organizzati e gestiti da esterni che confidano più su amministratori col potere decisionale che di scelta diretta dal proprio territorio. Poca volontà è stata dimostrata nel rapportarsi con i propri operatori d?arte e cultura storici Bolognesi, non sono stati sviluppati interessi attorno a loro, non si sta costruendo un tessuto d?arte territoriale di valore, ma si rende disponibile il territorio solo come contenitore. Questo non è il modo per ridare alla città, ai suoi cittadini la dimensione giusta per riprendersi quello che il passato di città dotta ed artistica era, dove si veniva per apprendere e non solo per dare arte e cultura. La nuova Giunta è ingessata da troppe preoccupazioni istituzional-burocratiche, pensa più ai grandi eventi senza trovare una propria dimensione, dimentica che l?interesse per un certo ambiente Culturale e d?Arte lo si fa con chi vive nel territorio e non con chi viene da fuori per usarlo. Solo facendo vedere il valore del proprio tessuto cittadino in tema d?arte, di cultura e di capacità organizzative può accrescere l?interesse al territorio e di ciò che questo offre. Sono figlio dell?Arte, mi dedico al Fare Arte e dalla stessa traggo un?emancipazione esistenziale che mi gratifica intellettualmente dandomi forti sensazioni e belle emozioni. Oggigiorno l?Arte e la sua produzione non trovano più l?interesse di tanti. Dentro ad un panorama macroeconomico tutto deve fare i conti con l?imponderabilità dell?orientamento al mercato che s?è impadronito della sua divulgazione e dei valori della creatività. Ha fatto scempio dei significati fondamentali sul cos?è un?opera d?arte, del come si partecipa alla costruzione di un?opera in modo collegiale, delle autogestioni di spazi aperti dove la stessa opera d?arte era maestra nella definizione dei valori artistici e culturali. Oggi si è invertito il senso, coloro che nelle riviste si cimentano in esercizi critici, sofismi atipici, pretestuosi assolutismi sono diventati quelli che in assolutismi determinano questo mercato, chi è più bravo, chi è più valutato artisticamente, chi è più degno di sottolineatura e metterlo al rango/piedistallo di Maestro. Credo, invece, che costoro siano il paradosso delle loro stesse paranoiche sublimazioni. Chi ne fa le spese è l?Artista relegato dallo stesso A.B. Oliva al secondo piano della scala dei valori, evitando in essere la possibilità di aprire un interessante ambito d?economia dell?indotto che è sempre stato l?origine di grossi interessi per il nostro paese Italia. Caro Senatore se la memoria non mi fa ?sgambetto? ricordo che da sempre sei per la divulgazione della cultura, dell?arte sia come cittadino e stimatore del proprio territorio così come pensi si possa fare bene gli interessi della collettività con queste chiari di luce? Confido in una tua dissertazione per queste mie elucubrazioni che non mi allontanano dal ruolo politico di militante sono invece un elemento in più per far decollare nuove volontà, ho anch?io a cuore la mia città che da troppo tempo è sguarnita di valori artistico-culturali e che le vicissitudini pseudo-intellettuali di governo cittadino sono enormemente in ritardo. Per finire due domande: Qual?è il mecenate che in animo conserva ancora oggi quel retaggio d?amore per l?Arte Figurativa come strumento di soddisfazione per il proprio ambito sociale e come quest?elemento materiale, concettuale, di persona orientata alla continua ricerca della libertà intellettuale-espressiva e non solo di potere? Come possiamo oggi riconsiderare la sfrenata mercificazione come elemento assoluto al riconoscimento di chi è un vero Artista e chi no e, perché quel mecenate che investiva nelle Botteghe artigianali d?Arte ha delegato questo compito ai Critici d?arte che non possono essere in assoluto i detentori del giudizio visto e considerato che ad UNO solo ?è permesso tanto? Oreste Polacchini [Oreste Polacchini - orpolak@virgilio.it] Risposta: 29/08/2006 Caro Oreste, mi fa molto piacere essere interrogato su un un tema un pò diverso, ma non per questo meno legato alla “politica militante” come tu dici, e cioè il mondo dell’arte. Sai bene che in questo ambito le mie conoscenze ed esperienze sono limitate. Non dimentico comunque che ci conoscemmo all’inizio degli anni ‘80, quando ero assessore al Progetto Giovani, proprio in relazione al laboratorio artistico di Mario Leoni il quale meriterebbe di essere meglio ricordato per la qualità e il significato profondo della sua opera. Anche a me ha colpito la citazione di Achile Bonito Oliva per una non casuale inversione dei ruoli tra artista e critico d’arte. Io avrei detto piuttosto “artisti si nasce, critici si diventa, senza il pubblico si muore”. Questo mi fa pensare che tu abbia ragione quando denunci, soprattutto nelle due domande finali, il ruolo del critico al servizio di una mercificazione del mondo dell’arte e di un soffocamento del “mecenatismo” inteso nel suo significato più autentico ed elevato. Il “nuovo mecenate”, secondo me, dovrebbero essere le istituzioni pubbliche. Non fraintendermi, non propongo certo un’arte “di Stato” o “di comune”. Penso però ad alcune delle intuizioni che stavano alla base di quel programma di divulgazione artistica e di sostegno alla creatività giovanile che tu citi e che erano parte dell’esperienza di Progetto Giovani del Comune di Bologna all’inizio degli anni ‘80. Penso a spazi, a strutture di promozione e di marketing in comune, a facilitazioni per il credito per gli artisti che consentano a molti di spiccare il volo e di non essere prigionieri della logica spietata del mercato, il che aiuterebbe a valorizzare le energie del territorio come tu proponi. Poi naturalmente ognuno dovrebbe volare con le proprie ali, in quanto il sostegno delle istituzioni dovrebbe essere concepito come temporaneo e a rotazione. Anche le istituzioni come la Galleria d’Arte Moderna dovrebbero essere orientate a sostenere gli artisti e a promuovere la formazione del pubblico. So che non è facile soprattutto per i comuni, che vivono un momento di ristrettezze economiche. Ma anche una politica nazionale potrebbe aiutare ad andare in questa direzione. Ti saluto cordialmente Walter Vitali “critici si nasce, artisti si diventa, pubblico si muore”

 

Lettera: 25/08/2006 Caro Walter sono il compagno della sezione Luccarini che periodicamente ti tormenta di email con considerazioni personali su temi nazionali e/o locali ma credo fermamente nella militanza civica ed agisco di conseguenza nei tempi, nei modi e con gli strumenti di partecipazione che ho a disposizione. I due contributi sono relativi ad argomenti che tu hai più volte trattato personalmete(SFM e Aree Militari dismesse) argomenti che in questi giorni animano il dibattito politico cittadino almeno sulle pagine de l’Unità, Repubblica e ilDomani. ti allego i 2 contributi. A presto, con la stima che ti meriti per il tuo impegno politico e parlamentare claudio gandolfi ___________________________________________________________A QUESTO PUNTO E? COSI? INSENSATO RIPENSARE IL PIANO DELLE INFRASTRUTTURE? Metro-tranvia, Civis, People Mover, Passante Nord e da ultima la cenerentola SFM, sembrano destinati tutti a restare ?sogni nel cassetto?. E? notizia di oggi infatti che anche Civis subirà un ulteriore rinvio perché anche per l?unico progetto che sembrava avere risorse sicure ad oggi i soldi da Roma ancora non ci sono. Questo è quindi il quadro odierno della mobilità nell?area: da un lato ?i sogni nel cassetto? di politici, amministratori e imprenditori bolognesi , le speranze per i possibili soldi e cantieri per infrastrutture che daranno costi sicuri da subito a fronte di benefici alla qualità della mobilità - presunti e tutti da dimostrare ? solo tra qualche anno; dall?altro ?le certezze dei cittadini ? per i disagi quotidiani e crescenti dei pendolari spesso lasciati soli a lottare, con scarsi risultati, contro gestori e disservizi. A questo punto mi pare evidente che l?interesse di politici, amministratori e imprenditori bolognesi perché i fondi previsti alle cosiddette infrastrutture fondamentali di cui sopra siano confermati dal governo andrebbe rivisto nell?obiettivo finale e la scelta indirizzata verso quella più funzionale agli interessi della collettività, lasciando da parte l?appetito dei costruttori interessati a dividersi le possibili fette della ?Torta degli Appalti? (è un caso che imprenditori privati e cooperativi siano tutti d?accordo sulle infrastrutture previste come tutte prioritarie? Forse !! ). Come cittadino-contribuente e come utente-convinto dei mezzi pubblici ho forti dubbi che le tante e diverse modalità di trasporto pubblico previste finiranno effettivamente per migliorare la mobilità dell?area metropolitana. Visto le difficoltà sempre più evidenti a vedere confermati i finanziamenti troverei ragionevole e di buon senso a questo punto un atto di responsabilità da parte di tutti riaprendo la discussione sul che fare, farsi i conti in tasca ( è risaputo a Bologna ?che non si fa nozze con le lumache?) e rispetto alle disponibilità effettive darsi delle priorità economicamente praticabili, socialmente utili e sostenibili ed agire. E? così scandaloso pensare che sarebbe forse più utile intervenire sull?esistente per migliorarne la qualità e risolverne i disservizi? Non penso, anzi sono convinto del contrario: la messa a regime infatti del SFM e puntualità e qualità delle linee ATC da un lato potrebbero a costi sostenibili indurre alla scelta del mezzo pubblico molte delle tante ? troppe - persone che ora usano l?auto, dall?altro aiuterebbero certamente nella scelta di ?vita? sempre più difficile da perseguire le persone che ? come me - da tempo hanno scelto il mezzo pubblico ( pendolari su rotaia e su gomma) e si ostinano caparbiamente in questa avventura (dis-avventura) quotidiana. ___________________________________________________________ AREE MILITARI DISMESSE: CHI LE PAGA E CHI CI GUADAGNA? In questi giorni l?interesse dei costruttori bolognesi sembra spostarsi progressivamente dalle incertezze date dai tempi medio-lunghi dei cantieri per le infrastrutture ( per cui non ci sono soldi) a quelle che sembrano essere le certezze date dai tempi più stretti e praticabili ( visto l?urgenza di far cassa per finanziare le ?missioni di pace? nel nostro esercito) delle aree dismesse militari. Il deputato Paolo Cento assicura ?che non ci saranno speculazioni edilizie in quelle aree?, da cittadino mi sforzo di credere a questo ma se la cessione non sarà a titolo gratuito mi chiedo ?dove troveremo i soldi? ?. Visto la situazione delle casse statali e la penuria di trasferimento agli enti locali ho un dubbio: considerato che la maggior parte dei fondi con cui il Comune di Bologna assicura i servizi ai propri cittadini è pagato da ?ICI e Oneri di Urbanizzazione? l?Amministrazione Cofferati avrà la forza, la coerenza ( e la voglia) politica di non cedere alle lusinghe e pressioni del ?partito del mattone? che in questi giorni ha già cominciato a spingere perché le aree dismesse non siano soggette al vincolo dell?esclusiva destinazione a funzioni pubbliche? In questo ?spingere? i costruttori ( privati e cooperativi) si fanno forza anche della pressione crescente nella città per il supposto bisogno abitativo (a volte più indotto che reale) e dell?appoggio trasversale di forze politiche, sociali e sindacali che sollecitano l?Amministrazione per scelte in questo senso all?interno del nascente PSC. Da cittadino molto sensibile al concetto di ?sviluppo sostenibile? sono in questo senso molto preoccupato perché la ?fame di terreni edificabili? da cui molti si stanno facendo contagiare ci potrebbe far perdere di vista l?obiettivo condiviso, da molti nella forma più che nella sostanza, di dire basta alla cementificazione selvaggia, al consumo del territorio che ha caratterizzato l?ultimo decennio e che ha prodotto una situazione assurda: a Bologna si sono costruite case ovunque e il bisogno di case è lo stesso di prima, le case sfitte ed inutilizzate sono le stesse di prima, le persone che non sanno dove andare a dormire sono più di prima. Ha senso tutto questo? Chi ci ha guadagnato in questo perverso meccanismo? Tutta la città o sola una parte di essa? Il territorio ?come bene collettivo irriproducibile? ha già dato, ora tocca ad altri pagare il ?costo sociale? dello sviluppo sostenibile se non si vuole che questo concetto resti una scatola vuota. [claudio gandolfi - clgand@libero.it] Risposta: 26/08/2006 Caro Claudio, non mi tormenti affatto, ma contribuisci con i tuoi interventi sul blog o sulla posta del mio sito a tener viva la discussione sui temi di maggior interesse per la città. E’ così anche per i due interventi sulle infrastrutture di trasporto e sulle aree militari. Per quanto concerne il primo tema, in particolare per l’SFM, sarà interessante capire quali saranno i risultati della visita del Ministro Bianchi a Bologna il 7 settembre. Al pomeriggio il Ministro parteciperà al mio Forum tematico e sei fin d’ora invitato. Per quanto concerne le aree militari ho già detto qual è la mia opinione in un’intervista al Domani. Mi auguro che il nuovo Governo contribuisca a sbrogliare la matassa. Ti ringrazio per i complimenti, ma penso di fare solo il mio dovere. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera: 12/08/2006 Caro Walter, in questi giorni sulle pagine dell’Unità è in corso un dibattito sui primi 80 giorni del governo Prodi e su quelle che i lettori ritengono essere le priorità alla riapertura delle camere. Personalmente mi aspetto un impegno forte ed immediato sulle “morti bianche” che in questi giorni un continuo stillicidio di infortuni ha per forza dei fatti portato tutti ad accuparsene, anche i più sordi ed indifferenti. Per me purtroppo è pane quotidiano e ritengo la “sicurezza sui luoghi di lavoro” una priorità assoluta, un atto dovuto di civiltà. Conoscendo la tua sensibilità ti chiedo nei limiti del possibile un impegno diretto. Se lo ritieni opportuno è argomento da Blog su cui chiamare a discutere tutti i vari soggetti perchè anche la nostra realtà locale non è esente da problemi in questo senso. Come contributo personale ti invio una delle tante mie lettere inviate sull’argomento all’Unità. ___________________________________________________________ PAGELLE AL GOVERNO: FERMIAMO LE STRAGI SUI LUOGHI DI LAVORO !!!! 08-08-2006 Cara Unità, torno sull’editoriale di ieri per rispondere all’ultima delle domande che Padellaro poneva ai lettori: “E tra le cose da fare quali ritenete le più urgenti?”. La cronaca di oggi mi ha dato purtroppo lo spunto e l’obbligo morale di rispondere tornando su un argomento da me più volte trattato, ovvero le “Morti bianche in edilizia e la continua strage quotidiana”. Prima il freddo e drammatico dato statistico: morto n° 152 - Catania, un operaio , di 48 anni, ha perso la vita cadendo mentre stava lavorando al rifacimento del tetto della chiesa dei Santi Pietro e Paolo. A causa del crollo del lucernaio è precipitato sull’altare, è deceduto prima dell’arrivo all’ospedale ;morto n°153 - Napoli, scarcerato con l’indulto, da due giorni in libertà muore travolto da uno smottamento in un cantiere abusivo. Questo chiedo con forza e con rabbia al mio governo: misure concrete e risorse finanziarie per combattere il lavoro nero, il caporalato, lo sfruttamento della manodopera clandestina, le gare assegnate al massimo ribasso, perché non voglio più leggere notizie come queste degne di un Paese da medioevo e non da 3° millennio. Prima di preoccuparci delle risorse che mancano per completare le grandi infrastrutture ( i 115 miliardi di ?uro di cui si parla oggi sui giornali) preoccupiamoci piuttosto di porre in essere le condizioni tecniche, sociali ed istituzionali perché le opere siano svolte in sicurezza ed i cantieri non si trasformino in luoghi di morte. Il pacchetto sicurezza contenuto nel decreto Bersani contiene già alcune misure in questo senso, ma quello di cui c’è bisogno è un chiaro e forte segnale di volontà politica a combattere e contrastare efficacemente le cause del fenomeno, consapevoli che questo comporterà anche un fronte aperto e duro ( non semplice nella gestione) di discussione con le forti lobby del mattone che in questi anni hanno rappresentato il volano della nostra economia e che si sono arricchite spesso a danno dei lavoratori ( di quelli in vita, di quelli invalidati e soprattutto di quelli morti). Se ci “dobbiamo dire tutto” Padellaro, diciamoci anche questo, che il partito del mattone è molto forte e potente ed anche quello politicamente più orientato verso il nuovo governo non sempre rema a favore, più spesso rema contro anteponendo agli interessi dei lavoratori (la responsabilità sociale) gli interessi dell’impresa, ovvero il primato dell?economia sulla politica. Questo non significa fare nuove leggi in materia di sicurezza, basterebbe semplicemente applicare quella che in materia è già una legislazione piuttosto avanzata. Investiamo in personale e mezzi degli organi di vigilanza, oggi sottodimensionati e con strumenti operativi inadeguati, perché gli ispettori preposti ai controlli siano messi effettivamente in condizione di fare bene il loro lavoro, ovvero di prevenire, informare e formare imprese ed operai; oggi purtroppo arrivano nei cantieri a danno avvenuto, a “uomo morto”. Altro aspetto importante è agire sul senso di impunità di cui si fanno forti molti imprenditori spregiudicati che sfruttano la manodopera sapendo di rischiare pochissimo sia in termini economici che in termini penali; a tutt’oggi conviene ancora essere dei “border line” restando continuamente in bilico tra legalità ed illegalità, dove il rischio di essere sorpresi e puniti è bassissimo a fronte di un guadagno economico certo ed esentasse. Vanno premiate le imprese virtuose e vanno penalizzate con pesanti sanzioni economiche e con esclusione dalle gare pubbliche e private le imprese che fanno uso di lavoro irregolare e insicuro e qua la “politica” deve far vedere ed intendere chiaramente la direzione di trasparenza che si vuole - si deve - dare al settore delle costruzioni. E’ un problema di legalità e di rispetto delle regole, è un problema di civiltà, di rispetto di principi fondanti una società civile, è un problema di prevenzione, informazione, formazione e repressione; è soprattutto un problema di volontà politica di mettere dei seri paletti per cui “chi sbaglia paga” e pesantemente; oggi purtroppo non è così e gli episodi degli ultimi tempi sono li a dimostrarlo. Questo vorrei tra le misure urgenti di un governo di centro-sinistra: ridare dignità e sicurezza al lavoro. a presto claudio gandolfi (tecnico edile di impresa cooperativa attualmente in distacco sindacale alla Fillea-Cgil Bologna)

Risposta:

26/08/2006

Caro Claudio, sono d’accordo con la priorità che tu indichi nell’impegno per la sicurezza nei luoghi di lavoro e anche sulle azioni concrete che suggerisci. Certamente è un argomento anche per il blog del mio sito che tu stesso, intervenendo, potresti suggerire. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

14/07/2006

ancora tiziano & marilena da modena, ancora adozione bielorussia sospesa. Dopo il suo interessamento per la mozione parlamentare, dopo l’accordo tra italia/bielorussia per risolvere i 150 casi di adozione sospesa siamo ancora qua. Purtroppo il governo bielorusso non si pronuncia sulla nostra pratica di adozione lasciandoci in eterna sospensione. ne si ne no. Ora abbiamo un ministro con la delega all’adozione: rosy bindi, un sottosegretario ds: Acciarini Chiara. Non vorremmo, a questo punto solo un dignitoso giudizio sulla nostra pratica. 3 anni di attesa mi sembrano eccessivi.Non sappiamo bene cosa chiederle, forse una telefonata alla acciarini se ha voglia di occuparsi del problema…….con stima e riconoscimento per il lavoro fatto tiziano del vacchio marilena muratori

Risposta:

16/07/2006

Cari Marilena e Tiziano, speravo che la lunga vicenda delle adozioni dalla Bielorussia fosse già conclusa. Mi dispiace invece sapere che è ancora bloccata. Conosco bene la Sottosegretario Chiara Acciarini, la chiamerò e vi farò sapere. Cari saluti Walter Vitali

 

Lettera:

13/07/2006

Caro Vitali, Uso la mail nell’impossibilita’ di aprire un post nella sezione “Montagna” del suo blog in cui sarebbe bello avere una discussione su questo tema: dove stiamo andando a parare con la viabilita’ della valle del Reno? Qualche giorno fa e’ diventato operativo lo spostamento del casello di Sasso Marconi diversi chilometri a monte lungo la valle del Setta. Questa “piccola” modifica ha pesanti ripercussioni sull’equilibrio tra viabilita’ ordinaria e autostradale. E’ assolutamente ovvio (e lo e’ sempre stato, ma nessuno dei tecnici contrari a questa operazione e’ riuscito nel corso dell’iter dell’opera ad ottenere attenzione…) che chi viaggia da o per la media ed alta valle del Reno (incluso il significativo traffico di mezzi pesanti) e’ ora completamente disincentivato ad utilizzare l’autostrada nel tratto Sasso M - Casalecchio. Piuttosto che allungare il tragitto, pagare di piu’ e “tornare indietro un pezzo” e’ molto piu’ comodo usare la Porrettana e intasarla maggiormente proprio nel suo tratto sempre piu’ urbanizzato. E questo effetto non potra’ che amplificarsi enormemente quando la Porrettana verra’ almeno parzialmente “irrobustita” cannibalizzando i pezzi dismessi del vecchio tronco autostradale. Ora, un pericoloso estremista come me potrebbe anche gioire all’idea che nel giro di qualche anno la porrettana vada al collasso, costringendo finalmente gli amministratori pubblici a riconsiderare seriamente e non solo a parole l’alternativa ferroviaria sia per il trasporto passeggeri che magari (orrore!) per quello merci… Se non fosse che - benche’ sia piuttosto allergico alle teorie complottistiche - ci siano alcuni aspetti di questa vicenda che mi sembrano inquietanti. 1. non si e’ mai capita la motivazione dello spostamento del casello nemmeno in un’ottica tradizionale e “non sostenibile”. Forse lei puo’ illuminarmi. 2. come detto le obiezioni sollevate da tempo sono state sistematicamente ignorate 3. ora che la frittata e’ fatta amministratori della valle scoprono improvvisamente il problema… 4. naturalmente adesso e’ troppo tardi per ripensare la cosa e la soluzione che viene in mente e’ rispolverare le vecchie idee della banda del buco su trafori e traforetti vari che uniscano la valle alla parte alta del tracciato autostradale! Possibile che si sia avallata volutamente una scelta sbagliata per creare l’alibi per opere in passato proposte dalla destra e ufficalmente osteggiate ma forse sotto sotto fortemente desiderate? Spero ardentemente di sbagliarmi…. Sergio Salsedo

Risposta:

14/07/2006

Caro Sergio Salsedo, i post li può mandare solo chi gestisce il blog, ma lei può scrivere su quello che vuole anche se si tratta di un argomento diverso da quello proposto, io comunque rispondo. Stiamo pensando ad una funzione che consenta ai frequentatori del blog di proporre loro argomenti. Conosco bene il problema del nuovo casello autostradale ai Cinque Cerri. Ne abbiamo parlato anche nell’incontro degli amministratori locali della Valle del Reno con il Sottosegretario Moffa nel dicembre scorso a Casalecchio, e ho già avuto modo di rendermi conto di persona della situazione veramente difficile che si è venuta a creare. Come lei sa, sono anch’io a favore del trasporto ferroviario, tanto da aver lanciato un progetto specifico in campagna elettorale e un Forum tematico che riunirò a settembre (se vuole, può iscriversi dal sito). Non so rispondere alle sue domande 1 e 2 perchè non ho seguito l’iter di approvazione del progetto di Variante di Valico, credo bisognerebbe chiedere agli amministratori dell’epoca. Non credo proprio che il tutto sia stato fatto appositamente per sostenere la bretella di cui si parla ora. Della bretella si è cominciato a parlare qualche anno fa, e il precipitare della situazione di questi giorni l’ha rilanciata. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

12/07/2006

Egregio Onorevole, sono il marito di un cancelliere presso un Tribunale Militare e dal momento che il disegno di legge riguardante la loro chiusura è stato proposto da lei vorrei rivolgerle alcune domande. 1) il disegno in questione, come lei ben sa, ha avuto una lunga e travagliata storia di cui non è chiaro l’esito finale. E’ possibile ipotizzare una data plausibile per la sua trasformazione in legge? 2) in base al suddetto disegno di legge, il personale delle cancellerie sarà automaticamente trasferito presso le corti di appello di competenza. Dal momento che, attualmente, il numero di tribunali militari è inferiore al numero di corti di appello afferenti alla giustizia ordinaria è evidente che non sarà possibile istituire una sezione specializzata presso ogni corte contando solo sull’attuale personale dei tribunali militari. E’ quindi previsto un transito del personale della giustizia ordinaria verso le sezioni specializzate? In tal caso, sarebbe forse opportuno prevedere anche un transito del personale della giustizia militare verso altre sezioni e altre sedi della giustizia ordinaria anche in virtù della nota mancanza di cancellieri presso i tribunali ordinari e anche in ragione del fatto che l’ultima “tornata” di cancellieri è stata assunta da poco e che la procedura penale adottata dalla giustizia militare coincide con la procedura penale ordinaria. Ringraziandola per la sua disponibilità le porgo Distinti saluti

Risposta:

14/07/2006

Gentilissimo, ho presentato il disegno di legge sul riordino della Magistratura militare ma non è ancora iniziata la discussione. Non appena questo accadrà la informerò. La ringrazio comunque per i suggerimenti di cui cercherò di tenere conto. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

03/07/2006

Stimatissimo Senatore, ho letto tutte le lettere inviateLe e le Sue risposte, nonchè la Sua biografia. Mi fa molto piacere sapere che siamo coetanei e di pari condizione di famiglia. Come Lei sa, io sono una (burocrate) romana, tuttavia ho molto a cuore Bologna, città che fu la seconda dello Stato pontificio, culla di cultura, fucina di movimenti illuministi, riformatori e progressisti, nonchè luogo in cui ho vissuto esperienze pregnanti ai tempi del Suo mandato amministrativo. Seguo da Roma, da circa un ventenio, il Suo agire: come testimoniarLe i sensi della mia stima? Beh…ho notato che ha pubblicato anche un messaggio ingeneresoso, al quale ha con contegno risposto. Non mi risulta che altri, oltre a Lei, abbiano avuto simile fair-play. Generalmente, nei propri website, i politici divulgano florilegi di osannamenti: Lei è un “vincente” perchè possiede, oltre alle note ed induscutibili qualità politiche e competenze tecniche, il raro fascino dell’autentica classe e dell’onestà intellettuale. Con affetto, Maria Rosaria Orlando

Risposta:

05/07/2006

Cara Maria Rosaria, la ringrazio e la invito a partecipare ancora alle nostre discussioni, se lo desidera anche intervenendo sul blog. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

01/06/2006

Caro Walter ti invio 2 proposte di argomenti per il Blog su problemi di Bologna: 1)LA REVISIONE DELLO STATUTO COMUNALE: SPIEGHIAMO BENE IL PERCHE’ E’di oggi la notizia che il consiglio comunale ha dato il via libera alla revisione dello statuto. In sintesi: maxigiunta allargabile sino ad un massimo di 16 assessori, più tempo alla discussione in consiglio comunale e più soldi ai gruppi consiliari. L’obiettivo dichiarato è quello di una macchina amministrativa più efficiente e più trasparente. Come cittadino militante voglio fidarmi ma onde evitare sin troppo facili commenti in odore di qualunquismo invito la giunta ad una corretta e diffusa informazione nei confronti dei cittadini amministrati perché abbiano gli strumenti di conoscenza e consapevolezza per comprendere bene il perché di questa scelta. In un momento di difficoltà interne alla giunta in cui molti spingono per vedersi riconosciuta una maggiore visibilità politica l’allargamento degli assessorati potrebbe essere interpretato come una moltiplicazione delle poltrone per zittire appunto i mal di pancia di alcuni. C’è bisogno di un rapporto effettivamente chiaro e trasparente perché siamo in una fase di evidente difficoltà di comunicazione tra la giunta ed i cittadini, è un continuo fiorire di “comitati contro” ed alcune delle ultime decisioni della giunta sono state mal digerite da componenti della stessa maggioranza, da intellettuali schierati a sinistra, da molti degli stessi cittadini che 2 anni fa hanno dato il loro voto al centrosinistra. Condivisione e partecipazione sono due aggettivi molto usati (forse abusati) ma mal praticati, altrimenti non si capisce la persistente difficoltà di comunicazione tra “amministrazione ed amministrati”. Visto da fuori dal Palazzo si ha troppo spesso la sensazione che le scelte siano calate dall’alto con canali informativi scarsi anche all’interno della stessa giunta; cose ne sono state fatte in positivo ma chi non segue con attenzione le vicende politiche le percepisce a fatica. Persiste nella giunta Cofferati una difficoltà al dialogo con la città, l’informazione è ancora incompleta e soprattutto non ha la capacità di trasmettere ai cittadini gli aspetti positivi delle scelte fatte nell’interesse generale. Alcuni provvedimenti fondamentali per la nostra mobilità (le corsie riservate ai mezzi pubblici, le nuove fermate urbane del SFM, i lavori in via Carracci per l’alta velocità) sono vissuti come lesivi della libertà personale, l’interesse generale viene schiacciato dal prevalere dell’interesse personale ed in un quadro di decisioni che hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità complessiva dell’ambiente e della vita, quello che i cittadini percepiscono sono le difficoltà ed i disagi legati all’accantieramento delle opere, la perdita momentanea di posti auto, i problemi negli spostamenti. Se non vogliamo che le modifiche dello Statuto siano percepite come una operazione di allargamento delle poltrone e del potere dobbiamo compiere uno sforzo di trasparenza e comunicazione e soprattutto dobbiamo dimostrare nei fatti la bontà di questa scelta amministrativa; se così non fosse dovremo abituarci all’idea di critiche sempre più forti anche dalla parte amica della società con il rischio di una cesura sempre più netta tra il Palazzo e la Piazza. ___________________________________________________________ 2) IL DIBATTITO SULLA COLLINA: E’ TUTELA O SPECULAZIONE? Lo scorso 2 maggio la Commissione “Urbanistica e Ambiente” del quartiere Santo Stefano - che si occupa delle problematiche relative agli spazi urbani del territorio con particolare riferimento alla aree verdi pubbliche e private - ha organizzato un pubblico incontro con la presenza dei tecnici comunali e dell’assessore Merola in cui sono state presentate le linee generali della variante urbanistica che “congela la collina”. Sono esattamente le stesse notizie che oggi sono pubblicate sulle pagine dei giornali locali dopo giorni di polemiche - anche interne alla maggioranza - sul presunto rischio speculazione. Come cittadino ho la netta sensazione che quello in corso sia un dialogo tra sordi, da una parte l?assessore - ed ora anche la maggioranza - che ribadisce la volontà politica ed amministrativa di bloccare le aree edificabili in collina, dall’altra il gruppo di intellettuali della Rete Nuovo Municipio che anche oggi ribadiscono la loro posizione sul rischio speculazione. Io ero presente all’incontro del 2 maggio e la posizione dell’amministrazione rispetto al congelamento della collina unito alla volontà di preservarla e renderla fruibile mi è sembrato piuttosto chiaro, ed anche gli iniziali contestatori - soprattutto residenti della collina - hanno condiviso l’impegno ad un percorso pubblico e partecipato (il forum da settembre a novembre di cui si parla oggi sui giornali) proposto da Merola. Trovo curioso questo atteggiamento di parte dell’intellighenzia bolognese che critica costantemente - sembrerebbe quasi a priori - le scelte dell’amministrazione; e i 5 anni di giunta Guazzaloca dove con il meccanismo “dell’urbanistica contrattata” caso per caso si è riempito la città e la collina di cantieri? Rispetto a questo non hanno mai avuto nulla da dire? Basta girare la collina - in bicicletta come faccio io nel fine settimana - per vedere quanti cantieri ancora in essere la stanno usurpando con Permessi di Costruire e DIA che hanno date di autorizzazione tutte riconducibili alla precedente amministrazione. Personalmente ho creduto e credo all’invito alla partecipazione lanciato a suo tempo da Cofferati, esercito attivamente questo strumento democratico, leggo e mi documento con i mezzi messi a disposizione dall?amministrazione. E’ un percorso impegnativo perché mi porta via molto del mio tempo libero, è una scelta personale di partecipazione alla vita cittadina informata e consapevole che mi ha dato modo in questi due anni di intervenire attivamente nel dibattito cittadino e spesso sono stato critico nei confronti dell?amministrazione; è faticoso ma si può fare. In questo caso però faccio fatica a capire l’oggetto del contendere visto che si critica un progetto amministrativo ancora in itinere e che prevede un percorso pubblico di discussione in commissione consiliare, nei quartieri ed infine nel Forum “Bologna città che cambia”. Forse la discussione è meglio farla nel merito con la conoscenza degli atti e la partecipazione diretta al dibattito pubblico, piuttosto che con le conferenze stampa e le prese di posizione con articoli sui giornali. Chiudo con una nota critica in quanto vedo nella giunta Cofferati una persistente difficoltà al dialogo con la città, l’informazione è ancora incompleta e soprattutto non ha la capacità di trasmettere ai cittadini gli aspetti positivi delle scelte fatte nell’interesse generale; in questo senso ha ragione Paolo Natali (consigliere DL) quando afferma che “se ci fosse stata un’informazione preventiva ci saremmo risparmiati molte polemiche”. Se vogliamo che le scelte amministrative siano comprese nel loro significato dobbiamo compiere uno sforzo di trasparenza e comunicazione e soprattutto dobbiamo dimostrare nei fatti la bontà di queste; le polemiche sui giornali sono troppo frequenti e persistenti e così facendo è forte il rischio di un distacco tra amministrazione ed amministrati Claudio Gandolfi

Risposta:

10/06/2006

Caro Gandolfi, mi dispiace se rispondo solo oggi alla lettera ma ho avuto qualche problema con la mia posta elettronica. Entrambi gli argomenti, sia quello dello Statuto che quello della collina sono interessanti e d’attualità. Entrambi richiamano alla necessità di un rapporto costante di informazione dei cittadini nei confronti delle scelte dell’amministrazione. Stiamo studiando un sistema attraverso il quale i visitatori del sito potrannno proporre argomenti per il blog e sottoporli ad una specie di votazione. Presto vi farò sapere. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

23/05/2006

Dopo tutti i danni che hai fatto a Bologna hai ancora il coraggio di presentarti in pubblico e di farti chiamare senatore ????????????? Complimenti per la tua bella faccia tosta Luciano Massa

Risposta:

10/06/2006

Gentile Luciano Massa, anche in questo caso, come in quello precedente, mi dispiace di poter rispondere solo in ritardo alla sua lettera. Lei è del tutto libero di avere la sua opinione su di me. Tanti altri la pensano in modo diverso, se debbo giudicare dal numero di persone che intervengono sul mio blog o che mi fanno i complimenti per come cerco di mantenere i rapporti con il territorio nel quale sono stato eletto. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

04/05/2006

Caro senatore leggo oggi della possibilita’ di avere voti CdL per Marini al Quirinale. Io penso che sarebbe la soluzione piu’ indolore, anche perche’ aprirebbe la presidenza del Senato a D’ Alema che forse potrebbe accontentarsi della seconda carica dello Stato anziche’ della prima Gabriella Poggi

Risposta:

05/05/2006

Gent.ma Gabriella Poggi, purtroppo D’Alema è stato eletto alla Camera e non potrebbe pertanto essere eletto Presidente del Senato al posto di Marini. Comunque la partita è appena iniziata e l’Unione ha deciso oggi di cercare una candidatura “del centrosinistra” che possa essere condivisa dalla Casa delle Libertà fin dalle prime votazioni. D’Alema resta il candidato dei DS e di molti partiti dell’Unione ma è difficile prevedere oggi come finirà. Staremo a vedere. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

20/04/2006

A nome del Consiglio di Amministrazione e mio personale mi congratulo per la Tua riconferma a Senatore della Repubblica. Sono certo che nel tuo piano di lavoro saranno in grande evidenza i problimi della casa e della ricerca. Con affetto e stima Cooperativa Edificatrice Ansaloni Il Presidente Franco Lazzari

Risposta:

20/04/2006

Caro Franco, ringrazio te e tutto il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Ansaloni che ho sempre apprezzato per la particolare impronta sociale del suo operato. Così come ho apprezzato e apprezzo anche il tuo personale impegno per la Fondazione Ramazzini. Effettivamente ho parlato di casa nel progetto “La città della legalità e dell’inclusione sociale” e di ricerca nell’altro progetto “La città dell’innovazione e della creatività”. Entrambi i progetti sono pubblicati sul sito. Mi rivolgerò a te per eventuali inziative in materia, così come mi considero a vostra disposizione per qualunque cosa riteniate utile o necessaria. Cari saluti Walter Vitali

 

Lettera:

14/04/2006

Caro Walter, congratulazioni per la tua elezione, pensiamo ti attenda un compito ancor più impegnativo e “faticoso”, ma sappiamo non ti mancheranno le energie necessarie. Ci auguriamo che nel prossimo Governo dell’Ulivo, come promesso anche da Prodi, ci sia un concreto segnale a favore della cooperazione internazionale e dei problemi del Sud del mondo. Come sai, il precedente Governo ha condotto una politica dell’aiuto pubblico allo sviluppo estremamente residuale, ponendo l’Italia agli ultimi posti dei Paesi industrializzati. Il GVC sarà sempre ben lieto di mettere a disposizione il proprio bagalgio di 35 anni di esperienza e professionalità per ogni iniziaitiva che tu e i parlamentari dell’Ulivo vorrete promuovere. Buon lavoro G.V.C. Patrizia Santillo Presidente Sergio Caserta Responsabile Comunicazione

Risposta:

17/04/2006

Cari Patrizia e Sergio, grazie, anche se questa volta i candidati hanno fatto ben poco. Diciamo che hanno contribuito al risultato, che comunque ci ha consegnato una maggioranza e la responsabilità di governare il Paese. Conosco il GVC e apprezzo la vostra grande esperienza e la riconosciuta professionalità che avete acqisito nel campo della cooperazione internazionale. Terrò conto della vostra preziosa disponibilità a collaborare. Cordiali saluti e buon lavoro Walter Vitali

 

Lettera:

11/04/2006

Stimatissimo Walter, anche questa volta, purtroppo, i politici di centro-sinistra non hanno saputo farci sognare come ebbi occasione di implorare a Gaggio Montano in tempi non sospetti. Tu sai bene che l’elettorato di sinistra si divide in due blocchi, Quelli che sanno cosa vogliono e Quelli che seguono il politico per fede. Il POLITICO che fa sognare è quello che sa distinguere i due blocchi e, facendo proprie le idee di chi sa cosa vuole, le diffonde tra coloro che si fidano di lui. A mio parere, sbaglia chi pretende di convincere entrambi per incarnazione divina. Grazie per aver tentato di far sognare almeno i montanari. franco piacentini di Rocca Pitigliana

Risposta:

11/04/2006

Caro Franco, i politici di centrosinistra non ci avranno fatto sognare, ma intanto abbiamo vinto. Con il voto degli italiani all’estero abbiamo la maggioranza anche al Senato (158 seggi su 315) per governare. Con il mandato ricevuto dai cittadini tenteremo di approvare anche la legge sulla montagna, e speriamo che questo insieme a tante altre cose aiuti tutti gli italiani se non a sognare, almeno a non avere incubi. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

23/03/2006

Carissimo, scusami se molto frettolosamente ti propongo di cominciare a parlare della montagna. Da 26 anni viviamo a Castiglione dei Pepoli io e mio marito, per scelta. Qui abbiamo sviluppato i nostri percorsi professionali, qui abbiamo fatto nascere e crescere le nostre due figlie. Qui abbiamo investito la nostra vita nella pretesa forse un pò presuntuosa di invertire la tendenza allo spopolamento. Cresciute le figlie ci siamo spesi in modi e con competenze diverse nella nostra colettività la quale ci ha accolto e riconosciuto. Ho avuto modo di entrare in relazione col mondo dell’impresa sia locale che nazionale che europeo. Conosco bene quanti sforzi si fanno per vivere e rappresentare i nostri territori a tutti i livelli, politici , istituzionali , culturali ed economici. Faccio parte di quella linea di pensiero che crede che la montagna sia una risorsa e non un problema. Penso anche però che spesso la sua gente non abbia abbastanza forza per farsi sentire e per partecipare alle scelte che la interessano. Ti ringrazio quindi per quanto hai fatto per noi, sopratutto per quanto ancora vorrai fare e saremo in tanti ad affiancarti. Gli accordi quadro prevedono la costituzione di un distretto per le qualità. A dimostrazione che anche qui, in Appennino, si possono fare progetti sull’eccellenza , non vedo l’ora che diventi operativo ,per coinvolgere in primis l’Europa, per mettere in pratica quel concetto un pò astruso del ” glocal” che spesso abbamo sentito enunciare, per vedere rendere organiche tutte quelle azioni di qualità che già ci sono e che vogliamo far emergere. So che nel nostro programma elettorale l’attenzione a questi temi c’è ed è articolata. Vorrei che se ne parlasse di più. Stimoliamo il confronto. Ciao, alla prossima settimana Lucilla Pieralli

Risposta:

23/03/2006

Cara Lucilla, ti ringrazio per aver sollecitato l’attenzione mia e di tutti sulla montagna, per la quale sono primo firmatario del disegno di legge presentato dall’Unione al Senato nella legislatura che si sta concludendo. E’ vero: la montagna non è un problema, è un’opportunità per tutti, per avere uno sviluppo più equilibrato del nostro territorio, più rispettoso delle sue risorse e delle persone che vi abitano. Ne abbiamo parlato ieri sera in una bella iniziativa organizzata al Brasimone dai DS di Camugnano e di Castigione dei Pepoli, ne abbiamo parlato anche a Monghidoro lunedì scorso con Vasco Errani e Andrea De Maria, ne parlerò questa sera a Porretta Terme. Tra i progetti sui quali sto caratterizzando la mia campagna elettorale c’è anche quello sulla Comunità sostenibile. In quel contesto, insieme all’SFM, intendo rilanciare anche il tema della montagna. Quando farò partire l’argomento sul blog pubblicherò, come commento, questo tuo intervento, naturalmente se non hai obiezioni. Ti invito pertanto a seguire gli sviluppi sul sito. Cordiali saluti anche a tuo marito e alle tue due figlie Walter Vitali

 

Lettera:

15/03/2006

Caro Walter, sono contenta che la tua campagna elettorale stia contribuendo a dare contenuti e concretezza a quella dell’Unione nel suo complesso. Hai giustamente sollevato il problema dello sviluppo delle città, tema che sta diventando rilevante nel dibattito europeo in questo periodo, e dell’esigenza di maggiori investimenti perché le città possano garantire ai cittadini servizi efficienti, un ambiente culturale, artistico e imprenditoriale stimolante, opportunità di crescita personale e di inserimento lavorativo, sicurezza, qualità della vita e servizi di prossimità in grado di rispondere ai veri bisogni degli anziani, delle giovani coppie e delle fasce deboli. « Se vogliamo fare passi in avanti per reggere la competitività e il confronto con le produzioni di altri Paesi emergenti, l’Europa deve inserire pienamente nei suoi ingranaggi le città, che sono o possono diventare il vero motore dell’economia ». A parlare così non è un Sindaco italiano, ma la signora Danica Simsic, sindaco di Lubiana, capitale della Slovenia, da poco diventato membro dell’Unione Europea. In Europa le città si stanno muovendo per avere maggiore voce in capitolo nelle scelte per la crescita del loro paese e per contribuire agli obiettivi della competitività dell’Europa. Quelle italiane, invece, da qualche anno sembrano ripiegate su se stesse, nell’affannosa ricerca di fare quadrare il blancio, nell’assenza di un quadro finanziario che consenta loro di disegnare un qualsivoglia piano di rilancio e di sviluppo urbano degno di rilievo. In Italia - è stato recentemente segnalato dal Sole 24 Ore - i contributi erariali ai Comuni sono oggi quelli degli ultimi anni 70; le città non sono state affatto coinvolte nel Piano Nazionale per Lisbona in materia di crescita occupazionale predisposto dal governo lo scorso autunno; le città non hanno mezzi per affrontare i problemi della qualità dell?aria; ci sono ora 100.000 miliardi di vecchie lire che saranno attivati nei prossimi sette anni grazie ai Fondi Strutturali dell’Unione Europea per rendere il sistema italiano più competitivo e solidale, ma le nostre città non sono ancora state chiamate a fruire di queste risorse in modo adeguato o con gli strumenti di delega che l’UE ha invece previsto. Tutto questo merita una riflessione. La capacità delle città di darsi prospettive di crescita non è né un fatto tecnico, né un fatto marginale per lo sviluppo del Paese e la vita dei cittadini italiani ! Benvenga una politica nazionale per le città con un moderno e snello strumento di raccordo e di coordinamento, che puo? davvero coagulare energie e risorse e costituire il volano per rilanciare lo sviluppo del paese. Ti ringrazio anche per aver citato il sito web del nostro ufficio IDEALI come un utile riferimento ai più recenti documenti sulle politiche urbane in ambito europeo e nazionale. Buon lavoro ! Maria Baroni, dirigente ANCI

Risposta:

19/03/2006

Cara Maria, ti ringrazio molto per il contributo e anche per avermi aiutato a preparare le proposte per una politica nazionale delle città da parte dell’Unione. Sai che stimo il tuo lavoro a Bruxelles e spero di poter ancora collaborare con te affinchè, come hai scritto, anche le città italiane siano protagoniste del percorso che ci dovrà portare a raggiungere gli obiettivi posti dall’Unione Europea a Lisbona. Cari saluti e buon lavoro Walter Vitali

 

Lettera:

13/03/2006

E’ un racconto di un viaggio che mi ha dato serenità ma vorrebbe porre l’accento sulla solitudine che è la caratteristica principale di cui nessuno parla ma che investe tutti. Il tutto è stato romanzato ma è stata la mia vita, è la mia vita e di chissà quanti altri. RACCONTACCIO Ancora pochi interventi, quattro o, forse, cinque poi mi chiameranno; toccherà a me. Non avrei mai pensato che un giorno sarei intervenuto al “Convegno dei diversi” perché non sapevo (e non so) cosa sia la diversità e chi la decida. Forse dei presunti saggi che dettano e applicano regole dandoti anche dei voti: tutto assurdo ma mi sono adeguato? ci siamo adeguati tutti! Rimane il fatto che siamo tutti precisi e tutti diversi. Ognuno mi è sempre sembrato quello che è ma la convocazione in questa sede, può voler dire che ho subito, condannato, ma poi ho accettato questo modo di pensare. Sono troppo emozionato, non riesco più a sentire ciò che dicono coloro che stanno parlando dal palco e non vedo né loro, né gli altri, vedo e sento solo me: i battiti del mio cuore che accelerano e la mia voce che, mimetizzata fra i pensieri, sta ripassando quanto dovrà uscire dalla mia bocca quando il Presidente, dopo avere pronunciato il mio nome, mi inviterà ad incominciare. Sono terrorizzato e già immagino le mie mani sudate, il tuffo al cuore che seguirà a quella chiamata e la voglia di scappare mi sembra si stia concretizzando nell’ennesima fuga da quel contesto che è la mia vita. Devo assolutamente scappare! Non voglio che la distanza che intercorre fra me e il pulpito di questa assemblea sia un terremoto emotivo. E’ saggio alzarsi e, con disinvoltura, avvicinarsi all’uscita poi, senza dare nell’occhio, slacciarmi la cravatta per poi sparire nel solito nulla. Chi può notare la mancanza di un’unicità come le altre che, sempre in sintonia con i suoi fallimenti, svanisce nel solito niente? Non farò nessuna brutta figura e salverò la mia “santa” persona dalla contaminazione che potrebbero darmi il consenso o, al pari, il dissenso su quel che ho da dire. C’è solo una domanda che mi tormenta: “Fuggo da me, dai presenti in sala o da tutti?” Ma che stai raccontando? Sei già alle domande su quel che devi ancora fare mentre tralasci quelle che sono le basi di tutte le tue considerazioni; cerca di abbandonare quel vittimismo che, da sempre, ti fa sentire al centro dell’Universo di tutti e poi pensa a chi sta leggendo ciò che stai scrivendo: quei pochi aspettano un racconto e non una sequela di lamentele. Chi ti legge vuole arrivare alla parola “fine” con qualcosa che stimoli pensieri e non che definisca e basta! Se nessuno compisse questo sforzo quella parola dovrebbe essere il seguito e, contemporaneamente, l’inizio di una riflessione ma, se compare senza nessun appiglio di discussione o d’approfondimento, meglio, molto meglio, uscire a fare due passi! Molto meglio rimbambirsi davanti alla televisione! Terminare quel libro che hai lasciato a metà solo per pigrizia evitando, in tal modo, di rompere i coglioni! Sappi che ogni uomo e ogni donna ha una sua vita e che, se ti leggerà, avrà fatto uno sforzo che devi legittimare! Nessuno ha tempo per il nulla! Non sei Dio! Queste affermazioni indurite da tanti punti esclamativi te le sei meritate e sono lì a ricordarti che sarebbe bello piacere a te e che, un eventuale consenso esterno, può essere gradevole ma, finito di succhiare quel gusto particolare che ha un sapore simile a quello del successo, rimani lì con te stesso abbastanza sconsolato e nella merda, a goderti l’ennesima vittoria dell’inconsistenza sulla voglia di migliorare! “Ma chi ha parlato?” “Ho parlato io e, per dio, se non intervieni e continui sulla falsariga di questa legnosità finirò anch’io di stimolarti e provocarti quando precipiti in questa abulia!!!!! (contati i puntini e le aste? Sono cinque e te li sei meritati tutti!) ? Basta! Beccati tu questa censura e lasciami in pace che sono stanco di questa vita fatta tutta di macerazioni su dubbi che inserisci per cercare di non farmi agire. Agirò, come al solito, facendo la solita fatica in più che mi merito perché non riesco a migliorare questo mio limite e questo conflitto che mi combatto dentro? ma hai notato che sono diminuiti gli scontri e che, invece di affrontarti “all’arma bianca” ti aggiro e risolvo lo stesso stando meno male? Ora che ho ripreso in mano la situazione penso che sia meglio partire dall’inizio e, se sarò autoreferenziale o cattolicamente pentito e penitente, lo diranno solo le parole che metterò in successione sempre che questi atteggiamenti siano una cosa sbagliata, ma chi può intervenire su un comportamento scelto liberamente per emettere una sentenza? Primavera del 1955: la guerra è finita da dieci anni e i tanti lutti vengono sostituiti dai nuovi arrivati che avranno una vita diversa come spiegano dentro quello strano involucro chiamato televisore che incomincia a comparire in molte case. Luciana è in ospedale da dodici giorni ma quella creatura che ha lì in quel pancione non esce; i medici le hanno comunicato che quel bambino vuole uscire dall’alto e spinge così forte che non ce la farà. E’ questione di poco tempo e quei dolori finiranno per lasciare il posto ad un altro tipo di dolore e ad un altro lutto: nella vita di quella donna è sempre mancato tutto quindi, il dramma che sta avvenendo, è perfettamente in sintonia con quanto avvenuto finora. A Luciana pare di sentire un giovane studente di quel Policlinico universitario pronunciare queste parole: “Io l’ho sentito! Per me è vivo!” Tralascio di soffermarmi su cose come il taglio cesareo, la speranza che rinasce, la luce della vita che rompe il buio della morte per via di una mia predisposizione esagerata all’epico che sfocia spesso in retorica e faccio solo una considerazione su Luciana che sembrerà inutile ma che riutilizzerò, sempre che riesca a ricordarmene, più avanti: lei sa castrare il dolore e le emozioni perché la sopportazione è, per lei, un gran valore. Forse è addirittura IL VALORE. L’anno scolastico 1967/68 sta terminando e quel bambino biondo e riccioluto è sempre “troppo”: troppo serio, troppo triste, troppo allegro, troppo tutto. Quella sensazione di doversi conquistare anche la cosa più stupida quasi fosse l’ultima azione da compiere prima della morte è la sua caratteristica dominante. E’ ancora piccolo ma sta già occupando la vita e non se la lascia vivere addosso. Anche il più insignificante dei problemi, di fronte al suo modo di pensare, diventa una questione vitale e, per andare avanti, spreca qualità intellettive e fisiche in quantità industriale: è veramente “troppo tutto”. Forse crollerà. A scuola riesce bene ma ritiene superfluo studiare quando pensa di avere già capito, ha un atteggiamento di sfida nei riguardi degli insegnanti, lui si mette alla testa di sé stesso e non accetta l’impostazione-imposizione scolastica di quegli anni che cerca di forgiare degli italiani abituati ad ubbidire. Lui è figlio di quelle persone che sorridono dai muri di fronte alla fontana del Nettuno e che venti-venticinque anni prima hanno dato la loro vita per dare dignità ad un Paese intero e, per lui, la dignità è la libertà assoluta: certo i doveri vanno rispettati ma, una volta adempiuti basta; lui è figlio di quella rabbia che li portò a cercare la democrazia e che porta lui ad ampliarla a modo suo. E’ fin troppo ovvio affermare che la democrazia, a tredici anni, è solo un concetto quasi astratto ma quel tipo di libertà vagamente anarcoide è già endemico nel suo modo di pensare e in quello di agire ed è libertà: libertà di crescere con dei suoi valori senza essere fagocitato da nessuno. Non tutti accettano che i ragazzi sviluppino la capacità critica da soli è una professoressa lo boccia in tutte le sue materie. Ricordate: “si deve imparare ad ubbidire”. Il tabellone con i risultati degli scrutini recita chiaro: estate a casa a studiare Italiano, Storia, Geografia e Latino. Brutta estate! Brutti pensieri! Brutta stronza di una professoressa, mi bocci dove vado benissimo solo perché non ti adoro! Si sente nell’aria odore di libertà ma lui è prigioniero di quei numeri scritti su quei tabelloni: dovrà cavarsela da solo in una prova chiamata “esami di riparazione”. Lui sa, litiga tutti i giorni con i genitori ma non apre nemmeno un libro. Lui sfida anche se è terrorizzato di perdere; è solo un ragazzino ma, quando ritiene di essere nel giusto, non recede, non indietreggia, combatte. Forse crollerà. L’esame andrà, purtroppo, bene e, quel “purtroppo”, è lì a dimostrare che quando si vincono troppe gare e succede troppo presto ci si abitua a degli atteggiamenti mentali di “muro contro muro”, non si attraversa la propria vita ma la si occupa. Forse crollerà. Trent’anni costellati da crisi di ansia e panico, l’analisi e poi questo convegno e quell’intervento che si sta cementando in una forma completamente diversa da come se l’era immaginata fino a qualche minuto prima, quei pensieri stanno nascendo in mezzo a dei bei respiri e non si forgiano a fatica mischiandosi a dei rantoli di insicurezza: tutto si cesella in una logica che è la sua. Non ha mai capito la differenza fra ansia e panico: sa che si sentiva strano, le mani sembravano staccate dal corpo, il sudore s’impadroniva degli arti, le gambe diventavano pesanti, il cuore batteva all’impazzata, la vista si offuscava, mancava il respiro, la disperazione s’impadroniva di lui e si sentiva morire. Tu che hai avuto la pazienza di leggere fin qui mi sai dire la differenza fra crisi di ansia e crisi di panico? Per me, in tutti e due i casi, avvenivano le cose che ti ho appena descritto e non notavo una gran differenza fra quegli avvenimenti ma solo definizioni diverse: “è panico!” “è ansia!” Ma, se sai qual è la differenza, devi dirmi dov’è che finisce l’ansia e incomincia il panico, fammelo sapere. Accetterò qualsiasi definizione convincente ma devi essere chiaro o devi essere chiara perché a me, e mi ripeto, sono sempre sembrate la stessa e identica cosa specialmente mentre le stavo vivendo! L’analista gli sembrò simpatico fin dal primo incontro. Era un suo coetaneo (fra i due c’era solo un anno di differenza) e, quel tavolo che ben definiva il ruolo di chi si esprime da quello di chi esplora cercando di stimolare la persona di fronte in modo che una seduta non sia solo l’esposizione di una cosa tipo “lista della spesa”  ma, invece, un pasto prelibato da mangiare e da far diventare vita e non solo parole che, svuotate di ogni significato, rimarrebbero solo suoni o, ancor peggio, lamenti senza risposta, si allargava o si stringeva a seconda di ciò che la sua mente riusciva a partorire. Si ritrovano in quel posto una volta la settimana: discussioni in cui lui sfida il suo interlocutore che gli sembra il solito personaggio con in dotazione quel potere accademico in grado di far passare un altro brutto periodo lungo ben più di un’estate, lui rivive la sua vita come tante sberle in faccia e poi, poco per volta, come tante carezze, lui paga e il suo quasi coetaneo incassa facendogli capire la differenza fra uno sfogo con un amico e una seduta con uno specialista. Mamma! Quell’insegnamento sulla capacità di sopportare per sopravvivere che arriva da lontano e che mi hai trasmesso è sbagliato e non applicabile a me! Anche quel continuo sfidare a colpi di intelligenza presunta chiunque e su qualsiasi cosa non mi fa vivere. Devo riuscire ad andare oltre perché non voglio crollare e questa è la mia vita. Fu un percorso lungo è così intimo che non è giusto illustrare; le crisi di panico diventarono qualcosa da attraversare con rispetto ma e, nel limite del possibile, con calma. Non cercava di occupare la sua vita ma cercava di aprirla a tutti quelli che accettavano lui e quell’uomo che lui sosteneva avesse il potere accademico del “brutto voto”, gli sembrò sempre di più uno preciso e, al contempo, diverso da lui: un’unicità. Era incominciato un nuovo periodo in cui “preciso” anticipava “diverso” e non per una questione estetico-grammaticale ma perché era giusto che fosse così. Si era sentito diverso fin dalla prima volta (nell’autunno di quel 1968) che era entrato nello studio di uno specialista con il suffisso in “psi” (psicologo, psichiatra, psicanalista, psicoterapeuta?). Quando si entrava in uno di quei posti dove lavorava uno “psi” automaticamente si subiva un commento compassionevole e si veniva bollati come persone che non erano “tutte a casa”. Secondo la logica che pervadeva le mentalità delle persone in quell’anno che avrebbe modificato e aperto le menti (ma questa cosa, se mai è successa, doveva ancora accadere) avrebbe dovuto rassegnarsi a quel modo di ragionare che non era solo degli altri ma anche suo e, difatti, essere entrato in quegli studi era stato qualcosa di cui vergognarsi. Non aveva occupato la sua vita ma si era adeguato al pensiero vincente che sembrava una verità inossidabile e da non mettere in discussione. Perché continuare a sopportare tutto questo e da se stesso? La sopportazione era un valore di sua madre che andava bene a lei e applicato su di lei ma non era un valore suo e smetteva di essere un fatto positivo anche la vittoria dialettica a tutti i costi perché è importante credere in quello che si pensa sapendo che è superiore a quello che si era pensato fino a ieri e inferiore a quello che si penserà domani ma è ancor più importante vedere le altre persone precise a lui nelle loro unicità. Lui era lui e la grande vittoria era accettare se stesso senza subire nessuno, accettando gli altri senza imporre se stesso ma pretendendo di essere Lui: semplice vero? A lui era sembrata un’impresa improba. Non mi sudano più le mani, mi sento diverso da tutti ma, contemporaneamente, mi sembra di conoscere tutta la sala: anche i muratori che l’hanno costruita. Interverrò a modo mio: un po’ romantico, molto grintoso, concreto ma con un po’ di fumosità (meno di quella che avevo ieri ma ancora troppo rispetto a quella che avrò domani). Non sono crollato! “Do ora la parola a Gabriele G”. Mi alzo, mi avvicino al palco, salgo i gradini, cerco lo sguardo di tutti i presenti in sala, sento il bisogno di bere un po’ di quell’acqua contenuta nella bottiglia alla mia destra e, prima di incominciare, sento un sorriso che mi dà calore: tutte quelle paure le ho lasciate a ieri, a cinque minuti fa, a cinque secondi fa, forse sono addirittura qui con me ma non dò loro alcuna importanza. L’acqua che mi scende nella gola mi dona una bellissima sensazione di freschezza, aggiusto la posizione del microfono e  dai che è il momento di incominciare! Sì! Incomincio! Primavera del 1955: la guerra è finita da dieci anni. fine Gabriele Giovannini

Risposta:

17/03/2006

E’ un bellissimo racconto che non richiede commenti. Richiede solo di essere letto con partecipazione e con attenzione, pari a quella che ha messo Gabriele nello scrivere queste bellissime parole. Lo ringrazio per avermele mandate e sono lieto di pubblicargliele.

 

Lettera:

06/03/2006

Caro Walter, ti ho sempre considerato, oltre che un caro amico, il mio referente politico nei DS. Con te ho lavorato per quattro anni in Comune e ti sono sempre grata per avermi dato l’opportunità di un’esperienza importane e gratificante. Per queste ragioni nel momento in cui ho deciso di presentarmi capolista per il Senato con il Movimento Repubblicano Europeo di Luciana Sbarbati desidero motivare innanzitutto a te questa mia scelta. Coloro che conoscono la mia storia politica sanno quanto essa sia legata al Partito Repubblicano, in cui ho militato dai tempi del Liceo a Cesena fino al ‘90, quindi possono essere tentati di leggere la mia scelta come un ritorno al passato. In realtà le considerazioni che mi hanno portato ad accettare la candidatura dei Repubblicani Europei hanno poco a che fare con la nostalgia del passato e sono invece strettamente connesse alla difficile situazione politica che stiamo vivendo. In primo luogo ritengo anch’io, come tanti altri, che il 9 Aprile l’Italia si giochi il suo futuro e che la posta in gioco, in termini di democrazia e convivenza civile, sia davvero la più alta. Per questi motivi è mio dovere partecipare in prima persona, dare il mio contributo, per quanto modesto, alla campagna elettorale. Ferma restando la volontà di partecipare personalmente alla sfida elettorale per battere il centrodestra, la mia convinzione, come sostenitrice dell’Ulivo fin dalla sua nascita, è che l’unica prospettiva in grado di dare ampio respiro al progetto politico di questo centrosinistra, l’unica prospettiva in grado di mantenere vive le forze riformatrici che si sono risvegliate in tutto il Paese contro il malgoverno berlusconiano, sia la prospettiva del Partito Democratico. La necessità di continuare a credere nel Partito Democratico è resa ancora più stringente dal ritorno a un sistema elettorale proporzionale, che ha portato le varie componenti del centrosinistra, seppure coalizzate fra loro, a presentarsi separate agli elettori. La lista unitaria per la Camera è l’espressione più forte della volontà di non rinunciare al Partito Democratico e in questa lista, a fianco di D.S. e Margherita, ci sono anche i Repubblicani Europei, piccoli ma orgogliosi della loro storia politica, perché nella formazione di quel nuovo soggetto politico, espressione di tutto il centro-sinistra, che si propone di essere il Partito Democratico, l’eredità di uomini come Ugo La Malfa, Bruno Visentini, Oronzo Reale non può essere dimenticata. Se l’attuale legge elettorale rende necessario che le componenti della Lista Unitaria presentino liste separate per il Senato, la mia collocazione più naturale è proprio a fianco di Luciana Sbarbati e del suo movimento, per testimoniare l’importanza dei valori e dell?eredità politica che i Repubblicani Europei portano al centrosinistra. Riguardo ai valori più direttamente riconducibili alla componente repubblicana del centrosinistra, uno in particolare mi sta a cuore: la Laicità dello Stato. Solo uno Stato laico può garantire veramente la libertà di tutti, ma in questo momento sembra che l’importanza della separazione fra Stato e Chiesa sia dimenticata dalle principali formazioni politiche del centrosinistra, molto più preoccupate di non turbare i delicati equilibri su cui si reggono i rapporti con il mondo cattolico. Una delle ragioni principali per cui ho accettato di presentare la mia candidatura per i Repubblicani Europei è proprio questa: affermare con voce chiara e forte che la laicità dello Stato è un valore irrinunciabile e non si può mai barattare, qualunque sia la contropartita. Nel centrosinistra non c’è solo la Rosa nel Pugno impegnata sul fronte laico, ma ci sono anche i Repubblicani Europei che portano avanti da sempre e con orgoglio la bandiera della Laicità. Un’ultima considerazione. In questi anni di governo del centrodestra ho partecipato con convinzione a tutte le iniziative che si proponevano di mobilitare la società civile attraverso movimenti e organizzazioni diverse dai partiti tradizionali. In alcune circostanze si è riusciti a far capire all’opinione pubblica che l’opposizione al governo Berlusconi era un’opposizione forte, che veniva da milioni di cittadini e non dai soli vertici di partito. Purtroppo la richiesta di unità che l’elettorato di centrosinistra, il cosiddetto popolo della sinistra, per cinque anni ha avanzato a gran voce ai suoi rappresentanti parlamentari, è rimasta troppo spesso inascoltata, producendo i danni che tutti ben conosciamo. Con la mia presenza nella lista dei Repubblicani Europei mi propongo di proseguire lungo la strada imboccata partecipando all’appello della Sveglia 6:30 e costituendo il Comitato Nuova Giustizia e Libertà, mi propongo cioè di portare avanti quella richiesta di unità che gli elettori di centrosinistra sentono come essenziale per riacquistare fiducia nei loro partiti. Sono questi i motivi per cui scommetto su di un nuovo soggetto politico che riunisca tutto il centrosinistra, mi batterò affinché già l’11 Aprile possa ripartire il cammino verso il Partito Democratico di Romano Prodi, verso un nuovo Ulivo nel quale la società civile abbia spazio e voce. Credo di poter affermare che la mia scelta è la testimonianza di un’idea di politica d’altri tempi: la politica come servizio; la mia scelta è la continuazione di un impegno politico che parte da lontano, da sempre collocato a sinistra, fin da quando il Partito Repubblicano veniva definito da Ugo La Malfa il partito della sinistra democratica. Laura Grassi

Risposta:

14/03/2006

Cara Laura, ti rispondo dopo qualche giorno perchè, come sempre, mi faccio un pò travolgere dagli eventi. Prima c’era bisogno di avviare la campagna elettorale, ora gli impegni si susseguono ad un ritmo incalzante. La notizia della tua candidatura come capolista al Senato in Emilia-Romagna del Movimento Repubblicano Europeo di Luciana Sbarbati non mi ha molto sorpreso. Conosco e apprezzo la tua storia politica e personale, rispetto alla quale questa tua decisione si colloca in continuità non come un semplice ritorno al passato ma, come tu stessa giustamente sottolinei, come una scelta di impegno diretto in questa battaglia elettorale decisiva per le sorti della nostra democrazia, nella quale puoi far valere temi che ti sono propri quali la laicità dello Stato e delle istituzioni. Sai che ho sempre creduto anch’io alla necessità di far vivere il centrosinistra come soggetto politico e non solo come cartello elettorale. Ho sempre pensato che il contributo dei cittadini, delle associazioni e dei movimenti è essenziale anche per andare oltre la semplice somma dei partiti, e che la feconda stagione politica di questi anni ha preparato l’appuntamento politico odierno che speriamo sia risolutivo. Purtroppo la straordinaria energia unitaria che si è sprigionata nelle primarie dell’Unione per Romano Prodi dello scorso 16 ottobre deve ora fare i conti con una pessima legge elettorale che spinge gli uni contro gli altri anche i partiti che si coalizzano, come ci mostrano purtroppo molti segni di questa campagna elettorale. Ciò nonostante credo dobbiamo avere fiducia nella maturità e nella consapevolezza del nostro elettorato e mantenere ferma la barra dell’unità come necessità assoluta e prioritaria. Il Partito Democratico, come tu dici, può contribuire a questo obiettivo e tre condizioni: se non sarà un’operazione di solo ceto politico; se non pretenderà di rinchiudere in sè il carattere riformista della coalizione; se avrà le caratteristiche della Sinistra Democratica che tu richiami citando Ugo La Malfa. Non posso però nascondere un certo rammarico per il fatto che i DS avrebbero già voluto essere, almeno in embrione, questa Sinistra Democratica, come è testimoniato dalla partecipazione di un’ampia e qualificata componente repubblicana alla loro costituzione nel 1998. E per il fatto che la moltiplicazione delle liste non è, di per sè, garanzia di effettivo pluralismo nella coalizione, ma può essere anche un sintomo di eccessiva frantumazione. Sono anche dispiaciuto perchè chi voterà per te non voterà per me, e viceversa, poichè tutti e due ci presentiamo per il Senato in liste di partiti diversi. E’ vero che ci unisce l’Ulivo alla Camera, ma avrei decisamente preferito qualcosa di più. Ma questo è il frutto di quella orrenda legge elettorale, e ci possiamo fare ben poco. Ti propongo allora, e so di trovare in te la sensibilità necessaria, di fare una campagna elettorale un pò controcorrente, trattandosi di un sistema proporzionale. Facciamo una campagna elettorale nel segno dell’unità, e chiediamo a nuovi elettori, a persone che ci guardano con simpatia ma che ci sono ancora lontani, di votarci a seconda della loro vicinanza alle nostre rispettive collocazioni di lista e di partito. Penso che il richiamo della laicità, che tu puoi meglio esercitare, possa attrarre anche persone che hanno votato in passato per il centrodestra, dove pure si è collocata una parte della tradizione repubblicana. Io penso di dovere parlare ad un elettorato diverso, anche deluso dalla sinistra e dall’Ulivo, al quale può servire l’esempio del mio e del nostro impegno nelle battaglie parlamentari di questi anni. Vediamo se funziona, e se possiamo trasformare una competizione indistinta di “tutti contro tutti”, a cui saremmo spinti dalla legge elettorale, in una nuova occasione di unità, utile per conquistare più voti al centrosinistra nel suo complesso e anche per il dopo elezioni. Un caro saluto Walter Vitali

 

Lettera:

03/03/2006

LA MORTE DI CALIPARI E LE PAROLE DI MARTINO: UN PAESE A SOVRANITÀ LIMITATA Rientrato dopo una lunga giornata di lavoro accendo la radio sul GR delle 20,30 per gli aggiornamenti della giornata e nel servizio per l’anniversario della morte di Calipari sento queste parole:”Calipari vittima del destino”. Sono le parole ufficiali dello Stato nei confronti di un proprio rappresentante morto ucciso dal fuoco amico per difendere una concittadina. Quella del ministro Martino è una affermazione vergognosa che dimostra per l’ennesima volta la sudditanza di questo governo nei confronti dell’amministrazione Bush. A 60 anni dalla liberazione (per altro è bene ricordarlo merito non esclusivo degli alleati ma anche della resistenza partigiana) non ci siamo ancora emancipati da quella pesante eredità e mi chiedo quando i nostri politici troveranno finalmente il coraggio politico di rivendicare la nostra sovranità di paese indipendente; per ora il fatto di oggi e le recenti parole di Berlusconi nel suo intervento al parlamento Usa dimostra che siamo ancora un paese a sovranità limitata. Claudio Gandolfi, Bologna

Risposta:

04/03/2006

Caro Claudio, quello che dici è vero ma vale per il Governo, di cui il Ministro Martino è un autorevole esponente essendo il Ministro della Difesa, e per la maggioranza di centrodestra. Non vale certo per l’opposizione, che ha duramente protestato per le gravi affermazioni di Martino nei confronti di Calipari e per lo spot elettorale di Berlusconi a Washington. Mi auguro che con il 9 e 10 aprile cesseremo di essere un Paese a sovranità limitata e riscopriremo l’orgoglio di essere italiani. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

22/02/2006

Nuovo argomento per il Blog: LA SCELTA DI TURCI, PRIMA DI CRITICARLA CHIEDIAMOCI IL PERCHE’ Come militante DS rispetto all?addio di Lanfranco Turci alla quercia non sono sorpreso tanto da questa scelta (conseguenza di un malessere diffuso) quanto piuttosto dall’amarezza e stupore dei vertici diessini che continuano a fingere di non vedere. Non entro nel merito dei tempi con cui è stata fatta questa scelta ( l’accusa nei suoi confronti di opportunismo era prevedibile), da militante quello che mi interessa sono i problemi politici che il senatore pone con la sua presa di posizione e con cui il partito deve trovare - nel suo interesse - il coraggio e la responsabilità di misurarsi. I valori laici e liberali di una democrazia moderna la cui centralità non è più così evidente nel partito, l’avere rimosso per convenienza di schieramento i temi del referendum dopo l’esito negativo del mancato quorum, l’atteggiamento remissivo nei confronti del comportamento di Rutelli che ha fatto e disfatto continuamente l’agenda politica dell?Unione schiacciando in un angolo i nostri valori, tutto questo in nome del costruendo “partito democratico” di cui si parla con nomi e soggetti diversi da 10 anni. Infine l’affondo nei confronti della classe dirigente accusata di non voler cedere il comando con la conseguente scelta dei fedeli del momento. Sono tutti problemi che da tempo covano sotto la cenere e che le scadenze elettorali degli ultimi 4 anni hanno sempre rimandato al dopo in nome della priorità da dare alla scadenza di turno. L’amarezza e lo stupore dei vertici DS è figlia di questa volontà di fingere di non vedere gli evidenti problemi, è figlia della volontà di rimandare in eterno - volutamente - problemi politici la cui soluzione, infatti, pone come presupposto la disponibilità a mettere in discussione nomi, scelte politiche e strategie di schieramento. Chi ha posto questi problemi, chi ha chiesto coerenza del partito rispetto a valori fondanti quali lavoro, laicità, diritti civili e alla persona è stato messo in un angolo. La stessa rosa dei nomi della federazione di Bologna è figlia di questo atteggiamento miope: da un lato si è esclusa la componente di Socialismo 2000 ( e il 22° posto nella lista - primo degli ultimi o ultimo dei primi - di Alfiero Grandi non è certo un riconoscimento alle sue qualità politiche) troppo attiva nel suo atteggiamento di “critica costruttiva”, dall’altro il partito si è arrogato il diritto di scegliere anche per la cosiddetta “società civile” (senza preventiva consultazione della sulla eventuale proposta di nomi) con l’evidente volontà di bloccare sul nascere la giusta richiesta di partecipazione alle scelte politiche e dei nomi con la lusinga del candidato. Tutto questo continuerà a covare sotto la cenere da qui ad aprile, in nome della priorità assoluta di mandare a casa il centro-destra; ma dalla mattina dell’11 la discussione andrà finalmente affrontata ed aperta alla luce del sole se non vogliamo bruciare la nostra storia. C’è un evidente difetto di democrazia interna e rappresentatività delle varie anime che va risolto se vogliamo continuare ad esistere senza perdere troppa gente per strada. Claudio Gandolfi

Risposta:

23/02/2006

Caro Claudio, la scelta di Turci, come è stato detto alla Direzione regionale DS di lunedì scorso, è da rispettare sul piano personale ma suscita legittime perplessità politiche. E’ proprio vero che per sostenere i valori della laicità bisogna abbandonare i DS e militare nelle fila della Rosa nel Pugno? Non credo proprio. Posso capire le riserve nei confronti della Margherita e in particolare delle posizioni di Francesco Rutelli, ma la stessa cosa non si può dire per i DS. Non dimentichiamo che il nostro partito ha sostenuto con convinzione il referendum sulla procreazione assistita, ha respinto con forza le ingerenze del cardinal Ruini nella politica italiana e l’assalto alla legge 194 sull’aborto, condivide la battaglia sui PACS anche se solo in parte il tema è entrato nel programma dell’Unione. Per quanto riguarda Alfiero Grandi è dispiaciuta anche a me la discussione che si è dovuta fare per la sua ricandidatura. Sono convinto che Alfiero, al di là delle sue legittime scelte di collocazione politica, abbia lavorato bene come parlamentare della città al suo primo mandato. La Direzione provinciale DS, dopo la consultazione nella quale molti hanno proposto la questione, ha auspicato una soluzione condivisa in ambito regionale. Ciò è accaduto nella Direzione di lunedì scorso. La mia opinione è che meccanismi di formazione delle liste troppo legati alle appartenenze politiche interne (ma questo è un problema del partito nazionale, non di Bologna) portano in determinati casi a risultati alquanto deludenti. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

07/02/2006

Egregio senatore Vitali, chi le scrive è una docente non più idonea all’insegnamento, utilizzata in altri compiti in una biblioteca della città di Ravenna. Probabilmente avrà sentito parlare in snato della finanziaria 2003 che darà luogo al licenziamento di tutti quei docenti che non si dichiareranno “miracolosamente guariti”. Non le chiedo miracoli, ma più semplicemente di promuovere una azione di “lotta” verso questo articolo. dirigiamo biblioteche da anni, nel mio caso una biblioteca con 22 mila volumi che la Provincia di Ravenna ha voluto e finanziato l’entrata nel Polo SBN Romagna. Se fra 20 mesi noi saremo licenziati, a cos’è servito far conoscere il patrimonio e lasciarlo chiuso fra 4 mura? I libri sono fatti per circolare e essere utilizzati. Non tutti si possono più permettere di comprarli, e questo anche grazie al nostro attuale governo. Meno contributi alla scuola pubblica hanno significato anche un budget pari a zero per la nostra biblioteca in questo anno, siamo ricorsi ai finanziamenti di Istituti bancari. Già stanno risparmiando sulla scuola pubblica, incentivando la privata, il prossimo e imminente passo è risparmiare sul personale. Le sembra equo questo? Ringraziandola per l’attenzione, Ghetti Luigia

Risposta:

14/02/2006

Gent.ma Prof. Ghetti, non solo ho sentito parlare della grave norma della Finanziaria a cui lei fa riferimento, ma rispondendo nella mia posta a una sua collega dell’Istituto Olivetti di Ravenna ho sostenuto che l’Unione dovrà sicuramente rivedere quel provvedimento. La qualità dell’istruzione si misura anche dalla qualità dei servizi che lei e tanti altri suoi colleghi svolgete nelle biblioteche scolastiche, strumento essenziale per la formazione dei ragazzi nella scuola pubblica. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

03/02/2006

Illustre Senatore Chi Le scrive è una persona, ormai non più giovane e che molte ne ha viste in questa Città, ma che sempre ha cercato di amare e rispettare una Bologna fatta, non solo di illustri monumenti, ma di esseri umani che con me hanno condiviso, tutti, gioie e dolori: i miei concittadini. Io ho sicuramente una miriade di limiti e difetti, ma spero di non averne uno: non ho mai odiato alcun mio concittadino per causa delle sue idee politiche. E’ vero, non ho condiviso le opinioni di tanti, da una parte o dall’altra, ho temuto alcuni, non ho apprezzato altri, ma non mai odiato nessuno. Ecco perché spero che queste mie parole siano ben comprese. E scrivo a Lei perché, pur non avendo mai militato nel partito di cui Ella fa parte, ed essendomi viceversa comportato in anteposizione al PCI, ho negli anni sempre riconosciuto pubblicamente nella Sua persona e nello staff che Ella dirige, doti di correttezza, cortesia, professionalità politica e rispetto per i concittadini; doti che ho portato ad esempio. Ecco perché mi ascolterà: perché sono convinto che anche Lei sa che Bologna, la nostra Bologna, va male. E va male perché “La Piazza Grande è vuota”. I Bolognesi, cioè, non si parlano, non si confrontano e non costruiscono più, insieme, il loro futuro. Ricordo con nostalgia i tempi della mia giovinezza, quando, sotto le Torri ovunque era un fermento di idee e proposte sociali, spesso intemperanti e contrapposte, è vero, ma che però sempre si arrestavano di fronte ad una esagerata durezza. Ora, viceversa, i compartimenti sono stagni e nessuno si parla più. E la mia analisi negativa riguarda i cittadini di ogni colore politico. Riguarda un Centro Destra che si è dato e che ha accettato per cinque anni, come Sindaco, un Guazzaloca che per l’intero suo mandato ha rifiutato ogni confronto con tutti i suoi concittadini. Questo dopo essersi proposto come sindaco a 365 gradi! Una cosa inaudita, penosa, difficilmente definibile e che origina dubbi sgradevoli! Ma riguarda anche e soprattutto un Centro Sinistra che, fra l’altro, ha ignorato il rispetto delle autonomie locali, rinunciando a proporre un cittadino bolognese come Primo Cittadino (ove per bolognese si intende una persona che, pur essendo nata ovunque nell’orbe terracqueo, ha però dedicato la sua vita alla vita della città). Mi lasciano dubbioso coloro che si scoprono “improvvisamente, innamorati di Bologna” pur non avendola mai conosciuta. Ed a Lei questo dico dopo averlo detto, in pubblico, a Cofferati stesso, in campagna elettorale. Egli ha certamente vinto, ma la Città ha perso. Perché se, per proporre un candidato sindaco, una forza politica locale deve andare fino a Roma, beh, ne consegue che la valutazione dell’interezza di questa forza locale (lo ripeto) e di questa Città più in generale, non può che essere negativa. E queste valutazioni che gli altri e noi stessi bolognesi ci diamo hanno poi un grande peso, che è destinato ad influire sul nostro futuro. Queste mie opinioni non sono, si guardi bene, lo sciocco gioire di un oppositore all’attuale gestione di Palazzo d’Accursio, ma sono la dolorosa considerazione di un cittadino che, ovunque guardi la Città nella quale è nato e che tanto ama, non vede oggi quella qualità culturale e civile per le quali credeva di avere operato. Mi rivolgo a Lei perché sono convinto che Bologna abbia le risorse per superare lo stato di obbiettiva, grande difficoltà che attraversa. In vari ambiti ed in vari schieramenti politici, non mancano persone che possono ridare a questa nostra Città, ai nostri concittadini, quelle convinzioni, quella forza, quelle capacità di realizzazione civile per le quali è sempre stata nota. Le parti migliori della nostra Città ed Ella, nel suo ambito, è fra queste, debbono ricominciare e ripartire con nuovo slancio e nuovi intendimenti, riconoscendo i valori delle parti, ma anche il superiore valore del bene comune, che oggi è in pericolo. Se “La Piazza Grande” è vuota, dobbiamo riempirla. E dico a Lei ciò che dico ad altri: dobbiamo ricominciare a parlarci, con la correttezza e la civiltà che da sempre contraddistinguono Bologna.. Ecco la mia proposta: un incontro politico fra bolognesi, con Lei fra i protagonisti! Dice un cantautore popolare, ora in voga, “Smurzé la televisiòn e vgni fora d’in cà”. Trad. “Spegnete la televisione ed uscite di casa”. Credo che abbia ragione! Cosa fare quindi? E’ questo il quesito che rivolgo a Bologna ed anche a Lei, che questa Città conosce come pochi altri, dall’alto della Sua ben più che ventennale esperienza politica, costruita ed attuata all’ombra delle Torri. La ringrazio per l’attenzione e spero in una Sua risposta che, riconosco essere non facile, ma assai importante. Con molta cordialità Roberto Sgarzi

Risposta:

10/02/2006

Gent.mo dott. Sgarzi, le rispondo volentieri per aver potuto più volte apprezzare, avendovi partecipato, la sua capacità di organizzare dibattiti sempre molto ben riusciti. Sono certo che riuscirà bene anche quello di martedì 21 febbraio alle ore 21 alla Sala dell’Angelo in via San Mamolo con Carlo Monaco e me, moderato da lei e curato dal Gruppo Bolognese di cultura e politica con la collaborazione del Circolo Alexis. Quella sarà certamente un’occasione per discutere del tema che lei mi pone, visto che il titolo del dibattito è proprio “Bologna…dove vai?”. Non credo che la provenienza non bolognese del Sindaco Cofferati, che peraltro Bologna la conosceva anche prima di diventare primo cittadino, possa ormai essere un elemento di giudizio per il suo operato. Può esserlo certamente per la classe dirigente del centrosinistra di questa città, che peraltro è passata attraverso la dura sconfitta del 1999 e ha saputo contribuire alla vittoria elettorale del 2004. Il giudizio sul Sindaco e sull’amministrazione va dato sui fatti. Non c’è dubbio che egli stia dimostrando determinazione nell’affrontare problemi non facili e annosi, come gli accampamenti abusivi del Lungoreno e più in generale il tema della legalità, e nel dare risposta al nodo del traffico cittadino, con SIRIO, e alla prospettiva del futuro urbanistico di Bologna, con il nuovo PSC. L’amministrazione comunale però non può, da sola, affrontare tutti i problemi complessi di una città come Bologna, che sta vivendo da molti anni una fase delicata del suo sviluppo. C’è bisogno di una politica nazionale per le città, e a tale proposito la invito - se lo desidera - ad intervenire sul mio blog al dibattito dedicato a questo tema. Ma è anche necessario, come lei sostiene giustamente, mobilitare tutte le energie della città, che a Bologna sono particolarmente attente e numerose, in ogni campo e indipendentemente dalle appartenenze politiche. Per questo le dico che sono disponibile all’incontro politico su Bologna, fra bolognesi e anche fra quanti - e il Sindaco è tra questi - non sono nati a Bologna ma dedicano la loro intelligenza e le loro energie alla nostra città. La saluto cordialmente Walter Vitali

 

Lettera:

01/02/2006

Caro Vitali, ti scrivo anche a nome di numerosi colleghi perchè abbiamo visto sulle agenzie di stampa che Livia Turco ha presentato le proposte dei DS sulla sanità organizzate in sei punti. Non ce ne siamo dimenticati un settimo, che per la gente è forse il più importante? Ci riferiamo alla PREVENZIONE! La gente non vuole solo essere curata , ma giustamente pretende che l?organizzazione sanitaria vigili sulla propria salute rimuovendo i fattori di rischio. Lo stesso Storace che aveva iniziato il suo mandato dicendo baldanzosamente che intendeva occuparsi solo di ospedali, strutture e macchinari ha poi dovuto fate i conti con il latte all?ITX e l?influenza aviaria. Tutte le evidenze scientifiche dimostrano la stretta connessione tra l?ambiente di vita e di lavoro, l?alimentazione e le abitudini voluttuarie da un lato e le malattie cronico degenerative dall?altro. Riteniamo che non sia più una priorità il fatto che il servizio sanitario se ne occupi? Si vuole interrompere il circuito prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione che caratterizza la vera forza e la peculiarità del sistema Italiano? In Italia ci sono migliaia di operatori a lavorare negli screenings per i tumori, nell?igiene e sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro, nella igiene della nutrizione e nella sicurezza alimentare e nella veterinaria per le aziende sanitarie. Non servono più? UNA COSA E’ COMUNQUE CERTA: SENZA PUNTARE SULLA PREVENZIONE IL SISTEMA NON REGGERA’ A LUNGO SOTTO LA SPINTA DEI CONSUMI DI PRESTAZIONI CRESCENTI LEGATI ALL’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE. Noi attendiamo fiduciosi una integrazione dei sei punti. Cordiali saluti

Alleghiamo di seguito la notizia Politica sanitaria Ds, 6 punti per governare in sanità E’ concentrato in sei punti il programma dei Democratici di sinistra sui temi della salute. A presentarlo venerdì mattina nel corso della prima conferenza nazionale dei Ds su salute e politiche sociali è l’onorevole Livia Turco. Sei punti per costruire una proposta politica che “ruota intorno a due grandi idee chiave: l’integrazione e la sostenibilità”. Innanzitutto il federalismo. Il programma presentato dalla Turco vuole “fermare il progetto della devolution, tornando alla riforma del titolo quinto del centro sinistra, ma migliorata. Una funzione nazionale di coordinamento aperto che sia di indirizzo, di diffusione delle buone pratiche, incentivo della qualità e di promozione e sostegno a chi è più indietro. In pratica federalismo solidale che deve proporsi di superare le disparità tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno. Con modifica anche del federalismo fiscale”. Il secondo punto del programma dei Ds riguarda la medicina del territorio che deve essere capace di “assistere 24 ore su 24 il cittadino. A questo proposito Livia Turco pensa a una sorta di “tutor del cittadino che deve essere il medico di famiglia con cui costruire un patto di doveri e diritti che comprenda: l’adeguamento della loro formazione universitaria e permanente (Ecm), la esplicitazione di ciò che si deve chiedere al proprio medico per costruire una relazione di fiducia con il paziente, e infine una valutazione della qualità del lavoro e dei risultati sulla base di indicatori che potrebbero essere definiti dalla Commissione per la appropriatezza costituita in ogni distretto”. Il terzo capitolo della riforma pensata da Livia Turco prevede una “rete integrata di servizi sociali per costruire una solidarietà tra le generazioni”. A questo proposito si pensa a un “fondo per gli anziani non autosufficienti, il coinvolgimento degli anziani in attività utili, ma anche il raddoppio del numero degli asili nido”. E per incentivare la natalità, la parlamentare Ds suggerisce una “dote per ogni figlio che nasce”. Il quarto punto riguarda il ruolo dell’università. “Dal 1978 - ricorda la Turco - non c’è stata alcuna riforma degli studi di medicina. Bisogna correggere le arretratezze e l’autoreferenzialità del sistema universitario ancora troppo sganciato dal fabbisogno del Ssn”. Il quinto ‘comandamento’ suggerisce di “finanziare in modo adeguato i livelli essenziali di assistenza sociale e sanitaria. Ma anche definire le forme di compartecipazione al costo dei servizi”. Infine l’ultimo capitolo del programma dei Ds sulla salute e le politiche sociali auspica una “sanità trasparente, efficiente, non lottizzata, in cui non ci sia ingerenza della politica nella gestione e in cui siano valorizzati il merito, le competenze, le professionalità”. Fausto Francia

Risposta:

01/02/2006

Caro Fausto, farò avere a Livia Turco la mail che mi avete mandato perchè penso anch’io che la prevenzione debba avere un posto di primo piano nelle politiche per la salute dei DS e dell’Unione. Non credo che la problematica sia assente dalle nostre elaborazioni, ma come tu dici occorre darvi una maggiore evidenza pubblica. Per quanto riguarda poi una città e una regione come la nostra, non c’è dubbio che gli interventi per migliorare l’ambiente, per la qualità dell’aria, per lo sviluppo sostenibile sono essenziali al fine della tutela della salute delle persone. Partecipa insieme ai tuoi colleghi al blog che lancerò sul mio sito per elaborare insieme un programma per Bologna da attuare in caso di vittoria elettorale. Potrai così contribuire ad avanzare proposte che ci saranno molto utili. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

31/01/2006

egr. Sign. Vitali, perchè L’Ulivo non parla mai del problema dell’immigrazione ? Eppure, ci sono casi familiari drammatici. Presempio: un mio parente , è sposato con una donna ucraina, questa ha due figli maggiorenni che con immenso sacrificio li ha fatti venire in italia clandestinamente, pagando oltre 5000 euro. per la ragione che i ragazzi nel suo paese erano disoccupati,e senza una casa dove vivere. (questo è buon pane per le organizzazioni criminali). Per questo motivo li ha fatti venire in italia. ma i signori Bossi e Fini con la 286 bloccano ogni possibilità del ricongiungimento familiare,appunto perchè sono maggiorenni,e sani di costituzione. Signor Vitali,quella legge ,a parer mio è anche anticostituzionale,per il diritto umano,e in diritto alla famiglia. La ringrazio per il tempo che mi ha concesso, e colgo l’occasione per porLe i miei più sentiti saluti. Castigliani Roberto

Risposta:

01/02/2006

Gent.mo Sig. Castigliani, il caso che lei mi segnala è, purtroppo, la testimonanianza più chiara del cinismo e della ipocrisia della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. E’ una legge voluta per alimentare la paura dell’opinione pubblica nei confronti dell’immigrazione, ben sapendo che in questo modo si favorisce il fenomeno della clandestinità come è successo nel caso del suo parente. L’Unione e l’Ulivo devono prestare la massima attenzione a queste problematiche e, in caso di vittoria, impegnarsi a cambiare subito la normativa in materia di immigrazione anche per favorire i ricongiungimenti familiari. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

20/01/2006

Preg.mo Senatore, la sua carica di sindaco prima e quella di senatore oggi sono un legame forte con la cittadinanza e con le sue istanze.Le propongo di valutare gli effetti negativi dell’art.35 comma 5 della legge 289 del 27 dic.2002(finanziaria 2003). I docenti inidonei all’insegnamento ma idonei,senza se e senza ma,a svolgere altre mansioni, alla fine del 2007 saranno destinati al licenziamento. La mobilità intercompartimentale a cui si fa riferimento nella legge è di fatto inapplicabile e un docente che è stato riconosciuto inidoneo in via permanente non può essere restituito all’insegnamento.Lavoriamo da anni nelle biblioteche scolastiche con competenza e passione,non le pare una legge iniqua?Non stare più materialmente in classe non vuol dire avere meno da offrire in campo educativo e culturale.Le sono grata, e con me tutta la categoria da tempo in apprensione,per averci dato questa opportunità. La ringrazio. Distinti saluti Marilena Rondelli(biblioteca dell’IPSSCT “A.Olivetti” di Ravenna)

Risposta:

01/02/2006

Gent.ma Prof. Rondelli, indubbiamente l’articolo della Finanziaria a cui lei fa riferimento, che riprende una norma precedente, è iniquo e da collocarsi nell’ambito di una politica scolastica disastrosa condotta dal governo di centrodestra. L’unico parametro della Moratti è stato infatti quello della drastica riduzione dei costi, con tagli durissimi a tutte le opportunità educative e formative. Le biblioteche scolastiche sono essenziali per la formazione degli alunni e degli studenti, e gli insegnanti che vi si dedicano hanno una professionalità del tutto paragonabile a quella degli altri loro colleghi. L’Unione e i DS hanno condotto diverse battaglie parlamentari contro la norma che vi riguarda, ma purtroppo senza esito. La scuola va rimessa al centro delle prospettive di crescita del Paese. Se nella prossima legislatura le cose cambieranno, come ci auguriamo, penso che occorrerà rivedere anche la questione degli insegnanti che si dedicano alle biblioteche scolastiche. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

16/01/2006

Egr. Senatore Vitali, Leggo su La Repubblica del 12.01.06 il suo articolo in cronaca di Bologna , che parla di moralità nella politica , negli affari e nei comportamenti,nonchè del rilancio della “diversità” di cui tanto si parla in questi giorni . D’accordissimo ! D’altra parte sui giornali di oggi faccio fatica a trovare i dettagli di una notizia sentita alla radio , secondo cui il Senato ha bocciato alla quasi totale unanimità la decurtazione degli emolumenti dei senatori del 10% , come prevedeva la Finanziaria . A quanto ho capito anche la totalità dei senatori del centrosinistra hanno partecipato a questa bocciatura . Non so se Lei era presente in Senato alla votazione , dico però che questi sono esattamente i comportamenti che allontanano la gente dalla politica e una parte dell’elettorato del centrosinistra , sia votanti che indecisi , dal confermarvi il voto . Avete perso l’occasione che vi è stata offerta per dimostrare compatti la vostra diversità proprio adesso che viene messa pesantemente in dubbio con grande battage mediatico dai vs. avversari . Avete nuovamente dato ragione a chi dice che ” … siete tutti uguali quando sedete su quelle poltrone ” . I vostri simpatizzanti non sanno più come controbattere a questa campagna diffamatoria , perchè continuate a farvi del male da soli . Cordiali saluti Renzo Brighenti

Risposta:

16/01/2006

Gent.mo Sig. Brighenti, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso il mio articolo su Repubblica. Quanto alla notizia che ha sentito alla radio e alla quale si riferisce si tratta di un fatto un pò diverso da come lei lo riporta. Il Senato ha votato in dicembre la Legge Finanziaria che comprende la decurtazione del 10% dell’indennità dei senatori, così come di tutti coloro che ricoprono cariche elettive, per il 2006, e su questo punto vi è stato anche il consenso dell’opposizione. Le indennità dei senatori saranno quindi decurtate come prevede la legge senza nessuna possibilità di deroga. Il Consiglio di Presidenza del Senato si è espresso nei giorni scorsi sulla estensione della decurtazione all’indennità di fine mandato e al vitalizio, cioè al trattamento pensionistico. Sulla base di un parere legale tutti i Presidenti dei gruppi che fanno parte del Consiglio di Presidenza, compresi quelli di centrosinistra, hanno votato per la non retroattività della decurtazione la quale agirà quindi anche su queste due voci ma a partire dal 1 gennaio 2006. Pertanto mi sembra che non abbiamo dato ulteriori argomenti alla solita campagna del “siamo tutti uguali” quando c’è da votare sui nostri stipendi, perchè la non retroattività della decurtazione mi sembra francamente ovvia. Altro discorso è quello sull’entità degli stipendi dei parlamentari, che so essere un tema molto delicato soprattutto in un momento nel quale tante famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Romano Prodi ha più volte dichiarato che l’Unione dovrà prestare attenzione a questo tema se vincerà le elezioni, e io sono del tutto d’accordo con lui. Ma c’è una certa “diversità” anche su questo tra noi e i nostri avversari politici. Tenga conto che tutti i parlamentari DS versano 2000 euro circa al mese della propria indennità al partito, e una quota del contributo mensile per il supporto tecnico e i rapporti con il collegio (750 euro circa) per il finanziamento degli uffici dei gruppi a Roma. I parlamentari DS di Bologna utilizzano infine la rimanente parte di quel contributo (2250 euro circa)per il funzionamento del loro Ufficio parlamentari. Cordiali saluti Walter Vitali

 

Lettera:

10/01/2006

Caro Walter ho appena letto su Repubblica le spiegazioni di Fassino , devo dire che io non ho mai dubbitato vado per istinto, comunque la risposta mi ha soddisfatto e spero che lo leggano in molti. La mia perplessità è invece su dei personaggi di sinistra che non sono cooerenti e non vedono l’oro di sparare su loro stessi (sempre se sono sinceri e sono veramente di sinistra, ma ne dubito). Vedi Ochetto che ,una volta stimavo tanto anche perchè io vengo dal pc è ho vissuto il passaggio molto dolorosamente. Comunque siccome vado d’istinto la mia opinione su di lui è cambiata in un lontano 1999 in un paesino di Calabria quando a lui ho stretto la mano e la mia non è stata una belle sensazione. Forse non mi sbagliavo non è stato capace di farsi da parte ha sempre creduto che il partito fosse lui. No il partito siamo tutti noi che ci crediamo e lo amiamo nella bella e cattiva sorte,anche se non prendi la tessere, e cerchiamo di farlo migliorare senza affondarne le radici:Io penso che chi ama veramente lascia andare….e lasciar andare era non allontanarsi ma rimanere vicino e gioire della crescita e contribuire ad essa: Ma purtroppo io sono un idealista… ti confesso che è proprio per questo che non ho più preso la tessera. Il mio disgusto avveniva dopo gli incontri ….le stesse persone che prima avevano sorriso stretta la mano al personaggio del momento…e in quel momento il personaggio eri Tu, subito dopo ripeto mettevono in piazza non solo i difetti ma cose personali e intrecci non puliti. No io in una politica del genere non ci sto ma credo molto nei principi del mio partito ideale e su questo combatto. Cerco di farlo non all’interno ma con il mio esempio nel lavoro nel sociale e nel parlare con la gente,facendo anche un volontariato personale io faccio reiki che serve a portare rilassamento un pò di benessere alle persone)anche questo serve a una società che sta perdendo la socialità la fratellanza l’amore. Colgo l’occasione per dirti di informarti sulla associazione “Dozzainarmonia”…e venire qualche volta alla nostra festa. Scusa questo mio sfogo ma è ora che tutti noi ci diciamo la verità e questa è la mia verità del perchè sono uscita dal partito….lo ribadisco sono per la chiarezza fino in fondo ma anche per la solidarietà tenendo conto delle azione politiche non dei fatti personali…scusa lo sfogo un augurio di buon proseguimento con affetto Rosa Demingo

Risposta:

11/01/2006

Cara Rosa, ti rispondo ora, mentre si sta svolgendo la Direzione Nazionale DS, in modo da avere ulteriori elementi di valutazione sulla amara vicenda dell’UNIPOL. Si sta profilando una conclusione unitaria e questo è un bene. Ma soprattutto mi pare che si stia giungendo ad una posizione condivisibile dove la giusta reazione agli attacchi indecenti ai DS, che non possono essere accusati in alcun modo di illecito, si accompagna alla doverosa riflessione critica sui temi dell’etica, della politica e dell’economia. Fai bene ad impegnarti nel volontariato e mi discpiace tu non abbia più la tessera dei DS, mi auguro che ci ripensi. Anch’io credo che i DS debbano molto ad Occhetto e la rottura è stato un fatto negativo. Comunque anche da esterna penso che potresti dare il tuo contributo, poichè la politica deve essere vissuta come passione ed impegno disinteressato, contrastando in questo modo tutti i pericoli di un suo snaturamento anche nel nostro partito. Sull’associazione Dozzainarmonia mi sono già informato, so che il 18 dicembre scorso avete organizzato il presepe vivente di fronte alla Chiesa. Verrò sicuramente a trovarvi anche per salutare il vostro bravo parroco don Giovanni Nicolini. Cari saluti Walter Vitali

 

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